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domenica 27 febbraio 2011

Big girl



Un mio carissimo amico (e non solo amico) sostiene che le donne in carne sono quelle più sessualmente disinibite. Avrà ragione? Mi vengono in mente due-tre amiche cicciottelle ed in effetti sono le uniche con cui parlo liberamente di sesso...
Che ne pensate voi?

domenica 6 febbraio 2011

Con il vento tra le gambe



E' una fresca sera di settembre. Sono in sella al mio scooter sulla via del mare per arrivare da te. Ho quella gonna di seta chiara a fiori lilla che ti piace tanto, perché puoi percepire la carnosità delle mie natiche attraverso la stoffa leggera.
Al momento di uscire di casa ho tolto gli slip, voglio farti sentire la consistenza ed il calore della mia pelle quando appoggerai le tue mani sui miei glutei.
Si, lo so che farai quel gesto quando mi abbraccerai, ed io adoro la presa forte delle tue mani, come fosse un segno di possesso del mio corpo.
L'appuntamento è vicino alla tua sede di lavoro, hai una riunione che finirà molto tardi stasera. Ti mando un sms:

- Sto partendo ora, sono con lo scooter e senza mutande, sto... venendo!

Invio... e sorrido, pensando alla tua espressione quando lo leggerai, perché so che non potrai muovere un muscolo.
Esco dalla città, pochi chilometri e già comincio a percepire la salinità della brezza marina nelle narici, l'aria è frizzantina ma tiepida. La mia gonna sale svolazzando sulle cosce, sollevandosi fino a scoprire il bordo delle autoreggenti nere. Un vortice risale tra le gambe, mi accarezza le labbra nude, assaporo un piacevole senso di libertà. Arrivo a percepire le vibrazioni del motore sotto di me, il calore ed il contatto della pelle della sella, come se fossi nuda. Si, nuda, perché la seta leggera è una barriera troppo sottile. Ho i brividi...mi piace questa sensazione, come se la moto fosse viva, palpitante... un animale che si fa cavalcare da me.
Una macchina mi sorpassa, tento di abbassare il bordo della gonna con la mano sinistra, controllo dallo specchietto per essere pronta a fare lo stesso gesto quando ne vedo arrivare altre. Ma la strada è buia e pericolosa, non sempre posso distogliere una mano dalla guida. Così decido di lasciare che le mie gambe si scoprano fin quasi all' inguine, c'è poca luce e probabilmente nessuno noterà la cosa. O forse si, e l'idea di essere osservata comincia ad eccitarmi.
Bello... bella quest'aria che mi lambisce, come un amante indiscreto... immagino sia tu a farlo...più su.. ancora più su... mi accarezzi con un fresco tocco, lieve ed impertinente. Sei tu vero?
Rivoli d'aria come tante invisibili dita sulle mie labbra aperte, umide.
E questo continuo vibrare... come un sensuale massaggio sulle mie parti più vulnerabili... comincio ad avvertire il mio clitoride che pulsa... i capezzoli si inturgidiscono mentre il cuore batte più forte, sono in preda ad una strana euforia. Rallento, prendo fiato. Calma ... devo stare calma. L'orlo della gonna scivola verso il basso.
Arrivo a destinazione sotto l'effetto di una eccitazione costante, il pensiero di te mi ha accompagnato fin qui. Scendo dallo scooter...i miei umori colano sulle gambe mentre rimango lì in piedi per qualche minuto, finché scorgo da lontano la tua macchina che si avvicina.
Ti accosti, parcheggi accanto a me sul bordo della strada e scendi:
- Ma sei tutta matta! - dici mentre mi abbracci forte, le tue mani aperte sul mio culo a premermi contro il tuo sesso eretto. Amo quando fai così, adoro percepire quanto mi desideri mentre mi stringi. Mi fai sentire tua. Poi mi sussurri all'orecchio:

- E' mezz'ora che sto così, da quando ho letto il tuo messaggio...-
- Anche io... -

Il calore del tuo alito mentre mi parli piano mi procura ulteriori brividi. Poi la tua bocca scende sul mio collo, ci appoggi appena le labbra baciandomi delicatamente.
- Dai, togliamoci da qui in mezzo alla strada che va a finire male! Seguimi con lo scooter.

Risalgo in sella con il cuore che batte forte, proseguendo il mio gioco nel mostrarti le gambe aperte, stavolta sono io a sollevare l'orlo della mia gonna mentre mi osservi dallo specchietto retrovisore. Non so cosa riesci a vedere, ma vedo i tuoi occhi verdi e questo mi basta.
Ed eccoci a casa ora, mi prendi la mano e saliamo i pochi gradini affannati.
Apri la porta.. il tempo di chiuderla, mi rigiri e mi ci appoggi sopra.
Ti abbassi, mi sollevi la gonna ed affondi la tua testa e poi il tuo naso nel solco tra le mie natiche... le separi con le mani mentre avverto la punta della tua lingua che lambisce i miei umori.

- Mi farai impazzire... mi farai impazzire...-

Rimango così, in silenzio, con le mani appoggiate alla porta mentre scivoli dentro di me mentre vorrei dirti che io... io ... sono già pazza di te!

lunedì 31 gennaio 2011

Grazie!



Voglio ringraziare tutte le persone che mi leggono, perché ieri 30 gennaio questo blog è arrivato a 10.013 contatti in sei mesi! (è dal 21 luglio che posso contarli)
Grazie in particolar modo a quegli italiani che si connettono dall’estero, nell’ordine: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Romania, Spagna, Brasile, Turchia, Israele, Australia... E’ incredibile che in Malesia, Bielorussia, e persino dallo Utah (ma non è lo stato dei mormoni?I mormoni leggono i miei racconti erotici?)ci siano nostri connazionali. Non sto qui a fare l’elenco dei più di 70 paesi; poi immagino alcuni con 2-3 contatti solo siano dovuti all Ip dinamico. Praticamente qualcuno se ne sta seduto comodamente nel proprio ufficio a Bologna, o a Torino e risulta essere connesso che so.. dalla Corea del Sud!
Beh naturalmente grazie anche agli italiani residenti, che sono i più numerosi, in particolare i milanesi che sono i primi in classifica, ed i romani. Milanesi, lo sapete che vi adoro, vero?
Mi piacerebbe, visto che attraverso quello che scrivo voi conoscete qualcosa di me, ecco.. mi piacerebbe sapere chi siete, come mai siete approdati qui, cosa vi piace e cosa no. Qualcuno lo fa già, ma non tutti.
Come illustrazione ho messo un “particolare” di un affezionato lettore ed amico. Lui ama molto esibirsi, e questo è il mio regalo te, mio caro compagno di giochi. Ha aspettato con ansia che la sua foto venisse pubblicata, ed all’avvicinarsi della numerazione era sempre più eccitato.. e lo vedete! Ma non mi chiedete chi è perché.. ho promesso di mantenere l’anonimato.

Vi aspetto, allora, tutti a festeggiare su queste pagine!
Un grandissimo abbraccio a tutti, ed in particolare un ringraziamento a Velvethands, che mi ha aiutato a costruire e far crescere questo blog con i suoi preziosi consigli.
Scrivete scrivete scrivete!

Vu Donna Letizia :-)

P.S. non inviatemi foto che… non ne pubblico! La mail è quella del blog

lunedì 24 gennaio 2011

Ricordo



Le mie gambe intorno al tuo collo,
la tua lingua che mi lecca, mi succhia, avida.
E il suono delle tue dita che mi penetrano,
quel rumore bagnato, di carne scivolosa e gonfia.
Questo, ricordo.

giovedì 20 gennaio 2011

Sonetto del buco del culo



di Verlaine & Rimbaud.
Lo dedico ad Orso, che ne è un estimatore....
e ringraziando Kamala che me l'ha fatta conoscere, citandomi a sua volta nel suo seguitissimo blog.


Sonetto del buco del culo

Scuro ed arricciato come un garofano viola
Respira umilmente nascosto tra la schiuma
Umida ancor d’amor che segue la dolce fuga
Delle chiappe bianche fino al cuore del suo orlo
Dei filamenti come le lacrime di latte
Hanno pianto sotto l’ alquanto crudel che lo respinge
Attraverso i piccoli grumi di marna rossiccia
Per andarsi a perder dove la discesa li chiamava
Il mio sogno s’abboccò sovente alla sua ventosa
La mia anima gelosa del coito material
Ne fece il suo lacrimatoio fulveo e il suo nido da singhiozzi
E l’oliva in deliquio ed il coccolato flauto
E il tubo dove scende la celeste pralina
Cana femminile dall’umidezza recinto




Le sonnet du trou du cul

Obscur et froncé comme un œillet violet
Il respire, humblement tapi parmi la mousseHumide encor d’amour qui suit la fuite douceDes Fesses blanches jusqu’au cœur de son ourlet.

Des filaments pareils à des larmes de laitOnt pleuré, sous l'autant cruel qui les repousse,À travers de petits caillots de marne roussePour s’aller perdre où la pente les appelait.

Mon Rêve s’aboucha souvent à sa ventouse;Mon âme, du coït matériel jalouse,En fit son larmier fauve et son nid de sanglots.

C’est l’olive pâmée, et la flûte caline;C’est le tube où descend la céleste praline:Chanaan féminin dans les moiteurs enclos!

martedì 18 gennaio 2011

Perchè mi guardi così...



Perché mi guardi così… colgo i tuoi occhi in mezzo a tanti altri distratti, tra corpi rumorosi ed irrequieti.Invece i tuoi, neri, profondi, mi fissano a lungo mentre parlo. Riesci ad imbarazzarmi, sai? E il tuo sorriso, rivedendomi dopo tanto tempo… tenero e spontaneo come quello di un bambino, perché tale sei per me.
Perché mi guardi così… soffermandoti sul mio seno, in silenzio, piegando la testa di lato, seduto in fondo alla stanza. La tua lingua a volte scivola sulle tue labbra, quasi a volermi assaporare.. è a questo che pensi?
Perché mi guardi così… sull’autobus, mentre mi parlavi scrutandomi dentro, fissandomi, non ho potuto fare a meno di appoggiare la mia mano al tuo braccio, te ne sei accorto? Ho sentito la tua muscolatura, tonica come quella di un uomo, dell’uomo che ancora non sei. Ho percepito il tuo fiato, il tuo odore, il calore del tuo corpo. E la mia mente.. la mia mente era altrove mentre cercavo di dire qualcosa di sensato…
Non guardarmi più così… te ne prego.

lunedì 17 gennaio 2011

La mistress



(Racconto eroti-comico del mio amico Lucax30 che mi ha permesso di pubblicarlo)

Gino si chiedeva deluso perche' cazzo se l'era sposata quella donna, passati i primi anni d'ardore s'era assopita.
Niente sesso per settimane intere!
Aveva dovuto ricominciare a farsi le pippe di nascosto come da ragazzino!
Si sparava i pornazzi sul portatile e ci dava giu' di mano!
Su quei films si che c'erano delle belle porcone che lo pigliavano in ogni dove!
Altro che sua moglie con cui l'aveva fatto solo alla missionaria!
Era sempre stato fedele alla sua donna, ma ogni cosa aveva un limite!
Si iscrisse ad un sito erotico e mise il suo annuncio:
"Distinto Impiegato quarantenne cerca ragazza per sesso estremo"
SESSO ESTREMO...gli piaceva quella parola, forse finalmente avrebbe messo una donna a pecora!
azzz...non stava piu' nella pelle!!
Con un ghigno soddisfatto lo rilesse cinque volte!
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Inke, era delusa dal suo compagno.
Non si divertiva piu' come una volta!
Nell'ultima orgia sado-maso finche'lei gl'infilava nel sedere un trenino lima,
lui le parlava dell'orto e dei pomodori che quest'anno erano piu' piccoli
del solito.
Finche' lei gli massacrava le palle con un mattone, lui le parlava del bollo della macchina e dell'ICI della seconda casa.
Era diventato un'insensibile!
Sara' stata l'eta!
Eh! Ma non poteva andare avanti così, pensò.
Entro' nel suo sito erotico preferito, ma invece di accedere come d'abitudine all'area "orge e gangbang sadomaso" entro' in "singoli cercano donne"
Era proprio la sua giornata fortunata!
L'aveva beccato al primo colpo!
Un'impiegato!
Adorava gli impiegati!
Con quelle manine curate....non riusciva mai a smettere di frustarli!
Magari con quegli occhialini da ceffoni...lei ne dava tanti, e sapeva darli bene. Si teneva allenata col pungiball!
Lo contatto' immediatamente!
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Gino si sistemo' gli occhiali, non credeva ai suoi occhi!
Aveva appena spedito il suo invito e una ragazza gentilissima gli aveva risposto subito.
Doveva muoversi bene!
Non poteva perdere questa occasione!
Alle donne piacciono i tipi romantici, si disse, "adesso compro delle rose rosse e l'invito a cena".
Le rispose con una frase ricercata tutta in rima, voleva fare il raffinato.
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Inke vide subito arrivargli la risposta.
Doveva aver proprio voglia sto'pervertito!
Ma era extracomunitario?
Parlava strano!
Frasi da deviato proprio! Pensò.
Lei sapeva come prendere gli impiegati pervertiti!
Due sberloni sulla porta per far capire chi comanda!
Poi gli avrebbe pisciato sul muso finche' era ancora a terra agonizzante.
Cazzo! Si sentiva gia' rinata!
Altro che quell'insensibile del suo compagno!!
Non poteva più aspettare oltre!
"Domani sera al bar dei camionisti, ore 8.00", scrisse all'ignoto impiegato.
Adesso doveva mettere a posto la camera col DUNGEON.
Entro'.
C'era tutto un casino dall'ultima orgia in trentadue.
Le sfere anali di marmo da 10 centimetri erano in giro per tutta la stanza.
I vibratori da 20 pollici in latex erano nella fuciliera allineati, almeno quelli.
Diede un po' d'olio alla croce di Sant'Andrea che cigolava troppo, poi si giro' ad ammirare
il suo pezzo forte: IL PERISCOPIO ANALE.
Mica le solite cosuccie da sexy shop!
Gliel'aveva procurato un suo amico carpentiere che lavorava alle demolizioni NAVALI di Livorno.
Aveva dovuto farci aggiungere le rotelle da un fabbro per poterlo spostare per casa.
Ci diede una spolverata e controllo' le ottiche fornite di mirino millimetrato balistico.
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Gino per poter uscire di casa alle 8 aveva dovuto inventare una balla colossale per sua moglie Luisa.
Sarebbe andato a mangiare da sua madre che ultimamente stava male.
Luisa sapeva che sua suocera cucinava come un cane, sarebbe tornato a casa con la diarrea come al solito!
Gli fece le solite raccomandazioni sul colesterolo e lo lascio' uscire.
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Inke capi' subito che quell'esile impiegato che aveva appena parcheggiato a fianco di uno Scania e stava scendendo con delle rose in mano era il suo uomo.
Le rose!
Era un tipo tosto penso!
Le spine delle rose sui coglioni son cose da masochisti esperti!!
Si eccitò!
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Gino dopo pochi convenevoli si era messo a lim0narla sul sedile dietro della sua macchina e Inke sembrava proprio non farsi problemi di alcun genere!
Lui aveva allungato timoroso le mani verso il suo pube e lei aveva spalancato le gambe subito e senza storie!
Azzz....le aveva già toccato la patata!
Al primo appuntamento!!!
Altro che sua moglie che prima di sposarsi la doveva portare al cinema accompagnato dalla suocera!!
Ma non capiva dove avesse infilato la mano...era tutto bagnato, forse una piega delle mutande?
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Inke si stava quasi eccitando, sentiva l'anello che aveva al dito Gino strofinarle l'interno della fica....ma nooo che distratta era l'orologio!
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Gino scese dalla macchina accompagnato da Inke, la casetta era tranquilla e ben tenuta, sembrava una ragazza a modo con la passione per la casa, tipico delle donnine dolci e gentili, penso' trasportato.
Appena passata la soglia del portoncino si prese uno sberlone cosi' possente da cadere intontito a terra.
Dei lampi viola intermittevano nella sua mente, luci stroboscopiche unite ad un dolore lancinante.
Chi c'erano i briganti?
La squadra speciale anti-fedifraghi?
I marines?
Ancora lampi viola....
Vide comparire dalle nebbie l'immagine di sua suocera piena di gaiezza che fumava canne in un prato.
Appena comincio' a ricapire qualcosa aveva una grossa palla in bocca tenuta da una fascetta e la mani unite da due polsiere di cuoio borchiate.
Sgomento scoprì che non poteva più ne parlare, ne muoversi.
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Inke era tutta eccitata, il tizio era un'esperto!
Sembrava soffrisse sul serio!
Non ricordava neppure da quanto non aveva simili soddisfazioni!
Ecco uno che sapeva recitare la parte alla perfezione!
Chissa' cosa gli piaceva?
Si tiro' via il vestito e rimase solo col bustino e le calze di latex.
Allargo' le gambe e gli pisci0'sul muso.
Che soddisfazione!!!
L'impiegato sembrava si stesse riprendendo, si giro' marziale e gli meno' un'altro sberlone sul naso.
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Gino quando riprese i sensi era legato a testa in giu' ad una croce di Sant'Andrea.
Nella stessa posizione dell'uomo di Vitruvio sulla moneta da un'euro...ed era nudo!!!
Dov'era? come? quando? perche'?
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Inke era troppo eccitata non riusciva piu' a connettere, a pensare, l'eccitazione la stava portando al delirio.
Come poteva iniziare?
Le palle anali di marmo da 10?!
Si, bella idea, ma quante ce ne stavano dentro ad un ometto cosi' esile?
Non era un problema!
Aveva il suo bel periscopio per fare una prima analisi conoscitiva.
Attraverso' la stanza soddisfatta e si mise a spingere il marchingegno.
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Gino stava tentando di capire dove fosse e perche', quando sentendo un rombo che faceva tremare il pavimento vide avvicinarsi un enorme attrezzo di ghisa che scorreva su ruote.
Prima di urinarsi addosso riusci' a leggere solo una sigla:
MARINA MILITARE ITALIANA
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Il momento era topico, Inke con le mostrine da "capitano di vascello" apri' il boccaporto e fece uscire il periscopio per una prima ispezione.
Profondita' mezzo metro! Disse col fare del graduato.
Regolo' con precisione lo strumento e lo fece scorrere nell'intestino dell'impiegato, lo giro' a dritta e a babordo, calcolò con la scala millimetrata....
Ci stavano tranquillamente 10 palle di porfido, stabili' soddisfatta.
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Gino aveva gli occhi fuori dalle orbite, continuava a vedere dei flash blu cobalto.
Un'astronave aliena era atterrata in mezzo alle sue chiappe e stava facendo degli esperimenti su di lui, una sonda era entrata nel suo culo e lo stava esplorando!
Sua suocera in un anello di fumo di canna stava ballando il flamenco.
Harrison Ford era davanti a uno che diceva: "Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare....bastimenti in fiamme al largo di Orione"
Finalmente quell'attrezzo era uscito dal suo didietro.
Si sentiva aperto come il colosseo.
Si giro' e vide un carrello pieno di palle!
Anche a lui piaceva giocare al biliardo, ma quelle biglie erano molto piu' grosse...chissa' che gioco era?
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Inke si mise la maschera da demonio che usava nei momenti migliori, poi prese il barattolo del grasso da ingranaggi che teneva di scorta sulla credenza e si avvicinò.
L'impiegato continuava a dimenarsi disperato.
Che attore che era!
E pensare che dovevano ancora cominciare!
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Gino vide il mostro alieno avvicinarsi avvolto da lampi blu cosmico, in mano teneva uno strumento sofisticatissimo pieno di una gelatina bianca.
Indossava dei guanti spaziali di gomma usa e getta.
Non riusci' a vedere cosa stesse facendo al suo culo perché sua suocera continuava a passargli davanti ballando la lambada.
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Inke con le mani tutte ingrassate prese la prima palla e spingendo gliel' inficcònel culo.
Era proprio un attore! Riusciva a sembrare perfino ancora vergine!
Chissa' come faceva!
Continuava ad essere eccitata fuori dei modi, dopo la quinta decise di diversificare un po' sennò sarebbe venuta subito!
Cosa poteva fare?
Battergli i coglioni coi mattoncini ??!! ficooo...
Oppure attacargli il peso da 30 kili al pisello??!!
Che idea carinaaaa!
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Gino vide un marziano avvicinarsi con in mano una palla di ferro di quelle che si attaccavano alle caviglie dei carcerati ai tempi dei lavori forzati.
Era già legato alla croce, quella palla era del tutto superflua, pensò.
Poi vide che armeggiava nel posto sbagliato.
Ma dove cazzo le hanno le caviglie gli alieni?? penso'.
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Inke imbragò il pisello dell'impiegato nell'apposito incavo all'inizio della catena, poi con un movimento acrobatico tipo ginnastica artistica lascio' cadere la palla da 30 kili a peso morto.
Le piaceva vedere i piselli tirarsi finché sembravano spezzarsi in due.
Che carinooo!
Che tipo!
S'era innamorata!
Come poteva fingere con tanto realismo, farsi venire due occhi così rossi e lacrimanti.
Non tentava neppure piu' di urlare: Rantolava.
Ora ne era sicura, lui la voleva compiacere!
Ma che attore!
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Gino stava puffando coi puffi.
Dei raggi blu puffo si estendevano all'infinito, puffetta gli dava i bacini e lui voleva puffarla.
Sua suocera strafatta di acidi alternava suicide-techno e gangsta-rap ad un RAVE party.
Riapri' gli occhi. L'alieno aveva in mano due mattoni.
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Inke non era brava coi nodi, dopo la prima serie di mattonate sui testicoli i nodi che lo tenevano fissato alla croce si erano sciolti.
L'impiegato continuava a fare il "finto esanime".
Che istrione!
Beh, cambiamo gioco, penso' Inke.
Prese il caricabatterie della macchina, apri' le pinze della 220 "polo più" sul capezzolo destro e "polo meno" su quello sinistro.
Urlo' "START" premendo il bottone come se "quello dentro" dovesse fare contatto con la chiave.
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Una folgore squarcio' il cielo blu' puffo!
Gino' si mise a correre per l'astronave aliena, prese un fucile laser da 20 pollici dalla fuciliera e lo punto' contro la marziana nuda.
Poi usci' dalla nave aliena, attraverso' il giardino alieno e sotto l'albero alieno vide la sua macchina terrestre.
Parti' con l'acceleratore a tavoletta distruggendo altri veicoli alieni lungo il viale, Investi' anche un cane alieno.
Non si fermò.
Si immise sulla tangenziale e punto' a tutto gas verso casa.
Doveva avvertire l'esercito, la contraerei!
Qualcosa di sinistro all'interno della sua pancia gorgogliava, si sentiva la pancia esplodere.
Aveva bisogno di un bagno!
Lo avevano sottoposto a chissà quali esperimenti alieni!
Ricerche sul genere umano.
Doveva avvertire la NASA!
Prima pero' il bagno!
Il BAGNOOOOOO!!!!
Parcheggio' sotto casa e corse al bagno.
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Luisa la moglie di Gino era incazzata nera!
Lo sapeva che sua suocera cucinava da cani, ma questo era troppo!
Troppo oltre qualsiasi limite!
Suo marito era svenuto in bagno dopo aver disintegrato il water!
Polpette ancora intere dure come il porfido!

martedì 11 gennaio 2011

L'erotismo è




L'erotismo è qualcosa che si nasconde, che non compare, non si fa trovare. Lì dove si dichiara, lì dove viene esposto e messo in vendita non cè... Per comparire, magari subdolamente, nel luogo dove nessuno pensava di cercarlo, ambiguo e sornione, furtivo e felice.

L'erotismo certamente non sta nel coito ripetuto e offerto, come succede nei giornali pornografici. Lì produce solo sbadigli e meccanici gesti di onanismo.

L'erotismo è altrove.Ma dove? Penso all'imprevisto, all'inaspettato, a quei momenti in cui l'immaginario si lascia andare, come in un'acqua tiepida e vede le luci della sponda brillare di fronte a sé e prova un senso di inquietudine e di euforia gloriosa.

Non riesco a pensare a niente di meno erotico dell'erotismo prefabbricato. I luoghi dell'eros portano bandiera bianca. Proprio perché la sensualità non è programmabile, ha l'indole di un gatto e decide di testa sua quando e come fare capolino.

Dacia Maraini

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Pensavo proprio a questo leggendo, sul forum dove scrivo, le richieste di donne o anche di uomini del tipo: come faccio per far impazzire il mio ragazzo? Ho già fatto di tutto e di più!
Non credo ai giochini costruiti a tavolino, amo l'improvvisazione, il desiderio può prendere quando meno te l'aspetti, quando sono per le scale o in ascensore, in macchina. Penso che se si ha necessità di speziare sempre la pietanza, significa che non ha abbastanza condimento. Forse, l'insieme degli ingredienti non è quello giusto.

venerdì 7 gennaio 2011

Le mani di un uomo....




Dopo gli occhi, naturalmente, sono la prima cosa che guardo. Puoi capire molte cose dalle mani, da come si muovono, dalla loro forma, se sono curate o meno. Ci sono mani dalle dita lunghe e sottili, eleganti.. sono le uniche mani maschili su cui stanno bene degli anelli. E poi quelle dalle palme più grandi, le dita robuste, un po’ ruvide. Le mani si muovono, parlano, si esprimono. Mani nervose che titillano irrequiete un oggetto, o mani calme, dai gesti lenti e rilassati. Osservo le mani di un uomo ed immagino come mi toccherà, se mi accarezzerà con lievità oppure premerà le sue dita con durezza sul mio corpo.
Le mani che mi stringono, che mi afferrano, lasciano dei segni sulla mia pelle, i polpastrelli incidono come impronte di inchiostro bluastro. Mi piace che quel marchio rimanga per giorni, a ricordo di quel tocco che è stato.
Le mani delicate invece fanno risuonare accordi dimenticati, mi mettono in vibrazione con qualcosa di profondo pur toccando solo la superficie.
Sono belle le mani di un uomo…per le emozioni che mi regalano

lunedì 3 gennaio 2011

L'invidia femminile




Qualche volta sotto la superficie di un’apparente amicizia si nasconde il tarlo dell’invidia. Ne sono stata investita più volte, la prima avevo soltanto 17 anni, l’ultima pochi giorni fa. Scoprirlo è più doloroso che la fine di un amore, perchè pensi che un'amica non possa mai tradirti, un'amico è per sempre. Perché io mi fido.
Mi chiedo poi cosa ci sia da invidiarmi, forse la strampalata vita che conduco?

martedì 28 dicembre 2010

giovedì 23 dicembre 2010

Il tagliatore di teste.




Tagliatori di teste, head chopper li chiamano quelli come te.
- Mi occupo di ristrutturazioni aziendali, fusioni di società in crisi come consulente esterno. - Questo mi avevi detto.
In realtà, licenziamenti, tagli. Di teste, appunto. Avrei dovuto capirlo subito.
La tua apparente freddezza, il tuo pesare le parole e il tuo sguardo sfuggente. Eppure, quando ti ho conosciuto mi aveva colpito proprio la tua eleganza, il tuo distacco, la tua sobrietà. Sempre impeccabile, mai una parola fuori posto, di chi è abituato al controllo. Controllo delle emozioni. Ma, dentro i tuoi occhi scuri avevo colto un bagliore, quando si fissavano nei miei. Il guizzo della passione, nascosto, da scoprire. Ed era questo che mi aveva incuriosito. Svestirti di quei panni severi, capire cosa occultavi dietro quella facciata seria, questo avevo desiderato fare.
E la tua voce, dai toni sommessi e quell’accento del sud mescolato al milanese, le vocali che non seguono una logica, la modulazione altalenante. La managerialità settentrionale e la passionalità partenopea.
Mi chiami e come prima cosa mi inviti “a fare shopping” .

- Vieni, sono al centro. Prendi un taxi, non ti preoccupare, pago io.-

Pago io? Detesto gli uomini che tentano di comprarti facendo sfoggio del loro denaro. La cosa mi irrita, discutiamo e mando all’aria il nostro primo appuntamento.
Poi mi chiedo perché, perché hai bisogno di attrarre una donna con lusinghe e promesse. Come se non fossi consapevole del tuo fascino. O forse, sei talmente avvezzo a barattare, vendere e svendere esseri umani che lo fai anche con una donna.
Però al telefono sei dolcissimo. Mi mandi sms tenerissimi. Cerchi di riparare, perché hai capito che con me non è aria.
Mi chiedo quante donne sono così, quante approfitterebbero della situazione. Immagino che sia per questo che il tuo primo approccio è stato di questo tipo, come fosse una routine. Forse sono io che sono sbagliata, in una società dove le escort fanno notizia e le puttane siedono in parlamento. Sono io, si, non tu.
Tu conosci molto bene il potere del Dio denaro. Potere al quale finora non mi sono soggiogata. Amo troppo la mia libertà, libertà che comprende anche quella di scegliere. Di non sentirmi in obbligo con un uomo. Di decidere. Posso anche essere perversa e dissoluta, ma soltanto per piacere. Il mio e quello del mio uomo. Non per possedere qualcosa. Se amo do tutto, anche a rischio di non avere niente in cambio, non presento il conto dei miei sentimenti.
Alla fine, arriviamo alla prima cena, in una gelida serata di dicembre. Parli parli di lavoro, di economia, della crisi, di aziende quotate in borsa. Certo non sono un’esperta, ma so sostenere una conversazione. Chiacchieri chiacchieri, ma non parli mai veramente di te. Non ti esponi. Stai studiando il nemico… bene, allora non lo faccio anche io.

La villa a Portofino, vicina a quella di un noto imprenditore. E la tua collezione di costosissimi orologi e di auto. Credi di impressionarmi con queste cose? E naturalmente una moglie e dei figli, dettaglio non trascurabile. Che vivono al Nord, lontano da te che giri l’Italia e che hai un’altra sede qui vicino. Cosa cerchi, compagnia per le tue serate invernali? Noiosamente banale. Ma perché gli uomini non riescono a stare da soli?
E naturalmente, mentre le aziende crollano, i tuoi affari prolificano. E’chiaro, sei una specie di iena che azzanna l’animale ferito.
Ti farò penare, lo sai? Perché un po’ ti detesto, ma al tempo stesso mi attrai. E non capisco perché.
E poi, io penso ancora a Lui. Sono uscita con te per distrarmi, ma due mesi sono pochi, e lui mi ha lasciata in sospeso, il cerchio non si è chiuso. E mi manca terribilmente.
Quando mi saluti, così, inaspettatamente, mi baci. Mi sorridi con gli occhi, e finalmente vedo quel bagliore che si accende, mi prendi il viso tra le mani, prima mi baci sulle guance e poi mi sfiori le labbra. La tua lingua si insinua tra i miei denti, poi mi prendi la mano, e l’avvicini a te. Io però mi irrigidisco, sento che il mio corpo non è disposto ad aprirsi a qualcun altro. Non ancora. Ti saluto e vedo che hai capito, me lo dicono i tuoi occhi. Ci sarà un’altra cena, da cui te ne andrai stizzito, quasi senza salutarmi.
E poi, tempo dopo, il mio Amore Malato ritornerà, decido di dargli un’ultima possibilità, che si brucerà in pochi mesi. Il cerchio si chiude, definitivamente. E proprio quando ho stabilito di mettere un lucchetto al mio cuore ancora ferito, proprio allora, quando sono ancora fragile ma al tempo stesso decisa a voltare pagina… è allora che tu, come se avessi avuto sentore di qualcosa, come se avessi annusato l’aria con il tuo fiuto di sciacallo in cerca della preda sanguinante, mi ritrovi.
Che dolcezza nelle tue parole!
- Ti stavo pensando sai? Sto facendo colazione ai Navigli.
- E cosa pensavi?
- Che non vedo l’ora di abbracciarti, voglio sentire il calore del tuo corpo…

(continua....)

mercoledì 22 dicembre 2010

sabato 18 dicembre 2010

Il sesso è....




Il sesso e'...frenesia, afrori forti, odori di fica e di sudore!
il sesso e'...quel bagnato di sperma sul lenzuolo!
il sesso e'... donarsi, non dire di no a nulla! Non essere capaci di dire no a nulla!
il sesso e'... baciare, leccare, succhiare, bere, mordere...Graffiare!
Il sesso e'... avere la fica e il culo infiammati dal troppo uso e il cazzo che fa male...


Tibetano

giovedì 16 dicembre 2010

Mi ritorni in mente...




Mi ritorni in mente...

bello come sei... o come eri. Lo so che lo sei ancora, bello intendo. Ti ho visto, ho digitato il tuo nome su google...immagini. Ed eccoti qui, con i tuoi capelli ricci un po' meno voluminosi, i lineamenti squadrati, il tuo fisico possente leggermente appesantito. Sei sempre lo stesso, con il tuo splendido sorriso e qualche ruga in più intorno agli occhi. Non so perché ti ho pensato, o forse si. Come tutti gli amori non vissuti, non consumati, che ti lasciano sempre quel senso di incompiutezza... qualche volta mi ritorni in mente, così, seguendo una serie di associazioni mentali, una scia di ricordi..

Quanti anni avevo? Diciassette, quando ti ho visto la prima volta, a cena a casa tua. Destini incrociati, quelli della mia e della tua famiglia. Tuo fratello e mia sorella, io e te. Mi hai guardato e mi hai rivolto le tue prime parole prendendomi per mano e portandomi fino in bagno:

- Sei proprio una bambina, vieni, andiamo a lavarci le manine.

Hai aperto i rubinetti, mi hai preso le mani tra le tue e me le hai insaponate, poi le hai risciacquate ed asciugate con cura. Io ho guardato intimorita quel gigante buono riflesso nello specchio e sono rimasta senza parole. Mi avevi già stregato.
Che ricordi dentro il tuo maggiolino! I tuoi baci, le tue labbra sottili ma morbidissime, e le carezze quando mi riaccompagnavi sotto casa, la mia mano che ti toccava il ventre, l'ombelico, poi inspiravi trattenendo il fiato e lasciavi che i jeans si scostassero quel tanto in modo che le mie dita si insinuassero dentro e sentissi il calore del tuo sesso... appena, appena. Ah quei jeans! Ho l'immagine di te che attraversi la piazza correndo, la stoffa dei pantaloni che costringe a stento le tue gambe, i tuoi muscoli che guizzano mentre mi corri incontro.
Ed ogni volta.. fermarsi ogni volta che siamo stati vicino a farlo.
Quanto parlavamo! tutti i giorni, tutti i giorni alla stessa ora, seduti sulla stessa panchina di marmo. Tu del tuo amore incorrisposto, io del mio che era di un' altra e che mi dedicava soltanto le briciole del suo tempo.
Amici. Strana amicizia, attraversata da quella corrente di desiderio che serpeggiava sempre tra noi.
Un desiderio mai appagato, mai consumato. Con il timore che si rompesse quell'incantesimo, che poi tutto sarebbe stato diverso, forse scontato.
Una sera tu dormivi sul mio divano ed io ti venni a dare la buonanotte vestita solo di una camicia da notte leggera. Percorresti con le mani il mio corpo attraverso la stoffa, percepii il tuo calore,  la rigidità del tuo sesso premermi contro. E poi il tuo bacio a fior di labbra:
- Buonanotte, vai a dormire, vai.

E il bigliettino che mi lasciasti la mattina dopo:
- Buongiorno, stanotte mi sono proprio trattenuto.Ti voglio bene

Era naturale per te entrare in casa mia, d'estate, e toglierti la camicia, con un gesto spontaneo che facevi senza malizia. Più difficile per me guardarti e non soffermarmi ad osservare il tuo torace, i tuoi muscoli, le tue braccia ....quelle braccia che spesso mi avevano avvolto, consolato. Mi facevi sentire protetta.
Come quella volta, forse per rivendicare il tuo possesso su di me, ora che amavo un altro, forse per mettermi alla prova che sei entrato in camera mia così.
Ero sdraiata a leggere sul letto, con un abitino verde prendisole, le gambe nude, le spalline sottili legate da un fiocco, il decolleté traforato da piccoli fiorellini. Mi rimproverasti bonariamente  perché non indossavo il reggiseno, avevi notato che si intravvedeva la mia pelle chiara dai quei forellini. Che ingenua, non mi accorgevo che il mio corpo era diventato quello di una donna, e non avevo alcun atteggiamento provocatorio quando indossavo quel vestito. Mi ricordo che ridevamo mentre ti  avvicinasti, poi non so come è accaduto che mi hai baciato il collo, hai sciolto quei fiocchi ed abbassato la scollatura del vestito, hai liberato i miei seni mentre continuavo ad implorarti di no, di non farlo. Ma il mio corpo contraddiceva le mie parole... lo capivi, vero? Sentivo la tua lingua sui miei capezzoli, lambirli e succhiarli come non avevi mai fatto, quasi disperatamente. Il tuo sesso che premeva sul mio, che cominciava a scivolare dentro di me.
Mi spostai, mi coprii con le mani il pube. Non voglio, non voglio farlo. Perché adesso, perché non prima, quando avresti potuto soltanto allungare una mano e cogliermi.  Sento lo stomaco che si attorciglia, svuotato, e riempito dal desiderio che ho di te, dalla voglia che ho di sentirti sopra di me, di lasciare che il tuo sesso mi invada. Perché proprio ora, perché?
Ti caccio via in malo modo, poi vedo i tuoi occhi tristi e mi lascio impietosire. Ti bacio su una guancia, mentre sei sdraiato accanto a me.






- Accarezzami come sai fare tu- mi dici
Ti sfioro appena con una mano e ritrovo il calore del tuo corpo, ripercorro con le dita la tua pelle liscia, bacio il tuo ventre, l'ombelico... scendo fino a baciare il tuo sesso vibrante, umido. Poi appoggio la mia testa sul tuo petto.
- Scusami sarà per la prossima volta.-
Ma non ci fu una prossima volta, l'incantesimo si era rotto, per sempre

sabato 11 dicembre 2010

Adoro



Adoro quando mi prendi così, senza preamboli.
Adoro il tuo sesso che pulsa dentro di me mentre mi schiaffeggi,
ad ogni colpo sulle mie natiche sentirlo irrigidirsi sempre più
Adoro adorarlo, in ginocchio di fronte a te,
baciarlo e sentirne l'odore, assaporarne il dolce nettare.
Adoro adagiarci la testa come fosse un morbido guanciale
mentre mi accarezzi dolcemente
Adoro... tornare a casa e sentire la mia pelle che brucia
e constatare già i primi segni del tuo passaggio.
Adoro il tuo marchio su di me
Adoro tutto di te!

lunedì 6 dicembre 2010

Penetril




PENETRIL è un farmaco ricco di sostanze proteiche e vitaminiche il cui
principio attivo di base è il CaZ2OÔ.

Categoria farmacoterapeutica:
Antidepressivo, ricostituente.

Indicazioni terapeutiche:
Il PENETRIL è stato definito dai maggiori luminari della medicina mondiale come rimedio di sicura efficacia contro la malinconia e l'isterismo.


Posologia: Le signore lo prendono in qualsiasi periodo dell'anno, sia prima sia dopo i pasti (raramente durante gli stessi), ne fanno uso di notte e nelle prime ore del giorno, lungi dal risentire disturbi di sorta. Esse ne traggono giovamenti che nessun farmaco ha mai uguagliato. Le ragazze
faticano per la prima volta a familiarizzare con il prodotto; alcune volte
tenderanno a prenderlo in mano sciupando così le particolari doti
terapeutiche. Una volta assuefatte non sapranno più farne a meno,
testimonianza palese della bontà del prodotto, e cercheranno di assumerne dosi sempre maggiori.
In casi eccezionali, ma non troppo, si prende anche per via orale; il gusto
è gradevole ed ha un alto potere nutritivo e ricostituente.
Anche gli uomini possono farne uso, ma solo se predisposti e con determinate inclinazioni. A questi pazienti il PENETRIL conferisce un colorito rosso,languide movenze e ingrossamento delle natiche.


Effetti collaterali:

Il prodotto è generalmente ben tollerato, l'abuso tuttavia, specie da parte
delle fanciulle, può causare spiacevoli inconvenienti quali: nausea,
gonfiore del ventre ed altre irregolarità, che possono protrarsi fino a
sette - nove mesi nelle manifestazioni più serie. Onde evitare tali spiacevoli inconvenienti la Casa consiglia di assumerlo negli appositi
sacchetti ermetici in vendita in tutte le farmacie.

Avvertenze: Nonostante la gradita freschezza del prodotto e la sua genuinità anche se di fabbricazione non recente, si consiglia di agitare prima dell'uso, evitando però di insistere a lungo al fine di evitare alterazioni
che lo renderebbero momentaneamente inservibile.

Confezione:
Il PENETRIL è disponibile in qualsiasi formato, la Casa consiglia quello
gigante.

Validità del prodotto:
Circa 65 anni dalla data di immissione sul mercato, in confezionamento
integro, correttamente conservato.


TENERE FUORI DALLA PORTATA DELLE BAMBINE



NON DISPERDERE DOPO L'USO IL CONTENITORE NELLAMBIENTE



Aut. Min. San. n. 3715/69

domenica 5 dicembre 2010

Dies irae




Ieri a cena da amici... improvvisamente non riesco più a seguire i loro discorsi.
Sono irrimediabilmente attratta dalla musica che esce dalle casse dello stereo.
Si perché... non si può tenere il Requiem di Mozart come sottofondo. No.
Bisogna ascoltarlo, in silenzio. Oppure cantarlo, come ho cominciato a fare io.
Mi manca la musica, mi manca la MIA musica.
La musica che non riesco più ad ascoltare senza sentirmi invadere dalle emozioni.
Forse questo non c'entra niente con l'erotismo, mi direte. Ma penso che chi ha scritto queste note, non può non aver vissuto una vita di passione. Mozart è morto a 35 anni, proprio mentre scriveva il Requiem.

Per chi non le conoscesse, questi sono due brani di sue lettere. Si è discusso a lungo se pubblicarle o meno, perché il giovane Wolfgang scriveva lettere condite da turpiloquio alla cugina Anna Maria, (e questa è una delle più "pulite")
L'altra è una dolcissima invece, inviata alla moglie Costanza.

Qualche giorno fa ho sentito in tv uno di quegli psicologi-presenzialisti che diceva che non si può vivere senza la passione, che ci si ammala e che senza passione non esisterebbe l'arte, gli scrittori non scriverebbero e non avrebbero l'impulso ad esprimersi. Nonostante non lo stimi molto, credo abbia ragione.

da una Lettera di Mozart alla cugina Anna Maria:

Kaysersheim, 23 dicembre 1778 Ma très cher Cousine!

(...) Fa' in modo di esserci prima di Capodanno, e allora ti contemplerò nell’avanti e nel didietro – ti porterò in giro ovunque e, se necessario, ti farò un clistere – Una sola cosa mi dispiace, di non poterti alloggiare; infatti non starò in una locanda, ma abiterò presso – e dove? vorrei saperlo anch’io. Bene, scheeeeerzi a parte – proprio per questo è necessario che tu venga – Avresti forse una gran parte al gioco – vieni allora di sicuro, altrimenti sei una merda; io allora, nobile personaggio qual sono, ti farò i miei complimenti, ti frusterò il culo, ti bacerò le mani, ti sparerò con lo schioppo nelle terga, ti abbraccerò, ti farò un clistere nel davanti e nel didietro, a te io pagherò i miei debiti per filo e per segno, e farò echeggiare una gagliarda scoreggia, e forse farò persino colare qualcosa – Ora addio – mio angelo, mio cuore io t’attendo con dolore. Ma scrivimi presto a Monaco Poste restante una piccola letterina di 24 fogli, ma non scrivermi dove alloggerai, perché io non trovi te, e tu non trovi me;

Votre sincere cousin
W.Amadé Mozart
PS: Cacadubbi, il parroco di Rodemplum, ha leccato nel culo la sua cuoca, agli altri come exemplum; Vivat – vivat -


Lettera di Mozart alla moglie Costanza:

Carissima, ottima mogliettina!
Oh, se avessi già una tua lettera! Se ti raccontassi tutto quello che faccio con il tuo ritratto, certo ti metteresti a ridere. Per esempio, quando lo tiro fuori dalla custodia, dico: “Buon giorno piccola Costanza! Buongiorno, birichina, micetta, nasino a punta, bagatella” e quando lo ripongo, lo faccio scivolar dentro a poco a poco e dico: “Be’, be’, be’, be” ma con l’espressione speciale che questa parola così significativa esige; e alla fine, in fretta: “Buona notte topolino, dormi bene!”. Credo proprio di aver scritto delle stupidaggini, per gli altri almeno, ma per noi che ci amiamo tanto non è affatto stupido. Sono sei giorni che ti sono lontano e mi sembra già un anno... Ti bacio milioni di volte tenerissimamente e sono il tuo sposo che ti ama sempre teneramente.

tdx