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venerdì 11 giugno 2010

LA TOMBA ETRUSCA



Piove, il terreno umido fa affondare i miei tacchi nell'erba bagnata. Nelle mie narici odore di muschio, odore di fieno.
Ti conosco appena, eppure mi sono fidata di te. Male.
Mi hai portato a pranzo in un ristorante vicino ad una zona archeologica di Roma, ed ora, eccomi qui… ma dove mi stai portando?

Ti seguo con curiosità, mi hai promesso che mi farai vedere una tomba di epoca etrusca. Sai che qui se ne trova una che pochi conoscono, hai lavorato ai restauri che hanno permesso di riaprirla al pubblico. Eppure oggi non c'è nessuno, a Roma basta un po' di pioggia perché tutto si fermi. Ecco perché il custode all'ingresso ci guarda con curiosità, o forse ha già capito quello che non ho capito io, piccola ingenua che sono. Arriviamo a un grande tumulo di terra, ricoperto da erba verde, c'è un'apertura e noi ci entriamo. Ecco che mentre scendo le ripide scale, avverto di nuovo quell'odore di muffa, di tufo fradicio e comincio ad avere paura. Ma perché sono qui?

Giriamo intorno alla pianta circolare, al centro un muro umido e trasudante di roccia tufacea. Mi sento come un animale in trappola, sottoterra, voglio uscire subito da questo posto, e completato il giro comincio a risalire velocemente le scale. Tu mi segui, sento i tuoi passi sui gradini dietro di me.

:- "Io vivo di emozioni- "frase improbabile da dire mentre si appoggia una mano sul culo di una donna, eppure ti è uscita così, come fosse stata preparata ad arte. E un attimo dopo io giro la testa e la tua lingua invade la mia bocca, mentre io rimango su un gradino al di sopra di te, sento le tue mani sopra la stoffa della gonna, sopra i glutei, e poi le dita che si insinuano sotto, accarezzano le gambe e il ricamo delle mie autoreggenti, poi salgono più su, verso quella striscia di carne bianca, delicate ma al tempo stesso decise, sanno dove andare. Spostano l'elastico delle mutandine e si intrufolano tra la mia peluria, si fanno strada tra le grandi labbra fino dentro il mio sesso e vi affondano, senza nessuna reticenza da parte mia.
La testa mi scoppia, vorrei continuare a salire quei gradini, mentre vedo dall'apertura in cima alle scale la pioggia che continua a scendere, e nessun rumore intorno, solo il tuo respiro vicino al mio orecchio. Eppure non lo faccio, rimango li su quel gradino, come impietrita, gli occhi alla pioggia e la testa da un'altra parte. Perché vorrei scappare, e non riesco a muovermi, mentre sento il mio fiore di carne che si schiude, facendo colare il nettare sulle tue dita, sulla tua mano. Lentamente mi giro del tutto, ma ancora non scendo da quel gradino, come avessi i piedi incollati. Non posso più negare la mia eccitazione, tu non hai distolto le tue dita da dentro di me, ma ora ne sfili uno intriso delle mie gocce di piacere e te lo porti alla bocca, assaporandone il gusto.
- Come sei buona, mi fai venire voglia di mangiarti.
Scendi di qualche gradino ed ora sei con il viso di fronte al mio centro pulsante, lo guardi, lo baci, con tocchi leggeri delle labbra, poi sento la punta della tua lingua sul clitoride indurito…scende e risale nuovamente, si muove dolcemente provocandomi delle leggere scosse, succhi le mie labbra bagnate mentre nuovamente le tue dita mi esplorano… ne sento due dentro di me che si muovono ritmicamente, simulando quello che tra poco farà il tuo sesso, così immagino. Non posso trattenere un gemito di piacere, le mie gambe si piegano e cedono facendomi cadere in avanti, sopra di te che mi accogli tra le tue braccia, mi sollevi ed atterro in quell’antro umido. Caldo e umido dentro di me, freddo e umido fuori.




Ora siamo al centro della tomba, in un passaggio stretto, mi baci nuovamente facendomi sentire il sapore che è rimasto sulle tue labbra. E’ come assaggiare me stessa, mi scopro leggermente salata ma con un fondo di dolce, tenero. E’ diverso dal sapore di un uomo, più forte e deciso. Mi piaccio.
Siamo uno di fronte all’altro, ora, sento la tua eccitazione, la tua virilità contro il mio pube irrigidirsi, ti strofini sulla mia fessura gocciolante ed ho voglia di vederlo, di sentirlo. Allungo una mano verso il tuo sesso, ti apro la cerniera e lo prendo, lo accarezzo dolcemente solo con il pollice tenendo ferme le altre dita, mentre lo sento crescere nella mia mano. Adoro vederlo così, che si gonfia al massimo, così turgido con le vene gonfie, la cappella tesa e liscia. Solo ora la mia stretta si fa più decisa, vado su e giù guardandoti negli occhi, mi piace il tuo sguardo pieno di desiderio. Mi baci con gratitudine, la tua lingua non è ancora sazia, ma ora sono io che ho voglia di assaggiarti..

Scendo lentamente rimanendo accovacciata in equilibrio, senza inginocchiarmi sul terreno fradicio. Ora sono io che mi gusto il tuo odore, il tuo sapore… annusandolo, leccandolo sulla punta, girandoci intorno con la lingua e poi succhiandolo, prendendolo in bocca tutto mentre tu, in piedi , mi accarezzi i capelli ed accompagni il mio movimento con la mano, muovendoti dentro la mia bocca. Sollevo lo sguardo verso di te, ma tu non mi fai finire, senza parlare mi blocchi, mi prendi per le braccia e mi aiuti a sollevarmi, mi rigiri e mi appoggi al muro umido di fronte a noi. Mi sollevi del tutto la gonna, mi togli le mutandine e mi accarezzi i glutei, prima delicatamente, poi più rudemente mi apri le natiche e ti abbassi a leccare nuovamente il mio nettare, insinuando la lingua dentro la mia fica, poi risalendo verso l’alto arrivando al mio ano, leccando anche quello. Mi sento completamente in tua balia, totalmente arresa, e mentre continui a lambirmi introduci un dito nella mia fica ed un altro nell’ ano che si apre facilmente lubrificato dai miei e dai tuoi fluidi.

Ora lo voglio, lo voglio dentro di me… tu sembra che abbia sentito la mia richiesta mentale, ti sollevi e sento il tuo cazzo eretto che si fa strada per entrare in me…. La mia fica è così umida che il tuo uccello scivola dolcemente in me arrivando fino in fondo. Io rimango con le mani e le braccia appoggiate sul tufo fradicio, in piedi, mentre tu ti muovi dentro di me, lentamente. Il sentirmi gemere ti eccita, i tuoi colpi si fanno sempre più decisi, mi prendi per i fianchi e mi attiri verso di te. Alterni movimenti più bruschi con altri più lenti, mi cingi il petto dolcemente, le tue mani mi scoprono i seni che escono dalla costrizione del reggiseno, ed ora si aprono a coppa sulle mie soffici rotondità, me le contengono delicatamente, mentre i tuoi colpi sono violenti; il tuo sesso è duro e le tue mani morbide. Un continuo alternarsi di dolcezza e ruvidità: in basso, nelle mie profondità, avverto la tua forza, verso l’alto la tua delicatezza. Mi sposti i capelli dalla nuca, mentre mi mordicchi il collo ed avverto dei brividi lungo tutta la schiena, la inarco.



Tu cogli il mio invito, esci dalla mia fica per insinuare il tuo cazzo bagnato dei miei umori tra le mie natiche, ritrovando il buchino che avevi appena dilatato. Ci appoggi la cappella e la spingi delicatamente, facendolo cedere ed aprire intorno al tuo cilindro di carne, piano, millimetro dopo millimetro. Una volta che sei tutto dentro cominci a muoverti con colpi più decisi, avverto un leggero spasimo iniziale che presto cede il posto al piacere, mi rilascio e mi abbandono ad un sentimento diverso, più profondo, mi offro totalmente a te.
Intanto le tue dita mi prendono i capezzoli, me li torturano, ora sono diventate severe mentre quel brivido continua e li rende ancora più turgidi. Poi la tua mano scivola sul mio clitoride, lo accarezza mentre sento i miei umori che mi colano tra le gambe, le gocce scivolano sulle cosce aperte… mi sembra di impazzire. La mia eccitazione esalta anche te, lo sento sempre più duro, mi riempi e mi dilati sempre più, più a fondo, fino a farmi godere, in un orgasmo che parte dalle viscere, mi scuote e mi fa vibrare tutta, le gambe, i glutei si contraggono mentre grido così forte che mi copri la bocca con una mano perché non mi sentano.
Ma nessuno può sentirci ora, siamo soli in un alone freddo imbevuto di morte, sottoterra, in silenzio, senza parlare. Amore e morte, Eros e Tanathos, la mia piccola morte e la tua, preceduta da pulsazioni dentro di me, fino alla tua esplosione, come una vampa, al calore che mi invade. Rimani dentro di me… dammi il tuo seme, ora. Dammi la tua vita.



©Copyright 2010- I racconti erotici di Vuerre

7 commenti:

  1. QUESTO E' IL MIO PREFERITO PERCHE' HO UN RICORDO DI GIOVENTU'...................
    LUTH

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  2. le mie labbra piangono... ti ho appena letto.

    mi piace bagnarmi leggendo i tuoi racconti

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  3. ahhh davvero?? bene vuol dire che fanno effetto :-) anche altri hanno commentato in tal senso ma pvt sul forum... :-)

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  4. rafforzo il concetto di acquachiara ..ogni volta che lo leggo la mente vola.......grande VR
    luth

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  5. "Mi sposti i capelli dalla nuca, mentre mi mordicchi il collo ed avverto dei brividi lungo tutta la schiena, la inarco"
    (accompagnato dall'immagine ad hoc)

    Da brividi...puoi dirlo forte!!


    cavallo pazzo

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  6. Questo è anche un mio ricordo, ma pensandolo ti ho vista accanto a me, come nel bellissimo racconto.
    Giunisca

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  7. Grazie, grazie a tutti!!
    @Cavallo pazzo, non è facile trovare sempre immagini adeguate... che fatica!!
    @francesco l'hai fatto anche tu in una tomba etrusca?? Pensavo di essere l'unica! :-)

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tdx