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martedì 24 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Quarta ed ultima parte


(prosegue il racconto scritto a quattro mani con discretopassionale)


Anna prende a baciare la cappella di Gianni, delicatamente coglie con la lingua i suoi umori, si stupisce di quel sapore diverso, acidulo come quello di una mela colta troppo presto dall'albero.
Gianni chiude gli occhi e riversa la testa all'indietro quando Anna lentamente ma inesorabilmente lo accoglie nella sua bocca quasi completamente, mentre la sua mano ha abbandonato l'asta e si è spostata sui testicoli come per aiutarsi nell'affondo.
Il desiderio in lei cresce al pari del ritmo della sua bocca, sente le labbra della sua fica gonfiarsi per il piacere e gli umori colare lungo le cosce, avverte chiaramente la çappella di Gianni crescere e il suo cazzo vibrare ma non vuole che venga così, vuole sentirlo dentro di lei, vuole essere scopata selvaggiamente da quel cazzo che teme non sentirà mai più dopo quella volta.
Mario si sposta e li abbandona andandosi a sedere sul divano a pochi metri da loro, si masturba guardando Anna, la sua Anna, in ginocchio davanti al suo amico d'infanzia intenta in uno dei suoi splendidi pompini. L'osserva succhiare avidamente quel cazzo, mentre sente uno strano languore nel petto e si stupisce per la libidine che lo sconvolge, sente il suo membro pulsare mentre continua a menarselo guardando la lingua di Anna che lambisce la cappella di Gianni. Il viso dell'amico è in preda alla lussuria mentre le spinge il cazzo in gola... non l'ha mai visto così, non l'avrebbe mai potuto immaginare così. Lei lacrima, il trucco sfatto le riga il volto, i capelli arruffati, il suo morbido corpo sconvolto... la vede stringersi i seni ed accoglierlo lì in mezzo. E l'espressione dei suoi occhi, quello sguardo bramoso ed avido che Anna aveva avuto soltanto per lui... Si sente rimescolare lo stomaco, vorrebbe avvicinarsi e schiaffeggiarla, urlarle che è una puttana, ma non lo fa. Rimane a contemplare quella visione, godendo invece al tempo stesso nel vedere la carnalità del corpo di sua moglie mentre è alle prese con un altro uomo.... sente l'orgasmo avvicinarsi, le palle indurirsi

Anna riconosce quei mugolii che precedono l'esplosione del marito... si alza e raggiunge Mario tenendo Gianni per il cazzo e trascinandoselo dietro come un cagnolino con il suo guinzaglio di carne, poi si inginocchia di fronte al marito seduto sul divano appena in tempo perché lui la inondi con il suo seme caldo, le schizza sui seni, sul volto, sui capelli... E' la prima volta che suo marito compie quel gesto ... ora vede Anna in maniera diversa, è paradossale ma la sente ancora più sua.
L'uccello di Gianni è ancora nella sua mano, durissimo mentre lei ora si dedica a lui, accogliendolo nuovamente nella sua bocca sempre di fronte al marito. E' quasi completamente in estasi mentre affonda con colpi sempre più decisi nella sua bocca, la saliva cola copiosamente lungo l'asta del suo cazzo gocciolando a terra. Ha osservato Anna accogliere gli zampilli del marito e desidera
fare altrettanto, così sfila il suo membro da quella bocca avida un attimo prima che spruzzi di sperma bollente la ricoprano nuovamente, andando a mescolarsi al seme del marito.
Mario osserva sua moglie in ginocchio ricoperta di sperma, le protende la mano e l'aiuta a sollevarsi, poi con la stessa mano amalgama sul suo corpo le macchie lattiginose mescolando i due semi, le massaggia il seno dolcemente mentre la bacia. Senza parlare le tende la mano e la sostiene sollevandola da terra, l'accompagna in bagno, l'aiuta ad entrare nella doccia e fa scorrere l'acqua tiepida sul suo corpo. Poi prende la spugna, vi versa alcune gocce di bagno schiuma e comincia ad insaponarla come se fosse una bambina, prima le spalle, poi il seno, poi scende lungo la schiena e si insinua tra le natiche burrose.
Con le mani le sciacqua il volto, poi entra anche lui nella doccia e l'abbraccia sotto il getto dell'acqua. Anna si lascia coccolare dal marito... quei gesti la rimettono in pace con sé stessa, per un attimo ha avuto timore di aver rovinato tutto, invece ora intuisce che da questa esperienza il loro legame uscirà rafforzato. Non avrà più segreti per lui, i suoi desideri saranno anche i suoi.
Ma mentre il marito l'accarezza ritorna a pensare a Gianni che è rimasto in salotto, ha voglia di lui, lo vuole dentro di lei, vuole sentire quell'attrezzo duro e lucido frugarla dappertutto.
Dopo la doccia Mario le porge l'accapatoio, osserva sua moglie, il suo corpo pieno cosparso di goccioline, e le pare che non sia mai stata così bella. Sente di amarla come non mai. La bacia con tenerezza scostandole una ciocca dei capelli umidi che le incorniciano il volto.
Quando escono dal bagno si lasciano andare sul loro letto coniugale, obliquamente. Si baciano avvinghiati, i loro corpi nudi e frementi non sono ancora sazi. Dopo pochi minuti Gianni li raggiunge, osserva la loro intimità e prova quasi invidia... capisce che è stato soltanto un giocattolo nelle loro mani. Ma la smania di Anna non si è ancora placata...
- "Vieni qui"- Sussurra Anna. Gianni si avvicina al letto mentre la osserva sedersi sopra il marito dandogli le spalle mentre Mario afferra il suo sesso gonfio di desiderio indirizzandolo verso il sesso ancora umido di Anna che inizia ad abbassarsi lentamente, la cappella lucida forza le grandi labbra e inizia a farsi strada in lei. L'amico si appressa al viso di Anna con il sesso nuovamente teso, lei si aggrappa ai fianchi di Gianni e si lascia nuovamente violare la bocca....

Mario allunga le mani e afferra i generosi seni di Anna, mentre lei presa dall'eccitazione ha aumentato il ritmo dei suoi movimenti, i suoi glutei sbattono con colpi sempre più forti contro l'inguine del marito mentre Gianni, in piedi accanto al bordo del letto la prende per i capelli per spingere il suo sesso più a fondo
Anna vuole Gianni, vuole sentire quella lunga verga dentro di sé, così si alza lasciando che il cazzo durissimo di Mario scivoli fuori di lei, vuole assaggiarlo, sentire il sapore dei loro umori mischiati, si gira piegandosi verso il marito e la sua bocca ne accoglie la cappella. La sua fica fradicia si schiude alla vista di Gianni, gli umori le bagnano le sue cosce burrose.
Gianni si avvicina, afferra il suo cazzo turgido al limite della sopportazione e coperto di saliva indirizzandolo verso la fica di Anna, con un colpo deciso affonda con facilità dentro di lei, un urlo strozzato accompagna l'intrusione di quel cazzo troppo lungo, per lei abituata ormai da anni alle misure del marito.
Anna sente Gianni continuare a spingere quasi per saggiare la profondità di quell'anfratto bollente e accogliente, le mani di lui aggrappate saldamente ai suoi fianchi non le permettono di allentare la pressione di quel cazzo irruento. Il piacere è accompagnato dal dolore per quella spinta inesorabile che lentamente si trasforma in un movimento dolce ma deciso, lo percepisce chiaramente uscire quasi completamente per poi riaffondare con forza e sbattere in fondo al suo piacere.
"Non immaginavo che Gianni avesse un cazzo così lungo, mi fa ha fatto un po' male ma ora sento la mia fica che si è aperta, adattata.Sarebbe perfetto per il mio çulo … Ora mi sposto, chissà se capisce… lo lascio sgusciare fuori e mi impalo sopra quello di Mario…li voglio tutti e due dentro di me"
Anna si sposta di colpo, il cazzo di Gianni esce dal suo corpo e lei lo prende in mano dirigendolo verso il suo buchino roseo. Lui non aspettava altro, solo un gesto che gli consentisse di profanare quel culo che ha desiderato da tanto tempo. Anna ci appoggia appena sopra la cappella scivolosa e poi lascia fare lui, che lentamente, inesorabilmente entra in quello stretto canale. E' a cavalcioni sopra il ventre del marito che osserva il suo volto contrarsi nel dolore e poi dopo chiudere gli occhi e godere, godere di quel cazzo non suo che la sta violando nella sua più segreta intimità. Sente la sua fica calda ed umida scivolare sul suo ventre, vede i suoi seni ballare sotto i colpi di Gianni e la visione di sua moglie lo rende pazzo dal desiderio, il suo cazzo è duro come il marmo… afferra Anna per i fianchi, lei intuisce il suo volere e si solleva leggermente per poi riabbassarsi lentamente ed impalarsi sopra la verga del marito. Gianni rimane dentro di lei ma non si muove mentre Anna lascia che il cazzo di Mario la riempia davanti… le sembra che la sua fica si sia rimpicciolita, le pareti si sono ristrette a causa della pressione del membro di Gianni. Anche Mario lo sente… sente il cilindro di carne dell'amico attraverso la sottile membrana che li separa.
Anna si sente riempita, impalata nel ventre, nelle viscere dalla carne pulsante dei due uomini che si muovono dentro di lei, abusando del suo corpo, usandola. Mario mentre la guarda le succhia i capezzoli, le infila le dita in bocca e se le lascia succhiare:
- "Ti piacerebbe che ci fosse un altro ancora? Un altro cazzo che ti scopa la bocca, vero?
Le parole del marito fanno esplodere la miccia di Anna… si immagina con tre uomini che la prendono dappertutto, mentre sente contemporaneamente fica clitoride e çulo pulsare, quei cazzi gonfiarsi all'inverosimile dentro la sua carne ed un'onda liberatoria che la attraversa tutta, le squassa le viscere e lo stomaco e le risale lungo la schiena fino ad esplodere nella sua testa. Booom! Grida come non ha mai fatto finora, come un animale, come una bestia, a lungo. Anche Gianni esplode, la riempie con il suo sperma bollente fino nell'intestino, fino nei suoi anfratti più remoti. Poi si sfila da lei lasciando colare il suo seme fuori, osserva il suo buchino allargato gocciolare. Si accasciano entrambi sul letto, sfiniti.
Il cazzo di Mario è ancora teso fino all'inverosimile, si è tenuto perché vuole prendere anche lui sua moglie nel culo. Anna è rimasta sdraiata sul ventre, le solleva leggermente le natiche bianche e burrose, le apre con le mani e ci infila la lingua a leccare le ultime gocce di sperma dell'amico mescolato agli umori di lei. Quell'afrore dei due sessi mescolati lo rende pazzo di libidine, si afferra l'uccello alla base ed entra nel culo già aperto dall'amico. Il suo cazzo più largo lo dilata ancora di più, Anna si lamenta mentre lui inzuppa la cappella nello sperma di Gianni. La possiede con foga, ma non riesce a trattenersi a lungo, anche lui scarica tutta la sua potenza dentro di lei che gode ancora una volta analmente… Mario sente l'anello di carne stringersi e contrarsi intorno al suo cazzo. Ed ora, come tre naufraghi abbandonati su una spiaggia dopo una tempesta se ne stanno così, sdraiati sul letto, Anna in mezzo e i due uomini ai suoi fianchi, spossati.
Tutti ora pensano che hanno finalmente realizzato un sogno, ma sanno anche che questo sarà soltanto l'inizio di un gioco che potrebbe portarli molto, molto lontano….

lunedì 23 maggio 2011

giovedì 19 maggio 2011

Telepatia



Sicuramente capita anche a voi qualche volta di avere certe sensazioni. Ieri mattina, come sempre dopo il mio risveglio ho messo i piedi in terra, poi ho fatto qualche passo sopra le tavole del parquet ed ho aperto la finestra, ho girato il chiavistello ed ho spalancato le imposte. Il cigolio del legno ed il rumore che fa la persiana quando sbatte sul muro mi comunica che un altro giorno ha inizio. Non so perché proprio mentre ho aperto i vetri ho pensato a F. Una specie di folgorazione. Chissà che fine ha fatto. E' parecchio che non lo vedo, due mesi forse…

Mi sono avviata in bagno, i piedi hanno faticato ad andare diritti ripensando all'ultima volta, a quando su questo stesso letto mi ha sollevato le gambe mentre era sopra di me e mi ha inculata così. Gli piace guardarmi negli occhi mentre mi entra nel culo, mentre vede sul mio viso l'espressione di dolore che diventa piacere. Dolore…ma neanche tanto. La sua cappella è talmente liscia ed io così eccitata che entra facilmente. Lo preme un po' sul buchino e la lascia lì. E' il mio garofano che l'assorbe come fosse l'apertura di un fiore carnivoro che ingoia il suo cazzo, ed è soltanto allora che spinge più forte. Centimetro dopo centimetro entra in me.
I suoi occhi verdi incorniciati dalle folte sopracciglia sopra di me sono qualcosa di indimenticabile. In quei momenti si accendono di bagliori luciferini. Mi fa quasi paura quel luccichio, ed io adoro avere paura.
Poi il pensiero di lui è svanito, sono stata in l'ufficio per qualche ora e quindi ho preso il treno che mi porta in città. Ma stavolta ho deciso di partire prima e di scendere ad un'altra fermata.
Arrivata a destinazione percorro il lunghissimo marciapiede, rimango sulla sinistra. Poi mi sposto sul lato destro per controllare gli orari del ritorno e rimango da quella parte, camminando ancora.
Tra la gente che cammina dandomi le spalle, noto un uomo fermo di fronte a me, jeans e camicia bianca… mi avvicino e riconosco quello sguardo, il suo pizzetto mefistofelico. Cazzo non può essere!
Se ne sta piantato lì, la testa leggermente reclinata, una mano su un fianco e quell'aria per niente stupita. Mi squadra dal basso verso l'altro sogghignando quando compio gli ultimi passi e lo raggiungo.

- Ma che ci fai qui?
- Aspetto una persona

Mi avvicino e lo bacio, so che non posso farlo sulle labbra in pubblico e non è lì per me.
Affondo il viso sul suo collo mentre lui mi cinge la vita con il braccio. Percepisco il suo afrore di maschio che mi piace da impazzire, mescolato all'aroma di sapone, di bucato della camicia pulita.
Quando mi allontano mi cade l'occhio su quello spicchio di pelle visibile dalla camicia lasciata leggermente aperta, vedo i suoi peli ed immagino il suo torace nudo...vorrei infilarci una mano, aprire quei bottoni e…

- Sai che ti pensavo proprio stamattina? Sono un po' streghetta eh?

E mentre lo dico roteo la mano sinistra compiendo un gesto che potrebbe anche significare follia.

- Si, lo so. Ero assolutamente certo di incontrarti qui.

Fa una piccola pausa e mi fissa dritto negli occhi, fulminandomi.

- Sei sparita.

- Anche tu sei sparito.

Ecco quando ti dicono che sei sparita e loro hanno fatto altrettanto come la mettiamo? Perché devo sentirmi in colpa, e di cosa?
Dal suo sguardo che si solleva e punta lontano, dietro le mie spalle capisco che la "persona" è arrivata. Lo saluto nuovamente e mi allontano.
Nel pomeriggio mi arriva un sms:

Non xdiamoci tesoro xché mi regali allegria e desiderio! Ho una gran voglia di… (seguono descrizioni dettagliate. Ma mica devo dirvi proprio tutto eh?)

Sarà stata una coincidenza, ma mi piace pensare che il mio pensiero l'abbia portato fin lì. o comunque mi abbia fatto prendere il treno ad un orario diverso.

sabato 14 maggio 2011

Accarezzami Quiero Tu amor




Accarezzami tra un bacio e il tuo respiro
con le mani di gelsomino senza parlare,
lascia che siano i corpi a bruciare di passione
in una coppa di miele caldo d’amor bagnato,
solo baci per scivolare insieme come petali
storditi dal vento, solo carezze sino a denudarci
per far esplodere il piacere nel cuore;
sì, abbandonati all’amore con la pelle contro pelle
sino a conoscere ogni meraviglia come prova d’amore,
così i miei baci ti parleranno di me
perché sentirai la voce tremante della mia anima.

Baldo Bruno


CARICIA
QUIERO TU AMOR

Entre un beso y acariciar tu aliento
con las manos sin decir una palabra de jazmín,
deja al cuerpo a quemar con pasión
en un vaso de miel caliente del amor húmedo
sólo besa a deslizarse juntos como pétalos
aturdido por el viento acaricia sólo hasta que se desvista
para hacer estallar el placer en el corazón;
sí, el amor abandonado piel a piel
hasta conocer todos se preguntan cómo una prueba de amor,
así que mis besos me habla
porque sentía la voz temblorosa de mi alma

mercoledì 11 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Terza parte

(prosegue il racconto scritto a quattro mani con Discretopassionale)

Anna sa che probabilmente sarà la prima e unica volta nella quale potrà avere due uomini tutti per lei, suo marito e un altro uomo...freme di desiderio, li vuole godere tutti e due, fino in fondo, fino a sfiancarli.
La situazione è impari, lei completamente nuda e i suoi due uomini ancora vestiti di tutto punto. E' imbarazzata ma al tempo stesso anche terribilmente eccitata, ma le basta poco perché cominci ad abbassare le sue difese. Mentre suo marito, di fronte a lei inizia a baciarla e ad accarezzarle il seno compiendo gesti noti avverte l'altro uomo dietro di lei, uno sconosciuto che desidera tastare, assaggiare e sentire dentro di sé per la prima volta.
Percepisce il respiro di Gianni sul collo, proprio come quella sera in cucina, e poi la sua bocca.. i baci sulla nuca che si trasformano in piccoli morsi, mentre aderisce alla sua schiena, ai suoi glutei fino a farle percepire la rigidità del suo sesso attraverso la stoffa dei jeans.
Poi le mani di Gianni scendono ad accarezzare lo spacco tra le natiche, si infilano impudicamente a stimolare il buchetto roseo per poi scendere verso il sesso caldo e fradicio, le dita entrano senza difficoltà provocando ad Anna un brivido di piacere, in preda all'eccitazione allunga una mano verso il sesso di Gianni, lo tasta, lo stringe mentre morde le labbra di Mario.
Anna entra con la mano nei pantaloni della tuta di Mario, sa che lo troverà non completamente eretto, lo conosce a memoria, sa esattamente come fare per farlo diventare duro come il marmo, sa che solo la sua bocca avida e la lingua madida di saliva possono riuscire nell'intento, ma inaspettatamente lo trova durissimo...
La mano di Mario dal seno scende lungo il suo ventre fino ad arrivare al monte di Venere, con un movimento circolare spettina il pelo rado lasciato a parziale difesa del suo clitoride eretto e pulsante di desiderio. pochi centimetri e le dita lo raggiungono, forti e delicate. Due tocchi completamente diversi, attento e dolce quello del marito, frenetico e impaziente quello dell'amico, il contrasto tra quei due modi è una miscela esplosiva che accende Anna.
Ma improvvisamente non percepisce più il contatto con Gianni, sta per girarsi a cercarlo quando sente le mani di lui allargarle i glutei ed il suo respiro caldo proprio nella sua intimità, si è abbassato dietro di lei e sta annusando il suo profumo. Anna sporge ancora di più il bacino all'indietro, vuole sentire la sua lingua frugarla, vuole bagnare quel viso dei suoi umori, vuole far sentire tutta la sua eccitazione a quell'uomo inginocchiato alle sue spalle, vorrebbe ordinargli di baciarle il cul0 usando parole fortissime, ma teme la reazione di Mario, di come reagirebbe sentendo la moglie devota proferire parole degne di una cagna in calore. Per fortuna le labbra di Mario ora sono incollate alle sue, e le impediscono di parlare. Gianni ha quasi perso le staffe, preme con vigore il suo viso tra i glutei di Anna, l'odore dolciastro degli umori del suo sesso si mischia con il profumo acre di quel roseo buchetto che pare sproporzionatamente piccolo comparato a quei carnosi glutei. Sente il çazzo tesissimo scoppiargli nei pantaloni, ma ancora non osa spogliarsi, aspetta un assenso dall'amico.

Mario mentre la fruga tra le gambe la bacia dolcemente, poi abbandona le labbra di Anna per scendere a succhiarle i capezzoli turgidi, le sue mani lasciano il suo sesso per afferrare quelle due rotonde e bianche bocce quasi a strizzarle, la sua lingua passa da un capezzolo all'altro sempre più velocemente, il corpo di Anna è percorso da brividi di piacere, la sua bocca libera dai baci di Mario sembra parlare da sola
- "Si...baciami il culo...leccamelo!"
Mario si stacca leggermente, per un attimo pensa che quell'ordine sia per lui, sposta la testa di lato e vede la faccia di Gianni affondata tra le chiappe della moglie. Eccitato da quella visione appoggia una mano sulle spalle di Anna e la fa piegare ancora di più mentre con l'altra le afferra i capelli, in un gesto brutale di cui si stupisce, che non ha mai osato fare con sua moglie. La schiena carnosa di Anna disegna un angolo retto quasi perfetto con le gambe leggermente piegate, il suo sesso si schiude quasi completamente e mentre la lingua di Gianni affonda avida a coglierne ogni goccia dei suoi umori contemporaneamente le dita dell'amico la esplorano in profondità....
Anna vinta dal piacere si aggrappa ai fianchi di Mario, sente l'orgasmo salire e le gambe tremare, quando Mario afferra i pantaloni della tuta e li abbassa a liberare il suo sesso turgido come non mai
- "Succhialo...da brava...lo so che lo vuoi ora" - la sua cappella violacea sfrega sul viso di Anna, bagnata come se fosse appena uscita dal suo sesso, il profumo dell'eccitazione del marito è dolciastro, schiude la bocca e lo accoglie quasi completamente, duro e bollente, mentre lui inizia a muovere dolcemente il bacino avanti e indietro, quasi violando quella bocca delicata.
L'orgasmo la raggiunge quasi inaspettato, la bocca e le dita Gianni immerse nel suo sesso e il cazzo di Mario che le affonda in bocca...le gambe sembrano sul punto di cedere da quanta è la forza dei fremiti che l'attraversano.
Si lascia quasi cadere e si trova in ginocchio ai piedi del marito, Gianni timidamente affianca Mario per godere la vista di quella bocca che si muove avida su quel cazzo. Lo sguardo di Anna risale dal membro del marito agli occhi di Gianni mentre la sua mano cerca la cintura dell'amico per liberare finalmente tutta la sua eccitazione, Gianni preso dalla frenesia l'aiuta calandosi quasi completamente i pantaloni. Il suo sesso durissimo scatta verso l'alto come una molla, più slanciato di quello di Mario, ben proporzionato e di una lunghezza quasi invidiabile, trema per l'eccitazione già completamente scappellato. Anna guarda ora i due amanti di fronte a sé, le loro virilità nude, erette. Dopo quello del marito è la prima volta che ne vede un'altro. Li osserva bene perché vuole che questa immagine le rimanga stampata nella memoria: i due sessi sono tesi, così simili ma così diversi, quello di Mario tozzo e possente e l'altro slanciato e quasi delicato nella sua inaspettata lunghezza.
Anna allunga una mano fremente verso il sesso dell'amico e prende ad accarezzarlo delicatamente, le sue dita scivolano lungo l'asta, lo sfiorano quasi per solleticarlo. Per Gianni è quasi una tortura, vorrebbe prenderla, farla sua con tutte le sue forze, un gemito gli sfugge quando Anna lo afferra saldamente mentre la sua bocca continua instancabile sul sesso del marito.
Il movimento della mano di Anna e' dolce e deciso e ricalca i movimenti della sua bocca, la mano scende lungo l'asta scoprendo la cappella di Gianni mentre con la bocca accoglie per quanto possibile il cazzo del marito, poi Anna schiude gli occhi e il suo sguardo si posa sull'arnese di Gianni, ne ammira la sua perfezione a pochi centimetri da lei, brama di assaggiarlo sotto lo sguardo eccitato di Mario...ora il suo sguardo risale lungo gli addominali scolpiti di Gianni, il petto definito, la bocca che l'ha appena assaggiata ancora lucida per i suoi umori e infine gli occhi, scuri come la notte, che la fissano accesi di desiderio per lei.
Non ha mai visto Gianni guardarla così, un mix di desiderio e di supplica per quella bocca, per quella lingua avida e fradicia di saliva che disegna linee invisibili sulla cappella di Mario. Anna si stacca dal cazzo del marito quasi per riprendere fiato, ed ora è li, in ginocchio tra i due suoi uomini, le sue mani che massaggiano quei due cazzi turgidi e pronti per lei, il suo sguardo che si sposta frenetico da uno all'altro.
Ora vuole Gianni, finalmente lo sentirà nella sua bocca, ne gusterà il sapore, la consistenza, il suo calore, sposta lentamente la testa verso il suo sesso cercando nuovamente nello sguardo del marito un segno di approvazione, sa che dalla reazione di Mario dipenderà il prosieguo di quell inaspettato incontro e probabilmente della loro stessa relazione, Mario intuisce il desiderio di Anna e un mezzo sorriso lussurioso gli piega la labbra, Anna ricambia il sorriso...dopo anni di fedeltà al marito sta per assaggiare un cazzo diverso...

lunedì 9 maggio 2011

Odio le pulizie di primavera- Seconda parte

Gianni: Cazzo, che culo che ha Mario, ad avere una moglie così, se non fosse qui andrei ad affondare la mia faccia tra quelle chiappe burrose, con la bocca aperta e la lingua fuori. Ma guarda che curve, mio Dio cosa le farei, e che tette, saranno almeno una quarta, bianca come il latte, tonda come la luna, Dio ti prego dammi la forza di resistere altrimenti la prendo qui davanti a lui. Spero che non capisca dal mio sguardo i miei pensieri altrimenti qui l'amicizia va a farsi fottere.-
- "Ehm...ciao Anna...caldo oggi eh?"-

Ma che cazzo ho detto?...che fa caldo? ma sono scemo? Si...fa caldo infatti giro nuda per casa...Qui è meglio se sto zitto altrimenti faccio più danno che altro!
Mario sembra svegliarsi da un incubo, ma ha una strana espressione negli occhi
Mario: - "ANNA MA CHE CAZZO FAI? Copriti copritiiiiii, ma che figure mi fai fare con i miei amici! Chissà cosa penserà ora Gianni...che ho sposato una zoccola!"-
Gianni: - "Beh...ora non esagerare Mario, sono io che sono di troppo, forse Anna non si aspettava che ci fossi anche io, beato te che almeno tua moglie ti fa ancora queste sorprese! Forse è meglio che vada, avrete di meglio da fare che spostare la libreria!... Che invidia Mario!"-

Mario: - "Invidia???”- Sbotta Mario! "invidia di aver sposato una così?"
Gianni: -"Beh..Mario suvvia....non esagerare, Anna è sempre stata una brava moglie no?, E poi...voglio dire...guarda quanta roba!" -
Ma sono scemo davvero allora! penso, mentre Mario mi lancia un'occhiata piena di rabbia...mi sento arrossire fino a dietro le orecchie!
Mario:- "E almeno girati dall'altra parte! cazzo Gianni...è pur sempre mia moglie!" -
Gianni:- "Ah si...scusami, hai ragione..." –

Non mi sono mai voltato così lentamente in vita mia, a malincuore le do le spalle ma mi trovo praticamente di fronte alla specchiera tonda stile 800, con il risultato che continuo a vedere Anna nuda sulla scala. Mi vergogno ma mi tira da impazzire, abbasso la mano per sistemarlo meglio, prima che si spezzi incastrato nei boxer e quando lo afferro vedo Anna nella specchiera che mi guarda...abbasso lo sguardo! Dio che figura! mi sa che non metterò più piede in questa casa per secoli.

Mario: - "E tu vieni giù di li e copriti!"
Gianni: Non ho mai sentito Mario così alterato!
Anna scende lentamente dalla scala e le sue forme tremano ad ogni scalino che scende, il suo sguardo è fisso in quello di Gianni, riflesso nello specchio mentre tenta, senza successo, di coprirsi con le mani il pube completamente glabro e i seni prosperosi. Ora è di fronte a Mario e l'abbraccia
Anna: - "Scusami tesoro, ma l'ho fatto per te...non sapevo che portavi anche Gianni, volevo farti una sorpresa, lo sai che ti amo"
Mario: - "Anche io ti amo tesoro, scusami per la mia reazione ma non me l'aspettavo"- le risponde Mario mentre la copre con una vestaglia e si scambiano un bacio appassionato.
Gianni: Mi giro timidamente e li trovo abbracciati, un senso di sollievo mi invade. Meno male, qui davvero si rischiava il patatrac!. Mi avvicino e appoggio le mani sulle spalle ad entrambi...

- "Beh ragazzi, tutto è bene quel che finisce bene, vi lascio da soli..."-

Anna: Gianni a un metro da me, io abbracciata a mio marito praticamente nuda...ora o mai più, hai già perso un'occasione Anna...ne vuoi perdere un'altra?Penso alla fantasia che ho fatto con mio marito non più tardi di una settimana fa, farlo in tre, con uno sconosciuto e lui che ha ha risposto ridendo "meglio con un amico almeno non rischiamo strane malattie"...chi meglio di Gianni? E poi...ho visto come mi guardava, ora o mai più!
Allungo una mano mentre continuo a baciare mio marito e afferro il pacco di Gianni...Uhm...ancora in tiro, vediamo la sua reazione...


Gianni: - "Ma che cazz..." abbasso lo sguardo sul pacco per mettere a fuoco cosa sta succedendo. La mano di Anna??? ma questa davvero vuole farmi ammazzare! alzo lo sguardo di scatto per cogliere la reazione di Mario che per fortuna non si è accorto di nulla...cazzo cazzo...devo andarmene… però...oddio...che presa forte...e lo palpa proprio...Anna ti prego fermati sennò davvero perdo le staffe e ti faccio di tutto...e poi Mario...chi lo sente più!
Anna: Che situazione intrigante...Dio sono un lago...però Gianni...complimenti...gran bell'arnese! e come risponde bene, è già durissimo...e il mio bel maritino? che effetto gli faccio praticamente nuda di fronte a lui? Sentiamo un po’...Allungo la mano e afferro il cavallo dei pantaloni, so quanto ti piace se te lo afferro così!
Mario: - "Uh...Anna..ora non esagerare c'è ancora Gianni"- Mi stacco leggermente e guardo Gianni quasi imbarazzato "Ma che faccia, poveretto sarà shokkato. E’ rigido come un attaccapanni con gli occhi spalancati...sembra terrorizzato. Abbasso lo sguardo e vedo la mano di Anna che armeggia il pacco di Gianni
- "GIANNI MA CHE CAZZO FAI?!?"
Gianni: - "No ma...io...nulla Mario! È lei che me lo sta menan...cioè...è lei che...Mario io non volevo, non ho fatto nulla"
Mario: - "Annaaaaa...ma cosa cazzo fai??? Ma hai bevuto?"
Anna: - "Dai Mario...ne abbiamo parlato giusto ieri sera...ti ricordi? farlo in tre...tu hai detto meglio con un amico che con un estraneo... e Gianni è un amico no?"
Gianni: - "Siiiii si si si sono un amico io Mario...siamo sempre stati amici fin da picc..."
Mario: - "Zitto Gianni! cazzo...stai zittooooo" "
Anna:- " "E poi Gianni mica lo andrà a dire in giro no? Lui ci conosce bene..."
Gianni: - "Giusto Anna! vero...io non dico nulla...no no...muto come una tomba! figurati se vado in giro a dire..."
Mario: - "Zitto Gianni cazzoooooooo, zitto o faccio una strage!"
Gianni: - "No Mario....scusa scusa...non fare una strage...io ecco..ora sto zitto..."
Mario:-"Si ma così all'improvviso...io scherzavo era un modo di dire..."
Anna:- "Amore...ho visto il tuo sguardo...non mi sembrava che scherzassi molto...."
Gianni: - "Effettivamente anche a me l'hai detto un paio di volte che ti sarebbe piaciuto farlo in tre... anche al bowling ti ricordi Mario?"
Mario:-"Ti ho detto di stare zittoooooooooo! È una cosa tra me e mia moglie..."
Gianni: - "Si però Mario...la mano di tua moglie...voglio dire..."
Mario: - "Gianni cazzooooooo"
Gianni: - "Ehm...si...scusa...."
Mario: - "Si ma così all'improvviso senza neanche darmi il tempo di prepararmi psicologicamente"-
Anna: - "Amore...le cose improvvisate sono sempre la migliori...sono quelle che riescono meglio perchè si vive il momento senza troppi pensieri..."
Gianni: - "Si...vero vero...altrimenti ci si pensa troppo e poi non si vive bene e si è bloccati..."
Mario:- "Gianni è l'ultima volta che te lo dico, o stai zitto o te lo taglio con il trinciapollo!"
Gianni: - "Uh...no il trinciapollo no..."
Anna: - "Baciami amore...lo sai che amo solo te, e questo non cambierà la cose, sarà il nostro momento di divertimento, fallo per me, la tua moglie fedele che continuerà a restarti fedele..." -
Gianni: - "Si Mario fallo...dagli una soddisfazione a questa brava donna tutta casa e famig..."
Mario: - "Gianniiiiiiiiiiiiiiii...bastaaaaaaaaaaaaaaaa"
Gianni: - "Ehm...si...allora...io...ecco...forse è meglio se vado..."
Mario: - "Si forse è meglio" sbotta Mario guardando Gianni con aria severa,
Anna: "No Gianni resta...fallo per me"- dice Anna guardando Mario negli occhi
Gianni: - " Anna guarda...solo perchè me lo chiedi tu...e sai quanto ci tengo a Mario"-
Mario: - "Gianni stai zitto...non voglio sentirti proferire una sola parola...se sento anche solo un commento su Anna ti sgozzo e ti seppellisco in giardino! e ti giuro che lo faccio!"-
Gianni: - "Si si...tranquillo...muto come una tomba...”
Mario inizia a baciare Anna come non aveva mai fatto negli ultimi giorni, Gianni si sposta dietro di lei e con un tocco morbido fa scivolare la vestaglia a terra, le bianche e burrose rotondità di Anna, tanto immaginate e sognate sono ora di fronte a lui, sfiora con le dita la schiena di Anna che in risposta sporge i glutei verso di lui, che si abbassa a baciarle il collo..."il sogno inizia ad avverarsi" pensa Anna..."Da non crederci...finalmente è realtà" pensa Gianni..."Ho sposato una zoccola, ma la amo troppo" pensa Mario....

Continua....

mercoledì 4 maggio 2011

Il diario di Adele- Seconda parte


Dopo di lui, ho allineato i nomi uno dietro l’altro senza contarli. E poi a ritroso, sono andata indietro basandomi sulla memoria. Il giorno otto del mese scorso è passato esattamente un anno ed ho deciso di risalire quelle righe e fare il conto. Di alcuni, leggendo il nome non ricordavo neanche chi fossero, ci ho dovuto pensare. Tu lo capisci? Dodici mesi sono trascorsi, ho messo in fila quegli uomini sulle pagine del diario eppure non riesco a togliermi lui dalla testa. Quanti visi ancora si dovranno sovrapporre al suo, quante mani, quanti membri?

I primi mesi non ho avuto voglia di vedere nessuno, il mio corpo era come una grande conchiglia dalle valve chiuse. Il primo è stato un ragazzo giovanissimo, l’ho incontrato in un locale del centro, una sera che ero un po’ su di giri. Ero con Nora, ti ho parlato di lei, vero? Come prima cosa, nel caos e nel via vai di corpi accaldati che entravano ed uscivano, mi colpì la voce, l’accento che non era di queste parti. E poi quel viso strano, ne coglievi l’asimmetria senza comprendere, ma ad un osservazione più attenta notavi una cicatrice circolare sotto l’occhio sinistro che rendeva quel volto originale, e quei grandi occhi neri un po’ folli. Bello ma strambo.
Tu sai quanto mi attraggono gli uomini singolari, particolari. Quattro chiacchiere e mi scrive il suo numero di telefono sul rovescio del biglietto da visita del locale, aveva intuito che al momento non ero molto propensa ad andare oltre. L’ho messo in borsa ed è rimasto lì per mesi, finché un giorno non l’ho ritrovato ed ho chiamato. Avevo in corpo tanta di quella rabbia, dopo avere risposto ad una mail di Enrico che… sai quando ti scatta quella collera, quel desiderio di rivincita? No, forse tu non lo sai. Mi scopo il primo che passa. Ecco, una cosa così. Come punizione, per fare del male. Pericolosissima sensazione, il castigo prima o poi ti si ritorce sempre contro, ed il male lo fai a te stessa. Ma in quei momenti si è come accecati.
Lui è arrivato all’appuntamento  con indosso quei pantaloni con il cavallo sceso, una T shirt allucinante e le scarpe da ginnastica slacciate. Mio Dio! Io taccatissima in gonna ed autoreggenti. Dove vado in giro con lui conciato in quel modo ed io così?   E non ridere eh? Ti vedo che stai sghignazzando! Se potessi parlarmi ora partirebbe il tuo solito pistolotto che devo pensare al mio futuro, e che cosa mi rimane di questi incontri… si si lo so. Hai ragione. Tu hai sempre ragione caro il mio grillo parlante.
Bene, siamo andati a cena in un posto tranquillo, e poi quando è entrato a casa mi ha chiesto da bere, un liquore, qualcosa di forte. Lo sai che non consumo alcolici, avevo solo una bottiglia di vino rosso già aperta in cucina, residuo di una recente cena fra amici. L’ho versato in due bicchieri, ne ho sollevato uno per darglielo e poi ho preso il mio, immaginando di spostarmi e sorbirlo con calma, sul divano. Invece lui l’ha trangugiato in fretta tutto d’un fiato, lì in piedi in cucina. Voleva farsi coraggio, capisci? Aveva a che fare con una donna, non una ragazzina. Mi ha fatto tenerezza.
Poi è stato travolgente, ma in quella maniera di chi vuole arrivare presto alla conclusione, ansioso. Mi ha strizzato le tette, palpato forte ed abbiamo prima pomiciato un po’. Quegli occhi folli mi scrutavano, interrogativi. Aveva un bel pisello, questo lo ricordo, leggermente ricurvo. Alla fine, trasferiti in camera, l’ho scopato io, gli sono salita sopra a cavalcioni e mi sono impalata su di lui.
Scusa sono troppo diretta, vero? Beh ormai l’ho scritto, già ci sono troppe cancellature sul foglio, e perderei troppo tempo a fare una bella copia.
Ti tralascio il seguito, ti dico solo che due giorni dopo l’ho incontrato vicino casa mia che correva sotto la pioggia insieme a due dal sesso non identificabile che si coprivano la testa con le giacche. Mi ha salutato e dopo me lo sono ritrovato davanti al portone, che mi chiedeva riparo perché pioveva ancora. E’ andata a finire che gli ho gridato qualcosa di terribile per le scale, mentre se ne andava dopo un ulteriore amplesso frettoloso. Almeno son sicura che non farà altre cazzate a cercarmi, dato che l’ho già fatta io a fidarmi di uno così. Magari l’avrà pure detto agli amici, tipico di quell’età vantarsi. Ventitré anni meno di me, capisci? Che stupida.
Di altri, mi è rimasto assai poco, tranne quelli per cui ho scritto qualcosa sul diario. Con alcuni mi sento ancora, molti mi hanno annoiato. Da come fanno l’amore intuisci la routine dei loro amplessi, la consuetudine che si portano dietro anche in camera da letto. Gli fai due giochetti e diventano matti, ma a cosa sono abituati?
Un altro lo ricordo perché durante il sesso non fiatava, non una parola, è venuto e non ha fatto un sospiro, niente! Me ne sono accorta dal suo cazzo che pulsava, dentro di me. Ti giuro, neanche un soffio è uscito da quella bocca. Ho immaginato l’abitudine a farlo con il figlio che dorme nella camera accanto, o nella stessa stanza, in silenzio e al buio. Che tristezza.
Nel diario ci sono anche cose riferite al passato, ad Enrico e poi il solito Roberto. Preso a piccole dosi, mi ha fatto star bene.
- Ancora?- Mi pare di sentire la tua voce come fai sempre quando ti parlo di lui. Lo so, lo so, è troppo giovane. Ma ora basta, ho chiuso anche con lui, un bambino egocentrico ed opportunista.
E’ passato un anno, dodici lunghissimi mesi, eppure ogni volta che torno in città, quando scendo a quella determinata fermata della metropolitana mi torna in mente Enrico, quando mi aspettava lì fuori, a volte mi pare ancora di scorgere la sua figura, il suo viso tra la folla ed il mio cuore ha un sobbalzo. Ma cosa devo fare per perdere la memoria di lui?
Ho scritto e scritto, ed ora il diario è finito. Non c’è più spazio, ho chiuso definitivamente quelle pagine. Come quei disegni da bambina, lo guardo e non mi appartiene più. Non sono più io quella, sono mutata.
Ho deciso di partire, Laura, nel pacco troverai anche una copia delle mie chiavi di casa, per qualsiasi evenienza. Ho venduto la mia automobile. Starò via a lungo, non so ancora di preciso quanto e dove andrò. Non avrò cellulare né altri marchingegni elettronici, non voglio più contatti con il mio vecchio mondo. Sei autorizzata, se qualcuno dei miei familiari te lo chiede, a far leggere queste pagine, almeno capiranno le motivazioni del mio gesto.

Ti abbraccio forte. Ti voglio bene,

Adele

lunedì 2 maggio 2011

Il diario di Adele Prima parte



Cara Laura,

ti chiederai il perché di questo pacco, accompagnato da una lettera vergata a mano.
Al telefono ti ho chiesto di aprirlo soltanto dopo averla letta tutta, me l’hai promesso, ricordi? Non sono più abituata ad usare la penna su un foglio totalmente bianco, sto quasi facendo fatica ad andare dritta , a rendere leggibile la mia calligrafia, ma così mi pare cosa più intima, più vera e soprattutto adatta a quello che ti sto per dire. E mi ricorda quando, al liceo ci confidavamo nei nostri rispettivi diari. Io sul tuo e tu sul mio.
In tutti questi anni non ci siamo mai perse, ed ogni volta risentirsi, rivedersi, è stato come riannodare i fili di un legame mai sciolto. Quanto abbiamo parlato, quante cose ci siamo raccontate, soprattutto io. Tu sei sempre stata più riservata, più restia ad esporti. Il tuo contenerti mi dava l’idea di una grande forza interiore, come il tuo saperti dosare negli affetti e nella vita. Ho quasi invidiato la tua pacatezza, la regolarità della tua esistenza. Ogni volta ti travolgevo con i miei racconti, le mie inquietudini. Ti ho chiamato spesso per un consiglio, sei stata la mia bussola, il mio punto di riferimento. A volte quasi brutale nel tuo mettermi di fronte alle decisioni che non volevo prendere, severa. E non abbiamo mai litigato, mai. Ci siamo completate, tu invece hai ammirato il mio vivere senza regole, la mia assoluta libertà, i colpi di scena, la passionalità.
Laura, sapessi quanto mi ha stancato questo essere sempre in balia delle onde. Non devi invidiare la mia indipendenza, la tua quotidianità è così ricca, tu non te ne rendi conto di quello che hai.
Dentro il pacco c’è un mio diario. Non ti fare ingannare dalla copertina rosa, dal bimbo adagiato su un tappeto di margheritone. All’apparenza potrebbe sembrare quello di un’adolescente, ma aprendolo non vi troverai cuoricini e disegni fatti con i pennarelli colorati, come nel diario di scuola. Ti ricordi quanto abbiamo riso, quell’estate sotto l’ombrellone quando l’ho ritrovato? Sembravamo due adolescenti. Ci abbiamo messo quasi due giorni a leggerlo tutto, mentre i tuoi figli prendevano il sole inconsapevoli, nuotavano ed andavano sul pedalò. Erano le tue parole che leggevamo.
In tutti questi anni tu sai quante case ho cambiato, e nei diversi traslochi molte cose sono andate perse, evidentemente oggetti senza importanza, ma i miei diari mi hanno seguita sempre. Chissà, forse nel caos della mia vita ho cercato di mantenere un punto fermo, almeno nella mia memoria. E’ curioso che tu invece ti sia spostata soltanto di poche centinaia di metri dalla casa dei tuoi genitori, sulla stessa strada, ed un bel giorno hai deciso di gettare tutto. Che dispiacere quando mi hai confessato che hai cercato tanto quell’agenda e poi ti sei ricordata che un giorno hai voluto cancellare quello che rimaneva di quegli anni, hai avuto timore che tua figlia leggesse. Io invece ho persino ritrovato le pagine che ti avevo scritto quando lei era nata. Anche tu avevi la tua zona d’ombra, la tua parte buia e nascosta, è questo che hai avuto paura che lei scoprisse? Io so cosa conteneva quel diario, ma ora sei un’altra, sei una donna.

tdx