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sabato 15 ottobre 2011

Vorrei....


Vorrei averti tra le mie gambe…ora… in questo esatto momento mentre sono seduta…Tu tra le mie ginocchia…apriresti delicatamente le mie labbra con le dita… poi le baceresti…fino a far schiudere il mio bocciolo lucido di umori, pulsante….Avvertirei il tocco lieve della tua lingua…e poi le tue dita scivolare dentro di me, a fondo nella mia carne tumida e gonfia…morderesti il centro fremente del mio piacere… lo sentirei indurirsi… gonfiarsi… la mia mano scivolerebbe sui tuoi capelli morbidi, guidandoti, poi allontanandoti…il tuo viso si solleverebbe per posarsi sulla mia bocca… assaporerei il mio stesso sapore dolce sulle tue labbra, e solo allora sentirei il peso del tuo corpo sul mio ventre,e poi il tuo sesso entrare in me, lento ma deciso. Vedrei il bagliore dei tuoi occhi sorridenti irradiarmi con la loro luce… quegli occhi scintillanti che non riesco a dimenticare.

Mi manchi

martedì 11 ottobre 2011

L'assenza dondola nell'aria...





L'assenza dondola nell'aria

come un batacchio di ferro

martella il mio viso martella

ne sono stordito



corro via l'assenza m'insegue

non posso sfuggirle

le gambe si piegano cado



l'assenza non è tempo né strada

l'assenza è un ponte fra noi

anche quando

di fronte l'uno all'altra

i nostri ginocchi si toccano.

Nazim Hikmet



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martedì 4 ottobre 2011

Doppio sogno



Dormire con te. Ovvero non dormire con te…che ore saranno? Eppure ero addormentata, ma la tua presenza mi tiene sveglia, lo sai?E’ il calore del tuo corpo nudo che mi deve aver ridestato, mentre sono appoggiata al tuo petto, o sarà stato il pizzicore dei  tuoi peli che mi sfregano la guancia, immersa nel tuo odore. Come posso dormire con  la tua mano sulla mia spalla che scivola sulla schiena e poi sulle mie natiche. Ne percepisco la temperatura, il peso lieve. Ora se ne sta lì ferma a sancire  il suo possesso, immobile e rilassata sul mio culo. Mi sono spostata ed  ho sentito il tepore del tuo sesso appoggiarsi alla mia coscia, morbidamente. L’ho percepito muoversi, come avesse vita propria… si è allungato e non ho potuto fare a meno di tendere la mia mano e raggiungerlo. L’ho accolto nel mio palmo, l’ho stretto leggermente. Senza vederlo ne ho riconosciuto la forma, il calore della pelle. Ero ancora in quello spazio intermedio tra il sonno e la veglia, gli occhi chiusi e le membra pesanti. Solo i miei polpastrelli  si sono mossi impercettibilmente,  ed ho sentito che ha avuto un sussulto,  come un frullo d' ali… un fremito appena . E ancora… piccole vibrazioni delle mie dita che lui ha percepito… è lievitato lentamente, con la stessa indolenza con cui lo toccavo quasi per metterlo alla prova… due, tre volte.   Amorevolmente ha  risposto  agli stimoli,  si è dilatato, indurito fino a riempire la mia mano chiusa, senza che lo stringessi.
Ma dormi o sei sveglio? Te ne stai in silenzio, sento solo il tuo respiro lento e regolare… muovo il pollice accarezzandolo piano piano per tutta la lunghezza, avvertendo lo scalino della cappella ed i rilievi delle vene ingrossate.  Sono così stanca che non riesco a muovere un  muscolo, ma le dita vanno da sole come su una tastiera di cui conoscono gli accordi. Mentre sei  nella mia mano rivedo  le immagini di poche ore fa, come in un sogno... Ero  piegata sul divano e tu in piedi dietro di me mi aprivi le natiche. Mi hai esplorato il buchino rugoso con le tue dita… prima una.. poi due…  Il mio corpo si è aperto  a te, come se ti riconoscesse …  si è abbandonato … rilassato. Le tue dita fungevano da guida per il tuo cazzo che è scivolato  lentamente nel mio culo senza che opponesse resistenza. Fino in fondo. Mi chiedo come tu faccia a rendermi così, totalmente arresa al tuo uccello. Io non voglio consegnarmi a te, non voglio. Eppure è come se il corpo mi tradisse. Ti segue, mentre il mio cuore è costretto in uno scrigno, chiuso con un lucchetto pesante.  A forza di entrarmi dentro con il tuo cazzo violerai anche il mio forziere, come un predatore di anime, perché questo sei.  Profanerai le mie barriere. E nonostante questo, solo a sentire il tuo calore sulla mia mano, soltanto a rivedere le scene di poco fa il mio corpo diserta di nuovo. Mi bagno.
-          -  “Succhiamelo”. La tua voce risuona perentoria nell’oscurità.

Sei sveglio! Ho sonno  ma quell’animaletto appisolato nelle mie viscere si sta risvegliando… come il tuo sesso anche lui si rianima, mi morde il basso ventre. Sollevo il busto e mi protendo verso il centro del tuo corpo, non ho bisogno di cercarlo, ho il tuo uccello ancora in mano. Mi abbasso e sento il dorso contrarsi, indolenzito, i muscoli tesi si irrigidiscono. Forse è stato quando mi tenevi premuta la schiena sul materasso, così come piace a te, come adoro sentirmi prendere da te.  E’ come se il corpo avesse ancora impressa la memoria di quella posizione, ma il desiderio di soddisfarti supera il dolore. Te lo bacio  delicatamente , avvolto ancora dall’afrore dei nostri fluidi, i miei e i tuoi mescolati. Mi fa impazzire riconoscere il mio odore su di te.  Lo lecco in punta, avvolgo la cappella tra le mie labbra, distinguo il sapore salato delle prime trasparenti gocce di rugiada,  poi lo prendo tutto nella mia bocca calda. Lo succhio forte mentre avverto il mio bocciolo che pulsa, la fessura tra le mie labbra che si inumidisce. Ora voglio godere.
Mi sollevo su di te, piego le  gambe intorno al tuo bacino e poi mi abbasso lentamente… mi impalo sul tuo sesso durissimo ed inumidito dalla mia saliva; lo sento scorrere facilmente dentro di me. Tu non ti muovere, riposati, faccio tutto io. Però non riesci a star fermo, mi prendi i capezzoli che ondeggiano sul tuo viso e li stringi forte, me li lecchi, mi baci mentre il tuo bacino si muove sotto di me, spingendo forte. Ti cavalco ancora un po’, solo un po’ finché ti sento fremere, la tua carne palpitare dentro di me e il fiotto caldo del tuo sperma riempirmi mentre dal mio bocciolo pulsante si irradia una scarica fortissima che mi fa  sussultare tutta.
Mi accoccolo esausta accanto a te, di nuovo nell’incavo della tua spalla a respirare il tuo odore. Ora dormiamo, chiudi gli occhi amore.
Mi addormento e sogno… sogno una scalinata di marmo bianco lucente altissima ed io che salgo le scale nuda con indosso soltanto sandali neri  dai tacchi stratosferici.  Faccio fatica a salire gli erti gradini  ed arrivata in cima noto un uomo sul grande ripiano  e solo allora mi accorgo di essere nuda. Nuda ed indifesa. Nuda ed osservata, scrutata. Solo allora provo vergogna.
Mi manca il fiato e mi sveglio di soprassalto, agitata. Apro gli occhi lentamente, fatico a capire dove mi trovo… percepisco però che non sei qui con me,  l’altro lato del letto è vuoto.
Era solo un sogno?


domenica 2 ottobre 2011

lunedì 26 settembre 2011

Sotto una luce diversa


Quante volte ho visto la grande e spettacolare Cattedrale del paese? Decine, centinaia di volte?
Eppure stamattina ho attraversato la piazza molto presto e con mia grande sorpresa, per la prima volta ho visto che i gradini e il marmo della facciata… sono rosa! Si il marmo è rosa pallido e non bianco!
E’ stato come se li vedessi per la prima volta. Sarà stata la luce… ma altre volte ho percorso quel tratto a quell’ora. E saranno 40 anni che ho memoria di quelle guglie, di quella facciata e non me ne ero mai accorta, ho percepito solo del bianco. Con mia nonna venivamo qui d’estate a “prendere il fresco” come diceva lei, ché questo è il punto più alto e ventoso del paese. Ci sedevamo sui sedili di pietra proprio di fronte, sull’altro lato della piazza, ed io mi perdevo nei particolari dei mosaici, nelle testine scolpite intorno al rosone. Al tramonto poi l’oro delle tessere diventa di fuoco, ed anche allora, se guardavo con attenzione mi pareva che la fiammella della candela del cero proprio di fronte alla madonna fosse viva e sembrava quasi tremolare. Qualche volta ci torno ancora, mi rilassa ritrovare quei piccoli particolari, immutabili nel tempo . Ed i bassorilievi, quelli giù vicino al grande e maestoso portale di bronzo… li ho spiegati e raccontati tante volte a chi veniva in visita. Non sono così distratta quando si tratta di arte.
Eppure… è come se realmente non avessi visto, soltanto guardato. Diciamo che è colpa o merito della luce. D’altronde Claude Monet non dipinse la Cattedrale di Rouen in più di 50 modi diversi, colpita dalla luce in diverse ore del giorno?
Riflettevo su questo, quando tornavo a casa. Forse per stupirsi ancora della vita bisognerebbe vedere quello che hai sempre visto sotto una luce diversa. Allora tutto cambia.



La tua cagna

Non mi è mai piaciuto questo termine, eppure ieri, a immaginarti con le mani raccolte a coppa piene del tuo sperma ho desiderato inginocchiarmi di fronte a te e leccare quel nettare dalle tue mani come da una ciotola, come una cagna. La tua cagna.
Ho sete, dammi ancora da bere

giovedì 15 settembre 2011

il bondage non è reato

Mi sono chiesta se parlarne o meno, su questo blog. Ma quando continuo a vederne e sentirne di tutto sul bondage e sullo shibari… o commenti di chi se ne esce: ma una sana scopata no eh? O la giornalista che riprende le chat e dice: si incontrano nascosti dietro ad un nick (o qualcosa del genere) ma che è una setta satanica??Per non parlare dei gruppi che sono spuntati come funghi su fb irridendo la povera Paola. Non citerò qui i doppi sensi o come è stata chiamata per rispetto.


La magistratura indagherà sulle responsabilità di un gioco fatale, che vorrei sottolineare non è bondage ma breath control, una pratica pericolosa. Una ragazza molto giovane ha perso la vita e lei e la sua famiglia meritano rispetto ed anche silenzio. Ora mi aspetto le solite chiacchere vuote da Vespa con il plastico del garage ed il solito criminologo Francesco Bruno con la sua faccia suina che pare più perverso lui dei suoi (presunti) pazienti. L’ho incontrato dal vivo alla stazione Termini e vi assicuro che pare un maniaco sessuale, di quelli che quando li incontri sull’autobus come minimo te lo appoggiano sul culo. Ah sul suo sito viene presentato così: Il criminologo Francesco Bruno svolge un’intensa attività mediatica. Azz cosa è la sua attività principale??

Ma torniamo al punto, ora finiamola di puntare il dito. Sesso estremo. Si muore anche per sport estremi, per un bungee jumping o per una scalata o per un lancio dove sempre è l'errore umano che l' ha provocato. Chi si dedica a questi sport se ne assume la responsabilità. Però tutti a dire dove sta l'erotismo o cosa c'è di eccitante. Io non mi sognerei mai di lanciarmi con un paracadute ma non per questo mi metto a sparare sentenze contro chi lo fa. Questo esempio viene citato anche dalla criminologa e sessuologa Chiara Camerani, in una intervista dove viene spiegato chiaramente e senza sovrastrutture cosa è il bondage.

E’ un po’ lunga ma si segue bene, questi alcuni passaggi:

Cosa è il bondage?Ed è davvero tanto pericoloso?

Il bondage è una pratica erotica, una forma di erotismo che implica il legare il partner. Quindi si attua tutta una serie di nodi e di legature particolari che hanno sia un significato simbolico che una funzione erotica ed anche estetica perché il bondage è anche una forma darte. Ha una diffusione abbastanza ampia in una sottocultura alternativa che però ha un suo peso, sia in Italia che in Europa che in America, ed è quindi abbastanza diffusa. Certo ha un certo grado di pericolosità, dipende ovviamente dal tipo di legature che si fanno, che vanno dalle più semplici alle più complesse come quelle del caso di cui stiamo parlando. E un po come dire fra lo sport che ha un certo grado di pericolosità e lo sport estremo che arriva al massimo della sua pericolosità e quindi dei rischi che poi la persona corre nel praticarlo.

Esiste una tipologia particolare di persone che si avvicinano a questa pratica?

La tipologia è abbastanza varia, possiamo parlare di giovani che sono curiosi e quindi sono attratti dalla trasgressione e dalloriginalità, ma anche dalla ricerca di sé stessi perché implica anche una sperimentazione del limite che è abbastanza tipica delladolescenza o comunque della gioventù. Inoltre persone più grandi forse stanche di una modalità più usuale che quindi cercano dei modi diversi di sperimentarsi in ambito sessuale

Quale è il discrimine tra gioco e patologia?

Ma…il Manuale delle malattie mentali ci impone una serie di regole: generalmente è quando quella modalità di fare sesso è unica ed esclusiva, cioè io o lo faccio così o non riesco a farlo. Se invece questa rientra in una serie di esplorazioni già è più difficile chiamarla perversione. Se questo comportamento sessuale per esempio va a scapito di altri nel senso abbiamo altri non consensienti. Spesso erroneamente si inserisce il bondage o si assimila il bondage al sadismo. Un sadico è uno che si eccita solo con la sofferenza dellaltro. Questo significa che a me dellaltro non interessa assolutamente niente. Il bondage invece come anche il sadomasochismo ludico riporta ad un rapporto diverso, cioè cè un gioco fra le due persone che amano una relazione di potere e non potere. Quindi in questa situazione di sottomissione e dominanza cè un gioco in cui può essere compreso anche il dolore, ma è un mezzo per arrivare al piacere, non è il fine ultimo. Il sadico ha come fine il piacere passatemi il termine fregandosene dellaltro. Invece in questo tipo di manifestazione erotica si gioca, quindi la persona che domina in realtà fa tutta una serie di cose, lega in tutta una serie di maniere per far sì che laltro ottenga un piacere,per far sì che laltro sperimenti tutta una serie di sensazioni . Quindi per assurdo cè grande attenzione nei confronti dellaltro. Per una soddisfazione di tutti e due

Tornando al fatto di cronaca, quanto rischia quest'uomo, e quali sono state le sue responsabilità?

Allora, noi ci basiamo solo su quello che dicono i giornali che purtroppo molto spesso è fallace o comunque creato. Quindi non sappiamo se questa persona ha utilizzato prima di una pratica di questo tipo che sapeva essere molto rischiosa per esempio delle droghe, e questo ovviamente sarebbe unaggravante. Tu sai qual è il tuo ruolo, sai che stai per andare a fare qualcosa di molto pericoloso quindi dovresti mantenere una lucidità. Dovremmo valutare se effettivamente questo coltello era da unaltra parte. Generalmente chi pratica questo tipo di attività ovviamente deve avere come obiettivo primario la sicurezza sapendo che sono molto pericolose e generalmente un coltello si porta sempre con sé perché per qualsiasi problema è la prima cosa che utilizzi. Sembra che lui il coltello lo avesse in macchina, quindi forse un eccesso di sicurezza derivato da una pratica costante. Un errore effettivamente di valutazione. Quindi dobbiamo vedere quanto cera di imperizia e di negligenza e quanto è dovuto ad un caso e ad un errore, quindi quando avremmo un po più di informazioni per essere obiettivi potremmo esprimerci. Sicuramente c è da dire che cera una consensualità da parte di tutte e tre le parti.

Dove si apprendono le pratiche BDSM ed esistono locali deputati dove esercitarle?

Si c'è una grande sottocultura, quindi molti libri, ci sono teorici proprio del sesso estremo che spiegano quindi la filosofia e anche la controcultura. Il messaggio che loro vogliono inviare attraverso questo tipo di attività che è sia una ricerca di sé stessi, per alcuni, sia un piacere erotico, o una forma artistica sia anche un modo di contestare quella che è una realtà sociale esterna. Ci sono e sono nati negli anni molti luoghi di ritrovo. Cè una letteratura abbastanza vasta in questo campo e cè unarte che prende sempre più piede. Proprio perché lo shibari come alcuni aspetti del bondage mirano a creare una sorta di loro parlano di statua dinamica cioè il momento in cui la corda si unisce al corpo umano e va a creare una struttura artistica, geometrica, comunque che abbia un forte impatto artistico, un forte impatto estetico.

domenica 28 agosto 2011

Ti lavo io




Mi spogli piano, come fossi una bambina, prima la camicetta, poi la gonna… i vestiti cadono sulle mattonelle del bagno, i miei e i tuoi uno sull’altro sembrano fare l’amore sul pavimento.

Entri anche tu nella doccia, l’acqua scorre sui nostri corpi lavando via la fatica e il sudore di una serata piacevole ma afosa… prendi la spugna e cominci ad insaponarmi il collo, poi scendi sul seno e risali… io piego la testa e mi lascio risciacquare dall’acqua tiepida… ora mi giri, la spugna scivola dalla schiena al solco tra le natiche dove insiste più a lungo… avverto le tue dita che mi sfiorano, scorrono liquide come l’acqua tiepida, umide dei miei umori… mi apri, allarghi la mia rosa di carne infilandone dentro uno… poi due… poi percepisco la tua cappella dura farsi strada … lentamente…. Appoggio le palme sulle mattonelle bagnate mentre tu affondi dentro di me.

Chiudi l’acqua ora, voglio ascoltare il suono dei nostri corpi


sabato 13 agosto 2011

Sesso sicuro



Un divertente video per ricordarci sopratutto in vacanza di fare sesso sicuro ed effettuare regolarmente il test dell'Aids

giovedì 4 agosto 2011

Non sei più lo stesso

Eppure ho riconosciuto quei nei vicino al tuo ombelico, la forma dei tuoi piedi e delle tue orecchie.
E il tuo odore, i tuoi occhi verdi, il sorriso che fai quando fai l’amore con me.
Tu sorridi come se fossi in paradiso.
Ma sono io che non mi sento più sulle nuvole

martedì 2 agosto 2011

Un gatto ed una riflessione...



Sono un po' inquieta stasera... mi avvio alla mia passeggiata serale intorno alle mura del paese con mille pensieri in testa, non riesco a far smettere a quelle rotelline di girare…girare…
Sono quasi arrivata, ancora qualche passo e "rrrmeeeow" il richiamo di un gatto che appena mi vede balza dalla nicchia nel muro in cui era rannicchiato al cofano di una macchina venendomi incontro. Strano, forse pensa stia portando del cibo…
Invece no, conosco quel miagolio un po' lamentoso del gatto in cerca di coccole. E' una femmina tigrata, dal pelo lucido ed in buone condizioni, non sembra decisamente un randagio, forse solo un felino amante della libertà. Qualche carezza sul suo pelo liscio mentre avverto il ron ron continuo delle fusa. Mi allontano e lei mi segue, mi fermo sulla panchina del piccolo giardino.
Amo questo posto, mi rilassa camminare di fronte alla vista mozzafiato della vallata mentre il sole scende. La ferrovia pare una lunga ferita scintillante che l'attraversa, e i tigli in fiore emanano un dolcissimo effluvio, tanto persistente da far girare la testa. La bellezza di certi luoghi è così struggente che mi mette malinconia, o forse sono io che oggi sono nostalgica, e questo silenzio mi mette in pace.
La micetta struscia il muso sulle mie gambe, poi fa una piroetta con la coda ritta. Le faccio cenno di salire sulla panchina dando una pacca sopra le tavole di legno. Mi guarda con i suoi occhioni gialli e capisce, in un salto è vicino a me. Mi domando come facciano i gatti a capire che li amo, perché ha sentito l'impulso di scendere dal suo rifugio per venire proprio da me? Ma ora devo continuare la mia passeggiata, mi alzo e lei mi segue per un bel tratto trotterellandomi accanto finché non si blocca, sto varcando il limite del suo territorio. Dopo pochi passi mi volto, la vedo in cima alla salita che mi osserva.
- Ci vediamo più tardi!-
Chissà se mi ha capito, per fortuna che non c’è nessuno in giro che mi ha visto parlare con un gatto! Continuo per il lieve pendio, pian piano il sole sta calando, le colline scure si stagliano contro il rossore del cielo come un acquarello di Friederich. Ho fatto tante volte questo percorso, eppure stasera non so perché inaspettatamente ho davanti agli occhi questo stesso posto come era trent’anni fa. La parte terminale della passeggiata era chiusa, la rupe franata e la strada era come sospesa in aria, la vegetazione incolta. Aveva il fascino dei luoghi misteriosi e selvaggi, ed il romanticismo della vista lo rendeva il posto preferito dalle coppiette. Ci sono voluti decenni perché fosse riaperta, consolidata e ripiastrellata. Hanno sostituito le vecchie panchine di ferro battuto con altre di legno, inserito dei giochi per bambini e tutto è a regola d’arte; ci si viene a correre ed a portare a spasso il cane, a prendere il fresco ed a passeggiare nelle giornate calde. Ma ha perso tutta la magia.
Ed ora mi rivedo sedicenne, in un freddo inverno, con il mio primo fidanzatino dell’epoca scavalcare la recinzione in cerca di un posto dove appartarsi, sostenuti da quell’incoscienza adolescenziale che spinge a fare proprio quello che è proibito, a cercare il brivido, la scarica di adrenalina. Il cuore che batte non sai se per l’emozione di trovarsi da soli o per la paura di mettere un piede in fallo, di precipitare nel vuoto. Alcuni alberi sono sradicati, quelli rimasti in piedi sono avvolti dall’edera, da altre piante che li hanno avvinghiati nelle loro spire vegetali.
Lui mi fa sdraiare su una panchina, tenta di abbassarmi i jeans strettissimi. Sento il freddo dei listoni di ferro sotto le mie natiche e il gelo sul ventre. Mi ritorna alla mente una sensazione sgradevole, lui che si corica sopra di me e mi tiene la testa, io che mi divincolo. Perché? Forse il freddo, o forse non avevo voglia, o non così.
(... continua...)

mercoledì 27 luglio 2011

Noooooo

Togli subito la mano da lì!


...quanto mi diverte questo gioco...

sabato 16 luglio 2011

L'abito












l'abito fa il monaco?
Secondo me no!
p.s. ma secondo voi non ha dato una strusciatina sulla tetta? O sono io che vedo e penso sempre male?

giovedì 14 luglio 2011

Il segno del costume

Il segno del costume
sulla tua pelle,
quel confine
tra la carnagione bianca
e quella brunita, scurita dal sole
linea di demarcazione
tra ciò che è esposto e noto
e la tua parte più segreta.
Vedere quel segno
è capire
che sono giunta a destinazione

lunedì 4 luglio 2011

porti la tua nudità


Porti la tua nudità
indossandola come fosse un vestito
Adoro la tua naturalezza quando ti spogli per me,
quando sei eccitato al solo pensiero di farti guardare
e di farmi godere attraverso gli occhi

venerdì 1 luglio 2011

Il corvo

Come un corvo
“Arriverò da molto lontano
Per portarti la mala novella
Supererò la montagna,
forerò la nuvola bassa,
Mi specchierò il ventre nello stagno
E volerò senza riposo,
per cento miglia senza riposo
Per trovare la tua finestra,
per trovare il tuo orecchio,
Per portarti la nuova trista
Che ti tolga la gioia del sonno
Che ti corrompa il pane e il vino
Che ti sieda ogni sera nel cuore”.

Così cantava Primo Levi
Così canterò io danzando
Ogni sera aprirò le mie nere ali
Sulla tua persona, sul tuo corpo
Impuro
Invisibile nella notte
Udrai soltanto un fruscìo
e la punta del mio becco
ed i miei artigli
che ti divoreranno le viscere

mercoledì 15 giugno 2011

Rinascita



Qualche giorno fa ho fatto un'esperienza fantastica. L'occasione è stata una gita in alcuni luoghi pieni di sacralità, quelli dove il popolo Etrusco ha lasciato dei segni arrivati fino ai giorni nostri.
In una giornata, insieme ad una decina di persone, accompagnate da uno studioso del genere, abbiamo fatto riemergere i miti della grande Dea della terra e riscoperto l'antica e universale concezione di un'energia primordiale e divina. La cosa più particolare e significativa è stata attraversare un cunicolo etrusco in percorso individuale.
Forse era pensato come un percorso iniziatico, una sorta di rinascita attraverso un canale del parto scavato nella roccia, e l'esperienza è stata veramente rigenerante.
Siamo arrivati, io ed il piccolo gruppo molto eterogeneo, sul posto dopo il percorso della via cava. Eravamo stati preparati a quello che ci attendeva, forse fin troppo. All'inizio nel cunicolo si entrerà in piedi, si starà completamente al buio e senza alcun riferimento, poi circa a metà si comincerà a vedere la luce ma a quel punto il cunicolo si abbasserà sempre più finché per uscire sarete costretti a piegarvi sulle ginocchia.
-. Non ci sono draghi, il drago è dentro di voi, dovete ascoltarlo e farlo uscire fuori.
Così ci disse l'archeologo. – Vi consiglio di non percorrere in fretta la zona buia, ma anzi, di percepire quali sono le sensazioni proprio in quella parte del percorso, prima che compaia la luce.
Sono eccitata e incuriosita, le sfide mi piacciono. Mentre qualcuno discute sull'opportunità o meno di entrare, ed io sto già pensando che voglio essere la prima, un ragazzo mi precede. Bisogna che ci sia qualcuno dalla parte dell'uscita che dia un'aiuto e tenga tesa una corda. Lo farà lui.
Ecco l'ingresso: è stretto e potrebbe effettivamente assomigliare ad una vulva. Non si vede il cunicolo, ma solo una fenditura verticale nella roccia. E' molto stretta, ci entrerò? Comincio a non essere più così sicura. Sento i passi che rimbombano del ragazzo che è appena entrato, paiono provenire da dentro la montagna, pesanti come quelli di un gigante. Incredibile.
Dopo qualche minuto la voce della nostra guida dal fondo del cunicolo, che grida: - Vai!
Significa che lui è arrivato a destinazione, e che ora tocca a me.
La donna che invece è con noi all'ingresso, mi dà gli ultimi consigli: - Aiutati con le mani, metti le mani sopra la testa e senti la roccia.
Faccio due passi ed è già buio totale. Silenzio totale. Sono dentro la rupe, dentro la montagna. Il fianco destro struscia sulla parete, i capelli si impigliano sulla roccia, la sento sfiorarmi. Già sono così stretta? Se continuo dritto avanti a me percepisco solo un muro di pietra ruvida. E pietra sopra la mia testa. Cazzo. Mi manca l'aria, mi si stringe la gola e il cuore batte all'impazzata. Eccolo qui il draghetto che mi morde lo stomaco. Ora fermati. Ascolta e respira.
Le mani sulla roccia adesso mi guidano, sono come un cieco e le uso come fossero i miei occhi, sento un varco alla mia sinistra e le infilo come una lama in quella fessura. Devo curvare, non camminare diritto, e cominciare ad abbassare la testa. Dopo la curva ecco la salvezza: la luce! Ma il percorso non è ancora finito. Questa è la parte più lunga, percepisco che il soffitto scende progressivamente e mi abbasso fino a terminare carponi. Appoggio mani e ginocchia sulla terra soffice e compio gli ultimi passi sorridendo. Esco e il mio "padre" nel percorso di rinascita anche mi sorride, un'altra mano si tende verso di me e mi porge la corda che devo seguire per continuare, questa volta all'aperto. Il fiume scorre poco più sotto, avverto il rumore dolcissimo dell'acqua ed un senso di quiete mi invade. Mi sento liberata, tanto che decido di rifarlo una seconda volta, e le sensazioni saranno diversissime. Molto più fastidiosa la seconda parte, il dover piegarmi.
La dottoressa all'uscita ci ha spiegato che si fa anche l'esperienza della sottomissione. E' l'uomo che si sottomette alla natura, al suo volere. Altro bell' insegnamento. Infatti c'è stato chi, nonostante la difficoltà, non si è piegato carponi. Io evidentemente sono più abituata a stare a quattro zampe!
A parte gli scherzi, è stata un'emozione molto intensa.

Poi stamattina stavo leggendo il libro
Le Dee dentro la donna di Jean S. Bolen, sfoglio le ultime pagine in cerca della bibliografia e mi cade l'occhio su questo paragrafo:

"Attraversare il passaggio stretto e scuro
La maggior parte dei viaggi eroici implica l'attraversamento di un luogo scuro- caverne montane, il mondo degli inferi, passaggi labirintici – per emergere finalmente alla luce. E' un viaggio che corrisponde al passaggio attraverso la depressione. Nei miti, come nella vita, la viaggiatrice deve andare avanti e continuare a fare ciò che va fatto, deve rimanere in contatto con i compagni di viaggio o farcela da sola, deve non fermarsi e non rinunciare (anche se si sente perduta)deve tenere viva, nel buio, la speranza.
Il buio può rappresentare quei sentimenti oscuri e rimossi (rabbia, disperazione, biasimo, vendetta, tradimento) attraverso cui dobbiamo passare se dobbiamo uscire da una depressione.
E' un'oscura notte dell'anima, quando, nell'assenza della luce o dell'amore, la vita sembra priva di senso. Sofferenza e perdono, in genere, rappresentano la via d'uscita. Dopo, possono tornare la vitalità e la luce.
Capire che la morte e la rinascita, nel mito come nei sogni, sono le metafore della perdita, della depressione e della guarigione, è di grande aiuto. In una visione retrospettiva molti di questi periodi bui si rivelano come riti di passaggio, un tempo di sofferenza, attraverso cui la donna ha imparato qualcosa di grande valore ed è cresciuta o può essere stata temporaneamente prigioniera, come Persefone nel mondo degli Inferi."

Ecco, penso proprio di essere rinata un'altra volta.


P.S. quello nella foto ovviamente non è il cunicolo!

giovedì 9 giugno 2011

I lividi dell'anima



I lividi dell’anima, quanto tempo ci vuole perché guariscano?
Quelli sulla mia pelle, sul mio seno, sul monte di Venere, i segni dei morsi sulla schiena stanno scomparendo. Mi guardo allo specchio e vorrei fossero già cancellati, invece sono ancora lì, a rammentarmi quello che è stato.
E gli altri? Quelli che non si vedono ma fanno più male? Ci vorrà ancora tempo, ed io so aspettare. Come una lumachina chiusa nel proprio guscio, metterò fuori un’antennina e poi un'altra. Poi la testa ed alla fine camminerò di nuovo, ma con la mia casetta a proteggermi, stavolta.
Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te” disse Nietzsche in Al di là del bene e del male. L’abisso mi ha tentato fino a non rendermi conto di essere diventata un mostro io stessa. Anche io ho procurato ferite.
Quando sei dentro un’esplosione rimani abbacinata dai lampi e dai colori, dal vortice che ti solleva in aria, sbalzandoti in alto, stordendoti. Poi, dopo, quando ridiscendi e le schegge ricadono lentamente a terra, le prendi in mano e ti accorgi che sono solo dei cocci di vetro aguzzi, non brillano più. Fanno soltanto male e devi stare attenta a non tagliarti.

martedì 24 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Quarta ed ultima parte


(prosegue il racconto scritto a quattro mani con discretopassionale)


Anna prende a baciare la cappella di Gianni, delicatamente coglie con la lingua i suoi umori, si stupisce di quel sapore diverso, acidulo come quello di una mela colta troppo presto dall'albero.
Gianni chiude gli occhi e riversa la testa all'indietro quando Anna lentamente ma inesorabilmente lo accoglie nella sua bocca quasi completamente, mentre la sua mano ha abbandonato l'asta e si è spostata sui testicoli come per aiutarsi nell'affondo.
Il desiderio in lei cresce al pari del ritmo della sua bocca, sente le labbra della sua fica gonfiarsi per il piacere e gli umori colare lungo le cosce, avverte chiaramente la çappella di Gianni crescere e il suo cazzo vibrare ma non vuole che venga così, vuole sentirlo dentro di lei, vuole essere scopata selvaggiamente da quel cazzo che teme non sentirà mai più dopo quella volta.
Mario si sposta e li abbandona andandosi a sedere sul divano a pochi metri da loro, si masturba guardando Anna, la sua Anna, in ginocchio davanti al suo amico d'infanzia intenta in uno dei suoi splendidi pompini. L'osserva succhiare avidamente quel cazzo, mentre sente uno strano languore nel petto e si stupisce per la libidine che lo sconvolge, sente il suo membro pulsare mentre continua a menarselo guardando la lingua di Anna che lambisce la cappella di Gianni. Il viso dell'amico è in preda alla lussuria mentre le spinge il cazzo in gola... non l'ha mai visto così, non l'avrebbe mai potuto immaginare così. Lei lacrima, il trucco sfatto le riga il volto, i capelli arruffati, il suo morbido corpo sconvolto... la vede stringersi i seni ed accoglierlo lì in mezzo. E l'espressione dei suoi occhi, quello sguardo bramoso ed avido che Anna aveva avuto soltanto per lui... Si sente rimescolare lo stomaco, vorrebbe avvicinarsi e schiaffeggiarla, urlarle che è una puttana, ma non lo fa. Rimane a contemplare quella visione, godendo invece al tempo stesso nel vedere la carnalità del corpo di sua moglie mentre è alle prese con un altro uomo.... sente l'orgasmo avvicinarsi, le palle indurirsi

Anna riconosce quei mugolii che precedono l'esplosione del marito... si alza e raggiunge Mario tenendo Gianni per il cazzo e trascinandoselo dietro come un cagnolino con il suo guinzaglio di carne, poi si inginocchia di fronte al marito seduto sul divano appena in tempo perché lui la inondi con il suo seme caldo, le schizza sui seni, sul volto, sui capelli... E' la prima volta che suo marito compie quel gesto ... ora vede Anna in maniera diversa, è paradossale ma la sente ancora più sua.
L'uccello di Gianni è ancora nella sua mano, durissimo mentre lei ora si dedica a lui, accogliendolo nuovamente nella sua bocca sempre di fronte al marito. E' quasi completamente in estasi mentre affonda con colpi sempre più decisi nella sua bocca, la saliva cola copiosamente lungo l'asta del suo cazzo gocciolando a terra. Ha osservato Anna accogliere gli zampilli del marito e desidera
fare altrettanto, così sfila il suo membro da quella bocca avida un attimo prima che spruzzi di sperma bollente la ricoprano nuovamente, andando a mescolarsi al seme del marito.
Mario osserva sua moglie in ginocchio ricoperta di sperma, le protende la mano e l'aiuta a sollevarsi, poi con la stessa mano amalgama sul suo corpo le macchie lattiginose mescolando i due semi, le massaggia il seno dolcemente mentre la bacia. Senza parlare le tende la mano e la sostiene sollevandola da terra, l'accompagna in bagno, l'aiuta ad entrare nella doccia e fa scorrere l'acqua tiepida sul suo corpo. Poi prende la spugna, vi versa alcune gocce di bagno schiuma e comincia ad insaponarla come se fosse una bambina, prima le spalle, poi il seno, poi scende lungo la schiena e si insinua tra le natiche burrose.
Con le mani le sciacqua il volto, poi entra anche lui nella doccia e l'abbraccia sotto il getto dell'acqua. Anna si lascia coccolare dal marito... quei gesti la rimettono in pace con sé stessa, per un attimo ha avuto timore di aver rovinato tutto, invece ora intuisce che da questa esperienza il loro legame uscirà rafforzato. Non avrà più segreti per lui, i suoi desideri saranno anche i suoi.
Ma mentre il marito l'accarezza ritorna a pensare a Gianni che è rimasto in salotto, ha voglia di lui, lo vuole dentro di lei, vuole sentire quell'attrezzo duro e lucido frugarla dappertutto.
Dopo la doccia Mario le porge l'accapatoio, osserva sua moglie, il suo corpo pieno cosparso di goccioline, e le pare che non sia mai stata così bella. Sente di amarla come non mai. La bacia con tenerezza scostandole una ciocca dei capelli umidi che le incorniciano il volto.
Quando escono dal bagno si lasciano andare sul loro letto coniugale, obliquamente. Si baciano avvinghiati, i loro corpi nudi e frementi non sono ancora sazi. Dopo pochi minuti Gianni li raggiunge, osserva la loro intimità e prova quasi invidia... capisce che è stato soltanto un giocattolo nelle loro mani. Ma la smania di Anna non si è ancora placata...
- "Vieni qui"- Sussurra Anna. Gianni si avvicina al letto mentre la osserva sedersi sopra il marito dandogli le spalle mentre Mario afferra il suo sesso gonfio di desiderio indirizzandolo verso il sesso ancora umido di Anna che inizia ad abbassarsi lentamente, la cappella lucida forza le grandi labbra e inizia a farsi strada in lei. L'amico si appressa al viso di Anna con il sesso nuovamente teso, lei si aggrappa ai fianchi di Gianni e si lascia nuovamente violare la bocca....

Mario allunga le mani e afferra i generosi seni di Anna, mentre lei presa dall'eccitazione ha aumentato il ritmo dei suoi movimenti, i suoi glutei sbattono con colpi sempre più forti contro l'inguine del marito mentre Gianni, in piedi accanto al bordo del letto la prende per i capelli per spingere il suo sesso più a fondo
Anna vuole Gianni, vuole sentire quella lunga verga dentro di sé, così si alza lasciando che il cazzo durissimo di Mario scivoli fuori di lei, vuole assaggiarlo, sentire il sapore dei loro umori mischiati, si gira piegandosi verso il marito e la sua bocca ne accoglie la cappella. La sua fica fradicia si schiude alla vista di Gianni, gli umori le bagnano le sue cosce burrose.
Gianni si avvicina, afferra il suo cazzo turgido al limite della sopportazione e coperto di saliva indirizzandolo verso la fica di Anna, con un colpo deciso affonda con facilità dentro di lei, un urlo strozzato accompagna l'intrusione di quel cazzo troppo lungo, per lei abituata ormai da anni alle misure del marito.
Anna sente Gianni continuare a spingere quasi per saggiare la profondità di quell'anfratto bollente e accogliente, le mani di lui aggrappate saldamente ai suoi fianchi non le permettono di allentare la pressione di quel cazzo irruento. Il piacere è accompagnato dal dolore per quella spinta inesorabile che lentamente si trasforma in un movimento dolce ma deciso, lo percepisce chiaramente uscire quasi completamente per poi riaffondare con forza e sbattere in fondo al suo piacere.
"Non immaginavo che Gianni avesse un cazzo così lungo, mi fa ha fatto un po' male ma ora sento la mia fica che si è aperta, adattata.Sarebbe perfetto per il mio çulo … Ora mi sposto, chissà se capisce… lo lascio sgusciare fuori e mi impalo sopra quello di Mario…li voglio tutti e due dentro di me"
Anna si sposta di colpo, il cazzo di Gianni esce dal suo corpo e lei lo prende in mano dirigendolo verso il suo buchino roseo. Lui non aspettava altro, solo un gesto che gli consentisse di profanare quel culo che ha desiderato da tanto tempo. Anna ci appoggia appena sopra la cappella scivolosa e poi lascia fare lui, che lentamente, inesorabilmente entra in quello stretto canale. E' a cavalcioni sopra il ventre del marito che osserva il suo volto contrarsi nel dolore e poi dopo chiudere gli occhi e godere, godere di quel cazzo non suo che la sta violando nella sua più segreta intimità. Sente la sua fica calda ed umida scivolare sul suo ventre, vede i suoi seni ballare sotto i colpi di Gianni e la visione di sua moglie lo rende pazzo dal desiderio, il suo cazzo è duro come il marmo… afferra Anna per i fianchi, lei intuisce il suo volere e si solleva leggermente per poi riabbassarsi lentamente ed impalarsi sopra la verga del marito. Gianni rimane dentro di lei ma non si muove mentre Anna lascia che il cazzo di Mario la riempia davanti… le sembra che la sua fica si sia rimpicciolita, le pareti si sono ristrette a causa della pressione del membro di Gianni. Anche Mario lo sente… sente il cilindro di carne dell'amico attraverso la sottile membrana che li separa.
Anna si sente riempita, impalata nel ventre, nelle viscere dalla carne pulsante dei due uomini che si muovono dentro di lei, abusando del suo corpo, usandola. Mario mentre la guarda le succhia i capezzoli, le infila le dita in bocca e se le lascia succhiare:
- "Ti piacerebbe che ci fosse un altro ancora? Un altro cazzo che ti scopa la bocca, vero?
Le parole del marito fanno esplodere la miccia di Anna… si immagina con tre uomini che la prendono dappertutto, mentre sente contemporaneamente fica clitoride e çulo pulsare, quei cazzi gonfiarsi all'inverosimile dentro la sua carne ed un'onda liberatoria che la attraversa tutta, le squassa le viscere e lo stomaco e le risale lungo la schiena fino ad esplodere nella sua testa. Booom! Grida come non ha mai fatto finora, come un animale, come una bestia, a lungo. Anche Gianni esplode, la riempie con il suo sperma bollente fino nell'intestino, fino nei suoi anfratti più remoti. Poi si sfila da lei lasciando colare il suo seme fuori, osserva il suo buchino allargato gocciolare. Si accasciano entrambi sul letto, sfiniti.
Il cazzo di Mario è ancora teso fino all'inverosimile, si è tenuto perché vuole prendere anche lui sua moglie nel culo. Anna è rimasta sdraiata sul ventre, le solleva leggermente le natiche bianche e burrose, le apre con le mani e ci infila la lingua a leccare le ultime gocce di sperma dell'amico mescolato agli umori di lei. Quell'afrore dei due sessi mescolati lo rende pazzo di libidine, si afferra l'uccello alla base ed entra nel culo già aperto dall'amico. Il suo cazzo più largo lo dilata ancora di più, Anna si lamenta mentre lui inzuppa la cappella nello sperma di Gianni. La possiede con foga, ma non riesce a trattenersi a lungo, anche lui scarica tutta la sua potenza dentro di lei che gode ancora una volta analmente… Mario sente l'anello di carne stringersi e contrarsi intorno al suo cazzo. Ed ora, come tre naufraghi abbandonati su una spiaggia dopo una tempesta se ne stanno così, sdraiati sul letto, Anna in mezzo e i due uomini ai suoi fianchi, spossati.
Tutti ora pensano che hanno finalmente realizzato un sogno, ma sanno anche che questo sarà soltanto l'inizio di un gioco che potrebbe portarli molto, molto lontano….

lunedì 23 maggio 2011

Il viaggio o la meta?


filmato fatto da me dal finestrino... secondo voi di che località si tratta?

giovedì 19 maggio 2011

Telepatia



Sicuramente capita anche a voi qualche volta di avere certe sensazioni. Ieri mattina, come sempre dopo il mio risveglio ho messo i piedi in terra, poi ho fatto qualche passo sopra le tavole del parquet ed ho aperto la finestra, ho girato il chiavistello ed ho spalancato le imposte. Il cigolio del legno ed il rumore che fa la persiana quando sbatte sul muro mi comunica che un altro giorno ha inizio. Non so perché proprio mentre ho aperto i vetri ho pensato a F. Una specie di folgorazione. Chissà che fine ha fatto. E' parecchio che non lo vedo, due mesi forse…

Mi sono avviata in bagno, i piedi hanno faticato ad andare diritti ripensando all'ultima volta, a quando su questo stesso letto mi ha sollevato le gambe mentre era sopra di me e mi ha inculata così. Gli piace guardarmi negli occhi mentre mi entra nel culo, mentre vede sul mio viso l'espressione di dolore che diventa piacere. Dolore…ma neanche tanto. La sua cappella è talmente liscia ed io così eccitata che entra facilmente. Lo preme un po' sul buchino e la lascia lì. E' il mio garofano che l'assorbe come fosse l'apertura di un fiore carnivoro che ingoia il suo cazzo, ed è soltanto allora che spinge più forte. Centimetro dopo centimetro entra in me.
I suoi occhi verdi incorniciati dalle folte sopracciglia sopra di me sono qualcosa di indimenticabile. In quei momenti si accendono di bagliori luciferini. Mi fa quasi paura quel luccichio, ed io adoro avere paura.
Poi il pensiero di lui è svanito, sono stata in l'ufficio per qualche ora e quindi ho preso il treno che mi porta in città. Ma stavolta ho deciso di partire prima e di scendere ad un'altra fermata.
Arrivata a destinazione percorro il lunghissimo marciapiede, rimango sulla sinistra. Poi mi sposto sul lato destro per controllare gli orari del ritorno e rimango da quella parte, camminando ancora.
Tra la gente che cammina dandomi le spalle, noto un uomo fermo di fronte a me, jeans e camicia bianca… mi avvicino e riconosco quello sguardo, il suo pizzetto mefistofelico. Cazzo non può essere!
Se ne sta piantato lì, la testa leggermente reclinata, una mano su un fianco e quell'aria per niente stupita. Mi squadra dal basso verso l'altro sogghignando quando compio gli ultimi passi e lo raggiungo.

- Ma che ci fai qui?
- Aspetto una persona

Mi avvicino e lo bacio, so che non posso farlo sulle labbra in pubblico e non è lì per me.
Affondo il viso sul suo collo mentre lui mi cinge la vita con il braccio. Percepisco il suo afrore di maschio che mi piace da impazzire, mescolato all'aroma di sapone, di bucato della camicia pulita.
Quando mi allontano mi cade l'occhio su quello spicchio di pelle visibile dalla camicia lasciata leggermente aperta, vedo i suoi peli ed immagino il suo torace nudo...vorrei infilarci una mano, aprire quei bottoni e…

- Sai che ti pensavo proprio stamattina? Sono un po' streghetta eh?

E mentre lo dico roteo la mano sinistra compiendo un gesto che potrebbe anche significare follia.

- Si, lo so. Ero assolutamente certo di incontrarti qui.

Fa una piccola pausa e mi fissa dritto negli occhi, fulminandomi.

- Sei sparita.

- Anche tu sei sparito.

Ecco quando ti dicono che sei sparita e loro hanno fatto altrettanto come la mettiamo? Perché devo sentirmi in colpa, e di cosa?
Dal suo sguardo che si solleva e punta lontano, dietro le mie spalle capisco che la "persona" è arrivata. Lo saluto nuovamente e mi allontano.
Nel pomeriggio mi arriva un sms:

Non xdiamoci tesoro xché mi regali allegria e desiderio! Ho una gran voglia di… (seguono descrizioni dettagliate. Ma mica devo dirvi proprio tutto eh?)

Sarà stata una coincidenza, ma mi piace pensare che il mio pensiero l'abbia portato fin lì. o comunque mi abbia fatto prendere il treno ad un orario diverso.

sabato 14 maggio 2011

Accarezzami Quiero Tu amor




Accarezzami tra un bacio e il tuo respiro
con le mani di gelsomino senza parlare,
lascia che siano i corpi a bruciare di passione
in una coppa di miele caldo d’amor bagnato,
solo baci per scivolare insieme come petali
storditi dal vento, solo carezze sino a denudarci
per far esplodere il piacere nel cuore;
sì, abbandonati all’amore con la pelle contro pelle
sino a conoscere ogni meraviglia come prova d’amore,
così i miei baci ti parleranno di me
perché sentirai la voce tremante della mia anima.

Baldo Bruno


CARICIA
QUIERO TU AMOR

Entre un beso y acariciar tu aliento
con las manos sin decir una palabra de jazmín,
deja al cuerpo a quemar con pasión
en un vaso de miel caliente del amor húmedo
sólo besa a deslizarse juntos como pétalos
aturdido por el viento acaricia sólo hasta que se desvista
para hacer estallar el placer en el corazón;
sí, el amor abandonado piel a piel
hasta conocer todos se preguntan cómo una prueba de amor,
así que mis besos me habla
porque sentía la voz temblorosa de mi alma

mercoledì 11 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Terza parte

(prosegue il racconto scritto a quattro mani con Discretopassionale)

Anna sa che probabilmente sarà la prima e unica volta nella quale potrà avere due uomini tutti per lei, suo marito e un altro uomo...freme di desiderio, li vuole godere tutti e due, fino in fondo, fino a sfiancarli.
La situazione è impari, lei completamente nuda e i suoi due uomini ancora vestiti di tutto punto. E' imbarazzata ma al tempo stesso anche terribilmente eccitata, ma le basta poco perché cominci ad abbassare le sue difese. Mentre suo marito, di fronte a lei inizia a baciarla e ad accarezzarle il seno compiendo gesti noti avverte l'altro uomo dietro di lei, uno sconosciuto che desidera tastare, assaggiare e sentire dentro di sé per la prima volta.
Percepisce il respiro di Gianni sul collo, proprio come quella sera in cucina, e poi la sua bocca.. i baci sulla nuca che si trasformano in piccoli morsi, mentre aderisce alla sua schiena, ai suoi glutei fino a farle percepire la rigidità del suo sesso attraverso la stoffa dei jeans.
Poi le mani di Gianni scendono ad accarezzare lo spacco tra le natiche, si infilano impudicamente a stimolare il buchetto roseo per poi scendere verso il sesso caldo e fradicio, le dita entrano senza difficoltà provocando ad Anna un brivido di piacere, in preda all'eccitazione allunga una mano verso il sesso di Gianni, lo tasta, lo stringe mentre morde le labbra di Mario.
Anna entra con la mano nei pantaloni della tuta di Mario, sa che lo troverà non completamente eretto, lo conosce a memoria, sa esattamente come fare per farlo diventare duro come il marmo, sa che solo la sua bocca avida e la lingua madida di saliva possono riuscire nell'intento, ma inaspettatamente lo trova durissimo...
La mano di Mario dal seno scende lungo il suo ventre fino ad arrivare al monte di Venere, con un movimento circolare spettina il pelo rado lasciato a parziale difesa del suo clitoride eretto e pulsante di desiderio. pochi centimetri e le dita lo raggiungono, forti e delicate. Due tocchi completamente diversi, attento e dolce quello del marito, frenetico e impaziente quello dell'amico, il contrasto tra quei due modi è una miscela esplosiva che accende Anna.
Ma improvvisamente non percepisce più il contatto con Gianni, sta per girarsi a cercarlo quando sente le mani di lui allargarle i glutei ed il suo respiro caldo proprio nella sua intimità, si è abbassato dietro di lei e sta annusando il suo profumo. Anna sporge ancora di più il bacino all'indietro, vuole sentire la sua lingua frugarla, vuole bagnare quel viso dei suoi umori, vuole far sentire tutta la sua eccitazione a quell'uomo inginocchiato alle sue spalle, vorrebbe ordinargli di baciarle il cul0 usando parole fortissime, ma teme la reazione di Mario, di come reagirebbe sentendo la moglie devota proferire parole degne di una cagna in calore. Per fortuna le labbra di Mario ora sono incollate alle sue, e le impediscono di parlare. Gianni ha quasi perso le staffe, preme con vigore il suo viso tra i glutei di Anna, l'odore dolciastro degli umori del suo sesso si mischia con il profumo acre di quel roseo buchetto che pare sproporzionatamente piccolo comparato a quei carnosi glutei. Sente il çazzo tesissimo scoppiargli nei pantaloni, ma ancora non osa spogliarsi, aspetta un assenso dall'amico.

Mario mentre la fruga tra le gambe la bacia dolcemente, poi abbandona le labbra di Anna per scendere a succhiarle i capezzoli turgidi, le sue mani lasciano il suo sesso per afferrare quelle due rotonde e bianche bocce quasi a strizzarle, la sua lingua passa da un capezzolo all'altro sempre più velocemente, il corpo di Anna è percorso da brividi di piacere, la sua bocca libera dai baci di Mario sembra parlare da sola
- "Si...baciami il culo...leccamelo!"
Mario si stacca leggermente, per un attimo pensa che quell'ordine sia per lui, sposta la testa di lato e vede la faccia di Gianni affondata tra le chiappe della moglie. Eccitato da quella visione appoggia una mano sulle spalle di Anna e la fa piegare ancora di più mentre con l'altra le afferra i capelli, in un gesto brutale di cui si stupisce, che non ha mai osato fare con sua moglie. La schiena carnosa di Anna disegna un angolo retto quasi perfetto con le gambe leggermente piegate, il suo sesso si schiude quasi completamente e mentre la lingua di Gianni affonda avida a coglierne ogni goccia dei suoi umori contemporaneamente le dita dell'amico la esplorano in profondità....
Anna vinta dal piacere si aggrappa ai fianchi di Mario, sente l'orgasmo salire e le gambe tremare, quando Mario afferra i pantaloni della tuta e li abbassa a liberare il suo sesso turgido come non mai
- "Succhialo...da brava...lo so che lo vuoi ora" - la sua cappella violacea sfrega sul viso di Anna, bagnata come se fosse appena uscita dal suo sesso, il profumo dell'eccitazione del marito è dolciastro, schiude la bocca e lo accoglie quasi completamente, duro e bollente, mentre lui inizia a muovere dolcemente il bacino avanti e indietro, quasi violando quella bocca delicata.
L'orgasmo la raggiunge quasi inaspettato, la bocca e le dita Gianni immerse nel suo sesso e il cazzo di Mario che le affonda in bocca...le gambe sembrano sul punto di cedere da quanta è la forza dei fremiti che l'attraversano.
Si lascia quasi cadere e si trova in ginocchio ai piedi del marito, Gianni timidamente affianca Mario per godere la vista di quella bocca che si muove avida su quel cazzo. Lo sguardo di Anna risale dal membro del marito agli occhi di Gianni mentre la sua mano cerca la cintura dell'amico per liberare finalmente tutta la sua eccitazione, Gianni preso dalla frenesia l'aiuta calandosi quasi completamente i pantaloni. Il suo sesso durissimo scatta verso l'alto come una molla, più slanciato di quello di Mario, ben proporzionato e di una lunghezza quasi invidiabile, trema per l'eccitazione già completamente scappellato. Anna guarda ora i due amanti di fronte a sé, le loro virilità nude, erette. Dopo quello del marito è la prima volta che ne vede un'altro. Li osserva bene perché vuole che questa immagine le rimanga stampata nella memoria: i due sessi sono tesi, così simili ma così diversi, quello di Mario tozzo e possente e l'altro slanciato e quasi delicato nella sua inaspettata lunghezza.
Anna allunga una mano fremente verso il sesso dell'amico e prende ad accarezzarlo delicatamente, le sue dita scivolano lungo l'asta, lo sfiorano quasi per solleticarlo. Per Gianni è quasi una tortura, vorrebbe prenderla, farla sua con tutte le sue forze, un gemito gli sfugge quando Anna lo afferra saldamente mentre la sua bocca continua instancabile sul sesso del marito.
Il movimento della mano di Anna e' dolce e deciso e ricalca i movimenti della sua bocca, la mano scende lungo l'asta scoprendo la cappella di Gianni mentre con la bocca accoglie per quanto possibile il cazzo del marito, poi Anna schiude gli occhi e il suo sguardo si posa sull'arnese di Gianni, ne ammira la sua perfezione a pochi centimetri da lei, brama di assaggiarlo sotto lo sguardo eccitato di Mario...ora il suo sguardo risale lungo gli addominali scolpiti di Gianni, il petto definito, la bocca che l'ha appena assaggiata ancora lucida per i suoi umori e infine gli occhi, scuri come la notte, che la fissano accesi di desiderio per lei.
Non ha mai visto Gianni guardarla così, un mix di desiderio e di supplica per quella bocca, per quella lingua avida e fradicia di saliva che disegna linee invisibili sulla cappella di Mario. Anna si stacca dal cazzo del marito quasi per riprendere fiato, ed ora è li, in ginocchio tra i due suoi uomini, le sue mani che massaggiano quei due cazzi turgidi e pronti per lei, il suo sguardo che si sposta frenetico da uno all'altro.
Ora vuole Gianni, finalmente lo sentirà nella sua bocca, ne gusterà il sapore, la consistenza, il suo calore, sposta lentamente la testa verso il suo sesso cercando nuovamente nello sguardo del marito un segno di approvazione, sa che dalla reazione di Mario dipenderà il prosieguo di quell inaspettato incontro e probabilmente della loro stessa relazione, Mario intuisce il desiderio di Anna e un mezzo sorriso lussurioso gli piega la labbra, Anna ricambia il sorriso...dopo anni di fedeltà al marito sta per assaggiare un cazzo diverso...

lunedì 9 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Seconda parte

Gianni: Cazzo, che culo che ha Mario, ad avere una moglie così, se non fosse qui andrei ad affondare la mia faccia tra quelle chiappe burrose, con la bocca aperta e la lingua fuori. Ma guarda che curve, mio Dio cosa le farei, e che tette, saranno almeno una quarta, bianca come il latte, tonda come la luna, Dio ti prego dammi la forza di resistere altrimenti la prendo qui davanti a lui. Spero che non capisca dal mio sguardo i miei pensieri altrimenti qui l'amicizia va a farsi fottere.-
- "Ehm...ciao Anna...caldo oggi eh?"-

Ma che cazzo ho detto?...che fa caldo? ma sono scemo? Si...fa caldo infatti giro nuda per casa...Qui è meglio se sto zitto altrimenti faccio più danno che altro!
Mario sembra svegliarsi da un incubo, ma ha una strana espressione negli occhi
Mario: - "ANNA MA CHE CAZZO FAI? Copriti copritiiiiii, ma che figure mi fai fare con i miei amici! Chissà cosa penserà ora Gianni...che ho sposato una zoccola!"-
Gianni: - "Beh...ora non esagerare Mario, sono io che sono di troppo, forse Anna non si aspettava che ci fossi anche io, beato te che almeno tua moglie ti fa ancora queste sorprese! Forse è meglio che vada, avrete di meglio da fare che spostare la libreria!... Che invidia Mario!"-

Mario: - "Invidia???”- Sbotta Mario! "invidia di aver sposato una così?"
Gianni: -"Beh..Mario suvvia....non esagerare, Anna è sempre stata una brava moglie no?, E poi...voglio dire...guarda quanta roba!" -
Ma sono scemo davvero allora! penso, mentre Mario mi lancia un'occhiata piena di rabbia...mi sento arrossire fino a dietro le orecchie!
Mario:- "E almeno girati dall'altra parte! cazzo Gianni...è pur sempre mia moglie!" -
Gianni:- "Ah si...scusami, hai ragione..." –

Non mi sono mai voltato così lentamente in vita mia, a malincuore le do le spalle ma mi trovo praticamente di fronte alla specchiera tonda stile 800, con il risultato che continuo a vedere Anna nuda sulla scala. Mi vergogno ma mi tira da impazzire, abbasso la mano per sistemarlo meglio, prima che si spezzi incastrato nei boxer e quando lo afferro vedo Anna nella specchiera che mi guarda...abbasso lo sguardo! Dio che figura! mi sa che non metterò più piede in questa casa per secoli.

Mario: - "E tu vieni giù di li e copriti!"
Gianni: Non ho mai sentito Mario così alterato!
Anna scende lentamente dalla scala e le sue forme tremano ad ogni scalino che scende, il suo sguardo è fisso in quello di Gianni, riflesso nello specchio mentre tenta, senza successo, di coprirsi con le mani il pube completamente glabro e i seni prosperosi. Ora è di fronte a Mario e l'abbraccia
Anna: - "Scusami tesoro, ma l'ho fatto per te...non sapevo che portavi anche Gianni, volevo farti una sorpresa, lo sai che ti amo"
Mario: - "Anche io ti amo tesoro, scusami per la mia reazione ma non me l'aspettavo"- le risponde Mario mentre la copre con una vestaglia e si scambiano un bacio appassionato.
Gianni: Mi giro timidamente e li trovo abbracciati, un senso di sollievo mi invade. Meno male, qui davvero si rischiava il patatrac!. Mi avvicino e appoggio le mani sulle spalle ad entrambi...

- "Beh ragazzi, tutto è bene quel che finisce bene, vi lascio da soli..."-

Anna: Gianni a un metro da me, io abbracciata a mio marito praticamente nuda...ora o mai più, hai già perso un'occasione Anna...ne vuoi perdere un'altra?Penso alla fantasia che ho fatto con mio marito non più tardi di una settimana fa, farlo in tre, con uno sconosciuto e lui che ha ha risposto ridendo "meglio con un amico almeno non rischiamo strane malattie"...chi meglio di Gianni? E poi...ho visto come mi guardava, ora o mai più!
Allungo una mano mentre continuo a baciare mio marito e afferro il pacco di Gianni...Uhm...ancora in tiro, vediamo la sua reazione...


Gianni: - "Ma che cazz..." abbasso lo sguardo sul pacco per mettere a fuoco cosa sta succedendo. La mano di Anna??? ma questa davvero vuole farmi ammazzare! alzo lo sguardo di scatto per cogliere la reazione di Mario che per fortuna non si è accorto di nulla...cazzo cazzo...devo andarmene… però...oddio...che presa forte...e lo palpa proprio...Anna ti prego fermati sennò davvero perdo le staffe e ti faccio di tutto...e poi Mario...chi lo sente più!
Anna: Che situazione intrigante...Dio sono un lago...però Gianni...complimenti...gran bell'arnese! e come risponde bene, è già durissimo...e il mio bel maritino? che effetto gli faccio praticamente nuda di fronte a lui? Sentiamo un po’...Allungo la mano e afferro il cavallo dei pantaloni, so quanto ti piace se te lo afferro così!
Mario: - "Uh...Anna..ora non esagerare c'è ancora Gianni"- Mi stacco leggermente e guardo Gianni quasi imbarazzato "Ma che faccia, poveretto sarà shokkato. E’ rigido come un attaccapanni con gli occhi spalancati...sembra terrorizzato. Abbasso lo sguardo e vedo la mano di Anna che armeggia il pacco di Gianni
- "GIANNI MA CHE CAZZO FAI?!?"
Gianni: - "No ma...io...nulla Mario! È lei che me lo sta menan...cioè...è lei che...Mario io non volevo, non ho fatto nulla"
Mario: - "Annaaaaa...ma cosa cazzo fai??? Ma hai bevuto?"
Anna: - "Dai Mario...ne abbiamo parlato giusto ieri sera...ti ricordi? farlo in tre...tu hai detto meglio con un amico che con un estraneo... e Gianni è un amico no?"
Gianni: - "Siiiii si si si sono un amico io Mario...siamo sempre stati amici fin da picc..."
Mario: - "Zitto Gianni! cazzo...stai zittooooo" "
Anna:- " "E poi Gianni mica lo andrà a dire in giro no? Lui ci conosce bene..."
Gianni: - "Giusto Anna! vero...io non dico nulla...no no...muto come una tomba! figurati se vado in giro a dire..."
Mario: - "Zitto Gianni cazzoooooooo, zitto o faccio una strage!"
Gianni: - "No Mario....scusa scusa...non fare una strage...io ecco..ora sto zitto..."
Mario:-"Si ma così all'improvviso...io scherzavo era un modo di dire..."
Anna:- "Amore...ho visto il tuo sguardo...non mi sembrava che scherzassi molto...."
Gianni: - "Effettivamente anche a me l'hai detto un paio di volte che ti sarebbe piaciuto farlo in tre... anche al bowling ti ricordi Mario?"
Mario:-"Ti ho detto di stare zittoooooooooo! È una cosa tra me e mia moglie..."
Gianni: - "Si però Mario...la mano di tua moglie...voglio dire..."
Mario: - "Gianni cazzooooooo"
Gianni: - "Ehm...si...scusa...."
Mario: - "Si ma così all'improvviso senza neanche darmi il tempo di prepararmi psicologicamente"-
Anna: - "Amore...le cose improvvisate sono sempre la migliori...sono quelle che riescono meglio perchè si vive il momento senza troppi pensieri..."
Gianni: - "Si...vero vero...altrimenti ci si pensa troppo e poi non si vive bene e si è bloccati..."
Mario:- "Gianni è l'ultima volta che te lo dico, o stai zitto o te lo taglio con il trinciapollo!"
Gianni: - "Uh...no il trinciapollo no..."
Anna: - "Baciami amore...lo sai che amo solo te, e questo non cambierà la cose, sarà il nostro momento di divertimento, fallo per me, la tua moglie fedele che continuerà a restarti fedele..." -
Gianni: - "Si Mario fallo...dagli una soddisfazione a questa brava donna tutta casa e famig..."
Mario: - "Gianniiiiiiiiiiiiiiii...bastaaaaaaaaaaaaaaaa"
Gianni: - "Ehm...si...allora...io...ecco...forse è meglio se vado..."
Mario: - "Si forse è meglio" sbotta Mario guardando Gianni con aria severa,
Anna: "No Gianni resta...fallo per me"- dice Anna guardando Mario negli occhi
Gianni: - " Anna guarda...solo perchè me lo chiedi tu...e sai quanto ci tengo a Mario"-
Mario: - "Gianni stai zitto...non voglio sentirti proferire una sola parola...se sento anche solo un commento su Anna ti sgozzo e ti seppellisco in giardino! e ti giuro che lo faccio!"-
Gianni: - "Si si...tranquillo...muto come una tomba...”
Mario inizia a baciare Anna come non aveva mai fatto negli ultimi giorni, Gianni si sposta dietro di lei e con un tocco morbido fa scivolare la vestaglia a terra, le bianche e burrose rotondità di Anna, tanto immaginate e sognate sono ora di fronte a lui, sfiora con le dita la schiena di Anna che in risposta sporge i glutei verso di lui, che si abbassa a baciarle il collo..."il sogno inizia ad avverarsi" pensa Anna..."Da non crederci...finalmente è realtà" pensa Gianni..."Ho sposato una zoccola, ma la amo troppo" pensa Mario....

Continua....

mercoledì 4 maggio 2011

Il diario di Adele- Seconda parte


Dopo di lui, ho allineato i nomi uno dietro l’altro senza contarli. E poi a ritroso, sono andata indietro basandomi sulla memoria. Il giorno otto del mese scorso è passato esattamente un anno ed ho deciso di risalire quelle righe e fare il conto. Di alcuni, leggendo il nome non ricordavo neanche chi fossero, ci ho dovuto pensare. Tu lo capisci? Dodici mesi sono trascorsi, ho messo in fila quegli uomini sulle pagine del diario eppure non riesco a togliermi lui dalla testa. Quanti visi ancora si dovranno sovrapporre al suo, quante mani, quanti membri?

I primi mesi non ho avuto voglia di vedere nessuno, il mio corpo era come una grande conchiglia dalle valve chiuse. Il primo è stato un ragazzo giovanissimo, l’ho incontrato in un locale del centro, una sera che ero un po’ su di giri. Ero con Nora, ti ho parlato di lei, vero? Come prima cosa, nel caos e nel via vai di corpi accaldati che entravano ed uscivano, mi colpì la voce, l’accento che non era di queste parti. E poi quel viso strano, ne coglievi l’asimmetria senza comprendere, ma ad un osservazione più attenta notavi una cicatrice circolare sotto l’occhio sinistro che rendeva quel volto originale, e quei grandi occhi neri un po’ folli. Bello ma strambo.
Tu sai quanto mi attraggono gli uomini singolari, particolari. Quattro chiacchiere e mi scrive il suo numero di telefono sul rovescio del biglietto da visita del locale, aveva intuito che al momento non ero molto propensa ad andare oltre. L’ho messo in borsa ed è rimasto lì per mesi, finché un giorno non l’ho ritrovato ed ho chiamato. Avevo in corpo tanta di quella rabbia, dopo avere risposto ad una mail di Enrico che… sai quando ti scatta quella collera, quel desiderio di rivincita? No, forse tu non lo sai. Mi scopo il primo che passa. Ecco, una cosa così. Come punizione, per fare del male. Pericolosissima sensazione, il castigo prima o poi ti si ritorce sempre contro, ed il male lo fai a te stessa. Ma in quei momenti si è come accecati.
Lui è arrivato all’appuntamento  con indosso quei pantaloni con il cavallo sceso, una T shirt allucinante e le scarpe da ginnastica slacciate. Mio Dio! Io taccatissima in gonna ed autoreggenti. Dove vado in giro con lui conciato in quel modo ed io così?   E non ridere eh? Ti vedo che stai sghignazzando! Se potessi parlarmi ora partirebbe il tuo solito pistolotto che devo pensare al mio futuro, e che cosa mi rimane di questi incontri… si si lo so. Hai ragione. Tu hai sempre ragione caro il mio grillo parlante.
Bene, siamo andati a cena in un posto tranquillo, e poi quando è entrato a casa mi ha chiesto da bere, un liquore, qualcosa di forte. Lo sai che non consumo alcolici, avevo solo una bottiglia di vino rosso già aperta in cucina, residuo di una recente cena fra amici. L’ho versato in due bicchieri, ne ho sollevato uno per darglielo e poi ho preso il mio, immaginando di spostarmi e sorbirlo con calma, sul divano. Invece lui l’ha trangugiato in fretta tutto d’un fiato, lì in piedi in cucina. Voleva farsi coraggio, capisci? Aveva a che fare con una donna, non una ragazzina. Mi ha fatto tenerezza.
Poi è stato travolgente, ma in quella maniera di chi vuole arrivare presto alla conclusione, ansioso. Mi ha strizzato le tette, palpato forte ed abbiamo prima pomiciato un po’. Quegli occhi folli mi scrutavano, interrogativi. Aveva un bel pisello, questo lo ricordo, leggermente ricurvo. Alla fine, trasferiti in camera, l’ho scopato io, gli sono salita sopra a cavalcioni e mi sono impalata su di lui.
Scusa sono troppo diretta, vero? Beh ormai l’ho scritto, già ci sono troppe cancellature sul foglio, e perderei troppo tempo a fare una bella copia.
Ti tralascio il seguito, ti dico solo che due giorni dopo l’ho incontrato vicino casa mia che correva sotto la pioggia insieme a due dal sesso non identificabile che si coprivano la testa con le giacche. Mi ha salutato e dopo me lo sono ritrovato davanti al portone, che mi chiedeva riparo perché pioveva ancora. E’ andata a finire che gli ho gridato qualcosa di terribile per le scale, mentre se ne andava dopo un ulteriore amplesso frettoloso. Almeno son sicura che non farà altre cazzate a cercarmi, dato che l’ho già fatta io a fidarmi di uno così. Magari l’avrà pure detto agli amici, tipico di quell’età vantarsi. Ventitré anni meno di me, capisci? Che stupida.
Di altri, mi è rimasto assai poco, tranne quelli per cui ho scritto qualcosa sul diario. Con alcuni mi sento ancora, molti mi hanno annoiato. Da come fanno l’amore intuisci la routine dei loro amplessi, la consuetudine che si portano dietro anche in camera da letto. Gli fai due giochetti e diventano matti, ma a cosa sono abituati?
Un altro lo ricordo perché durante il sesso non fiatava, non una parola, è venuto e non ha fatto un sospiro, niente! Me ne sono accorta dal suo cazzo che pulsava, dentro di me. Ti giuro, neanche un soffio è uscito da quella bocca. Ho immaginato l’abitudine a farlo con il figlio che dorme nella camera accanto, o nella stessa stanza, in silenzio e al buio. Che tristezza.
Nel diario ci sono anche cose riferite al passato, ad Enrico e poi il solito Roberto. Preso a piccole dosi, mi ha fatto star bene.
- Ancora?- Mi pare di sentire la tua voce come fai sempre quando ti parlo di lui. Lo so, lo so, è troppo giovane. Ma ora basta, ho chiuso anche con lui, un bambino egocentrico ed opportunista.
E’ passato un anno, dodici lunghissimi mesi, eppure ogni volta che torno in città, quando scendo a quella determinata fermata della metropolitana mi torna in mente Enrico, quando mi aspettava lì fuori, a volte mi pare ancora di scorgere la sua figura, il suo viso tra la folla ed il mio cuore ha un sobbalzo. Ma cosa devo fare per perdere la memoria di lui?
Ho scritto e scritto, ed ora il diario è finito. Non c’è più spazio, ho chiuso definitivamente quelle pagine. Come quei disegni da bambina, lo guardo e non mi appartiene più. Non sono più io quella, sono mutata.
Ho deciso di partire, Laura, nel pacco troverai anche una copia delle mie chiavi di casa, per qualsiasi evenienza. Ho venduto la mia automobile. Starò via a lungo, non so ancora di preciso quanto e dove andrò. Non avrò cellulare né altri marchingegni elettronici, non voglio più contatti con il mio vecchio mondo. Sei autorizzata, se qualcuno dei miei familiari te lo chiede, a far leggere queste pagine, almeno capiranno le motivazioni del mio gesto.

Ti abbraccio forte. Ti voglio bene,

Adele

lunedì 2 maggio 2011

Il diario di Adele Prima parte



Cara Laura,

ti chiederai il perché di questo pacco, accompagnato da una lettera vergata a mano.
Al telefono ti ho chiesto di aprirlo soltanto dopo averla letta tutta, me l’hai promesso, ricordi? Non sono più abituata ad usare la penna su un foglio totalmente bianco, sto quasi facendo fatica ad andare dritta , a rendere leggibile la mia calligrafia, ma così mi pare cosa più intima, più vera e soprattutto adatta a quello che ti sto per dire. E mi ricorda quando, al liceo ci confidavamo nei nostri rispettivi diari. Io sul tuo e tu sul mio.
In tutti questi anni non ci siamo mai perse, ed ogni volta risentirsi, rivedersi, è stato come riannodare i fili di un legame mai sciolto. Quanto abbiamo parlato, quante cose ci siamo raccontate, soprattutto io. Tu sei sempre stata più riservata, più restia ad esporti. Il tuo contenerti mi dava l’idea di una grande forza interiore, come il tuo saperti dosare negli affetti e nella vita. Ho quasi invidiato la tua pacatezza, la regolarità della tua esistenza. Ogni volta ti travolgevo con i miei racconti, le mie inquietudini. Ti ho chiamato spesso per un consiglio, sei stata la mia bussola, il mio punto di riferimento. A volte quasi brutale nel tuo mettermi di fronte alle decisioni che non volevo prendere, severa. E non abbiamo mai litigato, mai. Ci siamo completate, tu invece hai ammirato il mio vivere senza regole, la mia assoluta libertà, i colpi di scena, la passionalità.
Laura, sapessi quanto mi ha stancato questo essere sempre in balia delle onde. Non devi invidiare la mia indipendenza, la tua quotidianità è così ricca, tu non te ne rendi conto di quello che hai.
Dentro il pacco c’è un mio diario. Non ti fare ingannare dalla copertina rosa, dal bimbo adagiato su un tappeto di margheritone. All’apparenza potrebbe sembrare quello di un’adolescente, ma aprendolo non vi troverai cuoricini e disegni fatti con i pennarelli colorati, come nel diario di scuola. Ti ricordi quanto abbiamo riso, quell’estate sotto l’ombrellone quando l’ho ritrovato? Sembravamo due adolescenti. Ci abbiamo messo quasi due giorni a leggerlo tutto, mentre i tuoi figli prendevano il sole inconsapevoli, nuotavano ed andavano sul pedalò. Erano le tue parole che leggevamo.
In tutti questi anni tu sai quante case ho cambiato, e nei diversi traslochi molte cose sono andate perse, evidentemente oggetti senza importanza, ma i miei diari mi hanno seguita sempre. Chissà, forse nel caos della mia vita ho cercato di mantenere un punto fermo, almeno nella mia memoria. E’ curioso che tu invece ti sia spostata soltanto di poche centinaia di metri dalla casa dei tuoi genitori, sulla stessa strada, ed un bel giorno hai deciso di gettare tutto. Che dispiacere quando mi hai confessato che hai cercato tanto quell’agenda e poi ti sei ricordata che un giorno hai voluto cancellare quello che rimaneva di quegli anni, hai avuto timore che tua figlia leggesse. Io invece ho persino ritrovato le pagine che ti avevo scritto quando lei era nata. Anche tu avevi la tua zona d’ombra, la tua parte buia e nascosta, è questo che hai avuto paura che lei scoprisse? Io so cosa conteneva quel diario, ma ora sei un’altra, sei una donna.

venerdì 29 aprile 2011

Ho fatto outing!



Ma non l’outing che avete immaginato, no. Outing nel senso che ho fatto conoscere il mio blog alla mia famiglia. Per la precisione, per ora, mia sorella, mia cugina e la moglie di mio cugino. Una sorella è ancora ignara di tutto. Ma lei è una santa, forse rimarrebbe assai turbata. O forse no… eh queste acque chete!
Che c’è di strano direte voi? Io ho sempre considerato la mia sessualità “diversa” e lo metto tra virgolette perché in effetti non è che faccia cose tanto strane. Beh un po’ si, ma mica tanto! E poi, cosa è normale in fatto di sesso? Diciamo che forse vivo tutto in maniera più libera? Che sono una donna curiosa e desideriosa di sperimentare cose sempre nuove? Che non ho necessità di essere innamorata per fare sesso (e dico sesso, bada bene sorellina non amore… ricordi quando mi hai ripreso per questo? Tu sai che fare l’amore ha ben altro significato del fare sesso)
Insomma, per farla breve, è quasi un anno che ho questo blog, qualcuno degli amici più vicini sa che scrivo, ma assolutamente non il mio nick né il link ovviamente.
E poi a Pasqua, sarà stato quel clima di complicità un po’ maliziosa in cui ci siamo ritrovate a ciacolare tra donne, le passeggiate in bici,
sarà stato che la cugina aveva voglia di novità… insomma, mi sono fatta trovare! Le tre birbantelle sono rimaste a ridacchiare di fronte al pc mentre mi leggevano… e peccato che non possa mettere la foto che gli ho fatto perché i loro sorrisi erano inequivocabili. Ora mi fa un po’ strano conoscere l’identità di chi mi legge, e soprattutto sapere che sono stata scrutata, osservata nell’intimo. Mi ha messo tra i preferiti! Va bene che scrivo su fatti reali e non, aggiungo ed a volte tolgo anche, ma comunque sia parlo di me.
Cara cuginetta lontana, spero che questo blog, i miei racconti ti diano degli spunti per conoscere qualcosa di nuovo e… non solo nella teoria!c’è sempre da imparare!

P.S. la foto è presa in rete e... non siamo così giovani!

martedì 26 aprile 2011

Niente cioccolata


Quest'anno a Pasqua non ho mangiato neanche un pezzettino di cioccolata, nulla. Non c'è stato nessun uovo, non c'erano bambini alla nostra tavola, a parte un piccolissimo nuovo arrivato.
E mi è mancato quel rito di rompere il guscio goloso, alla ricerca del contenuto. E poi il piacere nel sentire lo sciogliersi del cioccolato in bocca... quel sapore carico ed amaro... beh mi pare proprio che mi sia mancato qualcosa.

Che dite, mi farà male? :-)

domenica 24 aprile 2011

It's my life






It's my life

It's now or never

I ain't gonna live forever

I just want to live while I'm alive

'Cause It's my life


Risentita ieri sera dal vivo, qualche anno fa avevo quasi fatto di questa canzone un inno....

tdx