Il racconto non è mio, ma ieri è accaduto qualcosa che me l'ha fatto tornare in mente... per chi non l'avesse letto... (tratto dal racconto il "Basco e Bijou" - Il delta di Venere di Anais Nin) Leila porto' Bijou a cavalcare al Bois. Leila era molto bella sul cavallo, snella, mascolina e altera. Bijou appariva più opulenta, ma meno composta in sella. (...) Cavalcarono lentamente, chiacchierando tutto il tempo. Poi Leila si lanci al galoppo e Bijou la seguì. Dopo aver galoppato per un po', rallentarono di nuovo, con i visi arrossati. Bijou sentiva una piacevole irritazione tra le gambe e un certo calore su per le natiche. Si chiese se Leila provasse la stessa sensazione. Dopo un'altra mezz'ora di cavalcate, la sua eccitazione crebbe ancor più. Aveva gli occhi brillanti, le labbra umide. Leila la guardo' con ammirazione. "Cavalcare ti dona" le disse. La sua mano reggeva un frustino cone sicurezza regale, i guanti aderivano perfettamente alle lunghe dita, portava una camicia maschile con gemelli ai polsini. Il suo completo da cavallerizza sottolineava la snellezza della vita, dei seni, delle natiche. Bijou riempiva i vestiti con maggiore abbondanza. I seni erano alti e puntati provocatoriamente all'insù. I lunghi capelli erano sciolti al vento. E che calore su per le natiche e in mezzo alle gambe! Era come esser state strofinate con alcool, o con vino, e leggermente sculacciate da una massaggiatrice esperta. Ogni volta che si sollevava e ricadeva sulla sella, Bijou sentiva un formicolio delizioso.