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mercoledì 15 giugno 2011

Rinascita



Qualche giorno fa ho fatto un'esperienza fantastica. L'occasione è stata una gita in alcuni luoghi pieni di sacralità, quelli dove il popolo Etrusco ha lasciato dei segni arrivati fino ai giorni nostri.
In una giornata, insieme ad una decina di persone, accompagnate da uno studioso del genere, abbiamo fatto riemergere i miti della grande Dea della terra e riscoperto l'antica e universale concezione di un'energia primordiale e divina. La cosa più particolare e significativa è stata attraversare un cunicolo etrusco in percorso individuale.
Forse era pensato come un percorso iniziatico, una sorta di rinascita attraverso un canale del parto scavato nella roccia, e l'esperienza è stata veramente rigenerante.
Siamo arrivati, io ed il piccolo gruppo molto eterogeneo, sul posto dopo il percorso della via cava. Eravamo stati preparati a quello che ci attendeva, forse fin troppo. All'inizio nel cunicolo si entrerà in piedi, si starà completamente al buio e senza alcun riferimento, poi circa a metà si comincerà a vedere la luce ma a quel punto il cunicolo si abbasserà sempre più finché per uscire sarete costretti a piegarvi sulle ginocchia.
-. Non ci sono draghi, il drago è dentro di voi, dovete ascoltarlo e farlo uscire fuori.
Così ci disse l'archeologo. – Vi consiglio di non percorrere in fretta la zona buia, ma anzi, di percepire quali sono le sensazioni proprio in quella parte del percorso, prima che compaia la luce.
Sono eccitata e incuriosita, le sfide mi piacciono. Mentre qualcuno discute sull'opportunità o meno di entrare, ed io sto già pensando che voglio essere la prima, un ragazzo mi precede. Bisogna che ci sia qualcuno dalla parte dell'uscita che dia un'aiuto e tenga tesa una corda. Lo farà lui.
Ecco l'ingresso: è stretto e potrebbe effettivamente assomigliare ad una vulva. Non si vede il cunicolo, ma solo una fenditura verticale nella roccia. E' molto stretta, ci entrerò? Comincio a non essere più così sicura. Sento i passi che rimbombano del ragazzo che è appena entrato, paiono provenire da dentro la montagna, pesanti come quelli di un gigante. Incredibile.
Dopo qualche minuto la voce della nostra guida dal fondo del cunicolo, che grida: - Vai!
Significa che lui è arrivato a destinazione, e che ora tocca a me.
La donna che invece è con noi all'ingresso, mi dà gli ultimi consigli: - Aiutati con le mani, metti le mani sopra la testa e senti la roccia.
Faccio due passi ed è già buio totale. Silenzio totale. Sono dentro la rupe, dentro la montagna. Il fianco destro struscia sulla parete, i capelli si impigliano sulla roccia, la sento sfiorarmi. Già sono così stretta? Se continuo dritto avanti a me percepisco solo un muro di pietra ruvida. E pietra sopra la mia testa. Cazzo. Mi manca l'aria, mi si stringe la gola e il cuore batte all'impazzata. Eccolo qui il draghetto che mi morde lo stomaco. Ora fermati. Ascolta e respira.
Le mani sulla roccia adesso mi guidano, sono come un cieco e le uso come fossero i miei occhi, sento un varco alla mia sinistra e le infilo come una lama in quella fessura. Devo curvare, non camminare diritto, e cominciare ad abbassare la testa. Dopo la curva ecco la salvezza: la luce! Ma il percorso non è ancora finito. Questa è la parte più lunga, percepisco che il soffitto scende progressivamente e mi abbasso fino a terminare carponi. Appoggio mani e ginocchia sulla terra soffice e compio gli ultimi passi sorridendo. Esco e il mio "padre" nel percorso di rinascita anche mi sorride, un'altra mano si tende verso di me e mi porge la corda che devo seguire per continuare, questa volta all'aperto. Il fiume scorre poco più sotto, avverto il rumore dolcissimo dell'acqua ed un senso di quiete mi invade. Mi sento liberata, tanto che decido di rifarlo una seconda volta, e le sensazioni saranno diversissime. Molto più fastidiosa la seconda parte, il dover piegarmi.
La dottoressa all'uscita ci ha spiegato che si fa anche l'esperienza della sottomissione. E' l'uomo che si sottomette alla natura, al suo volere. Altro bell' insegnamento. Infatti c'è stato chi, nonostante la difficoltà, non si è piegato carponi. Io evidentemente sono più abituata a stare a quattro zampe!
A parte gli scherzi, è stata un'emozione molto intensa.

Poi stamattina stavo leggendo il libro
Le Dee dentro la donna di Jean S. Bolen, sfoglio le ultime pagine in cerca della bibliografia e mi cade l'occhio su questo paragrafo:

"Attraversare il passaggio stretto e scuro
La maggior parte dei viaggi eroici implica l'attraversamento di un luogo scuro- caverne montane, il mondo degli inferi, passaggi labirintici – per emergere finalmente alla luce. E' un viaggio che corrisponde al passaggio attraverso la depressione. Nei miti, come nella vita, la viaggiatrice deve andare avanti e continuare a fare ciò che va fatto, deve rimanere in contatto con i compagni di viaggio o farcela da sola, deve non fermarsi e non rinunciare (anche se si sente perduta)deve tenere viva, nel buio, la speranza.
Il buio può rappresentare quei sentimenti oscuri e rimossi (rabbia, disperazione, biasimo, vendetta, tradimento) attraverso cui dobbiamo passare se dobbiamo uscire da una depressione.
E' un'oscura notte dell'anima, quando, nell'assenza della luce o dell'amore, la vita sembra priva di senso. Sofferenza e perdono, in genere, rappresentano la via d'uscita. Dopo, possono tornare la vitalità e la luce.
Capire che la morte e la rinascita, nel mito come nei sogni, sono le metafore della perdita, della depressione e della guarigione, è di grande aiuto. In una visione retrospettiva molti di questi periodi bui si rivelano come riti di passaggio, un tempo di sofferenza, attraverso cui la donna ha imparato qualcosa di grande valore ed è cresciuta o può essere stata temporaneamente prigioniera, come Persefone nel mondo degli Inferi."

Ecco, penso proprio di essere rinata un'altra volta.


P.S. quello nella foto ovviamente non è il cunicolo!

giovedì 9 giugno 2011

I lividi dell'anima



I lividi dell’anima, quanto tempo ci vuole perché guariscano?
Quelli sulla mia pelle, sul mio seno, sul monte di Venere, i segni dei morsi sulla schiena stanno scomparendo. Mi guardo allo specchio e vorrei fossero già cancellati, invece sono ancora lì, a rammentarmi quello che è stato.
E gli altri? Quelli che non si vedono ma fanno più male? Ci vorrà ancora tempo, ed io so aspettare. Come una lumachina chiusa nel proprio guscio, metterò fuori un’antennina e poi un'altra. Poi la testa ed alla fine camminerò di nuovo, ma con la mia casetta a proteggermi, stavolta.
Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te” disse Nietzsche in Al di là del bene e del male. L’abisso mi ha tentato fino a non rendermi conto di essere diventata un mostro io stessa. Anche io ho procurato ferite.
Quando sei dentro un’esplosione rimani abbacinata dai lampi e dai colori, dal vortice che ti solleva in aria, sbalzandoti in alto, stordendoti. Poi, dopo, quando ridiscendi e le schegge ricadono lentamente a terra, le prendi in mano e ti accorgi che sono solo dei cocci di vetro aguzzi, non brillano più. Fanno soltanto male e devi stare attenta a non tagliarti.

martedì 24 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Quarta ed ultima parte


(prosegue il racconto scritto a quattro mani con discretopassionale)


Anna prende a baciare la cappella di Gianni, delicatamente coglie con la lingua i suoi umori, si stupisce di quel sapore diverso, acidulo come quello di una mela colta troppo presto dall'albero.
Gianni chiude gli occhi e riversa la testa all'indietro quando Anna lentamente ma inesorabilmente lo accoglie nella sua bocca quasi completamente, mentre la sua mano ha abbandonato l'asta e si è spostata sui testicoli come per aiutarsi nell'affondo.
Il desiderio in lei cresce al pari del ritmo della sua bocca, sente le labbra della sua fica gonfiarsi per il piacere e gli umori colare lungo le cosce, avverte chiaramente la çappella di Gianni crescere e il suo cazzo vibrare ma non vuole che venga così, vuole sentirlo dentro di lei, vuole essere scopata selvaggiamente da quel cazzo che teme non sentirà mai più dopo quella volta.
Mario si sposta e li abbandona andandosi a sedere sul divano a pochi metri da loro, si masturba guardando Anna, la sua Anna, in ginocchio davanti al suo amico d'infanzia intenta in uno dei suoi splendidi pompini. L'osserva succhiare avidamente quel cazzo, mentre sente uno strano languore nel petto e si stupisce per la libidine che lo sconvolge, sente il suo membro pulsare mentre continua a menarselo guardando la lingua di Anna che lambisce la cappella di Gianni. Il viso dell'amico è in preda alla lussuria mentre le spinge il cazzo in gola... non l'ha mai visto così, non l'avrebbe mai potuto immaginare così. Lei lacrima, il trucco sfatto le riga il volto, i capelli arruffati, il suo morbido corpo sconvolto... la vede stringersi i seni ed accoglierlo lì in mezzo. E l'espressione dei suoi occhi, quello sguardo bramoso ed avido che Anna aveva avuto soltanto per lui... Si sente rimescolare lo stomaco, vorrebbe avvicinarsi e schiaffeggiarla, urlarle che è una puttana, ma non lo fa. Rimane a contemplare quella visione, godendo invece al tempo stesso nel vedere la carnalità del corpo di sua moglie mentre è alle prese con un altro uomo.... sente l'orgasmo avvicinarsi, le palle indurirsi

Anna riconosce quei mugolii che precedono l'esplosione del marito... si alza e raggiunge Mario tenendo Gianni per il cazzo e trascinandoselo dietro come un cagnolino con il suo guinzaglio di carne, poi si inginocchia di fronte al marito seduto sul divano appena in tempo perché lui la inondi con il suo seme caldo, le schizza sui seni, sul volto, sui capelli... E' la prima volta che suo marito compie quel gesto ... ora vede Anna in maniera diversa, è paradossale ma la sente ancora più sua.
L'uccello di Gianni è ancora nella sua mano, durissimo mentre lei ora si dedica a lui, accogliendolo nuovamente nella sua bocca sempre di fronte al marito. E' quasi completamente in estasi mentre affonda con colpi sempre più decisi nella sua bocca, la saliva cola copiosamente lungo l'asta del suo cazzo gocciolando a terra. Ha osservato Anna accogliere gli zampilli del marito e desidera
fare altrettanto, così sfila il suo membro da quella bocca avida un attimo prima che spruzzi di sperma bollente la ricoprano nuovamente, andando a mescolarsi al seme del marito.
Mario osserva sua moglie in ginocchio ricoperta di sperma, le protende la mano e l'aiuta a sollevarsi, poi con la stessa mano amalgama sul suo corpo le macchie lattiginose mescolando i due semi, le massaggia il seno dolcemente mentre la bacia. Senza parlare le tende la mano e la sostiene sollevandola da terra, l'accompagna in bagno, l'aiuta ad entrare nella doccia e fa scorrere l'acqua tiepida sul suo corpo. Poi prende la spugna, vi versa alcune gocce di bagno schiuma e comincia ad insaponarla come se fosse una bambina, prima le spalle, poi il seno, poi scende lungo la schiena e si insinua tra le natiche burrose.
Con le mani le sciacqua il volto, poi entra anche lui nella doccia e l'abbraccia sotto il getto dell'acqua. Anna si lascia coccolare dal marito... quei gesti la rimettono in pace con sé stessa, per un attimo ha avuto timore di aver rovinato tutto, invece ora intuisce che da questa esperienza il loro legame uscirà rafforzato. Non avrà più segreti per lui, i suoi desideri saranno anche i suoi.
Ma mentre il marito l'accarezza ritorna a pensare a Gianni che è rimasto in salotto, ha voglia di lui, lo vuole dentro di lei, vuole sentire quell'attrezzo duro e lucido frugarla dappertutto.
Dopo la doccia Mario le porge l'accapatoio, osserva sua moglie, il suo corpo pieno cosparso di goccioline, e le pare che non sia mai stata così bella. Sente di amarla come non mai. La bacia con tenerezza scostandole una ciocca dei capelli umidi che le incorniciano il volto.
Quando escono dal bagno si lasciano andare sul loro letto coniugale, obliquamente. Si baciano avvinghiati, i loro corpi nudi e frementi non sono ancora sazi. Dopo pochi minuti Gianni li raggiunge, osserva la loro intimità e prova quasi invidia... capisce che è stato soltanto un giocattolo nelle loro mani. Ma la smania di Anna non si è ancora placata...
- "Vieni qui"- Sussurra Anna. Gianni si avvicina al letto mentre la osserva sedersi sopra il marito dandogli le spalle mentre Mario afferra il suo sesso gonfio di desiderio indirizzandolo verso il sesso ancora umido di Anna che inizia ad abbassarsi lentamente, la cappella lucida forza le grandi labbra e inizia a farsi strada in lei. L'amico si appressa al viso di Anna con il sesso nuovamente teso, lei si aggrappa ai fianchi di Gianni e si lascia nuovamente violare la bocca....

Mario allunga le mani e afferra i generosi seni di Anna, mentre lei presa dall'eccitazione ha aumentato il ritmo dei suoi movimenti, i suoi glutei sbattono con colpi sempre più forti contro l'inguine del marito mentre Gianni, in piedi accanto al bordo del letto la prende per i capelli per spingere il suo sesso più a fondo
Anna vuole Gianni, vuole sentire quella lunga verga dentro di sé, così si alza lasciando che il cazzo durissimo di Mario scivoli fuori di lei, vuole assaggiarlo, sentire il sapore dei loro umori mischiati, si gira piegandosi verso il marito e la sua bocca ne accoglie la cappella. La sua fica fradicia si schiude alla vista di Gianni, gli umori le bagnano le sue cosce burrose.
Gianni si avvicina, afferra il suo cazzo turgido al limite della sopportazione e coperto di saliva indirizzandolo verso la fica di Anna, con un colpo deciso affonda con facilità dentro di lei, un urlo strozzato accompagna l'intrusione di quel cazzo troppo lungo, per lei abituata ormai da anni alle misure del marito.
Anna sente Gianni continuare a spingere quasi per saggiare la profondità di quell'anfratto bollente e accogliente, le mani di lui aggrappate saldamente ai suoi fianchi non le permettono di allentare la pressione di quel cazzo irruento. Il piacere è accompagnato dal dolore per quella spinta inesorabile che lentamente si trasforma in un movimento dolce ma deciso, lo percepisce chiaramente uscire quasi completamente per poi riaffondare con forza e sbattere in fondo al suo piacere.
"Non immaginavo che Gianni avesse un cazzo così lungo, mi fa ha fatto un po' male ma ora sento la mia fica che si è aperta, adattata.Sarebbe perfetto per il mio çulo … Ora mi sposto, chissà se capisce… lo lascio sgusciare fuori e mi impalo sopra quello di Mario…li voglio tutti e due dentro di me"
Anna si sposta di colpo, il cazzo di Gianni esce dal suo corpo e lei lo prende in mano dirigendolo verso il suo buchino roseo. Lui non aspettava altro, solo un gesto che gli consentisse di profanare quel culo che ha desiderato da tanto tempo. Anna ci appoggia appena sopra la cappella scivolosa e poi lascia fare lui, che lentamente, inesorabilmente entra in quello stretto canale. E' a cavalcioni sopra il ventre del marito che osserva il suo volto contrarsi nel dolore e poi dopo chiudere gli occhi e godere, godere di quel cazzo non suo che la sta violando nella sua più segreta intimità. Sente la sua fica calda ed umida scivolare sul suo ventre, vede i suoi seni ballare sotto i colpi di Gianni e la visione di sua moglie lo rende pazzo dal desiderio, il suo cazzo è duro come il marmo… afferra Anna per i fianchi, lei intuisce il suo volere e si solleva leggermente per poi riabbassarsi lentamente ed impalarsi sopra la verga del marito. Gianni rimane dentro di lei ma non si muove mentre Anna lascia che il cazzo di Mario la riempia davanti… le sembra che la sua fica si sia rimpicciolita, le pareti si sono ristrette a causa della pressione del membro di Gianni. Anche Mario lo sente… sente il cilindro di carne dell'amico attraverso la sottile membrana che li separa.
Anna si sente riempita, impalata nel ventre, nelle viscere dalla carne pulsante dei due uomini che si muovono dentro di lei, abusando del suo corpo, usandola. Mario mentre la guarda le succhia i capezzoli, le infila le dita in bocca e se le lascia succhiare:
- "Ti piacerebbe che ci fosse un altro ancora? Un altro cazzo che ti scopa la bocca, vero?
Le parole del marito fanno esplodere la miccia di Anna… si immagina con tre uomini che la prendono dappertutto, mentre sente contemporaneamente fica clitoride e çulo pulsare, quei cazzi gonfiarsi all'inverosimile dentro la sua carne ed un'onda liberatoria che la attraversa tutta, le squassa le viscere e lo stomaco e le risale lungo la schiena fino ad esplodere nella sua testa. Booom! Grida come non ha mai fatto finora, come un animale, come una bestia, a lungo. Anche Gianni esplode, la riempie con il suo sperma bollente fino nell'intestino, fino nei suoi anfratti più remoti. Poi si sfila da lei lasciando colare il suo seme fuori, osserva il suo buchino allargato gocciolare. Si accasciano entrambi sul letto, sfiniti.
Il cazzo di Mario è ancora teso fino all'inverosimile, si è tenuto perché vuole prendere anche lui sua moglie nel culo. Anna è rimasta sdraiata sul ventre, le solleva leggermente le natiche bianche e burrose, le apre con le mani e ci infila la lingua a leccare le ultime gocce di sperma dell'amico mescolato agli umori di lei. Quell'afrore dei due sessi mescolati lo rende pazzo di libidine, si afferra l'uccello alla base ed entra nel culo già aperto dall'amico. Il suo cazzo più largo lo dilata ancora di più, Anna si lamenta mentre lui inzuppa la cappella nello sperma di Gianni. La possiede con foga, ma non riesce a trattenersi a lungo, anche lui scarica tutta la sua potenza dentro di lei che gode ancora una volta analmente… Mario sente l'anello di carne stringersi e contrarsi intorno al suo cazzo. Ed ora, come tre naufraghi abbandonati su una spiaggia dopo una tempesta se ne stanno così, sdraiati sul letto, Anna in mezzo e i due uomini ai suoi fianchi, spossati.
Tutti ora pensano che hanno finalmente realizzato un sogno, ma sanno anche che questo sarà soltanto l'inizio di un gioco che potrebbe portarli molto, molto lontano….

lunedì 23 maggio 2011

Il viaggio o la meta?


filmato fatto da me dal finestrino... secondo voi di che località si tratta?

giovedì 19 maggio 2011

Telepatia



Sicuramente capita anche a voi qualche volta di avere certe sensazioni. Ieri mattina, come sempre dopo il mio risveglio ho messo i piedi in terra, poi ho fatto qualche passo sopra le tavole del parquet ed ho aperto la finestra, ho girato il chiavistello ed ho spalancato le imposte. Il cigolio del legno ed il rumore che fa la persiana quando sbatte sul muro mi comunica che un altro giorno ha inizio. Non so perché proprio mentre ho aperto i vetri ho pensato a F. Una specie di folgorazione. Chissà che fine ha fatto. E' parecchio che non lo vedo, due mesi forse…

Mi sono avviata in bagno, i piedi hanno faticato ad andare diritti ripensando all'ultima volta, a quando su questo stesso letto mi ha sollevato le gambe mentre era sopra di me e mi ha inculata così. Gli piace guardarmi negli occhi mentre mi entra nel culo, mentre vede sul mio viso l'espressione di dolore che diventa piacere. Dolore…ma neanche tanto. La sua cappella è talmente liscia ed io così eccitata che entra facilmente. Lo preme un po' sul buchino e la lascia lì. E' il mio garofano che l'assorbe come fosse l'apertura di un fiore carnivoro che ingoia il suo cazzo, ed è soltanto allora che spinge più forte. Centimetro dopo centimetro entra in me.
I suoi occhi verdi incorniciati dalle folte sopracciglia sopra di me sono qualcosa di indimenticabile. In quei momenti si accendono di bagliori luciferini. Mi fa quasi paura quel luccichio, ed io adoro avere paura.
Poi il pensiero di lui è svanito, sono stata in l'ufficio per qualche ora e quindi ho preso il treno che mi porta in città. Ma stavolta ho deciso di partire prima e di scendere ad un'altra fermata.
Arrivata a destinazione percorro il lunghissimo marciapiede, rimango sulla sinistra. Poi mi sposto sul lato destro per controllare gli orari del ritorno e rimango da quella parte, camminando ancora.
Tra la gente che cammina dandomi le spalle, noto un uomo fermo di fronte a me, jeans e camicia bianca… mi avvicino e riconosco quello sguardo, il suo pizzetto mefistofelico. Cazzo non può essere!
Se ne sta piantato lì, la testa leggermente reclinata, una mano su un fianco e quell'aria per niente stupita. Mi squadra dal basso verso l'altro sogghignando quando compio gli ultimi passi e lo raggiungo.

- Ma che ci fai qui?
- Aspetto una persona

Mi avvicino e lo bacio, so che non posso farlo sulle labbra in pubblico e non è lì per me.
Affondo il viso sul suo collo mentre lui mi cinge la vita con il braccio. Percepisco il suo afrore di maschio che mi piace da impazzire, mescolato all'aroma di sapone, di bucato della camicia pulita.
Quando mi allontano mi cade l'occhio su quello spicchio di pelle visibile dalla camicia lasciata leggermente aperta, vedo i suoi peli ed immagino il suo torace nudo...vorrei infilarci una mano, aprire quei bottoni e…

- Sai che ti pensavo proprio stamattina? Sono un po' streghetta eh?

E mentre lo dico roteo la mano sinistra compiendo un gesto che potrebbe anche significare follia.

- Si, lo so. Ero assolutamente certo di incontrarti qui.

Fa una piccola pausa e mi fissa dritto negli occhi, fulminandomi.

- Sei sparita.

- Anche tu sei sparito.

Ecco quando ti dicono che sei sparita e loro hanno fatto altrettanto come la mettiamo? Perché devo sentirmi in colpa, e di cosa?
Dal suo sguardo che si solleva e punta lontano, dietro le mie spalle capisco che la "persona" è arrivata. Lo saluto nuovamente e mi allontano.
Nel pomeriggio mi arriva un sms:

Non xdiamoci tesoro xché mi regali allegria e desiderio! Ho una gran voglia di… (seguono descrizioni dettagliate. Ma mica devo dirvi proprio tutto eh?)

Sarà stata una coincidenza, ma mi piace pensare che il mio pensiero l'abbia portato fin lì. o comunque mi abbia fatto prendere il treno ad un orario diverso.

sabato 14 maggio 2011

Accarezzami Quiero Tu amor




Accarezzami tra un bacio e il tuo respiro
con le mani di gelsomino senza parlare,
lascia che siano i corpi a bruciare di passione
in una coppa di miele caldo d’amor bagnato,
solo baci per scivolare insieme come petali
storditi dal vento, solo carezze sino a denudarci
per far esplodere il piacere nel cuore;
sì, abbandonati all’amore con la pelle contro pelle
sino a conoscere ogni meraviglia come prova d’amore,
così i miei baci ti parleranno di me
perché sentirai la voce tremante della mia anima.

Baldo Bruno


CARICIA
QUIERO TU AMOR

Entre un beso y acariciar tu aliento
con las manos sin decir una palabra de jazmín,
deja al cuerpo a quemar con pasión
en un vaso de miel caliente del amor húmedo
sólo besa a deslizarse juntos como pétalos
aturdido por el viento acaricia sólo hasta que se desvista
para hacer estallar el placer en el corazón;
sí, el amor abandonado piel a piel
hasta conocer todos se preguntan cómo una prueba de amor,
así que mis besos me habla
porque sentía la voz temblorosa de mi alma

mercoledì 11 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Terza parte

(prosegue il racconto scritto a quattro mani con Discretopassionale)

Anna sa che probabilmente sarà la prima e unica volta nella quale potrà avere due uomini tutti per lei, suo marito e un altro uomo...freme di desiderio, li vuole godere tutti e due, fino in fondo, fino a sfiancarli.
La situazione è impari, lei completamente nuda e i suoi due uomini ancora vestiti di tutto punto. E' imbarazzata ma al tempo stesso anche terribilmente eccitata, ma le basta poco perché cominci ad abbassare le sue difese. Mentre suo marito, di fronte a lei inizia a baciarla e ad accarezzarle il seno compiendo gesti noti avverte l'altro uomo dietro di lei, uno sconosciuto che desidera tastare, assaggiare e sentire dentro di sé per la prima volta.
Percepisce il respiro di Gianni sul collo, proprio come quella sera in cucina, e poi la sua bocca.. i baci sulla nuca che si trasformano in piccoli morsi, mentre aderisce alla sua schiena, ai suoi glutei fino a farle percepire la rigidità del suo sesso attraverso la stoffa dei jeans.
Poi le mani di Gianni scendono ad accarezzare lo spacco tra le natiche, si infilano impudicamente a stimolare il buchetto roseo per poi scendere verso il sesso caldo e fradicio, le dita entrano senza difficoltà provocando ad Anna un brivido di piacere, in preda all'eccitazione allunga una mano verso il sesso di Gianni, lo tasta, lo stringe mentre morde le labbra di Mario.
Anna entra con la mano nei pantaloni della tuta di Mario, sa che lo troverà non completamente eretto, lo conosce a memoria, sa esattamente come fare per farlo diventare duro come il marmo, sa che solo la sua bocca avida e la lingua madida di saliva possono riuscire nell'intento, ma inaspettatamente lo trova durissimo...
La mano di Mario dal seno scende lungo il suo ventre fino ad arrivare al monte di Venere, con un movimento circolare spettina il pelo rado lasciato a parziale difesa del suo clitoride eretto e pulsante di desiderio. pochi centimetri e le dita lo raggiungono, forti e delicate. Due tocchi completamente diversi, attento e dolce quello del marito, frenetico e impaziente quello dell'amico, il contrasto tra quei due modi è una miscela esplosiva che accende Anna.
Ma improvvisamente non percepisce più il contatto con Gianni, sta per girarsi a cercarlo quando sente le mani di lui allargarle i glutei ed il suo respiro caldo proprio nella sua intimità, si è abbassato dietro di lei e sta annusando il suo profumo. Anna sporge ancora di più il bacino all'indietro, vuole sentire la sua lingua frugarla, vuole bagnare quel viso dei suoi umori, vuole far sentire tutta la sua eccitazione a quell'uomo inginocchiato alle sue spalle, vorrebbe ordinargli di baciarle il cul0 usando parole fortissime, ma teme la reazione di Mario, di come reagirebbe sentendo la moglie devota proferire parole degne di una cagna in calore. Per fortuna le labbra di Mario ora sono incollate alle sue, e le impediscono di parlare. Gianni ha quasi perso le staffe, preme con vigore il suo viso tra i glutei di Anna, l'odore dolciastro degli umori del suo sesso si mischia con il profumo acre di quel roseo buchetto che pare sproporzionatamente piccolo comparato a quei carnosi glutei. Sente il çazzo tesissimo scoppiargli nei pantaloni, ma ancora non osa spogliarsi, aspetta un assenso dall'amico.

Mario mentre la fruga tra le gambe la bacia dolcemente, poi abbandona le labbra di Anna per scendere a succhiarle i capezzoli turgidi, le sue mani lasciano il suo sesso per afferrare quelle due rotonde e bianche bocce quasi a strizzarle, la sua lingua passa da un capezzolo all'altro sempre più velocemente, il corpo di Anna è percorso da brividi di piacere, la sua bocca libera dai baci di Mario sembra parlare da sola
- "Si...baciami il culo...leccamelo!"
Mario si stacca leggermente, per un attimo pensa che quell'ordine sia per lui, sposta la testa di lato e vede la faccia di Gianni affondata tra le chiappe della moglie. Eccitato da quella visione appoggia una mano sulle spalle di Anna e la fa piegare ancora di più mentre con l'altra le afferra i capelli, in un gesto brutale di cui si stupisce, che non ha mai osato fare con sua moglie. La schiena carnosa di Anna disegna un angolo retto quasi perfetto con le gambe leggermente piegate, il suo sesso si schiude quasi completamente e mentre la lingua di Gianni affonda avida a coglierne ogni goccia dei suoi umori contemporaneamente le dita dell'amico la esplorano in profondità....
Anna vinta dal piacere si aggrappa ai fianchi di Mario, sente l'orgasmo salire e le gambe tremare, quando Mario afferra i pantaloni della tuta e li abbassa a liberare il suo sesso turgido come non mai
- "Succhialo...da brava...lo so che lo vuoi ora" - la sua cappella violacea sfrega sul viso di Anna, bagnata come se fosse appena uscita dal suo sesso, il profumo dell'eccitazione del marito è dolciastro, schiude la bocca e lo accoglie quasi completamente, duro e bollente, mentre lui inizia a muovere dolcemente il bacino avanti e indietro, quasi violando quella bocca delicata.
L'orgasmo la raggiunge quasi inaspettato, la bocca e le dita Gianni immerse nel suo sesso e il cazzo di Mario che le affonda in bocca...le gambe sembrano sul punto di cedere da quanta è la forza dei fremiti che l'attraversano.
Si lascia quasi cadere e si trova in ginocchio ai piedi del marito, Gianni timidamente affianca Mario per godere la vista di quella bocca che si muove avida su quel cazzo. Lo sguardo di Anna risale dal membro del marito agli occhi di Gianni mentre la sua mano cerca la cintura dell'amico per liberare finalmente tutta la sua eccitazione, Gianni preso dalla frenesia l'aiuta calandosi quasi completamente i pantaloni. Il suo sesso durissimo scatta verso l'alto come una molla, più slanciato di quello di Mario, ben proporzionato e di una lunghezza quasi invidiabile, trema per l'eccitazione già completamente scappellato. Anna guarda ora i due amanti di fronte a sé, le loro virilità nude, erette. Dopo quello del marito è la prima volta che ne vede un'altro. Li osserva bene perché vuole che questa immagine le rimanga stampata nella memoria: i due sessi sono tesi, così simili ma così diversi, quello di Mario tozzo e possente e l'altro slanciato e quasi delicato nella sua inaspettata lunghezza.
Anna allunga una mano fremente verso il sesso dell'amico e prende ad accarezzarlo delicatamente, le sue dita scivolano lungo l'asta, lo sfiorano quasi per solleticarlo. Per Gianni è quasi una tortura, vorrebbe prenderla, farla sua con tutte le sue forze, un gemito gli sfugge quando Anna lo afferra saldamente mentre la sua bocca continua instancabile sul sesso del marito.
Il movimento della mano di Anna e' dolce e deciso e ricalca i movimenti della sua bocca, la mano scende lungo l'asta scoprendo la cappella di Gianni mentre con la bocca accoglie per quanto possibile il cazzo del marito, poi Anna schiude gli occhi e il suo sguardo si posa sull'arnese di Gianni, ne ammira la sua perfezione a pochi centimetri da lei, brama di assaggiarlo sotto lo sguardo eccitato di Mario...ora il suo sguardo risale lungo gli addominali scolpiti di Gianni, il petto definito, la bocca che l'ha appena assaggiata ancora lucida per i suoi umori e infine gli occhi, scuri come la notte, che la fissano accesi di desiderio per lei.
Non ha mai visto Gianni guardarla così, un mix di desiderio e di supplica per quella bocca, per quella lingua avida e fradicia di saliva che disegna linee invisibili sulla cappella di Mario. Anna si stacca dal cazzo del marito quasi per riprendere fiato, ed ora è li, in ginocchio tra i due suoi uomini, le sue mani che massaggiano quei due cazzi turgidi e pronti per lei, il suo sguardo che si sposta frenetico da uno all'altro.
Ora vuole Gianni, finalmente lo sentirà nella sua bocca, ne gusterà il sapore, la consistenza, il suo calore, sposta lentamente la testa verso il suo sesso cercando nuovamente nello sguardo del marito un segno di approvazione, sa che dalla reazione di Mario dipenderà il prosieguo di quell inaspettato incontro e probabilmente della loro stessa relazione, Mario intuisce il desiderio di Anna e un mezzo sorriso lussurioso gli piega la labbra, Anna ricambia il sorriso...dopo anni di fedeltà al marito sta per assaggiare un cazzo diverso...

lunedì 9 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Seconda parte

Gianni: Cazzo, che culo che ha Mario, ad avere una moglie così, se non fosse qui andrei ad affondare la mia faccia tra quelle chiappe burrose, con la bocca aperta e la lingua fuori. Ma guarda che curve, mio Dio cosa le farei, e che tette, saranno almeno una quarta, bianca come il latte, tonda come la luna, Dio ti prego dammi la forza di resistere altrimenti la prendo qui davanti a lui. Spero che non capisca dal mio sguardo i miei pensieri altrimenti qui l'amicizia va a farsi fottere.-
- "Ehm...ciao Anna...caldo oggi eh?"-

Ma che cazzo ho detto?...che fa caldo? ma sono scemo? Si...fa caldo infatti giro nuda per casa...Qui è meglio se sto zitto altrimenti faccio più danno che altro!
Mario sembra svegliarsi da un incubo, ma ha una strana espressione negli occhi
Mario: - "ANNA MA CHE CAZZO FAI? Copriti copritiiiiii, ma che figure mi fai fare con i miei amici! Chissà cosa penserà ora Gianni...che ho sposato una zoccola!"-
Gianni: - "Beh...ora non esagerare Mario, sono io che sono di troppo, forse Anna non si aspettava che ci fossi anche io, beato te che almeno tua moglie ti fa ancora queste sorprese! Forse è meglio che vada, avrete di meglio da fare che spostare la libreria!... Che invidia Mario!"-

Mario: - "Invidia???”- Sbotta Mario! "invidia di aver sposato una così?"
Gianni: -"Beh..Mario suvvia....non esagerare, Anna è sempre stata una brava moglie no?, E poi...voglio dire...guarda quanta roba!" -
Ma sono scemo davvero allora! penso, mentre Mario mi lancia un'occhiata piena di rabbia...mi sento arrossire fino a dietro le orecchie!
Mario:- "E almeno girati dall'altra parte! cazzo Gianni...è pur sempre mia moglie!" -
Gianni:- "Ah si...scusami, hai ragione..." –

Non mi sono mai voltato così lentamente in vita mia, a malincuore le do le spalle ma mi trovo praticamente di fronte alla specchiera tonda stile 800, con il risultato che continuo a vedere Anna nuda sulla scala. Mi vergogno ma mi tira da impazzire, abbasso la mano per sistemarlo meglio, prima che si spezzi incastrato nei boxer e quando lo afferro vedo Anna nella specchiera che mi guarda...abbasso lo sguardo! Dio che figura! mi sa che non metterò più piede in questa casa per secoli.

Mario: - "E tu vieni giù di li e copriti!"
Gianni: Non ho mai sentito Mario così alterato!
Anna scende lentamente dalla scala e le sue forme tremano ad ogni scalino che scende, il suo sguardo è fisso in quello di Gianni, riflesso nello specchio mentre tenta, senza successo, di coprirsi con le mani il pube completamente glabro e i seni prosperosi. Ora è di fronte a Mario e l'abbraccia
Anna: - "Scusami tesoro, ma l'ho fatto per te...non sapevo che portavi anche Gianni, volevo farti una sorpresa, lo sai che ti amo"
Mario: - "Anche io ti amo tesoro, scusami per la mia reazione ma non me l'aspettavo"- le risponde Mario mentre la copre con una vestaglia e si scambiano un bacio appassionato.
Gianni: Mi giro timidamente e li trovo abbracciati, un senso di sollievo mi invade. Meno male, qui davvero si rischiava il patatrac!. Mi avvicino e appoggio le mani sulle spalle ad entrambi...

- "Beh ragazzi, tutto è bene quel che finisce bene, vi lascio da soli..."-

Anna: Gianni a un metro da me, io abbracciata a mio marito praticamente nuda...ora o mai più, hai già perso un'occasione Anna...ne vuoi perdere un'altra?Penso alla fantasia che ho fatto con mio marito non più tardi di una settimana fa, farlo in tre, con uno sconosciuto e lui che ha ha risposto ridendo "meglio con un amico almeno non rischiamo strane malattie"...chi meglio di Gianni? E poi...ho visto come mi guardava, ora o mai più!
Allungo una mano mentre continuo a baciare mio marito e afferro il pacco di Gianni...Uhm...ancora in tiro, vediamo la sua reazione...


Gianni: - "Ma che cazz..." abbasso lo sguardo sul pacco per mettere a fuoco cosa sta succedendo. La mano di Anna??? ma questa davvero vuole farmi ammazzare! alzo lo sguardo di scatto per cogliere la reazione di Mario che per fortuna non si è accorto di nulla...cazzo cazzo...devo andarmene… però...oddio...che presa forte...e lo palpa proprio...Anna ti prego fermati sennò davvero perdo le staffe e ti faccio di tutto...e poi Mario...chi lo sente più!
Anna: Che situazione intrigante...Dio sono un lago...però Gianni...complimenti...gran bell'arnese! e come risponde bene, è già durissimo...e il mio bel maritino? che effetto gli faccio praticamente nuda di fronte a lui? Sentiamo un po’...Allungo la mano e afferro il cavallo dei pantaloni, so quanto ti piace se te lo afferro così!
Mario: - "Uh...Anna..ora non esagerare c'è ancora Gianni"- Mi stacco leggermente e guardo Gianni quasi imbarazzato "Ma che faccia, poveretto sarà shokkato. E’ rigido come un attaccapanni con gli occhi spalancati...sembra terrorizzato. Abbasso lo sguardo e vedo la mano di Anna che armeggia il pacco di Gianni
- "GIANNI MA CHE CAZZO FAI?!?"
Gianni: - "No ma...io...nulla Mario! È lei che me lo sta menan...cioè...è lei che...Mario io non volevo, non ho fatto nulla"
Mario: - "Annaaaaa...ma cosa cazzo fai??? Ma hai bevuto?"
Anna: - "Dai Mario...ne abbiamo parlato giusto ieri sera...ti ricordi? farlo in tre...tu hai detto meglio con un amico che con un estraneo... e Gianni è un amico no?"
Gianni: - "Siiiii si si si sono un amico io Mario...siamo sempre stati amici fin da picc..."
Mario: - "Zitto Gianni! cazzo...stai zittooooo" "
Anna:- " "E poi Gianni mica lo andrà a dire in giro no? Lui ci conosce bene..."
Gianni: - "Giusto Anna! vero...io non dico nulla...no no...muto come una tomba! figurati se vado in giro a dire..."
Mario: - "Zitto Gianni cazzoooooooo, zitto o faccio una strage!"
Gianni: - "No Mario....scusa scusa...non fare una strage...io ecco..ora sto zitto..."
Mario:-"Si ma così all'improvviso...io scherzavo era un modo di dire..."
Anna:- "Amore...ho visto il tuo sguardo...non mi sembrava che scherzassi molto...."
Gianni: - "Effettivamente anche a me l'hai detto un paio di volte che ti sarebbe piaciuto farlo in tre... anche al bowling ti ricordi Mario?"
Mario:-"Ti ho detto di stare zittoooooooooo! È una cosa tra me e mia moglie..."
Gianni: - "Si però Mario...la mano di tua moglie...voglio dire..."
Mario: - "Gianni cazzooooooo"
Gianni: - "Ehm...si...scusa...."
Mario: - "Si ma così all'improvviso senza neanche darmi il tempo di prepararmi psicologicamente"-
Anna: - "Amore...le cose improvvisate sono sempre la migliori...sono quelle che riescono meglio perchè si vive il momento senza troppi pensieri..."
Gianni: - "Si...vero vero...altrimenti ci si pensa troppo e poi non si vive bene e si è bloccati..."
Mario:- "Gianni è l'ultima volta che te lo dico, o stai zitto o te lo taglio con il trinciapollo!"
Gianni: - "Uh...no il trinciapollo no..."
Anna: - "Baciami amore...lo sai che amo solo te, e questo non cambierà la cose, sarà il nostro momento di divertimento, fallo per me, la tua moglie fedele che continuerà a restarti fedele..." -
Gianni: - "Si Mario fallo...dagli una soddisfazione a questa brava donna tutta casa e famig..."
Mario: - "Gianniiiiiiiiiiiiiiii...bastaaaaaaaaaaaaaaaa"
Gianni: - "Ehm...si...allora...io...ecco...forse è meglio se vado..."
Mario: - "Si forse è meglio" sbotta Mario guardando Gianni con aria severa,
Anna: "No Gianni resta...fallo per me"- dice Anna guardando Mario negli occhi
Gianni: - " Anna guarda...solo perchè me lo chiedi tu...e sai quanto ci tengo a Mario"-
Mario: - "Gianni stai zitto...non voglio sentirti proferire una sola parola...se sento anche solo un commento su Anna ti sgozzo e ti seppellisco in giardino! e ti giuro che lo faccio!"-
Gianni: - "Si si...tranquillo...muto come una tomba...”
Mario inizia a baciare Anna come non aveva mai fatto negli ultimi giorni, Gianni si sposta dietro di lei e con un tocco morbido fa scivolare la vestaglia a terra, le bianche e burrose rotondità di Anna, tanto immaginate e sognate sono ora di fronte a lui, sfiora con le dita la schiena di Anna che in risposta sporge i glutei verso di lui, che si abbassa a baciarle il collo..."il sogno inizia ad avverarsi" pensa Anna..."Da non crederci...finalmente è realtà" pensa Gianni..."Ho sposato una zoccola, ma la amo troppo" pensa Mario....

Continua....

mercoledì 4 maggio 2011

Il diario di Adele- Seconda parte


Dopo di lui, ho allineato i nomi uno dietro l’altro senza contarli. E poi a ritroso, sono andata indietro basandomi sulla memoria. Il giorno otto del mese scorso è passato esattamente un anno ed ho deciso di risalire quelle righe e fare il conto. Di alcuni, leggendo il nome non ricordavo neanche chi fossero, ci ho dovuto pensare. Tu lo capisci? Dodici mesi sono trascorsi, ho messo in fila quegli uomini sulle pagine del diario eppure non riesco a togliermi lui dalla testa. Quanti visi ancora si dovranno sovrapporre al suo, quante mani, quanti membri?

I primi mesi non ho avuto voglia di vedere nessuno, il mio corpo era come una grande conchiglia dalle valve chiuse. Il primo è stato un ragazzo giovanissimo, l’ho incontrato in un locale del centro, una sera che ero un po’ su di giri. Ero con Nora, ti ho parlato di lei, vero? Come prima cosa, nel caos e nel via vai di corpi accaldati che entravano ed uscivano, mi colpì la voce, l’accento che non era di queste parti. E poi quel viso strano, ne coglievi l’asimmetria senza comprendere, ma ad un osservazione più attenta notavi una cicatrice circolare sotto l’occhio sinistro che rendeva quel volto originale, e quei grandi occhi neri un po’ folli. Bello ma strambo.
Tu sai quanto mi attraggono gli uomini singolari, particolari. Quattro chiacchiere e mi scrive il suo numero di telefono sul rovescio del biglietto da visita del locale, aveva intuito che al momento non ero molto propensa ad andare oltre. L’ho messo in borsa ed è rimasto lì per mesi, finché un giorno non l’ho ritrovato ed ho chiamato. Avevo in corpo tanta di quella rabbia, dopo avere risposto ad una mail di Enrico che… sai quando ti scatta quella collera, quel desiderio di rivincita? No, forse tu non lo sai. Mi scopo il primo che passa. Ecco, una cosa così. Come punizione, per fare del male. Pericolosissima sensazione, il castigo prima o poi ti si ritorce sempre contro, ed il male lo fai a te stessa. Ma in quei momenti si è come accecati.
Lui è arrivato all’appuntamento  con indosso quei pantaloni con il cavallo sceso, una T shirt allucinante e le scarpe da ginnastica slacciate. Mio Dio! Io taccatissima in gonna ed autoreggenti. Dove vado in giro con lui conciato in quel modo ed io così?   E non ridere eh? Ti vedo che stai sghignazzando! Se potessi parlarmi ora partirebbe il tuo solito pistolotto che devo pensare al mio futuro, e che cosa mi rimane di questi incontri… si si lo so. Hai ragione. Tu hai sempre ragione caro il mio grillo parlante.
Bene, siamo andati a cena in un posto tranquillo, e poi quando è entrato a casa mi ha chiesto da bere, un liquore, qualcosa di forte. Lo sai che non consumo alcolici, avevo solo una bottiglia di vino rosso già aperta in cucina, residuo di una recente cena fra amici. L’ho versato in due bicchieri, ne ho sollevato uno per darglielo e poi ho preso il mio, immaginando di spostarmi e sorbirlo con calma, sul divano. Invece lui l’ha trangugiato in fretta tutto d’un fiato, lì in piedi in cucina. Voleva farsi coraggio, capisci? Aveva a che fare con una donna, non una ragazzina. Mi ha fatto tenerezza.
Poi è stato travolgente, ma in quella maniera di chi vuole arrivare presto alla conclusione, ansioso. Mi ha strizzato le tette, palpato forte ed abbiamo prima pomiciato un po’. Quegli occhi folli mi scrutavano, interrogativi. Aveva un bel pisello, questo lo ricordo, leggermente ricurvo. Alla fine, trasferiti in camera, l’ho scopato io, gli sono salita sopra a cavalcioni e mi sono impalata su di lui.
Scusa sono troppo diretta, vero? Beh ormai l’ho scritto, già ci sono troppe cancellature sul foglio, e perderei troppo tempo a fare una bella copia.
Ti tralascio il seguito, ti dico solo che due giorni dopo l’ho incontrato vicino casa mia che correva sotto la pioggia insieme a due dal sesso non identificabile che si coprivano la testa con le giacche. Mi ha salutato e dopo me lo sono ritrovato davanti al portone, che mi chiedeva riparo perché pioveva ancora. E’ andata a finire che gli ho gridato qualcosa di terribile per le scale, mentre se ne andava dopo un ulteriore amplesso frettoloso. Almeno son sicura che non farà altre cazzate a cercarmi, dato che l’ho già fatta io a fidarmi di uno così. Magari l’avrà pure detto agli amici, tipico di quell’età vantarsi. Ventitré anni meno di me, capisci? Che stupida.
Di altri, mi è rimasto assai poco, tranne quelli per cui ho scritto qualcosa sul diario. Con alcuni mi sento ancora, molti mi hanno annoiato. Da come fanno l’amore intuisci la routine dei loro amplessi, la consuetudine che si portano dietro anche in camera da letto. Gli fai due giochetti e diventano matti, ma a cosa sono abituati?
Un altro lo ricordo perché durante il sesso non fiatava, non una parola, è venuto e non ha fatto un sospiro, niente! Me ne sono accorta dal suo cazzo che pulsava, dentro di me. Ti giuro, neanche un soffio è uscito da quella bocca. Ho immaginato l’abitudine a farlo con il figlio che dorme nella camera accanto, o nella stessa stanza, in silenzio e al buio. Che tristezza.
Nel diario ci sono anche cose riferite al passato, ad Enrico e poi il solito Roberto. Preso a piccole dosi, mi ha fatto star bene.
- Ancora?- Mi pare di sentire la tua voce come fai sempre quando ti parlo di lui. Lo so, lo so, è troppo giovane. Ma ora basta, ho chiuso anche con lui, un bambino egocentrico ed opportunista.
E’ passato un anno, dodici lunghissimi mesi, eppure ogni volta che torno in città, quando scendo a quella determinata fermata della metropolitana mi torna in mente Enrico, quando mi aspettava lì fuori, a volte mi pare ancora di scorgere la sua figura, il suo viso tra la folla ed il mio cuore ha un sobbalzo. Ma cosa devo fare per perdere la memoria di lui?
Ho scritto e scritto, ed ora il diario è finito. Non c’è più spazio, ho chiuso definitivamente quelle pagine. Come quei disegni da bambina, lo guardo e non mi appartiene più. Non sono più io quella, sono mutata.
Ho deciso di partire, Laura, nel pacco troverai anche una copia delle mie chiavi di casa, per qualsiasi evenienza. Ho venduto la mia automobile. Starò via a lungo, non so ancora di preciso quanto e dove andrò. Non avrò cellulare né altri marchingegni elettronici, non voglio più contatti con il mio vecchio mondo. Sei autorizzata, se qualcuno dei miei familiari te lo chiede, a far leggere queste pagine, almeno capiranno le motivazioni del mio gesto.

Ti abbraccio forte. Ti voglio bene,

Adele

lunedì 2 maggio 2011

Il diario di Adele Prima parte



Cara Laura,

ti chiederai il perché di questo pacco, accompagnato da una lettera vergata a mano.
Al telefono ti ho chiesto di aprirlo soltanto dopo averla letta tutta, me l’hai promesso, ricordi? Non sono più abituata ad usare la penna su un foglio totalmente bianco, sto quasi facendo fatica ad andare dritta , a rendere leggibile la mia calligrafia, ma così mi pare cosa più intima, più vera e soprattutto adatta a quello che ti sto per dire. E mi ricorda quando, al liceo ci confidavamo nei nostri rispettivi diari. Io sul tuo e tu sul mio.
In tutti questi anni non ci siamo mai perse, ed ogni volta risentirsi, rivedersi, è stato come riannodare i fili di un legame mai sciolto. Quanto abbiamo parlato, quante cose ci siamo raccontate, soprattutto io. Tu sei sempre stata più riservata, più restia ad esporti. Il tuo contenerti mi dava l’idea di una grande forza interiore, come il tuo saperti dosare negli affetti e nella vita. Ho quasi invidiato la tua pacatezza, la regolarità della tua esistenza. Ogni volta ti travolgevo con i miei racconti, le mie inquietudini. Ti ho chiamato spesso per un consiglio, sei stata la mia bussola, il mio punto di riferimento. A volte quasi brutale nel tuo mettermi di fronte alle decisioni che non volevo prendere, severa. E non abbiamo mai litigato, mai. Ci siamo completate, tu invece hai ammirato il mio vivere senza regole, la mia assoluta libertà, i colpi di scena, la passionalità.
Laura, sapessi quanto mi ha stancato questo essere sempre in balia delle onde. Non devi invidiare la mia indipendenza, la tua quotidianità è così ricca, tu non te ne rendi conto di quello che hai.
Dentro il pacco c’è un mio diario. Non ti fare ingannare dalla copertina rosa, dal bimbo adagiato su un tappeto di margheritone. All’apparenza potrebbe sembrare quello di un’adolescente, ma aprendolo non vi troverai cuoricini e disegni fatti con i pennarelli colorati, come nel diario di scuola. Ti ricordi quanto abbiamo riso, quell’estate sotto l’ombrellone quando l’ho ritrovato? Sembravamo due adolescenti. Ci abbiamo messo quasi due giorni a leggerlo tutto, mentre i tuoi figli prendevano il sole inconsapevoli, nuotavano ed andavano sul pedalò. Erano le tue parole che leggevamo.
In tutti questi anni tu sai quante case ho cambiato, e nei diversi traslochi molte cose sono andate perse, evidentemente oggetti senza importanza, ma i miei diari mi hanno seguita sempre. Chissà, forse nel caos della mia vita ho cercato di mantenere un punto fermo, almeno nella mia memoria. E’ curioso che tu invece ti sia spostata soltanto di poche centinaia di metri dalla casa dei tuoi genitori, sulla stessa strada, ed un bel giorno hai deciso di gettare tutto. Che dispiacere quando mi hai confessato che hai cercato tanto quell’agenda e poi ti sei ricordata che un giorno hai voluto cancellare quello che rimaneva di quegli anni, hai avuto timore che tua figlia leggesse. Io invece ho persino ritrovato le pagine che ti avevo scritto quando lei era nata. Anche tu avevi la tua zona d’ombra, la tua parte buia e nascosta, è questo che hai avuto paura che lei scoprisse? Io so cosa conteneva quel diario, ma ora sei un’altra, sei una donna.

venerdì 29 aprile 2011

Ho fatto outing!



Ma non l’outing che avete immaginato, no. Outing nel senso che ho fatto conoscere il mio blog alla mia famiglia. Per la precisione, per ora, mia sorella, mia cugina e la moglie di mio cugino. Una sorella è ancora ignara di tutto. Ma lei è una santa, forse rimarrebbe assai turbata. O forse no… eh queste acque chete!
Che c’è di strano direte voi? Io ho sempre considerato la mia sessualità “diversa” e lo metto tra virgolette perché in effetti non è che faccia cose tanto strane. Beh un po’ si, ma mica tanto! E poi, cosa è normale in fatto di sesso? Diciamo che forse vivo tutto in maniera più libera? Che sono una donna curiosa e desideriosa di sperimentare cose sempre nuove? Che non ho necessità di essere innamorata per fare sesso (e dico sesso, bada bene sorellina non amore… ricordi quando mi hai ripreso per questo? Tu sai che fare l’amore ha ben altro significato del fare sesso)
Insomma, per farla breve, è quasi un anno che ho questo blog, qualcuno degli amici più vicini sa che scrivo, ma assolutamente non il mio nick né il link ovviamente.
E poi a Pasqua, sarà stato quel clima di complicità un po’ maliziosa in cui ci siamo ritrovate a ciacolare tra donne, le passeggiate in bici,
sarà stato che la cugina aveva voglia di novità… insomma, mi sono fatta trovare! Le tre birbantelle sono rimaste a ridacchiare di fronte al pc mentre mi leggevano… e peccato che non possa mettere la foto che gli ho fatto perché i loro sorrisi erano inequivocabili. Ora mi fa un po’ strano conoscere l’identità di chi mi legge, e soprattutto sapere che sono stata scrutata, osservata nell’intimo. Mi ha messo tra i preferiti! Va bene che scrivo su fatti reali e non, aggiungo ed a volte tolgo anche, ma comunque sia parlo di me.
Cara cuginetta lontana, spero che questo blog, i miei racconti ti diano degli spunti per conoscere qualcosa di nuovo e… non solo nella teoria!c’è sempre da imparare!

P.S. la foto è presa in rete e... non siamo così giovani!

martedì 26 aprile 2011

Niente cioccolata


Quest'anno a Pasqua non ho mangiato neanche un pezzettino di cioccolata, nulla. Non c'è stato nessun uovo, non c'erano bambini alla nostra tavola, a parte un piccolissimo nuovo arrivato.
E mi è mancato quel rito di rompere il guscio goloso, alla ricerca del contenuto. E poi il piacere nel sentire lo sciogliersi del cioccolato in bocca... quel sapore carico ed amaro... beh mi pare proprio che mi sia mancato qualcosa.

Che dite, mi farà male? :-)

domenica 24 aprile 2011

It's my life






It's my life

It's now or never

I ain't gonna live forever

I just want to live while I'm alive

'Cause It's my life


Risentita ieri sera dal vivo, qualche anno fa avevo quasi fatto di questa canzone un inno....

venerdì 15 aprile 2011

La doccia con Lampone




Questa sorta di dialogo è nato estemporaneo tra me e la mia amica Lampone e lo trascrivo così, come si è dipanato in diretta sul forum con qualche piccolissima modifica.


Vuerre: Strano. Strana questa confidenza, questa familiarità con te come se ci conoscessimo da sempre. Ci stiamo preparando per la serata, ma fuori dalla porta le nostre strade si divideranno. Mi sembra di essere tornata ragazzina, quando chiamavo una delle mie sorelle a consigliarmi sull’abito da scegliere, sulle scarpe da indossare. Così mentre io salgo e scendo le scale per scegliere le mie cose tu apri la tua immensa cabina armadio, mostrandomi quello che potresti prestarmi e poi cosa indosserai tu. Siamo l’una la spettatrice dell’altra, in questa piccola sfilata casalinga. Tu quel top con quelle scarpe, io una maglia con una gonna diversa. Ecco, questo ti sta bene, così sei perfetta. E poi: - la doccia la fai prima tu? E mentre io sono di fronte allo specchio tu, senza pudore ti spogli ed entri nella doccia. Io ti intravvedo riflessa, il vetro smerigliato non nasconde del tutto le tue forme. Mi dico: perché aspettare? Mi spoglio anch’io, raccolgo i miei capelli ed apro il box


Lampone:

Sono rilassata, non ho mai avuto paura del mio corpo e di mostrarlo. Tu sembri intimidita. In fondo entrambe sappiamo di aver gia' vissuto questa esperienza, con altre donne e in altri momenti. Tu ne hai parlato diffusamente, io ancora non ci riesco. Entrare insieme in doccia per questo fa deglutire piano, vero? Sappiamo entrambe che potrebbe......potrebbe.....sei bella, candida e burrosa. Come me. I tuoi capelli raccolgono l'umidità del box che contiene noi e le nostre fantasie. Sorrido e mi sposto .........


Io sono pudica, non amo mostrarmi. Ma è stato un'impulso irrefrenabile che mi ha fatto entrare nella doccia con te.Deglutisco e rido di quel riso imbarazzato ed impacciato. Ti guardo, i tuoi riccioli corti e bagnati che ti incorniciano il viso, i tuoi seni morbidi e pieni...


Ti sorrido i nostri seni si sorridono pure. Belli sodi e pieni. Forse il tuo leggermente più grosso, ma certo non ci facciamo mancare carnosità sotto la pioggia calda. - Sai che uso anch'io questo olio per il corpo?- mi porgi il palmo della mano e ne verso un poco. Ti massaggi le braccia. Noto questo particolare perchè anch'io inizio sempre da quella parte del corpo. Così facendo le mani a volte si sfiorano e fingiamo indifferenza. Mi piace guardarti, i capezzoli grossi e i miei appuntiti. Sei pronta per la serata?



Mi ha colpito questa cosa dell'olio. Abbiamo gli stessi gusti anche in questo. Mi piace come scivola nella mano e sulla mia pelle, non è aggressivo come un normale sapone... ho la pelle troppo delicata. Dopo essermi insaponata prendo la spugna e ne verso qualche goccia dorata, e senza parlare mi avvicino e faccio scorrere la spugna sulle tue spalle, poi scendo fino all'incavo tra i tuoi seni. Li guardo, sono così belli...- Si sono pronta e un po' emozionata per stasera sai?


Pero’ ti piace il rischio eh? ti ho appena raccontato di cosa ho fatto con Paola, dei suoi seni e tu.....non resisto....Vu non te la prendi se ti tocco? Hai un livido qui, ma non ti chiedo chi ti ha lasciato un segno d'amore.....ti invidio un poco sai? reagiscono i tuoi capezzoli a questa carezza lieve, senza intenzioni, senza doppisensi. Semplicemente ho voglia di toccarti. Un poco di olio bagna le mie dita, che allontano dalla pioggia. Non voglio che si sciacquino. Sei delicata, sgrani gli occhi, ma capisci che sono solo una bestolina curiosa...




Mi divertiva quando mi hai raccontato di quell'incontro e quanto abbiamo parlato fitto fitto... ora pero’ sono senza parole. Il mio livido ha la forma esatta del suo polpastrello, di quando ha stretto forte il mio seno. Mi piace che mi rimangano i segni a testimonianza di un incontro. Forse hai paura di farmi male quando sfiori quel piccolo cerchio blu, ma basta così poco perché i miei capezzoli si induriscano. Guardo le gocce d'acqua che scivolano sul tuo corpo, mentre avverto il calore sulla mia schiena... come in uno specchio anche io tocco il tuo seno, è morbido e scivoloso per l'acqua che continua a scendere...



Ti impugno i seni con le mani . Sai, non pensavo fosse così bello toccare un'altra donna, invece capisco gli uomini che amano le forme generose, dà soddisfazione avere tra le mani , nei pori della pelle un seno glorioso come il tuo. Lo sguardo scende piano sul resto del corpo. Il confronto tra di noi è piacevole. Guardo..io qui sono diversa. L'ombelico ammorbidito per entrambe dal ventre non proprio piatto, e i peli miei ..la sottile strisciolina arruffata e tu perfettamente liscia. ..... Mi avvicino un poco. Posso stampare i miei capezzoli sui tuoi? come se volessi lasciarti un segno anche della mia presenza........Stasera ti...stasera tu.....che farai?


Io stasera... sai che non riesco a parlare? Penso a ieri sera, alla notte appena trascorsa ed ora a te, qui, sotto questa doccia, a come le mani di una donna siano diverse, è come se tu sapessi già dove andare, come se precedessi i miei desideri. Siamo così simili eppure diverse, mi piace il tuo corpo morbido e quando ti avvicini in un abbraccio bagnato avverto la sofficità delle tue carni che premono sulle mie... i miei seni schiacciati e i nostri sessi quasi si sfiorano. Stasera... stasera andrò a cena fuori poi non so cosa succederà... e tu?


Lo sai che lo aspetto...l'ho giurato a me stessa e a lui. Lo dico non so se a me stessa o per quietare la voglia strana che mi sta prendendo? Il tuo collo mentre parli pulsa. Sono incantata da questo movimento sotterraneo. Penso a quanto mi dispiace non sentire il tuo odore. Hai una pelle bellissima, ti dico. Immagino come sia facile accarezzarti. Mentre ti guardo le mani vagano sul tuo corpo, sul mio corpo che ora è il tuo corpo, come se accarezzassi me stessa e no...sei tu ! Il dito indice non mi obbedisce più sai? Sorrido perchè non riesco a controllare l'impulso di accarezzarmi attraverso te. Poggio il dito sopra al tuo sesso. Non mi muovo, voglio solo sentire se sei come me, se sei , le gambe inaspettatamente non si serrano, si schiudono appena. Ho voglia di te, adesso. Ma non del tuo corpo da femmina, no, ho voglia di te. avvicino le labbra.... e tu....



Sento il mio cuore che batte forte... le tue mani che scivolano... il calore dell'acqua.... mi devo appoggiare alla parete della doccia. Mentre mi parli di lui i tuoi occhi brillano, tutto il tuo viso si irradia mentre la tua bocca sorride. Se ti vedessi ora quanto sei bella, lui capirebbe quanto lo ami. E per lui, vero? non è per me questo sorriso. Le tue dita curiose ora sono scese, è così facile arrivare al mio sesso umido, bagnato per l'acqua e per i miei umori. Ti prendo il volto tra le mani quando ti avvicini a me e ti bacio, le nostre teste sotto il getto dell'acqua, unite ed immerse nel calore che ci avvolge. Mi lasci senza respiro...


Tu lo trovi normale ? ma tu sei tu.......non lui, e vedo la differenza e...le tue labbra sono così morbide..così ricche. Ti bacio ma ti assicuro ...sto pensando solo che ti sto baciando. Con lui è, sarà differente, Lui ha un cazzo e mi prenderà corpo e anima. Tu mi prendi solo la seconda. Anima femminile che non lotta con una sua pari. Solo dolce miele tra le labbra e sui nostri corpi. Anche le mie gambe fremono adesso. E mi insinuo in te. Scopro il tuo sesso morbido, le grandi labbra irregolari che nascondono il centro del mondo. Chiudo gli occhi, un poco di mascara cola ad entrambe. Forse stiamo sognando tu la tua serata ed io il mio uomo? forse, ma non svegliarmi ancora dolce Vu


Sento le tue dita che entrano scivolando in me, delicatamente, mentre le tue labbra si staccano quel tanto per lasciarmi respirare. Sei davanti ai miei occhi eppure quel gesto mi ha evocato lo stesso gesto compiuto da altre mani, solo qualche ora fa. Il mio corpo è qui sotto l’acqua con te, ma la mia testa è altrove, il mio ventre palpita mentre vorrei far ordine tra le figure che si sovrappongono, tu e lui, carne chiara ed altra più scura, gesti delicati ed altri più rudi, mani che stringono forti e il tuo tocco lieve. E l’acqua che cancella tutto… vorrei facesse altrettanto con le immagini che non abbandonano i miei pensieri. Se fosse un sogno? Ho sognato ieri o sto sognando adesso? Apro gli occhi e…

lunedì 11 aprile 2011

La cavalcata


Il racconto non è mio, ma ieri è accaduto qualcosa che me l'ha fatto tornare in mente... per chi non l'avesse letto... (tratto dal racconto il "Basco e Bijou" - Il delta di Venere di Anais Nin)

Leila porto' Bijou a cavalcare al Bois. Leila era molto bella sul cavallo, snella, mascolina e altera. Bijou appariva più opulenta, ma meno composta in sella. (...) Cavalcarono lentamente, chiacchierando tutto il tempo. Poi Leila si lanci al galoppo e Bijou la seguì. Dopo aver galoppato per un po', rallentarono di nuovo, con i visi arrossati. Bijou sentiva una piacevole irritazione tra le gambe e un certo calore su per le natiche. Si chiese se Leila provasse la stessa sensazione. Dopo un'altra mezz'ora di cavalcate, la sua eccitazione crebbe ancor più. Aveva gli occhi brillanti, le labbra umide. Leila la guardo' con ammirazione. "Cavalcare ti dona" le disse. La sua mano reggeva un frustino cone sicurezza regale, i guanti aderivano perfettamente alle lunghe dita, portava una camicia maschile con gemelli ai polsini. Il suo completo da cavallerizza sottolineava la snellezza della vita, dei seni, delle natiche. Bijou riempiva i vestiti con maggiore abbondanza. I seni erano alti e puntati provocatoriamente all'insù. I lunghi capelli erano sciolti al vento. E che calore su per le natiche e in mezzo alle gambe! Era come esser state strofinate con alcool, o con vino, e leggermente sculacciate da una massaggiatrice esperta. Ogni volta che si sollevava e ricadeva sulla sella, Bijou sentiva un formicolio delizioso.

venerdì 8 aprile 2011

Imprevisto


L'imprevisto è qualcosa di inaspettato, non preventivato.Qualche giorno fa ho imparato che non bisogna opporsi ad un contrattempo, ma lasciarsi andare e seguire il flusso degli eventi. Soltanto allora l'imprevisto potrà regalarti qualcosa di assolutamente impensabile ed inatteso.
Qualcosa che difficilmente dimenticherai.

sabato 26 marzo 2011

Odio le pulizie di primavera - Prima parte



Questo è un racconto scritto a 4 mani con l'amico discretopassionale, è sua l'ideazione e la "progettazione" del racconto.

Tutti gli anni, immancabilmente, verso la meta' di febbraio lui inizia a pianificarle. Come una suocera isterica che non puo' concepire che non si spenda una giornata intera, se non di piu', ad analizzare a fondo tutto il guardaroba invernale, capo per capo, suddividendolo in diversi scatoloni, con tanto di etichette per catalogarli.
Saranno gli anni passati con quella feroce di mia suocera ad avergli inculcato la mania della gestione del guardaroba. Gli scatoloni devono essere tutti rigorosamente della stessa misura, su tutti i 5 lati devono riportarne la scritta con il contenuto, rigorosamente a pennarello nero.
In tutto questo lavoro il suo unico compito e' quello di accatastare gli scatoloni in mansarda, una rampa di scale, mentre a me tocca il lavoro peggiore...svuotare armadi e riempirli di nuovo. Come non bastasse quest'anno ha anche deciso di traslocare una libreria dal salotto al suo studio, quindi oltre all'archiviazione degli indumenti mi tocca pure l'archiviazione temporanea dei libri in scatoloni completamente diversi e lo spolvero della libreria, un catafalco in noce massiccio altissimo, dovro' salire e scendere quella scala decine di volte, accidenti a lui e ai suoi fottutissimi libri!
Almeno si fosse degnato di darmi una mano, invece no...mi lascia qui a svuotare la libreria e se ne va dal suo amico Gianni, ad aiutarlo a fare non ho capito bene cosa! Che si fotta.
Gianni.... me lo farei volentieri quel gran fig0. Quante volte ho immaginato di accarezzare quel corpo, le sue ampie spalle... Ma non poteva restare lui qui a svuotare la libreria ed io andare ad aiutare Gianni? Uhm...saprei di certo come aiutarlo, ho visto come mi guarda e non solo.
Una sera erano qui da noi a cena, lui e sua moglie, quella con la puzza sotto il naso. Lui mi raggiunge in cucina, mentre loro stavano chiacchierando in soggiorno.
-Ti serve una mano?-
Mi sussurra proprio sul collo, appoggiandomi il palmo sulla spalla, mentre io ero ai fornelli. Sara' stata la sua voce, il calore del suo alito e del suo corpo.. ho sentito un brivido percorrermi la schiena. Avrei avuto voglia di rispondergli - Si, si mi serve la tua mano e poi prendergliela, infilarmela tra le cosce.
Invece ho risposto:- No, grazie, e' quasi pronto- Mentre ho avvertito il mio stomaco che si rattrappiva, il mio sesso che si inumidiva.
Poi dopo, non e' stato facile far finta di niente. Mi sentivo i suoi occhi sempre addosso, per tutta la cena. Capirai, con quella moglie che si ritrova! Gianni si confida con mio marito, e lui a volte mi racconta, mi dice che si lamenta che lei e' un pezzo di ghiaccio, che la sera lui ha voglia ma lei si gira dall'altra parte nel letto... non deve fare una bella vita.
E chissa' mio marito cosa dice di me. Gli amici si raccontano tutto, immagino.
Io invece ho ancora sempre voglia di fare l'amore con lui. Come oggi, oggi che mi ha lasciata qui da sola a pulire 'sta libreria.
Ma ti pare che invece dobbiamo fare le pulizie di primavera? Ma guarda tu quanto ci mette poi, ma quando torna? Se ci rimanesse un po' di tempo per andare in campagna come quella volta nella cascina solo io e lui, nel silenzio. Sembrano passati secoli.
Non l'ho mai tradito, mai. Eppure a volte, come in questo momento penso che forse farei bene, si.
Magari con Gianni... quella famosa sera ho visto che era eccitato, deve avere un bel pacco, lo notavo rigonfio sotto la stoffa dei jeans. Quanto avrei voluto allungare una mano, li' in cucina e invece non ho osato. Niente.
Uff! Questa maledetta scala, su e giu' e su e giu' sto' persino sudando. Ora scendo e mi rilasso un po sul divano. Ecco, allungo le gambe... ma che caldo meglio togliermi anche il vestito. Sara' stato il pensiero di Gianni...e quella scena fissa nella mia mente...vorrei sentire il suo sesso duro che si appoggia a me, vederlo abbassarsi la zip con lo sguardo eccitato e tirarlo fuori, gonfio, la cappella rossa e le vene che sembrano esplodere, esplodere per me...mi girerei e mi abbasserei, passerei la lingua sopra quella carne calda che freme sotto i miei colpi per poi mettermi a succhiarlo.
Non resisto piu', ho voglia di toccarmi... se lo faccio pensando a Gianni non e' tradimento no, solo immaginazione, solo desiderio... un po, solo un pochino... le mie dita vanno da sole, scendono tra le mie gambe, scostano l'elastico dello slip e trovano il mio sesso pulsante, umido, aperto come un bocciolo dischiuso dal troppo calore.
Sogno Gianni infoiato che mi appoggia le mani sulla testa e inizia a muovere il suo sesso nella mia bocca, il suo sesso grosso e gonfio al punto tale che a stento la mia bocca riesce ad accoglierlo. Lo sento perdere le staffe ed iniziare ad affondare sempre di piu' mentre il suo respiro si fa pesante, le mie mani si muovono sui suoi fianchi, afferrano i suoi glutei torniti da anni di palestra e la mia mano gli massaggia i testicoli, sodi, pieni della sua eccitazione per me, li sento fremere e indurirsi un secondo prima di scaricarmi in bocca tutto il suo latte, denso e bollente, a placare la mia sete di lui.
Pensa se mio marito entrasse ora e mi vedesse cosi'...nuda, eccitata...una mano sul seno a torturare un capezzolo e l'altra tra le gambe, oscenamente aperte, bagnata dai miei umori... che cosa penserebbe di sua moglie? Non mi ha mai vista cosi', mentre mi tocco, le gambe spalancate, offerta ad un amante immaginario.
Accidenti a me... ma perché mi vengono certe fantasie? E perche' mi faccio tutti questi problemi! Magari piombasse qui proprio ora! Forse finalmente gli verrebbe voglia e passeremmo il pomeriggio a fare l'amore invece che a spolverare questa vecchia libreria! Ho deciso, oggi voglio esagerare! Mi faccio trovare sulla scala nuda! Si si!Lui mi vede da sotto... guarda il mio culo dal basso, il mio sesso schiuso e bagnato che pulsa del mio desiderio per lui, lo so che gli piace, non potra' resistere.
Ora basta, non voglio venire, voglio che mi faccia godere lui.
Oddio! Sento il rumore dell'auto nel vialetto, arriva! Via tutto, reggiseno e mutandine, completamente nuda. Veloce!Ancora pochi gradini e sono in cima alla scala, mi metto con il culo bene in vista, piegata come a spolverare proprio in fondo alla mensola della libreria. Cavolo sono cosi' bagnata che mi sento colare tra le cosce.
Eccolo ...ascensore... rigira la chiave nella toppa.
- "Heiiiii! Sono tornato, hai svuotato la libreria? Ho chiesto a Gianni se ci dava una mano a spostarla e visto che non ha nulla da fare e' venuto a darmi una mano..."

Cazzo. Ed ora? Che faccio.? Gianni? Qui? Ora? E io nuda sulla scala! Cazzo! cazzo!

Entrano in soggiorno
- "Vedi Gianni questa e' la libre..." Mio marito mi fissa con gli occhi sgranati e la bocca spalancata, ma che cazz.... neanche un secondo dopo compare Gianni che si blocca fissando il mio culo nudo a meno di un metro da me, non riesco a biascicare una parola, una sola parola. E rimango ferma, immobile con i loro sguardi addosso.

Continua....

mercoledì 23 marzo 2011

La mia fantasia - Seconda parte



Sono ancora annebbiata.. non ho ricordi precisi di cosa è accaduto prima e cosa dopo... sono come dentro un film dal montaggio analogico, ho ancora negli occhi mani, mani maschili e femminili su di me, su di lei... grovigli di corpi che non seguono un andamento coerente..... carne morbida e liscia che accarezza... altra più ruvida che stringe.
Lui che esplode mentre lei lo tocca... così inaspettatamente... forse troppo eccitato... che ride mentre lo sperma gli ricade sul ventre.
E prima, mentre lui lo muoveva ritmicamente nella mia bocca ... mi sono distolta dal suo cazzo ed ho guardato tra le mie gambe quella incredibile visione ... la testa di una donna!
Le accarezzo i capelli soffici e lisci mentre rimane lì a lungo, poi mi guarda e risale sul mio corpo continuando a baciarmi lungo il percorso, fino ad arrivare all’altezza del mio volto.
- come sei liscia…. - E mi bacia. Mi bacia con il mio sapore sulle labbra.
E’ solo ora che allungo la mia mano fino a sfiorarle il sesso... arrivo alla sua fessura...è umida! L'ho toccata, l'ho toccata! E’ come immergere le dita in un frutto succoso, le labbra chiuse come una piccola, vellutata albicocca.
Lei scivola tra di noi, prona, le mie mani scorrono dalla sua schiena al suo culo, levigato e sodo
Ora capisco perché gli uomini lo desiderano tanto, è come un soffice cuscino sul quale vorrei addormentarmi, perdermi abbracciandola.

Mi sposto dietro di lei, l'accarezzo, palpo le sue natiche... così belle... mi abbasso ancora e trovo l’ingresso della sua vagina, l'accarezzo con le dita… sgusciano dolcemente ma ho paura di farle male, non so come si tocca una donna, è diversa da me. Trovo la sua piccola delicata apertura e ci entro dentro... piano... è stretta, il mio dito è serrato dalla sua carne...mi abbasso e la bacio.... la lecco proprio lì, sulla sua fessura...Oddio l'ho fatto. Ho sempre detto che non ci sarei mai riuscita. Invece ho avuto proprio voglia di baciarla, ho assaporato il suo sapore, tenero e dolce. Vorrei tanto che si girasse per arrivare al suo clitoride... sarò capace di farla godere?
Continuo a baciarla, con il mio dito che strofina sulle pareti della sua intimità, poi risalgo fino al suo buchino più stretto e bacio anche quello, mentre le mani di lui sono sul suo culo, prima l'accarezzano poi lo schiaffeggiano come ha fatto tante altre volte con me. E quel suono... quel suono secco mentre vedo le sue natiche vibrare. E' bellissima sdraiata così, il volto girato sul cuscino mentre gode... sento i suoi gemiti che fanno crescere ancora la mia eccitazione.. lui estrae le sue dita da dentro di lei, vedo il suo garofano dilatato e ne approfitto, piano piano entro anche lì mentre con l'indice dell'altra mano continuo a penetrarla nella fica... solleva il bacino mentre gode. Poi lui si avvicina nuovamente, si pone sopra di lei, le spinge il cazzo nel culo mentre lei geme… io l’aiuto, gli bacio e lecco le palle, la cappella per farlo scorrere meglio lecco anche lei, la lubrifico perché lo prenda tutto… li guardo così, osservo il suo cazzo che la apre, muovendosi ritmicamente e il volto di lei sconvolto, le unghie conficcate nel cuscino… lo morde stravolta dal piacere.
Lui dopo diversi colpi lo tira fuori… forse vuole fare altro, forse vuole scopare anche me… ed finalmente lei si gira. Io rimango con la testa tra le sue gambe mentre la vedo succhiare il suo cazzo con avidità.
Cerco il clitoride con la lingua... poi con le dita... mi sento così impacciata...e proprio mentre penso che non so se riuscirò a portarla all'orgasmo, la sento ansimare, sospirare forte e gemere mentre la sua carne si contrae attorno al mio dito io continuo a baciarla e la mia bocca si riempie dei suoi umori. Poi posa la sua mano sul suo sesso come a fermarmi, più volte.
Che cosa indescrivibile! Sono riuscita a farla godere, a far godere una donna. Niente fuochi d’artificio, niente grida baritonali e fontane zampillanti. Solo le sue contrazioni, i suoi succhi dolci sulle mie dita.
La bacio proprio lì, ed anche sulla sua mano, mordicchio quel tenero rilievo e risalgo le colline di quel delizioso paesaggio come ha fatto lei prima con me, accompagnando la mia scalata con piccoli baci e morsetti... arrivo sopra il suo viso e le accarezzo il seno con i miei capezzoli che ondeggiano sui suoi mentre mi tuffo sul suo collo, assaporo il suo profumo e la mordo nuovamente mentre lei mi sorride E' così morbida che vorrei mangiarla.. Vorrei cibarmi di lei, del suo corpo, ingoiare il suo sapore, e poi penetrarla, sentire la sua carne aprirsi sotto i miei colpi.
Invece è lui che, mentre sono china su di lei, si avvicina, la sua verga dura affonda in un solo colpo dentro di me, con forza. Grido mentre mi sento squassare e riempire la fica stillante di umori che ricadono su di lei. Mi bacia la bocca aperta, poi si stacca dalle mie labbra e le riempie con le sue dita, le succhio, le inumidisce della mia stessa saliva prima che lei sfreghi nuovamente il mio clitoride.
E’ bellissimo guardarla mentre mi succhia i capezzoli, fissarla negli occhi mentre godo … un orgasmo violentissimo che mi fa ricadere sopra il suo corpo morbido.
Lo sento uscire da me, si avvicina a lei che apre la bocca, lo aiuta con la mano finché lo vedo schizzare sulla sua lingua, sul suo viso… Lei sorride e mi guarda mentre gocce biancastre e dense le scivolano sul mento, sul seno. Mi prende la mano e me l’avvicina, io rimango con la testa appoggiata sul suo seno a guardare il sorriso estatico che ha stampato sul volto.


Vado a casa con il suo sapore sulla lingua, il suo odore addosso… mi siedo al pc e scrivo.
Scrivo questo racconto ancora sotto l’effetto di un delirio. Forse… ho solo sognato?

venerdì 18 marzo 2011

Al cinema

La sala è ancora vuota, siamo i primi ad entrare. Averti accanti è sempre una tentazione per me, il tuo odore, i tuoi jeans, il calore delle tue gambe che sfiorano le mie... Lentamente la mia mano si insinua sotto la tua maglietta. Non sono io, è la mia mano che accarezza i tuoi addominali, la tua pelle liscia. Adoro quando ti imbarazzi così, quando ti schermisci e pieghi la testa come un bambino. Abbassi l'orlo della tua maglia, comincia ad entrare gente. Poi nel buio mi prendi la mano, per stringerla e tenerla insieme alla tua, in un gesto di complicità, o forse per controllare i miei movimenti. Però mi lasci fare quando abbasso la zip, ma è la mia mano, non io...come se sapesse da sola dove andare. Le dita si intrufolano dentro l'apertura dei pantaloni, percepiscono la tua erezione, oltrepassano l'elastico degli slip. Lo prendo in mano, al buio riconosco ogni rilievo delle tue vene, la tua carne calda ...lo sento irrigidirsi e crescere sotto le mie carezze. Ed ora...non sono io, è la mia bocca che ha fame di te, della tua lingua, del tuo sesso. Ti bacio e mi gusto le tue labbra, la tua mano dietro la nuca a spingermi verso il basso... voglio gustarti solo un attimo... un attimo per riempirmi del tuo sapore, del tuo desiderio. Per poco... la notte è ancora lunga per noi.

venerdì 11 marzo 2011

Il dolore

"il dolore rende speciali... diversi..."

Mi è arrivato questo sms poco fa.
E quanto è vero.
Dolore non solo fisico
Dolore psichico
Dolore che si affonta ogni giorno, e quanto dolore nella mia vita.
Poi arriva un momento in cui ti dici che tanto sei diventata quasi immune
e che questo è solo un ulteriore taglio nella tua carne già martoriata.
Ed allora ti sembra di essere insensibile.
Invece non è così.
Penso a quando da bambina ho imparato a non piangere
ed invece a quanto piango ora

tdx