Copyright

Dopo innumerevoli miei scritti trovati in rete voglio ricordarvi che il plagio è un reato e che in base alla legge sul diritto d'autore il contenuto di questo blog non può essere riprodotto. Eventuali citazioni sono consentite solo dopo aver contattato l'autore, solo a condizione che ne venga chiaramente citata la fonte, che non venga utilizzato a scopi commerciali, e che non venga alterato o trasformato. La maggior parte delle foto sono prese in rete, se ne siete proprietari e volete farle eliminare, contattatemi. Licenza Creative Commons I racconti erotici di Vuerre by Vuerre is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.

martedì 28 febbraio 2012

Oggi

scendendo dal treno  a Termini ero di fretta, non avevo neanche mezz'ora per arrivare dall'altra parte di Roma.
Il tempo di prendere un trancio di pizza con la mozzarella fumante e mi sono incamminata verso la metro. Proprio mentre stavo pensando: chissà se lo becco...Zac! lo vedo proprio in cima alla scala mobile, insieme ad un altro ragazzo. Mi avvicino, mi vede e fa un movimento come piegandosi sulle gambe e sgranando gli occhi, tipo bum! Ciao. Capisce subito che non ho tempo.Vai di fretta? si si... è tardi... Poso i piedi su quei gradini metallici. Non mi giro, no, non mi devo voltare mi ripeto mentre do un morso alla pizza. Sono quasi arrivata in fondo che mi sento un braccio sulle spalle. Ma dove vai così di corsa... dove vai... vieni ti devo far vedere una cosa.
Una cosa?
Si, una cosa che non hai mai visto
Ah! Vorrei rispondergli che ho visto già tutto di lui. Poi non so perché mi immagino sia un nuovo tatuaggio, e lo seguo. Ma quanto sono ingenua, eh?
- Ma dove mi porti?? No, nei bagni no eh?
- Quando ti vedo... vedo o sole. Però mi piaci di più con gli occhiali, sai?
- Con gli occhiali?- Ah si ora ricordo, l'ultima volta, mentre leggevo gli orari dei treni avevo gli occhiali.
- Si sai perché? mi sembri una segretaria, una professoressa.
Ecco ora anche i giochi di ruolo ci mancano. Se penso a quanto ho odiato quelle lenti da ragazzina, ora invece scopro che a certi uomini eccitano pure... mah misteri dell'animo maschile... averlo saputo prima!
Non ho voglia, non ho voglia e ho poco tempo... arriviamo vicino ai bagni e si dirige verso un ascensore. Apre la porta e subito appena entriamo mi è addosso...
Io ho la borsa a tracolla sotto un'ascella, lo zaino sulle spalle, la pizza  nella mano destra con la mozzarella che mi sta colando sul pollice e lui che mi infila le mani dappertutto.
- Ahio mi fai male! - Ma possibile che mi debba massacrare le tette ogni volta?
- Fatti toccare solo un po'... e intanto infila le mani sotto la gonna, poi dietro
- il tuo culo.. il tuo culo fammelo sentire... -
e intanto continua a schiacciare i bottoni, le porte si aprono ad ogni piano. Mio Dio è un incubo!
- No dai così non mi va- finisco la frase e mi caccio l'ultimo pezzo di pizza in bocca. Almeno una mano è libera.
- Ah preferisci sul treno eh?
- no, dai lasciamo stare... accompagnami alla metro

6 commenti:

  1. Bel racconto da leggere tutto in un fiato... Quella stazione termini a volte mi tormenta, andando o venendo da lavoro incontro donne che mi attirano come non mai, mi eccitano e spesso mi ricambiano gli sguardi.. Ma per un motivo o l'altro vado sempre di fretta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si alla stazione è tipico... da ... sveltina! :-)

      Elimina
  2. Mi piace questo racconto, sarà perchè sono una fruitrice di stazioni, treni e persino della fretta!
    Yin

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e pure io sempre sul treno! Stasera ed anche domani... di nuovo in viaggio!
      Vu

      Elimina
  3. Addio, Vu s'è data alla letteratura. Mo' come se fa?

    RispondiElimina

tdx