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venerdì 15 aprile 2011

La doccia con Lampone




Questa sorta di dialogo è nato estemporaneo tra me e la mia amica Lampone e lo trascrivo così, come si è dipanato in diretta sul forum con qualche piccolissima modifica.


Vuerre: Strano. Strana questa confidenza, questa familiarità con te come se ci conoscessimo da sempre. Ci stiamo preparando per la serata, ma fuori dalla porta le nostre strade si divideranno. Mi sembra di essere tornata ragazzina, quando chiamavo una delle mie sorelle a consigliarmi sull’abito da scegliere, sulle scarpe da indossare. Così mentre io salgo e scendo le scale per scegliere le mie cose tu apri la tua immensa cabina armadio, mostrandomi quello che potresti prestarmi e poi cosa indosserai tu. Siamo l’una la spettatrice dell’altra, in questa piccola sfilata casalinga. Tu quel top con quelle scarpe, io una maglia con una gonna diversa. Ecco, questo ti sta bene, così sei perfetta. E poi: - la doccia la fai prima tu? E mentre io sono di fronte allo specchio tu, senza pudore ti spogli ed entri nella doccia. Io ti intravvedo riflessa, il vetro smerigliato non nasconde del tutto le tue forme. Mi dico: perché aspettare? Mi spoglio anch’io, raccolgo i miei capelli ed apro il box


Lampone:

Sono rilassata, non ho mai avuto paura del mio corpo e di mostrarlo. Tu sembri intimidita. In fondo entrambe sappiamo di aver gia' vissuto questa esperienza, con altre donne e in altri momenti. Tu ne hai parlato diffusamente, io ancora non ci riesco. Entrare insieme in doccia per questo fa deglutire piano, vero? Sappiamo entrambe che potrebbe......potrebbe.....sei bella, candida e burrosa. Come me. I tuoi capelli raccolgono l'umidità del box che contiene noi e le nostre fantasie. Sorrido e mi sposto .........


Io sono pudica, non amo mostrarmi. Ma è stato un'impulso irrefrenabile che mi ha fatto entrare nella doccia con te.Deglutisco e rido di quel riso imbarazzato ed impacciato. Ti guardo, i tuoi riccioli corti e bagnati che ti incorniciano il viso, i tuoi seni morbidi e pieni...


Ti sorrido i nostri seni si sorridono pure. Belli sodi e pieni. Forse il tuo leggermente più grosso, ma certo non ci facciamo mancare carnosità sotto la pioggia calda. - Sai che uso anch'io questo olio per il corpo?- mi porgi il palmo della mano e ne verso un poco. Ti massaggi le braccia. Noto questo particolare perchè anch'io inizio sempre da quella parte del corpo. Così facendo le mani a volte si sfiorano e fingiamo indifferenza. Mi piace guardarti, i capezzoli grossi e i miei appuntiti. Sei pronta per la serata?



Mi ha colpito questa cosa dell'olio. Abbiamo gli stessi gusti anche in questo. Mi piace come scivola nella mano e sulla mia pelle, non è aggressivo come un normale sapone... ho la pelle troppo delicata. Dopo essermi insaponata prendo la spugna e ne verso qualche goccia dorata, e senza parlare mi avvicino e faccio scorrere la spugna sulle tue spalle, poi scendo fino all'incavo tra i tuoi seni. Li guardo, sono così belli...- Si sono pronta e un po' emozionata per stasera sai?


Pero’ ti piace il rischio eh? ti ho appena raccontato di cosa ho fatto con Paola, dei suoi seni e tu.....non resisto....Vu non te la prendi se ti tocco? Hai un livido qui, ma non ti chiedo chi ti ha lasciato un segno d'amore.....ti invidio un poco sai? reagiscono i tuoi capezzoli a questa carezza lieve, senza intenzioni, senza doppisensi. Semplicemente ho voglia di toccarti. Un poco di olio bagna le mie dita, che allontano dalla pioggia. Non voglio che si sciacquino. Sei delicata, sgrani gli occhi, ma capisci che sono solo una bestolina curiosa...




Mi divertiva quando mi hai raccontato di quell'incontro e quanto abbiamo parlato fitto fitto... ora pero’ sono senza parole. Il mio livido ha la forma esatta del suo polpastrello, di quando ha stretto forte il mio seno. Mi piace che mi rimangano i segni a testimonianza di un incontro. Forse hai paura di farmi male quando sfiori quel piccolo cerchio blu, ma basta così poco perché i miei capezzoli si induriscano. Guardo le gocce d'acqua che scivolano sul tuo corpo, mentre avverto il calore sulla mia schiena... come in uno specchio anche io tocco il tuo seno, è morbido e scivoloso per l'acqua che continua a scendere...



Ti impugno i seni con le mani . Sai, non pensavo fosse così bello toccare un'altra donna, invece capisco gli uomini che amano le forme generose, dà soddisfazione avere tra le mani , nei pori della pelle un seno glorioso come il tuo. Lo sguardo scende piano sul resto del corpo. Il confronto tra di noi è piacevole. Guardo..io qui sono diversa. L'ombelico ammorbidito per entrambe dal ventre non proprio piatto, e i peli miei ..la sottile strisciolina arruffata e tu perfettamente liscia. ..... Mi avvicino un poco. Posso stampare i miei capezzoli sui tuoi? come se volessi lasciarti un segno anche della mia presenza........Stasera ti...stasera tu.....che farai?


Io stasera... sai che non riesco a parlare? Penso a ieri sera, alla notte appena trascorsa ed ora a te, qui, sotto questa doccia, a come le mani di una donna siano diverse, è come se tu sapessi già dove andare, come se precedessi i miei desideri. Siamo così simili eppure diverse, mi piace il tuo corpo morbido e quando ti avvicini in un abbraccio bagnato avverto la sofficità delle tue carni che premono sulle mie... i miei seni schiacciati e i nostri sessi quasi si sfiorano. Stasera... stasera andrò a cena fuori poi non so cosa succederà... e tu?


Lo sai che lo aspetto...l'ho giurato a me stessa e a lui. Lo dico non so se a me stessa o per quietare la voglia strana che mi sta prendendo? Il tuo collo mentre parli pulsa. Sono incantata da questo movimento sotterraneo. Penso a quanto mi dispiace non sentire il tuo odore. Hai una pelle bellissima, ti dico. Immagino come sia facile accarezzarti. Mentre ti guardo le mani vagano sul tuo corpo, sul mio corpo che ora è il tuo corpo, come se accarezzassi me stessa e no...sei tu ! Il dito indice non mi obbedisce più sai? Sorrido perchè non riesco a controllare l'impulso di accarezzarmi attraverso te. Poggio il dito sopra al tuo sesso. Non mi muovo, voglio solo sentire se sei come me, se sei , le gambe inaspettatamente non si serrano, si schiudono appena. Ho voglia di te, adesso. Ma non del tuo corpo da femmina, no, ho voglia di te. avvicino le labbra.... e tu....



Sento il mio cuore che batte forte... le tue mani che scivolano... il calore dell'acqua.... mi devo appoggiare alla parete della doccia. Mentre mi parli di lui i tuoi occhi brillano, tutto il tuo viso si irradia mentre la tua bocca sorride. Se ti vedessi ora quanto sei bella, lui capirebbe quanto lo ami. E per lui, vero? non è per me questo sorriso. Le tue dita curiose ora sono scese, è così facile arrivare al mio sesso umido, bagnato per l'acqua e per i miei umori. Ti prendo il volto tra le mani quando ti avvicini a me e ti bacio, le nostre teste sotto il getto dell'acqua, unite ed immerse nel calore che ci avvolge. Mi lasci senza respiro...


Tu lo trovi normale ? ma tu sei tu.......non lui, e vedo la differenza e...le tue labbra sono così morbide..così ricche. Ti bacio ma ti assicuro ...sto pensando solo che ti sto baciando. Con lui è, sarà differente, Lui ha un cazzo e mi prenderà corpo e anima. Tu mi prendi solo la seconda. Anima femminile che non lotta con una sua pari. Solo dolce miele tra le labbra e sui nostri corpi. Anche le mie gambe fremono adesso. E mi insinuo in te. Scopro il tuo sesso morbido, le grandi labbra irregolari che nascondono il centro del mondo. Chiudo gli occhi, un poco di mascara cola ad entrambe. Forse stiamo sognando tu la tua serata ed io il mio uomo? forse, ma non svegliarmi ancora dolce Vu


Sento le tue dita che entrano scivolando in me, delicatamente, mentre le tue labbra si staccano quel tanto per lasciarmi respirare. Sei davanti ai miei occhi eppure quel gesto mi ha evocato lo stesso gesto compiuto da altre mani, solo qualche ora fa. Il mio corpo è qui sotto l’acqua con te, ma la mia testa è altrove, il mio ventre palpita mentre vorrei far ordine tra le figure che si sovrappongono, tu e lui, carne chiara ed altra più scura, gesti delicati ed altri più rudi, mani che stringono forti e il tuo tocco lieve. E l’acqua che cancella tutto… vorrei facesse altrettanto con le immagini che non abbandonano i miei pensieri. Se fosse un sogno? Ho sognato ieri o sto sognando adesso? Apro gli occhi e…

lunedì 11 aprile 2011

La cavalcata


Il racconto non è mio, ma ieri è accaduto qualcosa che me l'ha fatto tornare in mente... per chi non l'avesse letto... (tratto dal racconto il "Basco e Bijou" - Il delta di Venere di Anais Nin)

Leila porto' Bijou a cavalcare al Bois. Leila era molto bella sul cavallo, snella, mascolina e altera. Bijou appariva più opulenta, ma meno composta in sella. (...) Cavalcarono lentamente, chiacchierando tutto il tempo. Poi Leila si lanci al galoppo e Bijou la seguì. Dopo aver galoppato per un po', rallentarono di nuovo, con i visi arrossati. Bijou sentiva una piacevole irritazione tra le gambe e un certo calore su per le natiche. Si chiese se Leila provasse la stessa sensazione. Dopo un'altra mezz'ora di cavalcate, la sua eccitazione crebbe ancor più. Aveva gli occhi brillanti, le labbra umide. Leila la guardo' con ammirazione. "Cavalcare ti dona" le disse. La sua mano reggeva un frustino cone sicurezza regale, i guanti aderivano perfettamente alle lunghe dita, portava una camicia maschile con gemelli ai polsini. Il suo completo da cavallerizza sottolineava la snellezza della vita, dei seni, delle natiche. Bijou riempiva i vestiti con maggiore abbondanza. I seni erano alti e puntati provocatoriamente all'insù. I lunghi capelli erano sciolti al vento. E che calore su per le natiche e in mezzo alle gambe! Era come esser state strofinate con alcool, o con vino, e leggermente sculacciate da una massaggiatrice esperta. Ogni volta che si sollevava e ricadeva sulla sella, Bijou sentiva un formicolio delizioso.

venerdì 8 aprile 2011

Imprevisto


L'imprevisto è qualcosa di inaspettato, non preventivato.Qualche giorno fa ho imparato che non bisogna opporsi ad un contrattempo, ma lasciarsi andare e seguire il flusso degli eventi. Soltanto allora l'imprevisto potrà regalarti qualcosa di assolutamente impensabile ed inatteso.
Qualcosa che difficilmente dimenticherai.

sabato 26 marzo 2011

Odio le pulizie di primavera - Prima parte



Questo è un racconto scritto a 4 mani con l'amico discretopassionale, è sua l'ideazione e la "progettazione" del racconto.

Tutti gli anni, immancabilmente, verso la meta' di febbraio lui inizia a pianificarle. Come una suocera isterica che non puo' concepire che non si spenda una giornata intera, se non di piu', ad analizzare a fondo tutto il guardaroba invernale, capo per capo, suddividendolo in diversi scatoloni, con tanto di etichette per catalogarli.
Saranno gli anni passati con quella feroce di mia suocera ad avergli inculcato la mania della gestione del guardaroba. Gli scatoloni devono essere tutti rigorosamente della stessa misura, su tutti i 5 lati devono riportarne la scritta con il contenuto, rigorosamente a pennarello nero.
In tutto questo lavoro il suo unico compito e' quello di accatastare gli scatoloni in mansarda, una rampa di scale, mentre a me tocca il lavoro peggiore...svuotare armadi e riempirli di nuovo. Come non bastasse quest'anno ha anche deciso di traslocare una libreria dal salotto al suo studio, quindi oltre all'archiviazione degli indumenti mi tocca pure l'archiviazione temporanea dei libri in scatoloni completamente diversi e lo spolvero della libreria, un catafalco in noce massiccio altissimo, dovro' salire e scendere quella scala decine di volte, accidenti a lui e ai suoi fottutissimi libri!
Almeno si fosse degnato di darmi una mano, invece no...mi lascia qui a svuotare la libreria e se ne va dal suo amico Gianni, ad aiutarlo a fare non ho capito bene cosa! Che si fotta.
Gianni.... me lo farei volentieri quel gran fig0. Quante volte ho immaginato di accarezzare quel corpo, le sue ampie spalle... Ma non poteva restare lui qui a svuotare la libreria ed io andare ad aiutare Gianni? Uhm...saprei di certo come aiutarlo, ho visto come mi guarda e non solo.
Una sera erano qui da noi a cena, lui e sua moglie, quella con la puzza sotto il naso. Lui mi raggiunge in cucina, mentre loro stavano chiacchierando in soggiorno.
-Ti serve una mano?-
Mi sussurra proprio sul collo, appoggiandomi il palmo sulla spalla, mentre io ero ai fornelli. Sara' stata la sua voce, il calore del suo alito e del suo corpo.. ho sentito un brivido percorrermi la schiena. Avrei avuto voglia di rispondergli - Si, si mi serve la tua mano e poi prendergliela, infilarmela tra le cosce.
Invece ho risposto:- No, grazie, e' quasi pronto- Mentre ho avvertito il mio stomaco che si rattrappiva, il mio sesso che si inumidiva.
Poi dopo, non e' stato facile far finta di niente. Mi sentivo i suoi occhi sempre addosso, per tutta la cena. Capirai, con quella moglie che si ritrova! Gianni si confida con mio marito, e lui a volte mi racconta, mi dice che si lamenta che lei e' un pezzo di ghiaccio, che la sera lui ha voglia ma lei si gira dall'altra parte nel letto... non deve fare una bella vita.
E chissa' mio marito cosa dice di me. Gli amici si raccontano tutto, immagino.
Io invece ho ancora sempre voglia di fare l'amore con lui. Come oggi, oggi che mi ha lasciata qui da sola a pulire 'sta libreria.
Ma ti pare che invece dobbiamo fare le pulizie di primavera? Ma guarda tu quanto ci mette poi, ma quando torna? Se ci rimanesse un po' di tempo per andare in campagna come quella volta nella cascina solo io e lui, nel silenzio. Sembrano passati secoli.
Non l'ho mai tradito, mai. Eppure a volte, come in questo momento penso che forse farei bene, si.
Magari con Gianni... quella famosa sera ho visto che era eccitato, deve avere un bel pacco, lo notavo rigonfio sotto la stoffa dei jeans. Quanto avrei voluto allungare una mano, li' in cucina e invece non ho osato. Niente.
Uff! Questa maledetta scala, su e giu' e su e giu' sto' persino sudando. Ora scendo e mi rilasso un po sul divano. Ecco, allungo le gambe... ma che caldo meglio togliermi anche il vestito. Sara' stato il pensiero di Gianni...e quella scena fissa nella mia mente...vorrei sentire il suo sesso duro che si appoggia a me, vederlo abbassarsi la zip con lo sguardo eccitato e tirarlo fuori, gonfio, la cappella rossa e le vene che sembrano esplodere, esplodere per me...mi girerei e mi abbasserei, passerei la lingua sopra quella carne calda che freme sotto i miei colpi per poi mettermi a succhiarlo.
Non resisto piu', ho voglia di toccarmi... se lo faccio pensando a Gianni non e' tradimento no, solo immaginazione, solo desiderio... un po, solo un pochino... le mie dita vanno da sole, scendono tra le mie gambe, scostano l'elastico dello slip e trovano il mio sesso pulsante, umido, aperto come un bocciolo dischiuso dal troppo calore.
Sogno Gianni infoiato che mi appoggia le mani sulla testa e inizia a muovere il suo sesso nella mia bocca, il suo sesso grosso e gonfio al punto tale che a stento la mia bocca riesce ad accoglierlo. Lo sento perdere le staffe ed iniziare ad affondare sempre di piu' mentre il suo respiro si fa pesante, le mie mani si muovono sui suoi fianchi, afferrano i suoi glutei torniti da anni di palestra e la mia mano gli massaggia i testicoli, sodi, pieni della sua eccitazione per me, li sento fremere e indurirsi un secondo prima di scaricarmi in bocca tutto il suo latte, denso e bollente, a placare la mia sete di lui.
Pensa se mio marito entrasse ora e mi vedesse cosi'...nuda, eccitata...una mano sul seno a torturare un capezzolo e l'altra tra le gambe, oscenamente aperte, bagnata dai miei umori... che cosa penserebbe di sua moglie? Non mi ha mai vista cosi', mentre mi tocco, le gambe spalancate, offerta ad un amante immaginario.
Accidenti a me... ma perché mi vengono certe fantasie? E perche' mi faccio tutti questi problemi! Magari piombasse qui proprio ora! Forse finalmente gli verrebbe voglia e passeremmo il pomeriggio a fare l'amore invece che a spolverare questa vecchia libreria! Ho deciso, oggi voglio esagerare! Mi faccio trovare sulla scala nuda! Si si!Lui mi vede da sotto... guarda il mio culo dal basso, il mio sesso schiuso e bagnato che pulsa del mio desiderio per lui, lo so che gli piace, non potra' resistere.
Ora basta, non voglio venire, voglio che mi faccia godere lui.
Oddio! Sento il rumore dell'auto nel vialetto, arriva! Via tutto, reggiseno e mutandine, completamente nuda. Veloce!Ancora pochi gradini e sono in cima alla scala, mi metto con il culo bene in vista, piegata come a spolverare proprio in fondo alla mensola della libreria. Cavolo sono cosi' bagnata che mi sento colare tra le cosce.
Eccolo ...ascensore... rigira la chiave nella toppa.
- "Heiiiii! Sono tornato, hai svuotato la libreria? Ho chiesto a Gianni se ci dava una mano a spostarla e visto che non ha nulla da fare e' venuto a darmi una mano..."

Cazzo. Ed ora? Che faccio.? Gianni? Qui? Ora? E io nuda sulla scala! Cazzo! cazzo!

Entrano in soggiorno
- "Vedi Gianni questa e' la libre..." Mio marito mi fissa con gli occhi sgranati e la bocca spalancata, ma che cazz.... neanche un secondo dopo compare Gianni che si blocca fissando il mio culo nudo a meno di un metro da me, non riesco a biascicare una parola, una sola parola. E rimango ferma, immobile con i loro sguardi addosso.

Continua....

mercoledì 23 marzo 2011

La mia fantasia - Seconda parte



Sono ancora annebbiata.. non ho ricordi precisi di cosa è accaduto prima e cosa dopo... sono come dentro un film dal montaggio analogico, ho ancora negli occhi mani, mani maschili e femminili su di me, su di lei... grovigli di corpi che non seguono un andamento coerente..... carne morbida e liscia che accarezza... altra più ruvida che stringe.
Lui che esplode mentre lei lo tocca... così inaspettatamente... forse troppo eccitato... che ride mentre lo sperma gli ricade sul ventre.
E prima, mentre lui lo muoveva ritmicamente nella mia bocca ... mi sono distolta dal suo cazzo ed ho guardato tra le mie gambe quella incredibile visione ... la testa di una donna!
Le accarezzo i capelli soffici e lisci mentre rimane lì a lungo, poi mi guarda e risale sul mio corpo continuando a baciarmi lungo il percorso, fino ad arrivare all’altezza del mio volto.
- come sei liscia…. - E mi bacia. Mi bacia con il mio sapore sulle labbra.
E’ solo ora che allungo la mia mano fino a sfiorarle il sesso... arrivo alla sua fessura...è umida! L'ho toccata, l'ho toccata! E’ come immergere le dita in un frutto succoso, le labbra chiuse come una piccola, vellutata albicocca.
Lei scivola tra di noi, prona, le mie mani scorrono dalla sua schiena al suo culo, levigato e sodo
Ora capisco perché gli uomini lo desiderano tanto, è come un soffice cuscino sul quale vorrei addormentarmi, perdermi abbracciandola.

Mi sposto dietro di lei, l'accarezzo, palpo le sue natiche... così belle... mi abbasso ancora e trovo l’ingresso della sua vagina, l'accarezzo con le dita… sgusciano dolcemente ma ho paura di farle male, non so come si tocca una donna, è diversa da me. Trovo la sua piccola delicata apertura e ci entro dentro... piano... è stretta, il mio dito è serrato dalla sua carne...mi abbasso e la bacio.... la lecco proprio lì, sulla sua fessura...Oddio l'ho fatto. Ho sempre detto che non ci sarei mai riuscita. Invece ho avuto proprio voglia di baciarla, ho assaporato il suo sapore, tenero e dolce. Vorrei tanto che si girasse per arrivare al suo clitoride... sarò capace di farla godere?
Continuo a baciarla, con il mio dito che strofina sulle pareti della sua intimità, poi risalgo fino al suo buchino più stretto e bacio anche quello, mentre le mani di lui sono sul suo culo, prima l'accarezzano poi lo schiaffeggiano come ha fatto tante altre volte con me. E quel suono... quel suono secco mentre vedo le sue natiche vibrare. E' bellissima sdraiata così, il volto girato sul cuscino mentre gode... sento i suoi gemiti che fanno crescere ancora la mia eccitazione.. lui estrae le sue dita da dentro di lei, vedo il suo garofano dilatato e ne approfitto, piano piano entro anche lì mentre con l'indice dell'altra mano continuo a penetrarla nella fica... solleva il bacino mentre gode. Poi lui si avvicina nuovamente, si pone sopra di lei, le spinge il cazzo nel culo mentre lei geme… io l’aiuto, gli bacio e lecco le palle, la cappella per farlo scorrere meglio lecco anche lei, la lubrifico perché lo prenda tutto… li guardo così, osservo il suo cazzo che la apre, muovendosi ritmicamente e il volto di lei sconvolto, le unghie conficcate nel cuscino… lo morde stravolta dal piacere.
Lui dopo diversi colpi lo tira fuori… forse vuole fare altro, forse vuole scopare anche me… ed finalmente lei si gira. Io rimango con la testa tra le sue gambe mentre la vedo succhiare il suo cazzo con avidità.
Cerco il clitoride con la lingua... poi con le dita... mi sento così impacciata...e proprio mentre penso che non so se riuscirò a portarla all'orgasmo, la sento ansimare, sospirare forte e gemere mentre la sua carne si contrae attorno al mio dito io continuo a baciarla e la mia bocca si riempie dei suoi umori. Poi posa la sua mano sul suo sesso come a fermarmi, più volte.
Che cosa indescrivibile! Sono riuscita a farla godere, a far godere una donna. Niente fuochi d’artificio, niente grida baritonali e fontane zampillanti. Solo le sue contrazioni, i suoi succhi dolci sulle mie dita.
La bacio proprio lì, ed anche sulla sua mano, mordicchio quel tenero rilievo e risalgo le colline di quel delizioso paesaggio come ha fatto lei prima con me, accompagnando la mia scalata con piccoli baci e morsetti... arrivo sopra il suo viso e le accarezzo il seno con i miei capezzoli che ondeggiano sui suoi mentre mi tuffo sul suo collo, assaporo il suo profumo e la mordo nuovamente mentre lei mi sorride E' così morbida che vorrei mangiarla.. Vorrei cibarmi di lei, del suo corpo, ingoiare il suo sapore, e poi penetrarla, sentire la sua carne aprirsi sotto i miei colpi.
Invece è lui che, mentre sono china su di lei, si avvicina, la sua verga dura affonda in un solo colpo dentro di me, con forza. Grido mentre mi sento squassare e riempire la fica stillante di umori che ricadono su di lei. Mi bacia la bocca aperta, poi si stacca dalle mie labbra e le riempie con le sue dita, le succhio, le inumidisce della mia stessa saliva prima che lei sfreghi nuovamente il mio clitoride.
E’ bellissimo guardarla mentre mi succhia i capezzoli, fissarla negli occhi mentre godo … un orgasmo violentissimo che mi fa ricadere sopra il suo corpo morbido.
Lo sento uscire da me, si avvicina a lei che apre la bocca, lo aiuta con la mano finché lo vedo schizzare sulla sua lingua, sul suo viso… Lei sorride e mi guarda mentre gocce biancastre e dense le scivolano sul mento, sul seno. Mi prende la mano e me l’avvicina, io rimango con la testa appoggiata sul suo seno a guardare il sorriso estatico che ha stampato sul volto.


Vado a casa con il suo sapore sulla lingua, il suo odore addosso… mi siedo al pc e scrivo.
Scrivo questo racconto ancora sotto l’effetto di un delirio. Forse… ho solo sognato?

venerdì 18 marzo 2011

Al cinema

La sala è ancora vuota, siamo i primi ad entrare. Averti accanti è sempre una tentazione per me, il tuo odore, i tuoi jeans, il calore delle tue gambe che sfiorano le mie... Lentamente la mia mano si insinua sotto la tua maglietta. Non sono io, è la mia mano che accarezza i tuoi addominali, la tua pelle liscia. Adoro quando ti imbarazzi così, quando ti schermisci e pieghi la testa come un bambino. Abbassi l'orlo della tua maglia, comincia ad entrare gente. Poi nel buio mi prendi la mano, per stringerla e tenerla insieme alla tua, in un gesto di complicità, o forse per controllare i miei movimenti. Però mi lasci fare quando abbasso la zip, ma è la mia mano, non io...come se sapesse da sola dove andare. Le dita si intrufolano dentro l'apertura dei pantaloni, percepiscono la tua erezione, oltrepassano l'elastico degli slip. Lo prendo in mano, al buio riconosco ogni rilievo delle tue vene, la tua carne calda ...lo sento irrigidirsi e crescere sotto le mie carezze. Ed ora...non sono io, è la mia bocca che ha fame di te, della tua lingua, del tuo sesso. Ti bacio e mi gusto le tue labbra, la tua mano dietro la nuca a spingermi verso il basso... voglio gustarti solo un attimo... un attimo per riempirmi del tuo sapore, del tuo desiderio. Per poco... la notte è ancora lunga per noi.

venerdì 11 marzo 2011

Il dolore

"il dolore rende speciali... diversi..."

Mi è arrivato questo sms poco fa.
E quanto è vero.
Dolore non solo fisico
Dolore psichico
Dolore che si affonta ogni giorno, e quanto dolore nella mia vita.
Poi arriva un momento in cui ti dici che tanto sei diventata quasi immune
e che questo è solo un ulteriore taglio nella tua carne già martoriata.
Ed allora ti sembra di essere insensibile.
Invece non è così.
Penso a quando da bambina ho imparato a non piangere
ed invece a quanto piango ora

domenica 6 marzo 2011

La mia fantasia- Prima parte



Stanotte si è realizzata la mia fantasia. E' accaduto naturalmente, quasi per caso, così come l’ho immaginato nei miei sogni.
Lui mi ha invitato a cena a casa sua, . - "C'è anche una mia amica, ha detto"
E non so perché ho intuito dal suo tono di voce che sarebbe successo qualcosa. Lo conosco troppo bene, e ne abbiamo parlato spesso. Io sono arrivata prima di lei, non ho fatto a tempo a togliermi il cappotto che mi stava già tastando il çulo, ero infreddolita.
- "Ti scaldo io" - mi ha detto mentre mi abbracciava. E poi mi ha fatta sedere sul divano. Mi ha baciato e la sua bocca sapeva di alcool, ha avvicinato la bottiglia e mi ha offerto un bicchiere di vino bianco. Ha infilato le sue mani sotto la gonna, arrivando al mio sesso già umido e ci ha infilato le dita.
- Farai questo anche a lei, lo farai?
- Si-
- Voglio vedervi così, mentre vi toccate…-
Mentre è ancora tra le mie cosce, e suona il citofono. E' lei! Il mio cuore ha un sussulto, ancora pochi attimi che sembrano interminabili. Quando entra subito mi sorride. Piccolina, lunghi capelli biondi e due occhi scuri e vivaci. Indossa una minigonna nera che le fascia i fianchi torniti, e quando si toglie il giubbotto noto sotto il maglione attillato un bel seno morbido. Mi tende la mano e si presenta, allargando il sorriso. Non è imbarazzata, mi piace questa spontaneità ed anche io dico il mio nome. Ci sediamo a tavola, lui ha preparato una pasta fredda, pomodorini pachino e mozzarelline, chissà forse ha pensato che avremmo fatto altro nel frattempo. Ci versa da bere a tutte e due, il vino scorre dai bicchieri alle nostre labbra mentre lei mi lancia occhiate tutto il tempo. Parliamo così semplicemente, io non sento neanche il sapore del cibo da quanto sono distratta. Mi soffermo sulla sua bocca che accoglie la forchetta... guardo le sue labbra mentre schiaccia i piccoli pezzi di pomodoro crudo tra i denti e la lingua, immaginando quel succo rosso acidulo che le riempie la bocca. Lui sogghigna, comincia a capire che forse, tra poco si divertirà. Ad un certo punto ci lascia sole per prendere altro vino in cucina e lei, senza parlare, tocca la mia mano appoggiata sulla tovaglia candida, me la prende e la tiene un po’ stretta nella sua, fissandomi negli occhi. Poi la appoggia sul suo seno:-
Senti? Senti come sono emozionata!-
Io sono ammutolita, ho desiderato tanto questo momento ma ora ho il batticuore, ma allargo il palmo che si apre sul suo seno.
- Ah bene, state prendendo confidenza?- Ridacchia mentre rientra dalla cucina. Ritiro subito la mano appena sento la sua voce, come se mi avesse colto con le dita nel barattolo di marmellata. Che sciocca.

E poi, finita la cena, è accaduto tutto in un attimo... ci siamo alzati e lui ha cominciato a toccarle il seno, mentre lei si gira verso di me e mi bacia!! Mi bacia con una dolcezza infinita, lentamente... io accetto la sua lingua come se fosse la cosa più naturale del mondo...a lungo...
Pochi passi e siamo in camera da letto, lui è ancora vestito di tutto punto, io e lei cominciamo a spogliarci a vicenda: - Che bella che sei- le dico, e lei: - "Sei tu bellissima.- Le guardo le spalle, il seno pieno raccolto ancora nel reggiseno, e mentre mi accarezza i capelli lui ci guarda, tocco il suo sesso sopra la stoffa dei pantaloni e lo sento durissimo.
Mi scopro il seno e lei me lo sfiora, prende tra i polpastrelli i miei capezzoli... timidamente le accarezzo prima una spalla, poi le braccia... sono liscissime, è calda e morbida... avverto il suo profumo di donna, di femmina.. Le mie mani scendono sul suo seno mentre lei accarezza e bacia il mio, come in un gioco di specchi...è morbido... una sensazione indescrivibile di soffice dolcezza.
La osservo ora tutta nuda, i suoi fianchi accoglienti, il suo ventre morbido il suo fiore, piccolo, depilato e tenero... chissà se riuscirò a toccarlo...
Poi corpi e mani intrecciate...le nostre lingue simultaneamente intorno al suo cazzo, avvinghiate tra noi e su di lui, sulla sua carne pulsante che entra ora nella mia e dopo nella sua bocca, ci guardiamo negli occhi, i visi vicinissimi, lei continua a toccarlo mentre scende sul mio corpo con la bocca fino ad arrivare alla mia fiça... avverto la punta della sua lingua delicatissima che mi sfiora appena, è così diverso dal tocco delle labbra di un uomo. Le sue piccole dita mi aprono le labbra... poi ne inserisce uno, due... mi strappa dei gemiti mentre lui, a fianco a me, in ginocchio sul letto mi fa tacere riempiendomi la bocca con il suo cazzo.
(....continua....)

domenica 27 febbraio 2011

Big girl



Un mio carissimo amico (e non solo amico) sostiene che le donne in carne sono quelle più sessualmente disinibite. Avrà ragione? Mi vengono in mente due-tre amiche cicciottelle ed in effetti sono le uniche con cui parlo liberamente di sesso...
Che ne pensate voi?

domenica 6 febbraio 2011

Con il vento tra le gambe



E' una fresca sera di settembre. Sono in sella al mio scooter sulla via del mare per arrivare da te. Ho quella gonna di seta chiara a fiori lilla che ti piace tanto, perché puoi percepire la carnosità delle mie natiche attraverso la stoffa leggera.
Al momento di uscire di casa ho tolto gli slip, voglio farti sentire la consistenza ed il calore della mia pelle quando appoggerai le tue mani sui miei glutei.
Si, lo so che farai quel gesto quando mi abbraccerai, ed io adoro la presa forte delle tue mani, come fosse un segno di possesso del mio corpo.
L'appuntamento è vicino alla tua sede di lavoro, hai una riunione che finirà molto tardi stasera. Ti mando un sms:

- Sto partendo ora, sono con lo scooter e senza mutande, sto... venendo!

Invio... e sorrido, pensando alla tua espressione quando lo leggerai, perché so che non potrai muovere un muscolo.
Esco dalla città, pochi chilometri e già comincio a percepire la salinità della brezza marina nelle narici, l'aria è frizzantina ma tiepida. La mia gonna sale svolazzando sulle cosce, sollevandosi fino a scoprire il bordo delle autoreggenti nere. Un vortice risale tra le gambe, mi accarezza le labbra nude, assaporo un piacevole senso di libertà. Arrivo a percepire le vibrazioni del motore sotto di me, il calore ed il contatto della pelle della sella, come se fossi nuda. Si, nuda, perché la seta leggera è una barriera troppo sottile. Ho i brividi...mi piace questa sensazione, come se la moto fosse viva, palpitante... un animale che si fa cavalcare da me.
Una macchina mi sorpassa, tento di abbassare il bordo della gonna con la mano sinistra, controllo dallo specchietto per essere pronta a fare lo stesso gesto quando ne vedo arrivare altre. Ma la strada è buia e pericolosa, non sempre posso distogliere una mano dalla guida. Così decido di lasciare che le mie gambe si scoprano fin quasi all' inguine, c'è poca luce e probabilmente nessuno noterà la cosa. O forse si, e l'idea di essere osservata comincia ad eccitarmi.
Bello... bella quest'aria che mi lambisce, come un amante indiscreto... immagino sia tu a farlo...più su.. ancora più su... mi accarezzi con un fresco tocco, lieve ed impertinente. Sei tu vero?
Rivoli d'aria come tante invisibili dita sulle mie labbra aperte, umide.
E questo continuo vibrare... come un sensuale massaggio sulle mie parti più vulnerabili... comincio ad avvertire il mio clitoride che pulsa... i capezzoli si inturgidiscono mentre il cuore batte più forte, sono in preda ad una strana euforia. Rallento, prendo fiato. Calma ... devo stare calma. L'orlo della gonna scivola verso il basso.
Arrivo a destinazione sotto l'effetto di una eccitazione costante, il pensiero di te mi ha accompagnato fin qui. Scendo dallo scooter...i miei umori colano sulle gambe mentre rimango lì in piedi per qualche minuto, finché scorgo da lontano la tua macchina che si avvicina.
Ti accosti, parcheggi accanto a me sul bordo della strada e scendi:
- Ma sei tutta matta! - dici mentre mi abbracci forte, le tue mani aperte sul mio culo a premermi contro il tuo sesso eretto. Amo quando fai così, adoro percepire quanto mi desideri mentre mi stringi. Mi fai sentire tua. Poi mi sussurri all'orecchio:

- E' mezz'ora che sto così, da quando ho letto il tuo messaggio...-
- Anche io... -

Il calore del tuo alito mentre mi parli piano mi procura ulteriori brividi. Poi la tua bocca scende sul mio collo, ci appoggi appena le labbra baciandomi delicatamente.
- Dai, togliamoci da qui in mezzo alla strada che va a finire male! Seguimi con lo scooter.

Risalgo in sella con il cuore che batte forte, proseguendo il mio gioco nel mostrarti le gambe aperte, stavolta sono io a sollevare l'orlo della mia gonna mentre mi osservi dallo specchietto retrovisore. Non so cosa riesci a vedere, ma vedo i tuoi occhi verdi e questo mi basta.
Ed eccoci a casa ora, mi prendi la mano e saliamo i pochi gradini affannati.
Apri la porta.. il tempo di chiuderla, mi rigiri e mi ci appoggi sopra.
Ti abbassi, mi sollevi la gonna ed affondi la tua testa e poi il tuo naso nel solco tra le mie natiche... le separi con le mani mentre avverto la punta della tua lingua che lambisce i miei umori.

- Mi farai impazzire... mi farai impazzire...-

Rimango così, in silenzio, con le mani appoggiate alla porta mentre scivoli dentro di me mentre vorrei dirti che io... io ... sono già pazza di te!

lunedì 31 gennaio 2011

Grazie!



Voglio ringraziare tutte le persone che mi leggono, perché ieri 30 gennaio questo blog è arrivato a 10.013 contatti in sei mesi! (è dal 21 luglio che posso contarli)
Grazie in particolar modo a quegli italiani che si connettono dall’estero, nell’ordine: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Romania, Spagna, Brasile, Turchia, Israele, Australia... E’ incredibile che in Malesia, Bielorussia, e persino dallo Utah (ma non è lo stato dei mormoni?I mormoni leggono i miei racconti erotici?)ci siano nostri connazionali. Non sto qui a fare l’elenco dei più di 70 paesi; poi immagino alcuni con 2-3 contatti solo siano dovuti all Ip dinamico. Praticamente qualcuno se ne sta seduto comodamente nel proprio ufficio a Bologna, o a Torino e risulta essere connesso che so.. dalla Corea del Sud!
Beh naturalmente grazie anche agli italiani residenti, che sono i più numerosi, in particolare i milanesi che sono i primi in classifica, ed i romani. Milanesi, lo sapete che vi adoro, vero?
Mi piacerebbe, visto che attraverso quello che scrivo voi conoscete qualcosa di me, ecco.. mi piacerebbe sapere chi siete, come mai siete approdati qui, cosa vi piace e cosa no. Qualcuno lo fa già, ma non tutti.
Come illustrazione ho messo un “particolare” di un affezionato lettore ed amico. Lui ama molto esibirsi, e questo è il mio regalo te, mio caro compagno di giochi. Ha aspettato con ansia che la sua foto venisse pubblicata, ed all’avvicinarsi della numerazione era sempre più eccitato.. e lo vedete! Ma non mi chiedete chi è perché.. ho promesso di mantenere l’anonimato.

Vi aspetto, allora, tutti a festeggiare su queste pagine!
Un grandissimo abbraccio a tutti, ed in particolare un ringraziamento a Velvethands, che mi ha aiutato a costruire e far crescere questo blog con i suoi preziosi consigli.
Scrivete scrivete scrivete!

Vu Donna Letizia :-)

P.S. non inviatemi foto che… non ne pubblico! La mail è quella del blog

lunedì 24 gennaio 2011

Ricordo



Le mie gambe intorno al tuo collo,
la tua lingua che mi lecca, mi succhia, avida.
E il suono delle tue dita che mi penetrano,
quel rumore bagnato, di carne scivolosa e gonfia.
Questo, ricordo.

giovedì 20 gennaio 2011

Sonetto del buco del culo



di Verlaine & Rimbaud.
Lo dedico ad Orso, che ne è un estimatore....
e ringraziando Kamala che me l'ha fatta conoscere, citandomi a sua volta nel suo seguitissimo blog.


Sonetto del buco del culo

Scuro ed arricciato come un garofano viola
Respira umilmente nascosto tra la schiuma
Umida ancor d’amor che segue la dolce fuga
Delle chiappe bianche fino al cuore del suo orlo
Dei filamenti come le lacrime di latte
Hanno pianto sotto l’ alquanto crudel che lo respinge
Attraverso i piccoli grumi di marna rossiccia
Per andarsi a perder dove la discesa li chiamava
Il mio sogno s’abboccò sovente alla sua ventosa
La mia anima gelosa del coito material
Ne fece il suo lacrimatoio fulveo e il suo nido da singhiozzi
E l’oliva in deliquio ed il coccolato flauto
E il tubo dove scende la celeste pralina
Cana femminile dall’umidezza recinto




Le sonnet du trou du cul

Obscur et froncé comme un œillet violet
Il respire, humblement tapi parmi la mousseHumide encor d’amour qui suit la fuite douceDes Fesses blanches jusqu’au cœur de son ourlet.

Des filaments pareils à des larmes de laitOnt pleuré, sous l'autant cruel qui les repousse,À travers de petits caillots de marne roussePour s’aller perdre où la pente les appelait.

Mon Rêve s’aboucha souvent à sa ventouse;Mon âme, du coït matériel jalouse,En fit son larmier fauve et son nid de sanglots.

C’est l’olive pâmée, et la flûte caline;C’est le tube où descend la céleste praline:Chanaan féminin dans les moiteurs enclos!

martedì 18 gennaio 2011

Perchè mi guardi così...



Perché mi guardi così… colgo i tuoi occhi in mezzo a tanti altri distratti, tra corpi rumorosi ed irrequieti.Invece i tuoi, neri, profondi, mi fissano a lungo mentre parlo. Riesci ad imbarazzarmi, sai? E il tuo sorriso, rivedendomi dopo tanto tempo… tenero e spontaneo come quello di un bambino, perché tale sei per me.
Perché mi guardi così… soffermandoti sul mio seno, in silenzio, piegando la testa di lato, seduto in fondo alla stanza. La tua lingua a volte scivola sulle tue labbra, quasi a volermi assaporare.. è a questo che pensi?
Perché mi guardi così… sull’autobus, mentre mi parlavi scrutandomi dentro, fissandomi, non ho potuto fare a meno di appoggiare la mia mano al tuo braccio, te ne sei accorto? Ho sentito la tua muscolatura, tonica come quella di un uomo, dell’uomo che ancora non sei. Ho percepito il tuo fiato, il tuo odore, il calore del tuo corpo. E la mia mente.. la mia mente era altrove mentre cercavo di dire qualcosa di sensato…
Non guardarmi più così… te ne prego.

lunedì 17 gennaio 2011

La mistress



(Racconto eroti-comico del mio amico Lucax30 che mi ha permesso di pubblicarlo)

Gino si chiedeva deluso perche' cazzo se l'era sposata quella donna, passati i primi anni d'ardore s'era assopita.
Niente sesso per settimane intere!
Aveva dovuto ricominciare a farsi le pippe di nascosto come da ragazzino!
Si sparava i pornazzi sul portatile e ci dava giu' di mano!
Su quei films si che c'erano delle belle porcone che lo pigliavano in ogni dove!
Altro che sua moglie con cui l'aveva fatto solo alla missionaria!
Era sempre stato fedele alla sua donna, ma ogni cosa aveva un limite!
Si iscrisse ad un sito erotico e mise il suo annuncio:
"Distinto Impiegato quarantenne cerca ragazza per sesso estremo"
SESSO ESTREMO...gli piaceva quella parola, forse finalmente avrebbe messo una donna a pecora!
azzz...non stava piu' nella pelle!!
Con un ghigno soddisfatto lo rilesse cinque volte!
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Inke, era delusa dal suo compagno.
Non si divertiva piu' come una volta!
Nell'ultima orgia sado-maso finche'lei gl'infilava nel sedere un trenino lima,
lui le parlava dell'orto e dei pomodori che quest'anno erano piu' piccoli
del solito.
Finche' lei gli massacrava le palle con un mattone, lui le parlava del bollo della macchina e dell'ICI della seconda casa.
Era diventato un'insensibile!
Sara' stata l'eta!
Eh! Ma non poteva andare avanti così, pensò.
Entro' nel suo sito erotico preferito, ma invece di accedere come d'abitudine all'area "orge e gangbang sadomaso" entro' in "singoli cercano donne"
Era proprio la sua giornata fortunata!
L'aveva beccato al primo colpo!
Un'impiegato!
Adorava gli impiegati!
Con quelle manine curate....non riusciva mai a smettere di frustarli!
Magari con quegli occhialini da ceffoni...lei ne dava tanti, e sapeva darli bene. Si teneva allenata col pungiball!
Lo contatto' immediatamente!
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Gino si sistemo' gli occhiali, non credeva ai suoi occhi!
Aveva appena spedito il suo invito e una ragazza gentilissima gli aveva risposto subito.
Doveva muoversi bene!
Non poteva perdere questa occasione!
Alle donne piacciono i tipi romantici, si disse, "adesso compro delle rose rosse e l'invito a cena".
Le rispose con una frase ricercata tutta in rima, voleva fare il raffinato.
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Inke vide subito arrivargli la risposta.
Doveva aver proprio voglia sto'pervertito!
Ma era extracomunitario?
Parlava strano!
Frasi da deviato proprio! Pensò.
Lei sapeva come prendere gli impiegati pervertiti!
Due sberloni sulla porta per far capire chi comanda!
Poi gli avrebbe pisciato sul muso finche' era ancora a terra agonizzante.
Cazzo! Si sentiva gia' rinata!
Altro che quell'insensibile del suo compagno!!
Non poteva più aspettare oltre!
"Domani sera al bar dei camionisti, ore 8.00", scrisse all'ignoto impiegato.
Adesso doveva mettere a posto la camera col DUNGEON.
Entro'.
C'era tutto un casino dall'ultima orgia in trentadue.
Le sfere anali di marmo da 10 centimetri erano in giro per tutta la stanza.
I vibratori da 20 pollici in latex erano nella fuciliera allineati, almeno quelli.
Diede un po' d'olio alla croce di Sant'Andrea che cigolava troppo, poi si giro' ad ammirare
il suo pezzo forte: IL PERISCOPIO ANALE.
Mica le solite cosuccie da sexy shop!
Gliel'aveva procurato un suo amico carpentiere che lavorava alle demolizioni NAVALI di Livorno.
Aveva dovuto farci aggiungere le rotelle da un fabbro per poterlo spostare per casa.
Ci diede una spolverata e controllo' le ottiche fornite di mirino millimetrato balistico.
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Gino per poter uscire di casa alle 8 aveva dovuto inventare una balla colossale per sua moglie Luisa.
Sarebbe andato a mangiare da sua madre che ultimamente stava male.
Luisa sapeva che sua suocera cucinava come un cane, sarebbe tornato a casa con la diarrea come al solito!
Gli fece le solite raccomandazioni sul colesterolo e lo lascio' uscire.
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Inke capi' subito che quell'esile impiegato che aveva appena parcheggiato a fianco di uno Scania e stava scendendo con delle rose in mano era il suo uomo.
Le rose!
Era un tipo tosto penso!
Le spine delle rose sui coglioni son cose da masochisti esperti!!
Si eccitò!
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Gino dopo pochi convenevoli si era messo a lim0narla sul sedile dietro della sua macchina e Inke sembrava proprio non farsi problemi di alcun genere!
Lui aveva allungato timoroso le mani verso il suo pube e lei aveva spalancato le gambe subito e senza storie!
Azzz....le aveva già toccato la patata!
Al primo appuntamento!!!
Altro che sua moglie che prima di sposarsi la doveva portare al cinema accompagnato dalla suocera!!
Ma non capiva dove avesse infilato la mano...era tutto bagnato, forse una piega delle mutande?
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Inke si stava quasi eccitando, sentiva l'anello che aveva al dito Gino strofinarle l'interno della fica....ma nooo che distratta era l'orologio!
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Gino scese dalla macchina accompagnato da Inke, la casetta era tranquilla e ben tenuta, sembrava una ragazza a modo con la passione per la casa, tipico delle donnine dolci e gentili, penso' trasportato.
Appena passata la soglia del portoncino si prese uno sberlone cosi' possente da cadere intontito a terra.
Dei lampi viola intermittevano nella sua mente, luci stroboscopiche unite ad un dolore lancinante.
Chi c'erano i briganti?
La squadra speciale anti-fedifraghi?
I marines?
Ancora lampi viola....
Vide comparire dalle nebbie l'immagine di sua suocera piena di gaiezza che fumava canne in un prato.
Appena comincio' a ricapire qualcosa aveva una grossa palla in bocca tenuta da una fascetta e la mani unite da due polsiere di cuoio borchiate.
Sgomento scoprì che non poteva più ne parlare, ne muoversi.
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Inke era tutta eccitata, il tizio era un'esperto!
Sembrava soffrisse sul serio!
Non ricordava neppure da quanto non aveva simili soddisfazioni!
Ecco uno che sapeva recitare la parte alla perfezione!
Chissa' cosa gli piaceva?
Si tiro' via il vestito e rimase solo col bustino e le calze di latex.
Allargo' le gambe e gli pisci0'sul muso.
Che soddisfazione!!!
L'impiegato sembrava si stesse riprendendo, si giro' marziale e gli meno' un'altro sberlone sul naso.
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Gino quando riprese i sensi era legato a testa in giu' ad una croce di Sant'Andrea.
Nella stessa posizione dell'uomo di Vitruvio sulla moneta da un'euro...ed era nudo!!!
Dov'era? come? quando? perche'?
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Inke era troppo eccitata non riusciva piu' a connettere, a pensare, l'eccitazione la stava portando al delirio.
Come poteva iniziare?
Le palle anali di marmo da 10?!
Si, bella idea, ma quante ce ne stavano dentro ad un ometto cosi' esile?
Non era un problema!
Aveva il suo bel periscopio per fare una prima analisi conoscitiva.
Attraverso' la stanza soddisfatta e si mise a spingere il marchingegno.
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Gino stava tentando di capire dove fosse e perche', quando sentendo un rombo che faceva tremare il pavimento vide avvicinarsi un enorme attrezzo di ghisa che scorreva su ruote.
Prima di urinarsi addosso riusci' a leggere solo una sigla:
MARINA MILITARE ITALIANA
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Il momento era topico, Inke con le mostrine da "capitano di vascello" apri' il boccaporto e fece uscire il periscopio per una prima ispezione.
Profondita' mezzo metro! Disse col fare del graduato.
Regolo' con precisione lo strumento e lo fece scorrere nell'intestino dell'impiegato, lo giro' a dritta e a babordo, calcolò con la scala millimetrata....
Ci stavano tranquillamente 10 palle di porfido, stabili' soddisfatta.
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Gino aveva gli occhi fuori dalle orbite, continuava a vedere dei flash blu cobalto.
Un'astronave aliena era atterrata in mezzo alle sue chiappe e stava facendo degli esperimenti su di lui, una sonda era entrata nel suo culo e lo stava esplorando!
Sua suocera in un anello di fumo di canna stava ballando il flamenco.
Harrison Ford era davanti a uno che diceva: "Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare....bastimenti in fiamme al largo di Orione"
Finalmente quell'attrezzo era uscito dal suo didietro.
Si sentiva aperto come il colosseo.
Si giro' e vide un carrello pieno di palle!
Anche a lui piaceva giocare al biliardo, ma quelle biglie erano molto piu' grosse...chissa' che gioco era?
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Inke si mise la maschera da demonio che usava nei momenti migliori, poi prese il barattolo del grasso da ingranaggi che teneva di scorta sulla credenza e si avvicinò.
L'impiegato continuava a dimenarsi disperato.
Che attore che era!
E pensare che dovevano ancora cominciare!
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Gino vide il mostro alieno avvicinarsi avvolto da lampi blu cosmico, in mano teneva uno strumento sofisticatissimo pieno di una gelatina bianca.
Indossava dei guanti spaziali di gomma usa e getta.
Non riusci' a vedere cosa stesse facendo al suo culo perché sua suocera continuava a passargli davanti ballando la lambada.
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Inke con le mani tutte ingrassate prese la prima palla e spingendo gliel' inficcònel culo.
Era proprio un attore! Riusciva a sembrare perfino ancora vergine!
Chissa' come faceva!
Continuava ad essere eccitata fuori dei modi, dopo la quinta decise di diversificare un po' sennò sarebbe venuta subito!
Cosa poteva fare?
Battergli i coglioni coi mattoncini ??!! ficooo...
Oppure attacargli il peso da 30 kili al pisello??!!
Che idea carinaaaa!
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Gino vide un marziano avvicinarsi con in mano una palla di ferro di quelle che si attaccavano alle caviglie dei carcerati ai tempi dei lavori forzati.
Era già legato alla croce, quella palla era del tutto superflua, pensò.
Poi vide che armeggiava nel posto sbagliato.
Ma dove cazzo le hanno le caviglie gli alieni?? penso'.
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Inke imbragò il pisello dell'impiegato nell'apposito incavo all'inizio della catena, poi con un movimento acrobatico tipo ginnastica artistica lascio' cadere la palla da 30 kili a peso morto.
Le piaceva vedere i piselli tirarsi finché sembravano spezzarsi in due.
Che carinooo!
Che tipo!
S'era innamorata!
Come poteva fingere con tanto realismo, farsi venire due occhi così rossi e lacrimanti.
Non tentava neppure piu' di urlare: Rantolava.
Ora ne era sicura, lui la voleva compiacere!
Ma che attore!
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Gino stava puffando coi puffi.
Dei raggi blu puffo si estendevano all'infinito, puffetta gli dava i bacini e lui voleva puffarla.
Sua suocera strafatta di acidi alternava suicide-techno e gangsta-rap ad un RAVE party.
Riapri' gli occhi. L'alieno aveva in mano due mattoni.
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Inke non era brava coi nodi, dopo la prima serie di mattonate sui testicoli i nodi che lo tenevano fissato alla croce si erano sciolti.
L'impiegato continuava a fare il "finto esanime".
Che istrione!
Beh, cambiamo gioco, penso' Inke.
Prese il caricabatterie della macchina, apri' le pinze della 220 "polo più" sul capezzolo destro e "polo meno" su quello sinistro.
Urlo' "START" premendo il bottone come se "quello dentro" dovesse fare contatto con la chiave.
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Una folgore squarcio' il cielo blu' puffo!
Gino' si mise a correre per l'astronave aliena, prese un fucile laser da 20 pollici dalla fuciliera e lo punto' contro la marziana nuda.
Poi usci' dalla nave aliena, attraverso' il giardino alieno e sotto l'albero alieno vide la sua macchina terrestre.
Parti' con l'acceleratore a tavoletta distruggendo altri veicoli alieni lungo il viale, Investi' anche un cane alieno.
Non si fermò.
Si immise sulla tangenziale e punto' a tutto gas verso casa.
Doveva avvertire l'esercito, la contraerei!
Qualcosa di sinistro all'interno della sua pancia gorgogliava, si sentiva la pancia esplodere.
Aveva bisogno di un bagno!
Lo avevano sottoposto a chissà quali esperimenti alieni!
Ricerche sul genere umano.
Doveva avvertire la NASA!
Prima pero' il bagno!
Il BAGNOOOOOO!!!!
Parcheggio' sotto casa e corse al bagno.
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Luisa la moglie di Gino era incazzata nera!
Lo sapeva che sua suocera cucinava da cani, ma questo era troppo!
Troppo oltre qualsiasi limite!
Suo marito era svenuto in bagno dopo aver disintegrato il water!
Polpette ancora intere dure come il porfido!

martedì 11 gennaio 2011

L'erotismo è




L'erotismo è qualcosa che si nasconde, che non compare, non si fa trovare. Lì dove si dichiara, lì dove viene esposto e messo in vendita non cè... Per comparire, magari subdolamente, nel luogo dove nessuno pensava di cercarlo, ambiguo e sornione, furtivo e felice.

L'erotismo certamente non sta nel coito ripetuto e offerto, come succede nei giornali pornografici. Lì produce solo sbadigli e meccanici gesti di onanismo.

L'erotismo è altrove.Ma dove? Penso all'imprevisto, all'inaspettato, a quei momenti in cui l'immaginario si lascia andare, come in un'acqua tiepida e vede le luci della sponda brillare di fronte a sé e prova un senso di inquietudine e di euforia gloriosa.

Non riesco a pensare a niente di meno erotico dell'erotismo prefabbricato. I luoghi dell'eros portano bandiera bianca. Proprio perché la sensualità non è programmabile, ha l'indole di un gatto e decide di testa sua quando e come fare capolino.

Dacia Maraini

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Pensavo proprio a questo leggendo, sul forum dove scrivo, le richieste di donne o anche di uomini del tipo: come faccio per far impazzire il mio ragazzo? Ho già fatto di tutto e di più!
Non credo ai giochini costruiti a tavolino, amo l'improvvisazione, il desiderio può prendere quando meno te l'aspetti, quando sono per le scale o in ascensore, in macchina. Penso che se si ha necessità di speziare sempre la pietanza, significa che non ha abbastanza condimento. Forse, l'insieme degli ingredienti non è quello giusto.

venerdì 7 gennaio 2011

Le mani di un uomo....




Dopo gli occhi, naturalmente, sono la prima cosa che guardo. Puoi capire molte cose dalle mani, da come si muovono, dalla loro forma, se sono curate o meno. Ci sono mani dalle dita lunghe e sottili, eleganti.. sono le uniche mani maschili su cui stanno bene degli anelli. E poi quelle dalle palme più grandi, le dita robuste, un po’ ruvide. Le mani si muovono, parlano, si esprimono. Mani nervose che titillano irrequiete un oggetto, o mani calme, dai gesti lenti e rilassati. Osservo le mani di un uomo ed immagino come mi toccherà, se mi accarezzerà con lievità oppure premerà le sue dita con durezza sul mio corpo.
Le mani che mi stringono, che mi afferrano, lasciano dei segni sulla mia pelle, i polpastrelli incidono come impronte di inchiostro bluastro. Mi piace che quel marchio rimanga per giorni, a ricordo di quel tocco che è stato.
Le mani delicate invece fanno risuonare accordi dimenticati, mi mettono in vibrazione con qualcosa di profondo pur toccando solo la superficie.
Sono belle le mani di un uomo…per le emozioni che mi regalano

lunedì 3 gennaio 2011

L'invidia femminile




Qualche volta sotto la superficie di un’apparente amicizia si nasconde il tarlo dell’invidia. Ne sono stata investita più volte, la prima avevo soltanto 17 anni, l’ultima pochi giorni fa. Scoprirlo è più doloroso che la fine di un amore, perchè pensi che un'amica non possa mai tradirti, un'amico è per sempre. Perché io mi fido.
Mi chiedo poi cosa ci sia da invidiarmi, forse la strampalata vita che conduco?

martedì 28 dicembre 2010

giovedì 23 dicembre 2010

Il tagliatore di teste.




Tagliatori di teste, head chopper li chiamano quelli come te.
- Mi occupo di ristrutturazioni aziendali, fusioni di società in crisi come consulente esterno. - Questo mi avevi detto.
In realtà, licenziamenti, tagli. Di teste, appunto. Avrei dovuto capirlo subito.
La tua apparente freddezza, il tuo pesare le parole e il tuo sguardo sfuggente. Eppure, quando ti ho conosciuto mi aveva colpito proprio la tua eleganza, il tuo distacco, la tua sobrietà. Sempre impeccabile, mai una parola fuori posto, di chi è abituato al controllo. Controllo delle emozioni. Ma, dentro i tuoi occhi scuri avevo colto un bagliore, quando si fissavano nei miei. Il guizzo della passione, nascosto, da scoprire. Ed era questo che mi aveva incuriosito. Svestirti di quei panni severi, capire cosa occultavi dietro quella facciata seria, questo avevo desiderato fare.
E la tua voce, dai toni sommessi e quell’accento del sud mescolato al milanese, le vocali che non seguono una logica, la modulazione altalenante. La managerialità settentrionale e la passionalità partenopea.
Mi chiami e come prima cosa mi inviti “a fare shopping” .

- Vieni, sono al centro. Prendi un taxi, non ti preoccupare, pago io.-

Pago io? Detesto gli uomini che tentano di comprarti facendo sfoggio del loro denaro. La cosa mi irrita, discutiamo e mando all’aria il nostro primo appuntamento.
Poi mi chiedo perché, perché hai bisogno di attrarre una donna con lusinghe e promesse. Come se non fossi consapevole del tuo fascino. O forse, sei talmente avvezzo a barattare, vendere e svendere esseri umani che lo fai anche con una donna.
Però al telefono sei dolcissimo. Mi mandi sms tenerissimi. Cerchi di riparare, perché hai capito che con me non è aria.
Mi chiedo quante donne sono così, quante approfitterebbero della situazione. Immagino che sia per questo che il tuo primo approccio è stato di questo tipo, come fosse una routine. Forse sono io che sono sbagliata, in una società dove le escort fanno notizia e le puttane siedono in parlamento. Sono io, si, non tu.
Tu conosci molto bene il potere del Dio denaro. Potere al quale finora non mi sono soggiogata. Amo troppo la mia libertà, libertà che comprende anche quella di scegliere. Di non sentirmi in obbligo con un uomo. Di decidere. Posso anche essere perversa e dissoluta, ma soltanto per piacere. Il mio e quello del mio uomo. Non per possedere qualcosa. Se amo do tutto, anche a rischio di non avere niente in cambio, non presento il conto dei miei sentimenti.
Alla fine, arriviamo alla prima cena, in una gelida serata di dicembre. Parli parli di lavoro, di economia, della crisi, di aziende quotate in borsa. Certo non sono un’esperta, ma so sostenere una conversazione. Chiacchieri chiacchieri, ma non parli mai veramente di te. Non ti esponi. Stai studiando il nemico… bene, allora non lo faccio anche io.

La villa a Portofino, vicina a quella di un noto imprenditore. E la tua collezione di costosissimi orologi e di auto. Credi di impressionarmi con queste cose? E naturalmente una moglie e dei figli, dettaglio non trascurabile. Che vivono al Nord, lontano da te che giri l’Italia e che hai un’altra sede qui vicino. Cosa cerchi, compagnia per le tue serate invernali? Noiosamente banale. Ma perché gli uomini non riescono a stare da soli?
E naturalmente, mentre le aziende crollano, i tuoi affari prolificano. E’chiaro, sei una specie di iena che azzanna l’animale ferito.
Ti farò penare, lo sai? Perché un po’ ti detesto, ma al tempo stesso mi attrai. E non capisco perché.
E poi, io penso ancora a Lui. Sono uscita con te per distrarmi, ma due mesi sono pochi, e lui mi ha lasciata in sospeso, il cerchio non si è chiuso. E mi manca terribilmente.
Quando mi saluti, così, inaspettatamente, mi baci. Mi sorridi con gli occhi, e finalmente vedo quel bagliore che si accende, mi prendi il viso tra le mani, prima mi baci sulle guance e poi mi sfiori le labbra. La tua lingua si insinua tra i miei denti, poi mi prendi la mano, e l’avvicini a te. Io però mi irrigidisco, sento che il mio corpo non è disposto ad aprirsi a qualcun altro. Non ancora. Ti saluto e vedo che hai capito, me lo dicono i tuoi occhi. Ci sarà un’altra cena, da cui te ne andrai stizzito, quasi senza salutarmi.
E poi, tempo dopo, il mio Amore Malato ritornerà, decido di dargli un’ultima possibilità, che si brucerà in pochi mesi. Il cerchio si chiude, definitivamente. E proprio quando ho stabilito di mettere un lucchetto al mio cuore ancora ferito, proprio allora, quando sono ancora fragile ma al tempo stesso decisa a voltare pagina… è allora che tu, come se avessi avuto sentore di qualcosa, come se avessi annusato l’aria con il tuo fiuto di sciacallo in cerca della preda sanguinante, mi ritrovi.
Che dolcezza nelle tue parole!
- Ti stavo pensando sai? Sto facendo colazione ai Navigli.
- E cosa pensavi?
- Che non vedo l’ora di abbracciarti, voglio sentire il calore del tuo corpo…

(continua....)

mercoledì 22 dicembre 2010

sabato 18 dicembre 2010

Il sesso è....




Il sesso e'...frenesia, afrori forti, odori di fica e di sudore!
il sesso e'...quel bagnato di sperma sul lenzuolo!
il sesso e'... donarsi, non dire di no a nulla! Non essere capaci di dire no a nulla!
il sesso e'... baciare, leccare, succhiare, bere, mordere...Graffiare!
Il sesso e'... avere la fica e il culo infiammati dal troppo uso e il cazzo che fa male...


Tibetano

giovedì 16 dicembre 2010

Mi ritorni in mente...




Mi ritorni in mente...

bello come sei... o come eri. Lo so che lo sei ancora, bello intendo. Ti ho visto, ho digitato il tuo nome su google...immagini. Ed eccoti qui, con i tuoi capelli ricci un po' meno voluminosi, i lineamenti squadrati, il tuo fisico possente leggermente appesantito. Sei sempre lo stesso, con il tuo splendido sorriso e qualche ruga in più intorno agli occhi. Non so perché ti ho pensato, o forse si. Come tutti gli amori non vissuti, non consumati, che ti lasciano sempre quel senso di incompiutezza... qualche volta mi ritorni in mente, così, seguendo una serie di associazioni mentali, una scia di ricordi..

Quanti anni avevo? Diciassette, quando ti ho visto la prima volta, a cena a casa tua. Destini incrociati, quelli della mia e della tua famiglia. Tuo fratello e mia sorella, io e te. Mi hai guardato e mi hai rivolto le tue prime parole prendendomi per mano e portandomi fino in bagno:

- Sei proprio una bambina, vieni, andiamo a lavarci le manine.

Hai aperto i rubinetti, mi hai preso le mani tra le tue e me le hai insaponate, poi le hai risciacquate ed asciugate con cura. Io ho guardato intimorita quel gigante buono riflesso nello specchio e sono rimasta senza parole. Mi avevi già stregato.
Che ricordi dentro il tuo maggiolino! I tuoi baci, le tue labbra sottili ma morbidissime, e le carezze quando mi riaccompagnavi sotto casa, la mia mano che ti toccava il ventre, l'ombelico, poi inspiravi trattenendo il fiato e lasciavi che i jeans si scostassero quel tanto in modo che le mie dita si insinuassero dentro e sentissi il calore del tuo sesso... appena, appena. Ah quei jeans! Ho l'immagine di te che attraversi la piazza correndo, la stoffa dei pantaloni che costringe a stento le tue gambe, i tuoi muscoli che guizzano mentre mi corri incontro.
Ed ogni volta.. fermarsi ogni volta che siamo stati vicino a farlo.
Quanto parlavamo! tutti i giorni, tutti i giorni alla stessa ora, seduti sulla stessa panchina di marmo. Tu del tuo amore incorrisposto, io del mio che era di un' altra e che mi dedicava soltanto le briciole del suo tempo.
Amici. Strana amicizia, attraversata da quella corrente di desiderio che serpeggiava sempre tra noi.
Un desiderio mai appagato, mai consumato. Con il timore che si rompesse quell'incantesimo, che poi tutto sarebbe stato diverso, forse scontato.
Una sera tu dormivi sul mio divano ed io ti venni a dare la buonanotte vestita solo di una camicia da notte leggera. Percorresti con le mani il mio corpo attraverso la stoffa, percepii il tuo calore,  la rigidità del tuo sesso premermi contro. E poi il tuo bacio a fior di labbra:
- Buonanotte, vai a dormire, vai.

E il bigliettino che mi lasciasti la mattina dopo:
- Buongiorno, stanotte mi sono proprio trattenuto.Ti voglio bene

Era naturale per te entrare in casa mia, d'estate, e toglierti la camicia, con un gesto spontaneo che facevi senza malizia. Più difficile per me guardarti e non soffermarmi ad osservare il tuo torace, i tuoi muscoli, le tue braccia ....quelle braccia che spesso mi avevano avvolto, consolato. Mi facevi sentire protetta.
Come quella volta, forse per rivendicare il tuo possesso su di me, ora che amavo un altro, forse per mettermi alla prova che sei entrato in camera mia così.
Ero sdraiata a leggere sul letto, con un abitino verde prendisole, le gambe nude, le spalline sottili legate da un fiocco, il decolleté traforato da piccoli fiorellini. Mi rimproverasti bonariamente  perché non indossavo il reggiseno, avevi notato che si intravvedeva la mia pelle chiara dai quei forellini. Che ingenua, non mi accorgevo che il mio corpo era diventato quello di una donna, e non avevo alcun atteggiamento provocatorio quando indossavo quel vestito. Mi ricordo che ridevamo mentre ti  avvicinasti, poi non so come è accaduto che mi hai baciato il collo, hai sciolto quei fiocchi ed abbassato la scollatura del vestito, hai liberato i miei seni mentre continuavo ad implorarti di no, di non farlo. Ma il mio corpo contraddiceva le mie parole... lo capivi, vero? Sentivo la tua lingua sui miei capezzoli, lambirli e succhiarli come non avevi mai fatto, quasi disperatamente. Il tuo sesso che premeva sul mio, che cominciava a scivolare dentro di me.
Mi spostai, mi coprii con le mani il pube. Non voglio, non voglio farlo. Perché adesso, perché non prima, quando avresti potuto soltanto allungare una mano e cogliermi.  Sento lo stomaco che si attorciglia, svuotato, e riempito dal desiderio che ho di te, dalla voglia che ho di sentirti sopra di me, di lasciare che il tuo sesso mi invada. Perché proprio ora, perché?
Ti caccio via in malo modo, poi vedo i tuoi occhi tristi e mi lascio impietosire. Ti bacio su una guancia, mentre sei sdraiato accanto a me.






- Accarezzami come sai fare tu- mi dici
Ti sfioro appena con una mano e ritrovo il calore del tuo corpo, ripercorro con le dita la tua pelle liscia, bacio il tuo ventre, l'ombelico... scendo fino a baciare il tuo sesso vibrante, umido. Poi appoggio la mia testa sul tuo petto.
- Scusami sarà per la prossima volta.-
Ma non ci fu una prossima volta, l'incantesimo si era rotto, per sempre

sabato 11 dicembre 2010

Adoro



Adoro quando mi prendi così, senza preamboli.
Adoro il tuo sesso che pulsa dentro di me mentre mi schiaffeggi,
ad ogni colpo sulle mie natiche sentirlo irrigidirsi sempre più
Adoro adorarlo, in ginocchio di fronte a te,
baciarlo e sentirne l'odore, assaporarne il dolce nettare.
Adoro adagiarci la testa come fosse un morbido guanciale
mentre mi accarezzi dolcemente
Adoro... tornare a casa e sentire la mia pelle che brucia
e constatare già i primi segni del tuo passaggio.
Adoro il tuo marchio su di me
Adoro tutto di te!

lunedì 6 dicembre 2010

Penetril




PENETRIL è un farmaco ricco di sostanze proteiche e vitaminiche il cui
principio attivo di base è il CaZ2OÔ.

Categoria farmacoterapeutica:
Antidepressivo, ricostituente.

Indicazioni terapeutiche:
Il PENETRIL è stato definito dai maggiori luminari della medicina mondiale come rimedio di sicura efficacia contro la malinconia e l'isterismo.


Posologia: Le signore lo prendono in qualsiasi periodo dell'anno, sia prima sia dopo i pasti (raramente durante gli stessi), ne fanno uso di notte e nelle prime ore del giorno, lungi dal risentire disturbi di sorta. Esse ne traggono giovamenti che nessun farmaco ha mai uguagliato. Le ragazze
faticano per la prima volta a familiarizzare con il prodotto; alcune volte
tenderanno a prenderlo in mano sciupando così le particolari doti
terapeutiche. Una volta assuefatte non sapranno più farne a meno,
testimonianza palese della bontà del prodotto, e cercheranno di assumerne dosi sempre maggiori.
In casi eccezionali, ma non troppo, si prende anche per via orale; il gusto
è gradevole ed ha un alto potere nutritivo e ricostituente.
Anche gli uomini possono farne uso, ma solo se predisposti e con determinate inclinazioni. A questi pazienti il PENETRIL conferisce un colorito rosso,languide movenze e ingrossamento delle natiche.


Effetti collaterali:

Il prodotto è generalmente ben tollerato, l'abuso tuttavia, specie da parte
delle fanciulle, può causare spiacevoli inconvenienti quali: nausea,
gonfiore del ventre ed altre irregolarità, che possono protrarsi fino a
sette - nove mesi nelle manifestazioni più serie. Onde evitare tali spiacevoli inconvenienti la Casa consiglia di assumerlo negli appositi
sacchetti ermetici in vendita in tutte le farmacie.

Avvertenze: Nonostante la gradita freschezza del prodotto e la sua genuinità anche se di fabbricazione non recente, si consiglia di agitare prima dell'uso, evitando però di insistere a lungo al fine di evitare alterazioni
che lo renderebbero momentaneamente inservibile.

Confezione:
Il PENETRIL è disponibile in qualsiasi formato, la Casa consiglia quello
gigante.

Validità del prodotto:
Circa 65 anni dalla data di immissione sul mercato, in confezionamento
integro, correttamente conservato.


TENERE FUORI DALLA PORTATA DELLE BAMBINE



NON DISPERDERE DOPO L'USO IL CONTENITORE NELLAMBIENTE



Aut. Min. San. n. 3715/69

domenica 5 dicembre 2010

Dies irae




Ieri a cena da amici... improvvisamente non riesco più a seguire i loro discorsi.
Sono irrimediabilmente attratta dalla musica che esce dalle casse dello stereo.
Si perché... non si può tenere il Requiem di Mozart come sottofondo. No.
Bisogna ascoltarlo, in silenzio. Oppure cantarlo, come ho cominciato a fare io.
Mi manca la musica, mi manca la MIA musica.
La musica che non riesco più ad ascoltare senza sentirmi invadere dalle emozioni.
Forse questo non c'entra niente con l'erotismo, mi direte. Ma penso che chi ha scritto queste note, non può non aver vissuto una vita di passione. Mozart è morto a 35 anni, proprio mentre scriveva il Requiem.

Per chi non le conoscesse, questi sono due brani di sue lettere. Si è discusso a lungo se pubblicarle o meno, perché il giovane Wolfgang scriveva lettere condite da turpiloquio alla cugina Anna Maria, (e questa è una delle più "pulite")
L'altra è una dolcissima invece, inviata alla moglie Costanza.

Qualche giorno fa ho sentito in tv uno di quegli psicologi-presenzialisti che diceva che non si può vivere senza la passione, che ci si ammala e che senza passione non esisterebbe l'arte, gli scrittori non scriverebbero e non avrebbero l'impulso ad esprimersi. Nonostante non lo stimi molto, credo abbia ragione.

da una Lettera di Mozart alla cugina Anna Maria:

Kaysersheim, 23 dicembre 1778 Ma très cher Cousine!

(...) Fa' in modo di esserci prima di Capodanno, e allora ti contemplerò nell’avanti e nel didietro – ti porterò in giro ovunque e, se necessario, ti farò un clistere – Una sola cosa mi dispiace, di non poterti alloggiare; infatti non starò in una locanda, ma abiterò presso – e dove? vorrei saperlo anch’io. Bene, scheeeeerzi a parte – proprio per questo è necessario che tu venga – Avresti forse una gran parte al gioco – vieni allora di sicuro, altrimenti sei una merda; io allora, nobile personaggio qual sono, ti farò i miei complimenti, ti frusterò il culo, ti bacerò le mani, ti sparerò con lo schioppo nelle terga, ti abbraccerò, ti farò un clistere nel davanti e nel didietro, a te io pagherò i miei debiti per filo e per segno, e farò echeggiare una gagliarda scoreggia, e forse farò persino colare qualcosa – Ora addio – mio angelo, mio cuore io t’attendo con dolore. Ma scrivimi presto a Monaco Poste restante una piccola letterina di 24 fogli, ma non scrivermi dove alloggerai, perché io non trovi te, e tu non trovi me;

Votre sincere cousin
W.Amadé Mozart
PS: Cacadubbi, il parroco di Rodemplum, ha leccato nel culo la sua cuoca, agli altri come exemplum; Vivat – vivat -


Lettera di Mozart alla moglie Costanza:

Carissima, ottima mogliettina!
Oh, se avessi già una tua lettera! Se ti raccontassi tutto quello che faccio con il tuo ritratto, certo ti metteresti a ridere. Per esempio, quando lo tiro fuori dalla custodia, dico: “Buon giorno piccola Costanza! Buongiorno, birichina, micetta, nasino a punta, bagatella” e quando lo ripongo, lo faccio scivolar dentro a poco a poco e dico: “Be’, be’, be’, be” ma con l’espressione speciale che questa parola così significativa esige; e alla fine, in fretta: “Buona notte topolino, dormi bene!”. Credo proprio di aver scritto delle stupidaggini, per gli altri almeno, ma per noi che ci amiamo tanto non è affatto stupido. Sono sei giorni che ti sono lontano e mi sembra già un anno... Ti bacio milioni di volte tenerissimamente e sono il tuo sposo che ti ama sempre teneramente.

venerdì 3 dicembre 2010

Il ragazzo del treno II atto- seconda parte





Chissà da fuori se mi vedono, chissà se ci vedono... immagino un altro treno che passa velocemente, qualcuno affacciato che nota solo delle sagome. O forse no, non vedono niente, come è possibile. La cosa mi eccita, e molto.
Mi morde il collo e poi me lo bacia, nello stesso punto dove un attimo prima ho sentito i suoi denti affondare nella carne soffice. Scende giù lungo la schiena con la lingua e con i denti a tracciare un percorso immaginario… ed ancora più in basso… arriva al solco tra le natiche insinuandosi con la punta della lingua mentre con un dito cerca il mio sesso, lo sento scivolare dentro e penetrarmi … poi con un altro dito ancora… i miei sospiri, le mie grida sono coperti dal rumore del treno, la frastornante armonia di questo amplesso.
Lui mi parla all'orecchio, mi sussurra, il suo alito caldo mi procura brividi lungo tutto il corpo, lungo la schiena ancora calda per le impronte del suo passaggio…
- Non mi volevi vede’, eh? E mo’ mi vuoi?
- Si…

Mi prende le mani, le solleva sopra la mia testa e le tiene così, strette tra le sue. In alto, appoggiate al finestrino. Il peso del suo corpo mi schiaccia sul vetro mentre avverto la sua cappella, il suo cazzo rigido farsi strada tra le mie labbra umide, aperte come un frutto di mare acquoso. Entra dentro di me con un colpo deciso, i miei seni sono premuti sulla lastra fredda. Si muove avanti e indietro, avanti e indietro, si afferra alle mie spalle per non cadere, mentre allargo le gambe per non perdere l’equilibrio… il movimento del suo corpo che mi sbatte, del suo sesso dentro di me, e quello del treno, un vortice che mi fa girare la testa… e il rumore, il rumore assordante… sono in un’altra dimensione. Non sono qui, ma altrove. Devo essere altrove perché non posso essere io a fare questo, no… non sono io.
Lo sento gonfiarsi dentro di me, in fondo, fino a toccarmi l’utero. Poi d’un tratto esce da me, mi volto a guardarlo e lo trovo che si sfila il preservativo… Un sussulto del treno più forte degli altri.. mi abbasso la gonna e mi siedo sul water, cosparso di carta pulita.




Lo osservo, lo prendo in mano mentre lo sento irrigidirsi sempre più sotto le mie dita. Lo guardo zampillare come una piccola fontana, verso l’alto. Le gocce calde ricadono sulla mia mano.
Lui si sorregge, pare cadere all’indietro verso il lavabo. Apre gli occhi che teneva chiusi e mi sorride. Mi solleva il mento:

- Quanto sei bella, ‘o sai? – E mi bacia sui capelli, sulla testa.
- Grazie, ora andiamo, eh? Non sono tranquilla qui dentro. Poi guarda che abbiamo combinato. Dai, vai i avanti tu che metto in ordine tutto.

Si riveste mentre io mi lavo alla meno peggio e mi ricompongo. E’ tutto pieno di carta, la mia borsa aperta e il contenuto sparso fuori… Dopo pochi minuti mi affaccio timidamente alla porta, poi esco fingendo indifferenza, attraverso il corridoio, pochi passi, ed entro di nuovo nella nostra piccola stanza segreta. Lo trovo lì seduto, con quel sorriso infantile e disarmante, e mi sento invadere dalla tenerezza. Mi avvicino e gli stampo un bacio su una guancia. Solo ora mi accorgo che sono senza mutande, non le ho rimesse quando sono uscita.
- Oddio, dove sono?
- Cosa?
- Le mie mutande!- dico mentre comincio a rovistare nella borsa. Cazzo, non le trovo! Ah si, eccole. Nere su fondo nero, e chi le vedeva! erano rimaste lì dentro.
- Ma tu si’ tutta matta!
- Dai, non me ne sono neanche accorta!

- Tu tiene ancora voglia, eh? Non sei venuta.
- Si, non stavo tranquilla, non ci riesco così...

E mentre dice queste parole infila le mani sotto la mia gonna, le appoggia sulle ginocchia e poi le fa risalire, lente. Si avvicina con il corpo, avverto le sue dita che rimontano le mie cosce… fino ad infilarne una nel mio sesso, ancora grondante umori come un fiore schiuso e pieno di nettare.

- ‘O sai che ci arrestano, si? Atti osceni in luogo pubblico!
- Si dai dai, lascia stare!- Abbasso il bordo della gonna, mentre lui ritrae la mano e le sue dita, le porta alla bocca e le succhia guardandomi, penetrandomi con i suoi occhi neri.

Ma che voglia avrei.. avrei voglia di salirti sopra qui, incurante di tutto, della gente là fuori. Voglia di sedermi sopra di te, di sentire il tuo cazzo eretto, di prenderlo con le mani ed infilarmelo dentro.Di muovermi prima piano, facendolo uscire ed entrare lentamente, poi di avvolgerlo tutto con la mia carne umida risucchiandolo come fosse una bocca, la mia grande bocca dalle labbra calde.
Ma ricaccio indietro questa immagine...




- Se ci fossimo visti ti avrei presa a schiaffi.
- A schiaffi? E perché?
- A schiaffi sul culo.
- Davvero? E fallo!
- Mo’? Qui?
- Si, qui se hai il coraggio! - dico sorridendo.

Mi sdraio con il ventre sulle poltrone, il tessuto della gonna è leggero, sottile la stoffa che ricopre i miei glutei, e non ho rimesso gli slip. Lui rimane in piedi, mi guarda con uno strano lampo negli occhi mentre lo vedo sollevare in alto il braccio e poi colpirmi forte una natica.

- Così? Ti piace?
- Si, più forte, più forte!

Poi lo ripete ancora, ed ancora con l’altra mano…ad ogni colpo mi sento palpitare tra le gambe, il clitoride sussultare ad ogni percossa, riempirmi di umori mentre il rumore della mia carne battuta risuona nell’aria come se fosse sulla pelle nuda. Contraggo le natiche invasa da un piacere bruciante, dal calore che percepisco sull’epidermide..
- Ancora? Mi fa male la mano, mi pizzica
- Dai lascia stare, non ci sei abituato eh? Poi così ci sentiranno pure!

Lui si siede, è visibilmente eccitato ed anche accaldato, vedo ancora quel bagliore nel suo sguardo.
- Hai visto, eh? Hai visto come ti ho capita subito io?
- Mi hai capita? Davvero?
- Si, appena ti ho vista ho pensato: chist’ è ‘na cavalla!
- Una cavalla? - Rido
- Hai capito che ci hanno visti, si?
- Visti, ma chi?
- Lo vedi quello? Quel signore con il trolley rosso lì dietro?

Mi chiedo come faccia a vedere oltre le sue spalle. Dalla tendina mal chiusa in effetti, proprio nello spicchio lasciato aperto riesco a scorgere nello scompartimento dietro il nostro. Esattamente nella mia visuale, un signore serio, sui 50, capelli e barbetta brizzolata, magro. Ha davanti a se un trolley rosso.

- Si lo vedo.
- Vuoi scommettere che appena scendo… chillo viene qui?
- Ma daii! Ma che dici?
- Si si, poi ‘o vedrai!

Rimaniamo così ancora qualche minuto, mi parla del suo lavoro, del bar che gestisce a Napoli, insieme ad un amico. Da qui, dice gli deriva quella capacità di intuire le persone, ne incontra tutti i giorni tante, le più disparate. La gente che viene a prendere un caffè non chiede solo quello, vogliono parlare, essere ascoltati anche soltanto per il tempo di un caffè.
Lui li fa sorridere, gli parla… il suo bar è sempre pieno, dice. Però, “tengo famiglia” e il pomeriggio me ne vengo qui, prendo il treno e faccio un altro lavoro. Non mi parla dell’altro lavoro, ed io non gli chiedo niente. So che gli ho rubato un po’ del suo tempo, e che ora dovrà riprendere il treno successivo e tornare indietro. Una gradevole parentesi nella sua faticosissima giornata.
Presto il treno rallenta, arriva in stazione e so che lo devo salutare. Nuovamente. Chissà se lo rivedrò mai, ma ormai so come incontrarlo. Al binario 12, ore 15.30
Mi alzo, ci baciamo e mi stringe forte:
- Non fa’ ‘a pazzerella, eh?
Eh si la pazzerella.. se non lo fossi stata un po’…
E nuovamente lo guardo andare via, allontanarsi sul marciapiede del binario mentre mi sorride. Poi il treno si muove, riprende lentamente il suo cammino e mi risiedo. Pochissimi istanti dopo, ecco il signore dal trolley rosso sbucare all’improvviso.
- Scusi, c’è posto?
- Si, prego, è tutto libero.
Rimane un attimo in piedi, si aggira nervosamente. Poi si siede proprio al lato più opposto e contrario al mio, vicino al finestrino. Comincia a parlare, ha voglia di chiacchierare e di farmi domande.
Io sorrido pensando alla profezia di poco fa. Rido talmente tanto che per non farmi vedere mi porto una mano a coppa sulle labbra. L’odore del suo sesso che mi è rimasto tra le dita mi invade.
Piccolo scugnizzo,lo sai che avevi ragione?

tdx