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martedì 25 ottobre 2011

Come mi vuoi





- “Come mi vuoi?”

- “Ti voglio nudo, quando domattina verrai ad aprirmi la porta della camera. Nudo e con il çazzo duro.”

Passo una notte agitata. Tra poco ti vedrò per la prima volta, e sarò io a decidere come, situazione insolita per me. Non sono abituata a gestire una trama, mi lascio condurre piuttosto che fare la regia.


- “Sto uscendo ora, tra mezz’ora sarò lì. Sai cosa devi fare vero?”

- “Si, certo.”- La tua voce è ancora impastata dal sonno, ti immagino mollemente sdraiato nel letto, le coperte ancora calde dalla notte appena trascorsa.

Arrivo in albergo, la mia eccitazione comincia a salire, sento il pulsare dei battiti del mio cuore quando consegno il mio documento alla reception.

- “Stanza 403, quarto piano… l’ascensore è in fondo al corridoio.”

Respiro lentamente…. Tum- tum- il martellare ritmico decelera… Premo il bottone dell’ascensore. Ma quanto ci mette ad arrivare… butto fuori l’aria. Si aprono le porte… entro…. Tasto 4. Schiaccio. Mi guardo allo specchio. Ho gli occhi stanchi dalla nottata trascorsa ma vi colgo quel bagliore che conosco bene, che non riesco a nascondere.

Quarto piano, si aprono le porte…esco… 401…402… cammino in punta di piedi per non far sentire il rumore dei miei tacchi… ecco… 403. Busso. Ora il sangue mi pulsa nelle tempie, assordante. Tra poco ti vedrò…tra poco.. qualche secondo ancora. Sento la tua voce, un mugolio provenire dall’interno, ma ancora non apri la porta. Mi sto spazientendo, sai? Busso ancora.

La porta si apre. Eccoti finalmente! Sei  nudo, ti guardo prima in volto e poi subito abbasso lo sguardo.

- “E questo me lo chiami un cazzo duro?”

- “Sei arrivata in anticipo, non ero pronto. Ora ci pensi tu, no?”

- “No, i patti non erano questi. Ora voglio che lo fai diventare duro come ti avevo chiesto.”

Poso la mia borsa mentre ti osservo, in piedi accanto al letto. Te lo prendi in mano, le dita si chiudono intorno alla carne… su e giù… lo scappelli mentre guardo quel movimento ritmico, lento. Ne osservo la consistenza.

“Si, ora è abbastanza duro”- Ti dico mentre lo sfioro girandoti intorno ed andandomi a sedere sul bordo del letto. Ti guardo così, nudo,con la mano ferma stretta intorno al tuo cazzo e quello sguardo interrogativo. Ti starai chiedendo perché mi sono allontanata, perché non ti ho succhiato subito.

Invece rimango qui ad osservarti, come ho fatto tante volte ma a distanza. Anche allora ti lasciavi guardare e tu non vedevi me. Anche ora sono vestita da capo a piedi mentre tu sei in mostra, esposto al mio sguardo. Ci si sente senza difese ad essere spogliati di fronte a qualcuno vestito, si è deboli, senza protezione ed al contempo a me questa situazione dà un senso di potere. E continuo a giocare un po’ con te.

- “Continua a toccarti, ti ho chiesto forse di fermarti?”

- “No no, scusami. Si si continuo, dimmi tu cosa devo fare.”

- “Vieni qui, qui vicino a me.”

Il letto è accanto alla porta finestra di un piccolo terrazzino in comune con altre stanze. Dietro la testata un’altra finestra, e tutte e due hanno le tende aperte. Fuori scorgo il palazzo di fronte, dall’altro lato della strada.

- “Qui davanti? Ma mi vedranno tutti!”- dici mentre ti sposti esattamente nel punto da me indicato

- “Non hai detto che ti piace farti vedere? Eccoti accontentato.”

- “Mi farai cacciare dall’albergo così!”

- “Beh non è un problema mio no? … Bravo continua così”

Faccio fatica a non toccarti ora, sei così vicino che sento l’odore del tuo sesso, noto la cappella bagnata dai tuoi umori. Il giochino si sta facendo pesante per me… quanto potrò resistere?

- “Vuoi guardarmi? Guardami” - dico mentre lentamente mi sollevo la gonna.

Apro le gambe, sono senza calze e mi è facile scostare leggermente lo slip ed introdurci le mie dita… scivolano tra le mie labbra. Sono fradicia. Ora anche il mio odore si espande nella stanza, dolciastro. Ritraggo le dita e le passo sotto il tuo naso.

- “Mi senti?”

- “Basta, dai facciamola finita, non ti sei divertita abbastanza?” Hai fermato la tua mano. Il tuo cazzo svettante ha la cappella violacea da quanto è gonfio.

- “Non ancora” sogghigno mentre mi sfilo gli slip bagnati e te li strofino sul viso. Poi apro bene le gambe e ti mostro la mia intimità

- “Ti prego basta, basta sto scoppiando! Voglio toccarti. Posso?”

- “Inginocchiati. Così, bravo… ora avvicinati” Compi appena due passi sulle ginocchia fino ad arrivare ai miei piedi. Mi assale una strana frenesia, ho voglia di farti male. Ti prendo per i capelli ed abbasso la tua testa verso le mie estremità.

- “Mi hai fatto aspettare fuori della porta, ed ora sei tu ad aspettare me”

Ti tengo sempre per i capelli, sei con la schiena piegata e il viso sopra i miei piedi, infilati dentro un paio di sandali neri dal tacco alto e sottile. Cominci a baciarmeli delicatamente, servizievolmente.

- “Bravo, hai capito cosa devi fare ora”-
(continua....)

12 commenti:

  1. Si percepisce il desiderio. Bello.

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  2. ah si? eppure mi hanno detto di no... beh è solo l'incipit di una racconto che non riuscivo a mandare avanti... così ho la scusa per terminarlo

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  3. Come si vede che sei donna... perchè se lo sorprendi al mattino, normalmente lo trovi in un perfetto "alzabandiera".
    Se poi sà di attendere, non solo un donna, ma di attenndere te farà persino male dal turgore.
    Ma ora che ce l'hai lì a disposizione attendo di leggere lo svolgimento di una degna "colazione".

    Ciao ciao, Lo Gnolo.

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  4. Cruda, vogliosa ed impaziente.
    Impaziente come noi tutti che, immancabilmente, attendiamo il seguito.

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  5. Lo Gnolo!! Ma sei tu Lognolo tutto intero?
    Sai lui si era rivestito perché era sceso a far colazione e poi risalito quindi non era propriamente sceso dal letto, questo l'ho saputo dopo. Tu credi che non conosca gli uomini al punto di sapere COME si svegliano la mattina?? :-)
    Uomo@so che ti piaccio meno cruda, mi sa che questo sarà così però...

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  6. un racconto durissimo.
    r

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  7. durissimo? e perché? ancora non sai come va a finire!

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  8. uhmm ho modificato direttamente il post senza metterne un altro comunque... continua ancora!

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  9. Da donna che pure ama la situazione inversa 8vale a dire essere dominata) apprezzo molto... Bello, ben scritto, brava come sempre =) Aspetto il seguito xD

    J.

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  10. grazie! si io in realtà mi trovo più nella situazione opposta... ed ecco perché non mi riesce di finirlo sto racconto!

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  11. pero ... pero ... pero ...
    mica male
    complimenti
    diventa persino difficile pensare a una seconda parte all'altezza della prima ...
    saluti
    fabio

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tdx