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lunedì 2 maggio 2011

Il diario di Adele Prima parte



Cara Laura,

ti chiederai il perché di questo pacco, accompagnato da una lettera vergata a mano.
Al telefono ti ho chiesto di aprirlo soltanto dopo averla letta tutta, me l’hai promesso, ricordi? Non sono più abituata ad usare la penna su un foglio totalmente bianco, sto quasi facendo fatica ad andare dritta , a rendere leggibile la mia calligrafia, ma così mi pare cosa più intima, più vera e soprattutto adatta a quello che ti sto per dire. E mi ricorda quando, al liceo ci confidavamo nei nostri rispettivi diari. Io sul tuo e tu sul mio.
In tutti questi anni non ci siamo mai perse, ed ogni volta risentirsi, rivedersi, è stato come riannodare i fili di un legame mai sciolto. Quanto abbiamo parlato, quante cose ci siamo raccontate, soprattutto io. Tu sei sempre stata più riservata, più restia ad esporti. Il tuo contenerti mi dava l’idea di una grande forza interiore, come il tuo saperti dosare negli affetti e nella vita. Ho quasi invidiato la tua pacatezza, la regolarità della tua esistenza. Ogni volta ti travolgevo con i miei racconti, le mie inquietudini. Ti ho chiamato spesso per un consiglio, sei stata la mia bussola, il mio punto di riferimento. A volte quasi brutale nel tuo mettermi di fronte alle decisioni che non volevo prendere, severa. E non abbiamo mai litigato, mai. Ci siamo completate, tu invece hai ammirato il mio vivere senza regole, la mia assoluta libertà, i colpi di scena, la passionalità.
Laura, sapessi quanto mi ha stancato questo essere sempre in balia delle onde. Non devi invidiare la mia indipendenza, la tua quotidianità è così ricca, tu non te ne rendi conto di quello che hai.
Dentro il pacco c’è un mio diario. Non ti fare ingannare dalla copertina rosa, dal bimbo adagiato su un tappeto di margheritone. All’apparenza potrebbe sembrare quello di un’adolescente, ma aprendolo non vi troverai cuoricini e disegni fatti con i pennarelli colorati, come nel diario di scuola. Ti ricordi quanto abbiamo riso, quell’estate sotto l’ombrellone quando l’ho ritrovato? Sembravamo due adolescenti. Ci abbiamo messo quasi due giorni a leggerlo tutto, mentre i tuoi figli prendevano il sole inconsapevoli, nuotavano ed andavano sul pedalò. Erano le tue parole che leggevamo.
In tutti questi anni tu sai quante case ho cambiato, e nei diversi traslochi molte cose sono andate perse, evidentemente oggetti senza importanza, ma i miei diari mi hanno seguita sempre. Chissà, forse nel caos della mia vita ho cercato di mantenere un punto fermo, almeno nella mia memoria. E’ curioso che tu invece ti sia spostata soltanto di poche centinaia di metri dalla casa dei tuoi genitori, sulla stessa strada, ed un bel giorno hai deciso di gettare tutto. Che dispiacere quando mi hai confessato che hai cercato tanto quell’agenda e poi ti sei ricordata che un giorno hai voluto cancellare quello che rimaneva di quegli anni, hai avuto timore che tua figlia leggesse. Io invece ho persino ritrovato le pagine che ti avevo scritto quando lei era nata. Anche tu avevi la tua zona d’ombra, la tua parte buia e nascosta, è questo che hai avuto paura che lei scoprisse? Io so cosa conteneva quel diario, ma ora sei un’altra, sei una donna.

venerdì 29 aprile 2011

Ho fatto outing!



Ma non l’outing che avete immaginato, no. Outing nel senso che ho fatto conoscere il mio blog alla mia famiglia. Per la precisione, per ora, mia sorella, mia cugina e la moglie di mio cugino. Una sorella è ancora ignara di tutto. Ma lei è una santa, forse rimarrebbe assai turbata. O forse no… eh queste acque chete!
Che c’è di strano direte voi? Io ho sempre considerato la mia sessualità “diversa” e lo metto tra virgolette perché in effetti non è che faccia cose tanto strane. Beh un po’ si, ma mica tanto! E poi, cosa è normale in fatto di sesso? Diciamo che forse vivo tutto in maniera più libera? Che sono una donna curiosa e desideriosa di sperimentare cose sempre nuove? Che non ho necessità di essere innamorata per fare sesso (e dico sesso, bada bene sorellina non amore… ricordi quando mi hai ripreso per questo? Tu sai che fare l’amore ha ben altro significato del fare sesso)
Insomma, per farla breve, è quasi un anno che ho questo blog, qualcuno degli amici più vicini sa che scrivo, ma assolutamente non il mio nick né il link ovviamente.
E poi a Pasqua, sarà stato quel clima di complicità un po’ maliziosa in cui ci siamo ritrovate a ciacolare tra donne, le passeggiate in bici,
sarà stato che la cugina aveva voglia di novità… insomma, mi sono fatta trovare! Le tre birbantelle sono rimaste a ridacchiare di fronte al pc mentre mi leggevano… e peccato che non possa mettere la foto che gli ho fatto perché i loro sorrisi erano inequivocabili. Ora mi fa un po’ strano conoscere l’identità di chi mi legge, e soprattutto sapere che sono stata scrutata, osservata nell’intimo. Mi ha messo tra i preferiti! Va bene che scrivo su fatti reali e non, aggiungo ed a volte tolgo anche, ma comunque sia parlo di me.
Cara cuginetta lontana, spero che questo blog, i miei racconti ti diano degli spunti per conoscere qualcosa di nuovo e… non solo nella teoria!c’è sempre da imparare!

P.S. la foto è presa in rete e... non siamo così giovani!

martedì 26 aprile 2011

Niente cioccolata


Quest'anno a Pasqua non ho mangiato neanche un pezzettino di cioccolata, nulla. Non c'è stato nessun uovo, non c'erano bambini alla nostra tavola, a parte un piccolissimo nuovo arrivato.
E mi è mancato quel rito di rompere il guscio goloso, alla ricerca del contenuto. E poi il piacere nel sentire lo sciogliersi del cioccolato in bocca... quel sapore carico ed amaro... beh mi pare proprio che mi sia mancato qualcosa.

Che dite, mi farà male? :-)

domenica 24 aprile 2011

It's my life






It's my life

It's now or never

I ain't gonna live forever

I just want to live while I'm alive

'Cause It's my life


Risentita ieri sera dal vivo, qualche anno fa avevo quasi fatto di questa canzone un inno....

venerdì 15 aprile 2011

La doccia con Lampone




Questa sorta di dialogo è nato estemporaneo tra me e la mia amica Lampone e lo trascrivo così, come si è dipanato in diretta sul forum con qualche piccolissima modifica.


Vuerre: Strano. Strana questa confidenza, questa familiarità con te come se ci conoscessimo da sempre. Ci stiamo preparando per la serata, ma fuori dalla porta le nostre strade si divideranno. Mi sembra di essere tornata ragazzina, quando chiamavo una delle mie sorelle a consigliarmi sull’abito da scegliere, sulle scarpe da indossare. Così mentre io salgo e scendo le scale per scegliere le mie cose tu apri la tua immensa cabina armadio, mostrandomi quello che potresti prestarmi e poi cosa indosserai tu. Siamo l’una la spettatrice dell’altra, in questa piccola sfilata casalinga. Tu quel top con quelle scarpe, io una maglia con una gonna diversa. Ecco, questo ti sta bene, così sei perfetta. E poi: - la doccia la fai prima tu? E mentre io sono di fronte allo specchio tu, senza pudore ti spogli ed entri nella doccia. Io ti intravvedo riflessa, il vetro smerigliato non nasconde del tutto le tue forme. Mi dico: perché aspettare? Mi spoglio anch’io, raccolgo i miei capelli ed apro il box


Lampone:

Sono rilassata, non ho mai avuto paura del mio corpo e di mostrarlo. Tu sembri intimidita. In fondo entrambe sappiamo di aver gia' vissuto questa esperienza, con altre donne e in altri momenti. Tu ne hai parlato diffusamente, io ancora non ci riesco. Entrare insieme in doccia per questo fa deglutire piano, vero? Sappiamo entrambe che potrebbe......potrebbe.....sei bella, candida e burrosa. Come me. I tuoi capelli raccolgono l'umidità del box che contiene noi e le nostre fantasie. Sorrido e mi sposto .........


Io sono pudica, non amo mostrarmi. Ma è stato un'impulso irrefrenabile che mi ha fatto entrare nella doccia con te.Deglutisco e rido di quel riso imbarazzato ed impacciato. Ti guardo, i tuoi riccioli corti e bagnati che ti incorniciano il viso, i tuoi seni morbidi e pieni...


Ti sorrido i nostri seni si sorridono pure. Belli sodi e pieni. Forse il tuo leggermente più grosso, ma certo non ci facciamo mancare carnosità sotto la pioggia calda. - Sai che uso anch'io questo olio per il corpo?- mi porgi il palmo della mano e ne verso un poco. Ti massaggi le braccia. Noto questo particolare perchè anch'io inizio sempre da quella parte del corpo. Così facendo le mani a volte si sfiorano e fingiamo indifferenza. Mi piace guardarti, i capezzoli grossi e i miei appuntiti. Sei pronta per la serata?



Mi ha colpito questa cosa dell'olio. Abbiamo gli stessi gusti anche in questo. Mi piace come scivola nella mano e sulla mia pelle, non è aggressivo come un normale sapone... ho la pelle troppo delicata. Dopo essermi insaponata prendo la spugna e ne verso qualche goccia dorata, e senza parlare mi avvicino e faccio scorrere la spugna sulle tue spalle, poi scendo fino all'incavo tra i tuoi seni. Li guardo, sono così belli...- Si sono pronta e un po' emozionata per stasera sai?


Pero’ ti piace il rischio eh? ti ho appena raccontato di cosa ho fatto con Paola, dei suoi seni e tu.....non resisto....Vu non te la prendi se ti tocco? Hai un livido qui, ma non ti chiedo chi ti ha lasciato un segno d'amore.....ti invidio un poco sai? reagiscono i tuoi capezzoli a questa carezza lieve, senza intenzioni, senza doppisensi. Semplicemente ho voglia di toccarti. Un poco di olio bagna le mie dita, che allontano dalla pioggia. Non voglio che si sciacquino. Sei delicata, sgrani gli occhi, ma capisci che sono solo una bestolina curiosa...




Mi divertiva quando mi hai raccontato di quell'incontro e quanto abbiamo parlato fitto fitto... ora pero’ sono senza parole. Il mio livido ha la forma esatta del suo polpastrello, di quando ha stretto forte il mio seno. Mi piace che mi rimangano i segni a testimonianza di un incontro. Forse hai paura di farmi male quando sfiori quel piccolo cerchio blu, ma basta così poco perché i miei capezzoli si induriscano. Guardo le gocce d'acqua che scivolano sul tuo corpo, mentre avverto il calore sulla mia schiena... come in uno specchio anche io tocco il tuo seno, è morbido e scivoloso per l'acqua che continua a scendere...



Ti impugno i seni con le mani . Sai, non pensavo fosse così bello toccare un'altra donna, invece capisco gli uomini che amano le forme generose, dà soddisfazione avere tra le mani , nei pori della pelle un seno glorioso come il tuo. Lo sguardo scende piano sul resto del corpo. Il confronto tra di noi è piacevole. Guardo..io qui sono diversa. L'ombelico ammorbidito per entrambe dal ventre non proprio piatto, e i peli miei ..la sottile strisciolina arruffata e tu perfettamente liscia. ..... Mi avvicino un poco. Posso stampare i miei capezzoli sui tuoi? come se volessi lasciarti un segno anche della mia presenza........Stasera ti...stasera tu.....che farai?


Io stasera... sai che non riesco a parlare? Penso a ieri sera, alla notte appena trascorsa ed ora a te, qui, sotto questa doccia, a come le mani di una donna siano diverse, è come se tu sapessi già dove andare, come se precedessi i miei desideri. Siamo così simili eppure diverse, mi piace il tuo corpo morbido e quando ti avvicini in un abbraccio bagnato avverto la sofficità delle tue carni che premono sulle mie... i miei seni schiacciati e i nostri sessi quasi si sfiorano. Stasera... stasera andrò a cena fuori poi non so cosa succederà... e tu?


Lo sai che lo aspetto...l'ho giurato a me stessa e a lui. Lo dico non so se a me stessa o per quietare la voglia strana che mi sta prendendo? Il tuo collo mentre parli pulsa. Sono incantata da questo movimento sotterraneo. Penso a quanto mi dispiace non sentire il tuo odore. Hai una pelle bellissima, ti dico. Immagino come sia facile accarezzarti. Mentre ti guardo le mani vagano sul tuo corpo, sul mio corpo che ora è il tuo corpo, come se accarezzassi me stessa e no...sei tu ! Il dito indice non mi obbedisce più sai? Sorrido perchè non riesco a controllare l'impulso di accarezzarmi attraverso te. Poggio il dito sopra al tuo sesso. Non mi muovo, voglio solo sentire se sei come me, se sei , le gambe inaspettatamente non si serrano, si schiudono appena. Ho voglia di te, adesso. Ma non del tuo corpo da femmina, no, ho voglia di te. avvicino le labbra.... e tu....



Sento il mio cuore che batte forte... le tue mani che scivolano... il calore dell'acqua.... mi devo appoggiare alla parete della doccia. Mentre mi parli di lui i tuoi occhi brillano, tutto il tuo viso si irradia mentre la tua bocca sorride. Se ti vedessi ora quanto sei bella, lui capirebbe quanto lo ami. E per lui, vero? non è per me questo sorriso. Le tue dita curiose ora sono scese, è così facile arrivare al mio sesso umido, bagnato per l'acqua e per i miei umori. Ti prendo il volto tra le mani quando ti avvicini a me e ti bacio, le nostre teste sotto il getto dell'acqua, unite ed immerse nel calore che ci avvolge. Mi lasci senza respiro...


Tu lo trovi normale ? ma tu sei tu.......non lui, e vedo la differenza e...le tue labbra sono così morbide..così ricche. Ti bacio ma ti assicuro ...sto pensando solo che ti sto baciando. Con lui è, sarà differente, Lui ha un cazzo e mi prenderà corpo e anima. Tu mi prendi solo la seconda. Anima femminile che non lotta con una sua pari. Solo dolce miele tra le labbra e sui nostri corpi. Anche le mie gambe fremono adesso. E mi insinuo in te. Scopro il tuo sesso morbido, le grandi labbra irregolari che nascondono il centro del mondo. Chiudo gli occhi, un poco di mascara cola ad entrambe. Forse stiamo sognando tu la tua serata ed io il mio uomo? forse, ma non svegliarmi ancora dolce Vu


Sento le tue dita che entrano scivolando in me, delicatamente, mentre le tue labbra si staccano quel tanto per lasciarmi respirare. Sei davanti ai miei occhi eppure quel gesto mi ha evocato lo stesso gesto compiuto da altre mani, solo qualche ora fa. Il mio corpo è qui sotto l’acqua con te, ma la mia testa è altrove, il mio ventre palpita mentre vorrei far ordine tra le figure che si sovrappongono, tu e lui, carne chiara ed altra più scura, gesti delicati ed altri più rudi, mani che stringono forti e il tuo tocco lieve. E l’acqua che cancella tutto… vorrei facesse altrettanto con le immagini che non abbandonano i miei pensieri. Se fosse un sogno? Ho sognato ieri o sto sognando adesso? Apro gli occhi e…

lunedì 11 aprile 2011

La cavalcata


Il racconto non è mio, ma ieri è accaduto qualcosa che me l'ha fatto tornare in mente... per chi non l'avesse letto... (tratto dal racconto il "Basco e Bijou" - Il delta di Venere di Anais Nin)

Leila porto' Bijou a cavalcare al Bois. Leila era molto bella sul cavallo, snella, mascolina e altera. Bijou appariva più opulenta, ma meno composta in sella. (...) Cavalcarono lentamente, chiacchierando tutto il tempo. Poi Leila si lanci al galoppo e Bijou la seguì. Dopo aver galoppato per un po', rallentarono di nuovo, con i visi arrossati. Bijou sentiva una piacevole irritazione tra le gambe e un certo calore su per le natiche. Si chiese se Leila provasse la stessa sensazione. Dopo un'altra mezz'ora di cavalcate, la sua eccitazione crebbe ancor più. Aveva gli occhi brillanti, le labbra umide. Leila la guardo' con ammirazione. "Cavalcare ti dona" le disse. La sua mano reggeva un frustino cone sicurezza regale, i guanti aderivano perfettamente alle lunghe dita, portava una camicia maschile con gemelli ai polsini. Il suo completo da cavallerizza sottolineava la snellezza della vita, dei seni, delle natiche. Bijou riempiva i vestiti con maggiore abbondanza. I seni erano alti e puntati provocatoriamente all'insù. I lunghi capelli erano sciolti al vento. E che calore su per le natiche e in mezzo alle gambe! Era come esser state strofinate con alcool, o con vino, e leggermente sculacciate da una massaggiatrice esperta. Ogni volta che si sollevava e ricadeva sulla sella, Bijou sentiva un formicolio delizioso.

venerdì 8 aprile 2011

Imprevisto


L'imprevisto è qualcosa di inaspettato, non preventivato.Qualche giorno fa ho imparato che non bisogna opporsi ad un contrattempo, ma lasciarsi andare e seguire il flusso degli eventi. Soltanto allora l'imprevisto potrà regalarti qualcosa di assolutamente impensabile ed inatteso.
Qualcosa che difficilmente dimenticherai.

sabato 26 marzo 2011

Odio le pulizie di primavera - Prima parte



Questo è un racconto scritto a 4 mani con l'amico discretopassionale, è sua l'ideazione e la "progettazione" del racconto.

Tutti gli anni, immancabilmente, verso la meta' di febbraio lui inizia a pianificarle. Come una suocera isterica che non puo' concepire che non si spenda una giornata intera, se non di piu', ad analizzare a fondo tutto il guardaroba invernale, capo per capo, suddividendolo in diversi scatoloni, con tanto di etichette per catalogarli.
Saranno gli anni passati con quella feroce di mia suocera ad avergli inculcato la mania della gestione del guardaroba. Gli scatoloni devono essere tutti rigorosamente della stessa misura, su tutti i 5 lati devono riportarne la scritta con il contenuto, rigorosamente a pennarello nero.
In tutto questo lavoro il suo unico compito e' quello di accatastare gli scatoloni in mansarda, una rampa di scale, mentre a me tocca il lavoro peggiore...svuotare armadi e riempirli di nuovo. Come non bastasse quest'anno ha anche deciso di traslocare una libreria dal salotto al suo studio, quindi oltre all'archiviazione degli indumenti mi tocca pure l'archiviazione temporanea dei libri in scatoloni completamente diversi e lo spolvero della libreria, un catafalco in noce massiccio altissimo, dovro' salire e scendere quella scala decine di volte, accidenti a lui e ai suoi fottutissimi libri!
Almeno si fosse degnato di darmi una mano, invece no...mi lascia qui a svuotare la libreria e se ne va dal suo amico Gianni, ad aiutarlo a fare non ho capito bene cosa! Che si fotta.
Gianni.... me lo farei volentieri quel gran fig0. Quante volte ho immaginato di accarezzare quel corpo, le sue ampie spalle... Ma non poteva restare lui qui a svuotare la libreria ed io andare ad aiutare Gianni? Uhm...saprei di certo come aiutarlo, ho visto come mi guarda e non solo.
Una sera erano qui da noi a cena, lui e sua moglie, quella con la puzza sotto il naso. Lui mi raggiunge in cucina, mentre loro stavano chiacchierando in soggiorno.
-Ti serve una mano?-
Mi sussurra proprio sul collo, appoggiandomi il palmo sulla spalla, mentre io ero ai fornelli. Sara' stata la sua voce, il calore del suo alito e del suo corpo.. ho sentito un brivido percorrermi la schiena. Avrei avuto voglia di rispondergli - Si, si mi serve la tua mano e poi prendergliela, infilarmela tra le cosce.
Invece ho risposto:- No, grazie, e' quasi pronto- Mentre ho avvertito il mio stomaco che si rattrappiva, il mio sesso che si inumidiva.
Poi dopo, non e' stato facile far finta di niente. Mi sentivo i suoi occhi sempre addosso, per tutta la cena. Capirai, con quella moglie che si ritrova! Gianni si confida con mio marito, e lui a volte mi racconta, mi dice che si lamenta che lei e' un pezzo di ghiaccio, che la sera lui ha voglia ma lei si gira dall'altra parte nel letto... non deve fare una bella vita.
E chissa' mio marito cosa dice di me. Gli amici si raccontano tutto, immagino.
Io invece ho ancora sempre voglia di fare l'amore con lui. Come oggi, oggi che mi ha lasciata qui da sola a pulire 'sta libreria.
Ma ti pare che invece dobbiamo fare le pulizie di primavera? Ma guarda tu quanto ci mette poi, ma quando torna? Se ci rimanesse un po' di tempo per andare in campagna come quella volta nella cascina solo io e lui, nel silenzio. Sembrano passati secoli.
Non l'ho mai tradito, mai. Eppure a volte, come in questo momento penso che forse farei bene, si.
Magari con Gianni... quella famosa sera ho visto che era eccitato, deve avere un bel pacco, lo notavo rigonfio sotto la stoffa dei jeans. Quanto avrei voluto allungare una mano, li' in cucina e invece non ho osato. Niente.
Uff! Questa maledetta scala, su e giu' e su e giu' sto' persino sudando. Ora scendo e mi rilasso un po sul divano. Ecco, allungo le gambe... ma che caldo meglio togliermi anche il vestito. Sara' stato il pensiero di Gianni...e quella scena fissa nella mia mente...vorrei sentire il suo sesso duro che si appoggia a me, vederlo abbassarsi la zip con lo sguardo eccitato e tirarlo fuori, gonfio, la cappella rossa e le vene che sembrano esplodere, esplodere per me...mi girerei e mi abbasserei, passerei la lingua sopra quella carne calda che freme sotto i miei colpi per poi mettermi a succhiarlo.
Non resisto piu', ho voglia di toccarmi... se lo faccio pensando a Gianni non e' tradimento no, solo immaginazione, solo desiderio... un po, solo un pochino... le mie dita vanno da sole, scendono tra le mie gambe, scostano l'elastico dello slip e trovano il mio sesso pulsante, umido, aperto come un bocciolo dischiuso dal troppo calore.
Sogno Gianni infoiato che mi appoggia le mani sulla testa e inizia a muovere il suo sesso nella mia bocca, il suo sesso grosso e gonfio al punto tale che a stento la mia bocca riesce ad accoglierlo. Lo sento perdere le staffe ed iniziare ad affondare sempre di piu' mentre il suo respiro si fa pesante, le mie mani si muovono sui suoi fianchi, afferrano i suoi glutei torniti da anni di palestra e la mia mano gli massaggia i testicoli, sodi, pieni della sua eccitazione per me, li sento fremere e indurirsi un secondo prima di scaricarmi in bocca tutto il suo latte, denso e bollente, a placare la mia sete di lui.
Pensa se mio marito entrasse ora e mi vedesse cosi'...nuda, eccitata...una mano sul seno a torturare un capezzolo e l'altra tra le gambe, oscenamente aperte, bagnata dai miei umori... che cosa penserebbe di sua moglie? Non mi ha mai vista cosi', mentre mi tocco, le gambe spalancate, offerta ad un amante immaginario.
Accidenti a me... ma perché mi vengono certe fantasie? E perche' mi faccio tutti questi problemi! Magari piombasse qui proprio ora! Forse finalmente gli verrebbe voglia e passeremmo il pomeriggio a fare l'amore invece che a spolverare questa vecchia libreria! Ho deciso, oggi voglio esagerare! Mi faccio trovare sulla scala nuda! Si si!Lui mi vede da sotto... guarda il mio culo dal basso, il mio sesso schiuso e bagnato che pulsa del mio desiderio per lui, lo so che gli piace, non potra' resistere.
Ora basta, non voglio venire, voglio che mi faccia godere lui.
Oddio! Sento il rumore dell'auto nel vialetto, arriva! Via tutto, reggiseno e mutandine, completamente nuda. Veloce!Ancora pochi gradini e sono in cima alla scala, mi metto con il culo bene in vista, piegata come a spolverare proprio in fondo alla mensola della libreria. Cavolo sono cosi' bagnata che mi sento colare tra le cosce.
Eccolo ...ascensore... rigira la chiave nella toppa.
- "Heiiiii! Sono tornato, hai svuotato la libreria? Ho chiesto a Gianni se ci dava una mano a spostarla e visto che non ha nulla da fare e' venuto a darmi una mano..."

Cazzo. Ed ora? Che faccio.? Gianni? Qui? Ora? E io nuda sulla scala! Cazzo! cazzo!

Entrano in soggiorno
- "Vedi Gianni questa e' la libre..." Mio marito mi fissa con gli occhi sgranati e la bocca spalancata, ma che cazz.... neanche un secondo dopo compare Gianni che si blocca fissando il mio culo nudo a meno di un metro da me, non riesco a biascicare una parola, una sola parola. E rimango ferma, immobile con i loro sguardi addosso.

Continua....

mercoledì 23 marzo 2011

La mia fantasia - Seconda parte



Sono ancora annebbiata.. non ho ricordi precisi di cosa è accaduto prima e cosa dopo... sono come dentro un film dal montaggio analogico, ho ancora negli occhi mani, mani maschili e femminili su di me, su di lei... grovigli di corpi che non seguono un andamento coerente..... carne morbida e liscia che accarezza... altra più ruvida che stringe.
Lui che esplode mentre lei lo tocca... così inaspettatamente... forse troppo eccitato... che ride mentre lo sperma gli ricade sul ventre.
E prima, mentre lui lo muoveva ritmicamente nella mia bocca ... mi sono distolta dal suo cazzo ed ho guardato tra le mie gambe quella incredibile visione ... la testa di una donna!
Le accarezzo i capelli soffici e lisci mentre rimane lì a lungo, poi mi guarda e risale sul mio corpo continuando a baciarmi lungo il percorso, fino ad arrivare all’altezza del mio volto.
- come sei liscia…. - E mi bacia. Mi bacia con il mio sapore sulle labbra.
E’ solo ora che allungo la mia mano fino a sfiorarle il sesso... arrivo alla sua fessura...è umida! L'ho toccata, l'ho toccata! E’ come immergere le dita in un frutto succoso, le labbra chiuse come una piccola, vellutata albicocca.
Lei scivola tra di noi, prona, le mie mani scorrono dalla sua schiena al suo culo, levigato e sodo
Ora capisco perché gli uomini lo desiderano tanto, è come un soffice cuscino sul quale vorrei addormentarmi, perdermi abbracciandola.

Mi sposto dietro di lei, l'accarezzo, palpo le sue natiche... così belle... mi abbasso ancora e trovo l’ingresso della sua vagina, l'accarezzo con le dita… sgusciano dolcemente ma ho paura di farle male, non so come si tocca una donna, è diversa da me. Trovo la sua piccola delicata apertura e ci entro dentro... piano... è stretta, il mio dito è serrato dalla sua carne...mi abbasso e la bacio.... la lecco proprio lì, sulla sua fessura...Oddio l'ho fatto. Ho sempre detto che non ci sarei mai riuscita. Invece ho avuto proprio voglia di baciarla, ho assaporato il suo sapore, tenero e dolce. Vorrei tanto che si girasse per arrivare al suo clitoride... sarò capace di farla godere?
Continuo a baciarla, con il mio dito che strofina sulle pareti della sua intimità, poi risalgo fino al suo buchino più stretto e bacio anche quello, mentre le mani di lui sono sul suo culo, prima l'accarezzano poi lo schiaffeggiano come ha fatto tante altre volte con me. E quel suono... quel suono secco mentre vedo le sue natiche vibrare. E' bellissima sdraiata così, il volto girato sul cuscino mentre gode... sento i suoi gemiti che fanno crescere ancora la mia eccitazione.. lui estrae le sue dita da dentro di lei, vedo il suo garofano dilatato e ne approfitto, piano piano entro anche lì mentre con l'indice dell'altra mano continuo a penetrarla nella fica... solleva il bacino mentre gode. Poi lui si avvicina nuovamente, si pone sopra di lei, le spinge il cazzo nel culo mentre lei geme… io l’aiuto, gli bacio e lecco le palle, la cappella per farlo scorrere meglio lecco anche lei, la lubrifico perché lo prenda tutto… li guardo così, osservo il suo cazzo che la apre, muovendosi ritmicamente e il volto di lei sconvolto, le unghie conficcate nel cuscino… lo morde stravolta dal piacere.
Lui dopo diversi colpi lo tira fuori… forse vuole fare altro, forse vuole scopare anche me… ed finalmente lei si gira. Io rimango con la testa tra le sue gambe mentre la vedo succhiare il suo cazzo con avidità.
Cerco il clitoride con la lingua... poi con le dita... mi sento così impacciata...e proprio mentre penso che non so se riuscirò a portarla all'orgasmo, la sento ansimare, sospirare forte e gemere mentre la sua carne si contrae attorno al mio dito io continuo a baciarla e la mia bocca si riempie dei suoi umori. Poi posa la sua mano sul suo sesso come a fermarmi, più volte.
Che cosa indescrivibile! Sono riuscita a farla godere, a far godere una donna. Niente fuochi d’artificio, niente grida baritonali e fontane zampillanti. Solo le sue contrazioni, i suoi succhi dolci sulle mie dita.
La bacio proprio lì, ed anche sulla sua mano, mordicchio quel tenero rilievo e risalgo le colline di quel delizioso paesaggio come ha fatto lei prima con me, accompagnando la mia scalata con piccoli baci e morsetti... arrivo sopra il suo viso e le accarezzo il seno con i miei capezzoli che ondeggiano sui suoi mentre mi tuffo sul suo collo, assaporo il suo profumo e la mordo nuovamente mentre lei mi sorride E' così morbida che vorrei mangiarla.. Vorrei cibarmi di lei, del suo corpo, ingoiare il suo sapore, e poi penetrarla, sentire la sua carne aprirsi sotto i miei colpi.
Invece è lui che, mentre sono china su di lei, si avvicina, la sua verga dura affonda in un solo colpo dentro di me, con forza. Grido mentre mi sento squassare e riempire la fica stillante di umori che ricadono su di lei. Mi bacia la bocca aperta, poi si stacca dalle mie labbra e le riempie con le sue dita, le succhio, le inumidisce della mia stessa saliva prima che lei sfreghi nuovamente il mio clitoride.
E’ bellissimo guardarla mentre mi succhia i capezzoli, fissarla negli occhi mentre godo … un orgasmo violentissimo che mi fa ricadere sopra il suo corpo morbido.
Lo sento uscire da me, si avvicina a lei che apre la bocca, lo aiuta con la mano finché lo vedo schizzare sulla sua lingua, sul suo viso… Lei sorride e mi guarda mentre gocce biancastre e dense le scivolano sul mento, sul seno. Mi prende la mano e me l’avvicina, io rimango con la testa appoggiata sul suo seno a guardare il sorriso estatico che ha stampato sul volto.


Vado a casa con il suo sapore sulla lingua, il suo odore addosso… mi siedo al pc e scrivo.
Scrivo questo racconto ancora sotto l’effetto di un delirio. Forse… ho solo sognato?

venerdì 18 marzo 2011

Al cinema

La sala è ancora vuota, siamo i primi ad entrare. Averti accanti è sempre una tentazione per me, il tuo odore, i tuoi jeans, il calore delle tue gambe che sfiorano le mie... Lentamente la mia mano si insinua sotto la tua maglietta. Non sono io, è la mia mano che accarezza i tuoi addominali, la tua pelle liscia. Adoro quando ti imbarazzi così, quando ti schermisci e pieghi la testa come un bambino. Abbassi l'orlo della tua maglia, comincia ad entrare gente. Poi nel buio mi prendi la mano, per stringerla e tenerla insieme alla tua, in un gesto di complicità, o forse per controllare i miei movimenti. Però mi lasci fare quando abbasso la zip, ma è la mia mano, non io...come se sapesse da sola dove andare. Le dita si intrufolano dentro l'apertura dei pantaloni, percepiscono la tua erezione, oltrepassano l'elastico degli slip. Lo prendo in mano, al buio riconosco ogni rilievo delle tue vene, la tua carne calda ...lo sento irrigidirsi e crescere sotto le mie carezze. Ed ora...non sono io, è la mia bocca che ha fame di te, della tua lingua, del tuo sesso. Ti bacio e mi gusto le tue labbra, la tua mano dietro la nuca a spingermi verso il basso... voglio gustarti solo un attimo... un attimo per riempirmi del tuo sapore, del tuo desiderio. Per poco... la notte è ancora lunga per noi.

venerdì 11 marzo 2011

Il dolore

"il dolore rende speciali... diversi..."

Mi è arrivato questo sms poco fa.
E quanto è vero.
Dolore non solo fisico
Dolore psichico
Dolore che si affonta ogni giorno, e quanto dolore nella mia vita.
Poi arriva un momento in cui ti dici che tanto sei diventata quasi immune
e che questo è solo un ulteriore taglio nella tua carne già martoriata.
Ed allora ti sembra di essere insensibile.
Invece non è così.
Penso a quando da bambina ho imparato a non piangere
ed invece a quanto piango ora

domenica 6 marzo 2011

La mia fantasia- Prima parte



Stanotte si è realizzata la mia fantasia. E' accaduto naturalmente, quasi per caso, così come l’ho immaginato nei miei sogni.
Lui mi ha invitato a cena a casa sua, . - "C'è anche una mia amica, ha detto"
E non so perché ho intuito dal suo tono di voce che sarebbe successo qualcosa. Lo conosco troppo bene, e ne abbiamo parlato spesso. Io sono arrivata prima di lei, non ho fatto a tempo a togliermi il cappotto che mi stava già tastando il çulo, ero infreddolita.
- "Ti scaldo io" - mi ha detto mentre mi abbracciava. E poi mi ha fatta sedere sul divano. Mi ha baciato e la sua bocca sapeva di alcool, ha avvicinato la bottiglia e mi ha offerto un bicchiere di vino bianco. Ha infilato le sue mani sotto la gonna, arrivando al mio sesso già umido e ci ha infilato le dita.
- Farai questo anche a lei, lo farai?
- Si-
- Voglio vedervi così, mentre vi toccate…-
Mentre è ancora tra le mie cosce, e suona il citofono. E' lei! Il mio cuore ha un sussulto, ancora pochi attimi che sembrano interminabili. Quando entra subito mi sorride. Piccolina, lunghi capelli biondi e due occhi scuri e vivaci. Indossa una minigonna nera che le fascia i fianchi torniti, e quando si toglie il giubbotto noto sotto il maglione attillato un bel seno morbido. Mi tende la mano e si presenta, allargando il sorriso. Non è imbarazzata, mi piace questa spontaneità ed anche io dico il mio nome. Ci sediamo a tavola, lui ha preparato una pasta fredda, pomodorini pachino e mozzarelline, chissà forse ha pensato che avremmo fatto altro nel frattempo. Ci versa da bere a tutte e due, il vino scorre dai bicchieri alle nostre labbra mentre lei mi lancia occhiate tutto il tempo. Parliamo così semplicemente, io non sento neanche il sapore del cibo da quanto sono distratta. Mi soffermo sulla sua bocca che accoglie la forchetta... guardo le sue labbra mentre schiaccia i piccoli pezzi di pomodoro crudo tra i denti e la lingua, immaginando quel succo rosso acidulo che le riempie la bocca. Lui sogghigna, comincia a capire che forse, tra poco si divertirà. Ad un certo punto ci lascia sole per prendere altro vino in cucina e lei, senza parlare, tocca la mia mano appoggiata sulla tovaglia candida, me la prende e la tiene un po’ stretta nella sua, fissandomi negli occhi. Poi la appoggia sul suo seno:-
Senti? Senti come sono emozionata!-
Io sono ammutolita, ho desiderato tanto questo momento ma ora ho il batticuore, ma allargo il palmo che si apre sul suo seno.
- Ah bene, state prendendo confidenza?- Ridacchia mentre rientra dalla cucina. Ritiro subito la mano appena sento la sua voce, come se mi avesse colto con le dita nel barattolo di marmellata. Che sciocca.

E poi, finita la cena, è accaduto tutto in un attimo... ci siamo alzati e lui ha cominciato a toccarle il seno, mentre lei si gira verso di me e mi bacia!! Mi bacia con una dolcezza infinita, lentamente... io accetto la sua lingua come se fosse la cosa più naturale del mondo...a lungo...
Pochi passi e siamo in camera da letto, lui è ancora vestito di tutto punto, io e lei cominciamo a spogliarci a vicenda: - Che bella che sei- le dico, e lei: - "Sei tu bellissima.- Le guardo le spalle, il seno pieno raccolto ancora nel reggiseno, e mentre mi accarezza i capelli lui ci guarda, tocco il suo sesso sopra la stoffa dei pantaloni e lo sento durissimo.
Mi scopro il seno e lei me lo sfiora, prende tra i polpastrelli i miei capezzoli... timidamente le accarezzo prima una spalla, poi le braccia... sono liscissime, è calda e morbida... avverto il suo profumo di donna, di femmina.. Le mie mani scendono sul suo seno mentre lei accarezza e bacia il mio, come in un gioco di specchi...è morbido... una sensazione indescrivibile di soffice dolcezza.
La osservo ora tutta nuda, i suoi fianchi accoglienti, il suo ventre morbido il suo fiore, piccolo, depilato e tenero... chissà se riuscirò a toccarlo...
Poi corpi e mani intrecciate...le nostre lingue simultaneamente intorno al suo cazzo, avvinghiate tra noi e su di lui, sulla sua carne pulsante che entra ora nella mia e dopo nella sua bocca, ci guardiamo negli occhi, i visi vicinissimi, lei continua a toccarlo mentre scende sul mio corpo con la bocca fino ad arrivare alla mia fiça... avverto la punta della sua lingua delicatissima che mi sfiora appena, è così diverso dal tocco delle labbra di un uomo. Le sue piccole dita mi aprono le labbra... poi ne inserisce uno, due... mi strappa dei gemiti mentre lui, a fianco a me, in ginocchio sul letto mi fa tacere riempiendomi la bocca con il suo cazzo.
(....continua....)

domenica 27 febbraio 2011

Big girl



Un mio carissimo amico (e non solo amico) sostiene che le donne in carne sono quelle più sessualmente disinibite. Avrà ragione? Mi vengono in mente due-tre amiche cicciottelle ed in effetti sono le uniche con cui parlo liberamente di sesso...
Che ne pensate voi?

domenica 6 febbraio 2011

Con il vento tra le gambe



E' una fresca sera di settembre. Sono in sella al mio scooter sulla via del mare per arrivare da te. Ho quella gonna di seta chiara a fiori lilla che ti piace tanto, perché puoi percepire la carnosità delle mie natiche attraverso la stoffa leggera.
Al momento di uscire di casa ho tolto gli slip, voglio farti sentire la consistenza ed il calore della mia pelle quando appoggerai le tue mani sui miei glutei.
Si, lo so che farai quel gesto quando mi abbraccerai, ed io adoro la presa forte delle tue mani, come fosse un segno di possesso del mio corpo.
L'appuntamento è vicino alla tua sede di lavoro, hai una riunione che finirà molto tardi stasera. Ti mando un sms:

- Sto partendo ora, sono con lo scooter e senza mutande, sto... venendo!

Invio... e sorrido, pensando alla tua espressione quando lo leggerai, perché so che non potrai muovere un muscolo.
Esco dalla città, pochi chilometri e già comincio a percepire la salinità della brezza marina nelle narici, l'aria è frizzantina ma tiepida. La mia gonna sale svolazzando sulle cosce, sollevandosi fino a scoprire il bordo delle autoreggenti nere. Un vortice risale tra le gambe, mi accarezza le labbra nude, assaporo un piacevole senso di libertà. Arrivo a percepire le vibrazioni del motore sotto di me, il calore ed il contatto della pelle della sella, come se fossi nuda. Si, nuda, perché la seta leggera è una barriera troppo sottile. Ho i brividi...mi piace questa sensazione, come se la moto fosse viva, palpitante... un animale che si fa cavalcare da me.
Una macchina mi sorpassa, tento di abbassare il bordo della gonna con la mano sinistra, controllo dallo specchietto per essere pronta a fare lo stesso gesto quando ne vedo arrivare altre. Ma la strada è buia e pericolosa, non sempre posso distogliere una mano dalla guida. Così decido di lasciare che le mie gambe si scoprano fin quasi all' inguine, c'è poca luce e probabilmente nessuno noterà la cosa. O forse si, e l'idea di essere osservata comincia ad eccitarmi.
Bello... bella quest'aria che mi lambisce, come un amante indiscreto... immagino sia tu a farlo...più su.. ancora più su... mi accarezzi con un fresco tocco, lieve ed impertinente. Sei tu vero?
Rivoli d'aria come tante invisibili dita sulle mie labbra aperte, umide.
E questo continuo vibrare... come un sensuale massaggio sulle mie parti più vulnerabili... comincio ad avvertire il mio clitoride che pulsa... i capezzoli si inturgidiscono mentre il cuore batte più forte, sono in preda ad una strana euforia. Rallento, prendo fiato. Calma ... devo stare calma. L'orlo della gonna scivola verso il basso.
Arrivo a destinazione sotto l'effetto di una eccitazione costante, il pensiero di te mi ha accompagnato fin qui. Scendo dallo scooter...i miei umori colano sulle gambe mentre rimango lì in piedi per qualche minuto, finché scorgo da lontano la tua macchina che si avvicina.
Ti accosti, parcheggi accanto a me sul bordo della strada e scendi:
- Ma sei tutta matta! - dici mentre mi abbracci forte, le tue mani aperte sul mio culo a premermi contro il tuo sesso eretto. Amo quando fai così, adoro percepire quanto mi desideri mentre mi stringi. Mi fai sentire tua. Poi mi sussurri all'orecchio:

- E' mezz'ora che sto così, da quando ho letto il tuo messaggio...-
- Anche io... -

Il calore del tuo alito mentre mi parli piano mi procura ulteriori brividi. Poi la tua bocca scende sul mio collo, ci appoggi appena le labbra baciandomi delicatamente.
- Dai, togliamoci da qui in mezzo alla strada che va a finire male! Seguimi con lo scooter.

Risalgo in sella con il cuore che batte forte, proseguendo il mio gioco nel mostrarti le gambe aperte, stavolta sono io a sollevare l'orlo della mia gonna mentre mi osservi dallo specchietto retrovisore. Non so cosa riesci a vedere, ma vedo i tuoi occhi verdi e questo mi basta.
Ed eccoci a casa ora, mi prendi la mano e saliamo i pochi gradini affannati.
Apri la porta.. il tempo di chiuderla, mi rigiri e mi ci appoggi sopra.
Ti abbassi, mi sollevi la gonna ed affondi la tua testa e poi il tuo naso nel solco tra le mie natiche... le separi con le mani mentre avverto la punta della tua lingua che lambisce i miei umori.

- Mi farai impazzire... mi farai impazzire...-

Rimango così, in silenzio, con le mani appoggiate alla porta mentre scivoli dentro di me mentre vorrei dirti che io... io ... sono già pazza di te!

lunedì 31 gennaio 2011

Grazie!



Voglio ringraziare tutte le persone che mi leggono, perché ieri 30 gennaio questo blog è arrivato a 10.013 contatti in sei mesi! (è dal 21 luglio che posso contarli)
Grazie in particolar modo a quegli italiani che si connettono dall’estero, nell’ordine: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Romania, Spagna, Brasile, Turchia, Israele, Australia... E’ incredibile che in Malesia, Bielorussia, e persino dallo Utah (ma non è lo stato dei mormoni?I mormoni leggono i miei racconti erotici?)ci siano nostri connazionali. Non sto qui a fare l’elenco dei più di 70 paesi; poi immagino alcuni con 2-3 contatti solo siano dovuti all Ip dinamico. Praticamente qualcuno se ne sta seduto comodamente nel proprio ufficio a Bologna, o a Torino e risulta essere connesso che so.. dalla Corea del Sud!
Beh naturalmente grazie anche agli italiani residenti, che sono i più numerosi, in particolare i milanesi che sono i primi in classifica, ed i romani. Milanesi, lo sapete che vi adoro, vero?
Mi piacerebbe, visto che attraverso quello che scrivo voi conoscete qualcosa di me, ecco.. mi piacerebbe sapere chi siete, come mai siete approdati qui, cosa vi piace e cosa no. Qualcuno lo fa già, ma non tutti.
Come illustrazione ho messo un “particolare” di un affezionato lettore ed amico. Lui ama molto esibirsi, e questo è il mio regalo te, mio caro compagno di giochi. Ha aspettato con ansia che la sua foto venisse pubblicata, ed all’avvicinarsi della numerazione era sempre più eccitato.. e lo vedete! Ma non mi chiedete chi è perché.. ho promesso di mantenere l’anonimato.

Vi aspetto, allora, tutti a festeggiare su queste pagine!
Un grandissimo abbraccio a tutti, ed in particolare un ringraziamento a Velvethands, che mi ha aiutato a costruire e far crescere questo blog con i suoi preziosi consigli.
Scrivete scrivete scrivete!

Vu Donna Letizia :-)

P.S. non inviatemi foto che… non ne pubblico! La mail è quella del blog

lunedì 24 gennaio 2011

Ricordo



Le mie gambe intorno al tuo collo,
la tua lingua che mi lecca, mi succhia, avida.
E il suono delle tue dita che mi penetrano,
quel rumore bagnato, di carne scivolosa e gonfia.
Questo, ricordo.

giovedì 20 gennaio 2011

Sonetto del buco del culo



di Verlaine & Rimbaud.
Lo dedico ad Orso, che ne è un estimatore....
e ringraziando Kamala che me l'ha fatta conoscere, citandomi a sua volta nel suo seguitissimo blog.


Sonetto del buco del culo

Scuro ed arricciato come un garofano viola
Respira umilmente nascosto tra la schiuma
Umida ancor d’amor che segue la dolce fuga
Delle chiappe bianche fino al cuore del suo orlo
Dei filamenti come le lacrime di latte
Hanno pianto sotto l’ alquanto crudel che lo respinge
Attraverso i piccoli grumi di marna rossiccia
Per andarsi a perder dove la discesa li chiamava
Il mio sogno s’abboccò sovente alla sua ventosa
La mia anima gelosa del coito material
Ne fece il suo lacrimatoio fulveo e il suo nido da singhiozzi
E l’oliva in deliquio ed il coccolato flauto
E il tubo dove scende la celeste pralina
Cana femminile dall’umidezza recinto




Le sonnet du trou du cul

Obscur et froncé comme un œillet violet
Il respire, humblement tapi parmi la mousseHumide encor d’amour qui suit la fuite douceDes Fesses blanches jusqu’au cœur de son ourlet.

Des filaments pareils à des larmes de laitOnt pleuré, sous l'autant cruel qui les repousse,À travers de petits caillots de marne roussePour s’aller perdre où la pente les appelait.

Mon Rêve s’aboucha souvent à sa ventouse;Mon âme, du coït matériel jalouse,En fit son larmier fauve et son nid de sanglots.

C’est l’olive pâmée, et la flûte caline;C’est le tube où descend la céleste praline:Chanaan féminin dans les moiteurs enclos!

martedì 18 gennaio 2011

Perchè mi guardi così...



Perché mi guardi così… colgo i tuoi occhi in mezzo a tanti altri distratti, tra corpi rumorosi ed irrequieti.Invece i tuoi, neri, profondi, mi fissano a lungo mentre parlo. Riesci ad imbarazzarmi, sai? E il tuo sorriso, rivedendomi dopo tanto tempo… tenero e spontaneo come quello di un bambino, perché tale sei per me.
Perché mi guardi così… soffermandoti sul mio seno, in silenzio, piegando la testa di lato, seduto in fondo alla stanza. La tua lingua a volte scivola sulle tue labbra, quasi a volermi assaporare.. è a questo che pensi?
Perché mi guardi così… sull’autobus, mentre mi parlavi scrutandomi dentro, fissandomi, non ho potuto fare a meno di appoggiare la mia mano al tuo braccio, te ne sei accorto? Ho sentito la tua muscolatura, tonica come quella di un uomo, dell’uomo che ancora non sei. Ho percepito il tuo fiato, il tuo odore, il calore del tuo corpo. E la mia mente.. la mia mente era altrove mentre cercavo di dire qualcosa di sensato…
Non guardarmi più così… te ne prego.

lunedì 17 gennaio 2011

La mistress



(Racconto eroti-comico del mio amico Lucax30 che mi ha permesso di pubblicarlo)

Gino si chiedeva deluso perche' cazzo se l'era sposata quella donna, passati i primi anni d'ardore s'era assopita.
Niente sesso per settimane intere!
Aveva dovuto ricominciare a farsi le pippe di nascosto come da ragazzino!
Si sparava i pornazzi sul portatile e ci dava giu' di mano!
Su quei films si che c'erano delle belle porcone che lo pigliavano in ogni dove!
Altro che sua moglie con cui l'aveva fatto solo alla missionaria!
Era sempre stato fedele alla sua donna, ma ogni cosa aveva un limite!
Si iscrisse ad un sito erotico e mise il suo annuncio:
"Distinto Impiegato quarantenne cerca ragazza per sesso estremo"
SESSO ESTREMO...gli piaceva quella parola, forse finalmente avrebbe messo una donna a pecora!
azzz...non stava piu' nella pelle!!
Con un ghigno soddisfatto lo rilesse cinque volte!
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Inke, era delusa dal suo compagno.
Non si divertiva piu' come una volta!
Nell'ultima orgia sado-maso finche'lei gl'infilava nel sedere un trenino lima,
lui le parlava dell'orto e dei pomodori che quest'anno erano piu' piccoli
del solito.
Finche' lei gli massacrava le palle con un mattone, lui le parlava del bollo della macchina e dell'ICI della seconda casa.
Era diventato un'insensibile!
Sara' stata l'eta!
Eh! Ma non poteva andare avanti così, pensò.
Entro' nel suo sito erotico preferito, ma invece di accedere come d'abitudine all'area "orge e gangbang sadomaso" entro' in "singoli cercano donne"
Era proprio la sua giornata fortunata!
L'aveva beccato al primo colpo!
Un'impiegato!
Adorava gli impiegati!
Con quelle manine curate....non riusciva mai a smettere di frustarli!
Magari con quegli occhialini da ceffoni...lei ne dava tanti, e sapeva darli bene. Si teneva allenata col pungiball!
Lo contatto' immediatamente!
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Gino si sistemo' gli occhiali, non credeva ai suoi occhi!
Aveva appena spedito il suo invito e una ragazza gentilissima gli aveva risposto subito.
Doveva muoversi bene!
Non poteva perdere questa occasione!
Alle donne piacciono i tipi romantici, si disse, "adesso compro delle rose rosse e l'invito a cena".
Le rispose con una frase ricercata tutta in rima, voleva fare il raffinato.
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Inke vide subito arrivargli la risposta.
Doveva aver proprio voglia sto'pervertito!
Ma era extracomunitario?
Parlava strano!
Frasi da deviato proprio! Pensò.
Lei sapeva come prendere gli impiegati pervertiti!
Due sberloni sulla porta per far capire chi comanda!
Poi gli avrebbe pisciato sul muso finche' era ancora a terra agonizzante.
Cazzo! Si sentiva gia' rinata!
Altro che quell'insensibile del suo compagno!!
Non poteva più aspettare oltre!
"Domani sera al bar dei camionisti, ore 8.00", scrisse all'ignoto impiegato.
Adesso doveva mettere a posto la camera col DUNGEON.
Entro'.
C'era tutto un casino dall'ultima orgia in trentadue.
Le sfere anali di marmo da 10 centimetri erano in giro per tutta la stanza.
I vibratori da 20 pollici in latex erano nella fuciliera allineati, almeno quelli.
Diede un po' d'olio alla croce di Sant'Andrea che cigolava troppo, poi si giro' ad ammirare
il suo pezzo forte: IL PERISCOPIO ANALE.
Mica le solite cosuccie da sexy shop!
Gliel'aveva procurato un suo amico carpentiere che lavorava alle demolizioni NAVALI di Livorno.
Aveva dovuto farci aggiungere le rotelle da un fabbro per poterlo spostare per casa.
Ci diede una spolverata e controllo' le ottiche fornite di mirino millimetrato balistico.
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Gino per poter uscire di casa alle 8 aveva dovuto inventare una balla colossale per sua moglie Luisa.
Sarebbe andato a mangiare da sua madre che ultimamente stava male.
Luisa sapeva che sua suocera cucinava come un cane, sarebbe tornato a casa con la diarrea come al solito!
Gli fece le solite raccomandazioni sul colesterolo e lo lascio' uscire.
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Inke capi' subito che quell'esile impiegato che aveva appena parcheggiato a fianco di uno Scania e stava scendendo con delle rose in mano era il suo uomo.
Le rose!
Era un tipo tosto penso!
Le spine delle rose sui coglioni son cose da masochisti esperti!!
Si eccitò!
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Gino dopo pochi convenevoli si era messo a lim0narla sul sedile dietro della sua macchina e Inke sembrava proprio non farsi problemi di alcun genere!
Lui aveva allungato timoroso le mani verso il suo pube e lei aveva spalancato le gambe subito e senza storie!
Azzz....le aveva già toccato la patata!
Al primo appuntamento!!!
Altro che sua moglie che prima di sposarsi la doveva portare al cinema accompagnato dalla suocera!!
Ma non capiva dove avesse infilato la mano...era tutto bagnato, forse una piega delle mutande?
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Inke si stava quasi eccitando, sentiva l'anello che aveva al dito Gino strofinarle l'interno della fica....ma nooo che distratta era l'orologio!
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Gino scese dalla macchina accompagnato da Inke, la casetta era tranquilla e ben tenuta, sembrava una ragazza a modo con la passione per la casa, tipico delle donnine dolci e gentili, penso' trasportato.
Appena passata la soglia del portoncino si prese uno sberlone cosi' possente da cadere intontito a terra.
Dei lampi viola intermittevano nella sua mente, luci stroboscopiche unite ad un dolore lancinante.
Chi c'erano i briganti?
La squadra speciale anti-fedifraghi?
I marines?
Ancora lampi viola....
Vide comparire dalle nebbie l'immagine di sua suocera piena di gaiezza che fumava canne in un prato.
Appena comincio' a ricapire qualcosa aveva una grossa palla in bocca tenuta da una fascetta e la mani unite da due polsiere di cuoio borchiate.
Sgomento scoprì che non poteva più ne parlare, ne muoversi.
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Inke era tutta eccitata, il tizio era un'esperto!
Sembrava soffrisse sul serio!
Non ricordava neppure da quanto non aveva simili soddisfazioni!
Ecco uno che sapeva recitare la parte alla perfezione!
Chissa' cosa gli piaceva?
Si tiro' via il vestito e rimase solo col bustino e le calze di latex.
Allargo' le gambe e gli pisci0'sul muso.
Che soddisfazione!!!
L'impiegato sembrava si stesse riprendendo, si giro' marziale e gli meno' un'altro sberlone sul naso.
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Gino quando riprese i sensi era legato a testa in giu' ad una croce di Sant'Andrea.
Nella stessa posizione dell'uomo di Vitruvio sulla moneta da un'euro...ed era nudo!!!
Dov'era? come? quando? perche'?
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Inke era troppo eccitata non riusciva piu' a connettere, a pensare, l'eccitazione la stava portando al delirio.
Come poteva iniziare?
Le palle anali di marmo da 10?!
Si, bella idea, ma quante ce ne stavano dentro ad un ometto cosi' esile?
Non era un problema!
Aveva il suo bel periscopio per fare una prima analisi conoscitiva.
Attraverso' la stanza soddisfatta e si mise a spingere il marchingegno.
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Gino stava tentando di capire dove fosse e perche', quando sentendo un rombo che faceva tremare il pavimento vide avvicinarsi un enorme attrezzo di ghisa che scorreva su ruote.
Prima di urinarsi addosso riusci' a leggere solo una sigla:
MARINA MILITARE ITALIANA
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Il momento era topico, Inke con le mostrine da "capitano di vascello" apri' il boccaporto e fece uscire il periscopio per una prima ispezione.
Profondita' mezzo metro! Disse col fare del graduato.
Regolo' con precisione lo strumento e lo fece scorrere nell'intestino dell'impiegato, lo giro' a dritta e a babordo, calcolò con la scala millimetrata....
Ci stavano tranquillamente 10 palle di porfido, stabili' soddisfatta.
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Gino aveva gli occhi fuori dalle orbite, continuava a vedere dei flash blu cobalto.
Un'astronave aliena era atterrata in mezzo alle sue chiappe e stava facendo degli esperimenti su di lui, una sonda era entrata nel suo culo e lo stava esplorando!
Sua suocera in un anello di fumo di canna stava ballando il flamenco.
Harrison Ford era davanti a uno che diceva: "Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare....bastimenti in fiamme al largo di Orione"
Finalmente quell'attrezzo era uscito dal suo didietro.
Si sentiva aperto come il colosseo.
Si giro' e vide un carrello pieno di palle!
Anche a lui piaceva giocare al biliardo, ma quelle biglie erano molto piu' grosse...chissa' che gioco era?
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Inke si mise la maschera da demonio che usava nei momenti migliori, poi prese il barattolo del grasso da ingranaggi che teneva di scorta sulla credenza e si avvicinò.
L'impiegato continuava a dimenarsi disperato.
Che attore che era!
E pensare che dovevano ancora cominciare!
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Gino vide il mostro alieno avvicinarsi avvolto da lampi blu cosmico, in mano teneva uno strumento sofisticatissimo pieno di una gelatina bianca.
Indossava dei guanti spaziali di gomma usa e getta.
Non riusci' a vedere cosa stesse facendo al suo culo perché sua suocera continuava a passargli davanti ballando la lambada.
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Inke con le mani tutte ingrassate prese la prima palla e spingendo gliel' inficcònel culo.
Era proprio un attore! Riusciva a sembrare perfino ancora vergine!
Chissa' come faceva!
Continuava ad essere eccitata fuori dei modi, dopo la quinta decise di diversificare un po' sennò sarebbe venuta subito!
Cosa poteva fare?
Battergli i coglioni coi mattoncini ??!! ficooo...
Oppure attacargli il peso da 30 kili al pisello??!!
Che idea carinaaaa!
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Gino vide un marziano avvicinarsi con in mano una palla di ferro di quelle che si attaccavano alle caviglie dei carcerati ai tempi dei lavori forzati.
Era già legato alla croce, quella palla era del tutto superflua, pensò.
Poi vide che armeggiava nel posto sbagliato.
Ma dove cazzo le hanno le caviglie gli alieni?? penso'.
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Inke imbragò il pisello dell'impiegato nell'apposito incavo all'inizio della catena, poi con un movimento acrobatico tipo ginnastica artistica lascio' cadere la palla da 30 kili a peso morto.
Le piaceva vedere i piselli tirarsi finché sembravano spezzarsi in due.
Che carinooo!
Che tipo!
S'era innamorata!
Come poteva fingere con tanto realismo, farsi venire due occhi così rossi e lacrimanti.
Non tentava neppure piu' di urlare: Rantolava.
Ora ne era sicura, lui la voleva compiacere!
Ma che attore!
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Gino stava puffando coi puffi.
Dei raggi blu puffo si estendevano all'infinito, puffetta gli dava i bacini e lui voleva puffarla.
Sua suocera strafatta di acidi alternava suicide-techno e gangsta-rap ad un RAVE party.
Riapri' gli occhi. L'alieno aveva in mano due mattoni.
---

Inke non era brava coi nodi, dopo la prima serie di mattonate sui testicoli i nodi che lo tenevano fissato alla croce si erano sciolti.
L'impiegato continuava a fare il "finto esanime".
Che istrione!
Beh, cambiamo gioco, penso' Inke.
Prese il caricabatterie della macchina, apri' le pinze della 220 "polo più" sul capezzolo destro e "polo meno" su quello sinistro.
Urlo' "START" premendo il bottone come se "quello dentro" dovesse fare contatto con la chiave.
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Una folgore squarcio' il cielo blu' puffo!
Gino' si mise a correre per l'astronave aliena, prese un fucile laser da 20 pollici dalla fuciliera e lo punto' contro la marziana nuda.
Poi usci' dalla nave aliena, attraverso' il giardino alieno e sotto l'albero alieno vide la sua macchina terrestre.
Parti' con l'acceleratore a tavoletta distruggendo altri veicoli alieni lungo il viale, Investi' anche un cane alieno.
Non si fermò.
Si immise sulla tangenziale e punto' a tutto gas verso casa.
Doveva avvertire l'esercito, la contraerei!
Qualcosa di sinistro all'interno della sua pancia gorgogliava, si sentiva la pancia esplodere.
Aveva bisogno di un bagno!
Lo avevano sottoposto a chissà quali esperimenti alieni!
Ricerche sul genere umano.
Doveva avvertire la NASA!
Prima pero' il bagno!
Il BAGNOOOOOO!!!!
Parcheggio' sotto casa e corse al bagno.
---

Luisa la moglie di Gino era incazzata nera!
Lo sapeva che sua suocera cucinava da cani, ma questo era troppo!
Troppo oltre qualsiasi limite!
Suo marito era svenuto in bagno dopo aver disintegrato il water!
Polpette ancora intere dure come il porfido!

tdx